Sono mamma e sono troia

Scritto da , il 2012-06-29, genere incesti

Già da diverso tempo mi ero accorta che mio figlio Marco si comportava in modo strano e la cosa mi lasciava alquanto perplessa , da quando si era lasciato con Francesca la sua ragazza, sembrava soffrire di una certa apatia verso le ragazze della sua età, quasi volesse trovare sicurezza fiducia ed amore, era attratto dalle persone più grandi di lui, manifestando un particolare interesse per la mia persona, più di una volta mi ero accorta che spiava con insistenza il mio corpo, ed era prepotentemente attratto dalle mie gambe, lasciandomi sorpresa in un primo momento e successivamente preoccupata, fino al punto che avevo optato per i jeans anche in casa per evitare che i suoi occhi scrutassero fra le pieghe della mia gonna, durante i momenti di relax sul divano, oppure nel disbrigo dei lavori domestici.

Il senso di malessere che provavo in quei giorni, aveva creato un ambiguità che si diversificava su due fronti, la curiosità di una situazione che eccitava la mia fantasia, e la certezza che tutto ciò era puramente virtuale, di conseguenza irrealizzabile, anche se più di una volta mi ero domandata cosa sarebbe successo se io avessi assecondato quello che probabilmente passava per la sua testa dando libero sfogo ai tabù ed ai divieti dovuti dal vincolo della consanguineità.

Passato un certo periodo, la sensazione strana che mi aveva posseduta nei mesi precedenti si era affievolita, Marco sembrava più rilassato e l' interesse per una sua compagna di liceo mi tranquillizzò, lasciandomi con un pizzico di amaro in bocca, frammisto a gelosia, nonostante mi rendessi conto che quella era sicuramente la cosa migliore per tutti.

Nonostante i miei 39 anni con un impiego di commessa indaffarata tutto il giorno a spostare vestiti e capi d'abbigliamento, mi ritrovavo alla sera stanca accusando il peso della fatica, pur sapendo che ad allegerire questo stato erano i tre principi fondamentali della mia vita, mio marito (anche se dovevo aspettare il suo rientro al sabato, dalla sede di Milano dove era stato trasferito cinque anni prima), mio figlio Marco e la mia casa.

Come tutti gli anni decisi di prendermi un breve periodo di ferie nel periodo di settembre, amavo questo mese, inoltre avrei potuto partecipare al concorso di pittura organizzato dal "gruppo arti figurative" del mia città, e siccome la scelta del soggetto da dipingere era libera, optai per una versione paesaggistica.

Alle dieci del mattino mi preparai per recarmi in collina, avevo calcolato che sarei arrivata quando la luce era migliore e i colori e le tonalità erano all'apice della loro luminosità, quando ad un tratto sentii la porta di casa aprirsi, era Marco:

“Mamma sono tornato prima, manca l'insegnante d'inglese”

Vedendomi tutta bardata con il mio cavalletto da campo, la valigetta dei colori, una gonna dai colori mimetici più un giubbotto multitasche sorrise e disse:

“Mamma posso venire con te......... sembra che tu debba partire per la guerra e si fece una sonora risata”

Accettai, ma dentro me un brivido percorse la mia schiena, sentii che stavo bagnando il tassellino delle mutandine, maledii quella sensazione e ripetei dentro la mia testa

“stupida, scema è tuo figlio”

Salimmo sulla vecchia panda, e seguendo la strada collinare raggiungemmo uno spiazzo dentro un boschetto dove lasciammo l'auto e camminando per altri dieci minuti, all'improvviso apparve la vallata davanti a noi, lo spettacolo era mozzafiato quindi meritevole di essere immortalato.

Sistemai le mie cose mentre Marco si sedette per terra vicino a me, consapevole che dalla sua posizione poteva vedere le mie gambe fino alle cosce, non feci nulla per restringere il suo campo visivo e maliziosamente assunsi una posizione che gli permise di spaziare con lo sguardo ben oltre.

Era uno strano gioco del vedo e non vedo, ero cosciente che tutto questo era pericoloso, però mi piaceva e provocava un marasma di sensazioni bellissime, cercavo di essere calma, ma l'eccitazione stava per avere il sopravvento

La voce di Marco diventò nervosa e balbettante la cosa mi dava un senso di sadica soddisfazione:

“Mamma hai delle gambe stupende sono veramente belle “

Facendo finta di disinteressarmi di quello che aveva detto, risposi:

“Lo so mi è stato detto da molte persone”

Iniziò un dialogo improntato su diversi argomenti facenti parte della sfera famigliare e sessuale,
ora la voce di Marco era più ferma e sicura e le sue domande più mirate....... a bruciapelo mi chiese:

“Mamma da quando sei sposata con papà, hai mai scopato con altri uomini”

La sua domanda mi fece trasecolare, ed avrei voluto rispondere negativamente, ma in effetti alcuni anni prima il matrimonio con suo padre era entrato in crisi riducendo i nostro rapporto al minimo essenziale........e di conseguenza dopo una corte asfissiante avevo ceduto alle lusinghe di un mio collega, pertanto decisi di dirgli la verità.

“Si Marco ho fatto l'amore con un altro uomo alcuni anni fa”

Notai che la mia risposta creo una reazione strana a mio figlio..........ebbe un'erezione....... la cosa mi sorprese e mi lasciò senza parole, non mi sarei aspettata che questa cosa l'avrebbe eccitato cosi vistosamente, la domanda successiva mi fece capire che mio figlio godeva nel sapere che ero stata posseduta sessualmente da altre persone.

“Mamma ma lui ti è venuto dentro la pancia”

Ora ero veramente imbarazzata, avrei voluto troncare il discorso, ma risposi pregandolo di non farmi altre domande di questo genere:

“Si Marco mi è venuto dentro la pancia e ti anticipo anche la risposta successiva, ho goduto molto”

Marco si alzò da terra e dal di dietro mi abbraccio, appoggio le sue labbra sul mio collo e disse:

“Scusa mamma se sono stato indiscreto, però mi piace parlare di questi particolari scabrosi, il solo pensiero che altre mani ti abbiano spogliata, toccata, manipolata e fatta godere mi eccita tremendamente, in particolare se poi hanno depositato nel tuo utero il loro seme...... questa cosa mi fa semplicemente impazzire”

Rimasi sconcertata il mio cuore cominciò ad accelerare i battiti........ricordo che sussurrai:

“Figlio mio sei proprio un maiale”

Mentre mi diceva questo si appoggiò a me e con dolcezza mi girò verso di lui, istintivamente chiesi:

“ Marco cosa stai facendo”

“Nulla mamma ora ti do un bacio sulla guancia”

Senti la sua bocca appoggiarsi sulla mia pelle per poi spostarsi verso la mie labbra......... le baciò mordendole teneramente, facendomi letteralmente girare la testa.

“Marco ti prego che intenzioni hai”

Chiesi con voce flebile e timorosa, pur sapendo già quale sarebbe la risposta.

Ora il pene di mio figlio era appoggiato alla mia pancia e ne sentivo la durezza e la consistenza, con delicatezza mi fece appoggiare la tavolozza ed i colori a terra, spingendomi verso l'auto, mi ritrovai fra lui e la portiera dell'auto, sentii le sue mani sfiorare il mio volto, accarezzare i miei seni per poi scendere lungo i fianchi fino ad artigliare i bordi della gonna......... la senti sollevarsi verso l'alto lasciando il mio inguine coperto solo dai collant e dalle mutandine, in un attimo di lucidità cercai di oppormi, sentivo che stavo per commettere un'azione da molti giudicata irresponsabile e sporca, anche se la voglia m'incitava di lasciarlo fare...... perché tutto sommato in fondo era quello che volevo anch'io.

Fingendo un pizzico di vergogna e paura accennai ad una blanda difesa, che non convinse me..... ne tanto meno mio figlio.

“Marco ti scongiuro sono la tua mamma fermati qui, siamo ancora in tempo, tesoro ho paura di pensare........Marco sarebbe un incesto............ non prendo la pillola potrei rimanere incinta”

La mia preghiera rimase inascoltata la gonna finii a terra, Marco s'inginocchio davanti a me ed affondo il suo viso fra le mie gambe, aspirando l'odore del mio sesso a piene narici, l'unica cosa che riuscii a dire in quel momento fu:

“Marco sono sporca ho fatto la pipi e non mi sono lavata...... per favore....ti prego smettila”

“Mamma mi piace l'odore della tua figa, anche l'odore della tua pipi mi eccita “

Queste parole fecero bagnare ulteriormente le candide mutandine di pizzo.

Le sue mani prima giocherellarono con la fragile trama del collant, poi lo fecero scivolare verso il basso, arrotolandolo fino alle caviglie, la bocca di mio figlio comincio a leccarmi e mordicchiarmi le gambe soffermandosi sulle cosce, specialmente nella parte interna dove la pelle bianchissima e più delicata, era soggetta a lasciare dei segni inequivocabili, lo pregai pertanto di smettere ricordandogli che fra pochi giorni sarebbe tornato suo padre e questa cosa avrebbe potuto crearmi dei problemi.

Con la mano sposto di lato il bordo delle mutandine ed introdusse un dito dentro la mia fessura:

“Mamma sei fradicia.....sei una puttana.

Lasciai che mi chiamasse con questo epiteto e ne provai piacere anche perché la mia libido stava raggiungendo livelli altissimi e mai conosciuti.

La sua lingua cominciò a leccarmi e succhiare le calde pareti vaginali titillando il clitoride ormai turgido, facendolo uscire completamente fuori dal cappuccio, le sue mani sembravano centuplicarsi le sentivo in tutto il corpo esploravano, palpavano, stuzzicavano, ogni angolo nascosto provocandomi tremiti e gemiti di godimento puro.

Marco si calò pantaloni e boxer, strappo le mie mutandine, liberò le caviglie dalla morsa del collant e il suo pene si apri un varco forzando le teneri pareti della vagina, come una spada apre le carni il suo arnese scivolò dentro la mia pancia, la posizione non agevolava l'amplesso, perciò l'aiutai avvinghiando le mie gambe al suo busto senti la cappella toccare il fondo del mio utero e benché questo mi provocasse dolore il godimento era talmente grande che tutto il resto passò in secondo piano, i suoi colpi erano violenti e possenti, e cadenzavano i nostri inguini che urtandosi provocavano un rumore sordo e cupo, dalla sua bocca uscivano parole dolci alternate a frasi che in altre occasioni avrei ritenuto offensive, lo sentivo veramente mio era meraviglioso, sentire il suo arnese dentro il mio utero e nella foga dell'amplesso cominciai a morderlo sulle spalle sul collo lasciandogli succhiotti per tutto il corpo.

La sensazione che provavo in quel momento era bellissima ero mezza nuda in una radura fra le colline con mio figlio che mi stava scopando, sventrando, e nella mia testa passavano pensieri sconci, e si avvicendavano come in una sequenza cinematografica, in quel momento avrei voluto essere posseduta con violenza da molti uomini, sentire le loro mani toccarmi, possedermi, violare ogni mio pertugio, fino a lasciare il mio corpo svuotato di ogni forza di ogni energia, ma sazio del godimento dei miei stupratori.

La bocca di mio figlio cerco la mia, ci baciammo appassionatamente le nostre lingue si cercarono e si avvinghiarono in un vortice di delirio, poi come preso da un raptus di violenza Marco fece fare la stessa fine delle mutandine, al reggiseno, lacerandolo in più pezzi, lasciando i miei seni scoperti pronti per essere succhiati, leccati e baciati, i rosei capezzoli furono l'oggetto della sua attenzione furono letteralmente torturati.

Cambiammo posizione (alla pecorina) e questo mi permetteva di sentire con maggiore intensità le contrazioni della vagina per ben due volte ero riuscita a trattenere l'orgasmo, rallegrandomi del magnifico arnese che avevo dotato mio figlio, poi i miei gemiti iniziali si trasformarono in sibili di godimento..... non capivo più nulla volevo sentire il seme di Marco sopra il mio sedere.........invece.......

Un mare caldo invase internamente la mia pancia senti il suo sperma depositarsi dentro ogni angolo della mia vagina, mio figlio era venuto con violenza dentro me, escludendomi ogni possibilità d'intervenire al fine di evitare un'eventuale gravidanza, la cosa m' indispettii e l'apostrofai in malomodo definendolo un cretino.

Il giorno seguente Marco cercò d'intavolare un discorso ma la rabbia e la paura era talmente grande, che solo dopo una settimana ricominciammo a riallacciare i rapporti.

Inizialmente in modo quasi distaccato, poi un po per volta il disagio che aveva condizionato i giorni passati, sparii lasciando spazio alla sintonia che avevamo instaurato precedentemente fra parole dolci e baci la domanda che più mi aspettavo arrivò puntuale:

“Mamma hai scopato con papà”

Mi venne da ridere, e conoscendo la sua soglia d'eccitazione risposi:

“Si tesoro ho dovuto farlo.... ma non ho goduto ho fatto finta, e il mio pensiero era rivolto a te”

“Mamma sei solo mia, TI AMO moltissimo, però ho paura che tu sia rimasta incinta”

“Amore non ti preoccupare l'altra sera con tuo padre l'abbiamo fatto senza preservativo perciò”

Mi guardò e sorridendo maliziosamente sussurrò:
“Mamma sei una grande troia”

Mi sollevò da terra, mi adagiò sul divano, in un attimo mi ritrovai nuda con le gambe spalancate e Marco sopra me .........


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Racconto scritto da Carlotta Braga Mamma di Marco.
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