Accendino 2

Scritto da , il 2022-02-16, genere trans

Mi chiamo Carlo, mi trovo in una situazione assurda, appartato in un bosco a pochi metri dalla statale, i pantaloni abbassati, la trans Giulia in ginocchio col mio uccello in bocca, il cellulare che suona "cazzo mia moglie"
Il panico, non so che fare, vorrei che lei continuasse quel pompino che mi sta facendo morire, nello stesso tempo sparire e dimenticare ció che stavo vivendo. Giulia non si scompone anzi sembra più infoiata di prima, ingoia completamente il mio cazzo, guarda il cellulare che spunta dalla tasca dei miei pantaloni afflosciati a terra, lo prende me lo passa e con voce roca ma decisa "amore rispondi, sarà ancora più eccitante" esito mentre il cellulare continua a suonare e Giulia mi osserva segandomi lentamente e palpandomi il culo mi dice "amo hai un gran bel cazzo, se rispondi te lo lecco tutto" era la cosa che desideravo di più, sentirlo scivolare in quella bocca. Con voce rotta dall'eccitazione "pron..to cara" lei con voce seccata " ma dove sei? Perché non rispondi?" la lingua di Giulia stava assaggiando il mio uccello, lentamente lo vidi sparire nella sua bocca " stavo chiaccherando con i colleghi Gianna, non ho sentito, scusa" lei inviperita e sospettosa "è un minuto che sta squillando, quando torni?!!" Giulia mi sussurra "metti il vivavoce voglio sentire la tua mogliettina cornuta, dai che te lo ingoio tutto" mi ribello, scuoto la testa, non voglio, questo è troppo "tra poco parto, stai tranquilla" Giulia smette di succhiare si alza, mi lecca il viso, sposta il cellulare, mi mette la lingua in bocca e sussurra "metti il vivavoce amo se vuoi che scenda ancora al piano di sotto, dai tesoro altrimenti smetto" non riesco più a reagire, metto il vivavoce "Carlo hai una voce strana, sembri diverso, vabbè io vado a nanna, peccato avevo messo un intimo nero trasparente e oggi mi sono anche depilata, sembro una bimba di 5 anni" io non rispondo, lei seccata chiude la telefonata. Giulia sorride, sa che gli uomini arrapati ragionano solo con l'uccello "sei scortese con la tua mogliettina, l'hai fatta arrabbiare, aveva voglia di cazzo proprio come te, dai toccamelo, l'hai proprio trascurato, senti com'è grosso e non preoccuparti ti svuoto io stasera" le sfioro le cosce, piano risalgo verso l'inguine, sento il glande che mi sfiora la mano, lo accarezzo e lo sento crescere, Giulia mi si appiccica addosso, sento l'odore acre del suo sudore, la sua lingua mi sta scopando la bocca, "dai amore che sono piena vai giù" esito, lei mi spinge in basso, sento la punta del suo cazzo sulle mie labbra "apri tesoro dai, fammi vedere quanto sei bravo" allungo la lingua, sfioro il glande, un leggero sentore di urina mi blocca, non posso leccare qualcosa che probabilmente ha pisciato pochi minuti prima, sento una mano dietro la nuca che spinge e con l'altra mi tappa il naso, sono costretto ad aprire le labbra e lentamente il suo glande entra nella mia bocca. "Bagnalo amore senti com'è buono, tutto per te, dai così, bravo ingoialo di più, sei proprio una troietta, brava" dopo pochi secondi di disagio inizio a succhiarlo con voglia, quel sentore di urina ora mi eccitava ancora di più. accucciato ai suoi piedi, leccavo quel bastone scuro con la cappella dentro la bocca, le sue tette danzavano sopra di me, con una mano le carezzavo le cosce, con l'altra le palpavo il culo di marmo, poi con la lingua le leccavo le palle che sentivo piene zeppe di sperma, lei mugolava di piacere "amo non c'è la faccio più sto per godere" poi all'improvviso vedo il mio cellulare tra le sue mani, schiaccia due pulsanti "sto richiamando la tua mogliettina, voglio sborrare con lei in vivavoce, mi eccita da impazzire, dai su sta suonando rispondi" sono atterrito, sento gli squilli, spero non risponda, dopo qualche secondo "pronto Carlo che vuoi, sei partito?" poi sempre più nervosa "non sento il tumore dell'auto, dove cazzo sei?" Giulia mi sta segando sopra di me, la sua mano si muove frenetica, non riesce a trattenere la voce, mugola di piacere "scusa Gianna mi è partita la telefonata senza volere parto ora" chiudo la telefonata mentre Gianna " cosa stai facendo, cosa si sente, che sono questi rum...." spengo il cellulare, guardo Giulia, ha inarcato la schiena, mi sbatte il suo cazzo sul viso, passo la lingua dalle palle al glande e sento che dentro il suo uccello sta scorrendo la sborra, lei mi guarda, mi apre la bocca e appoggia il cazzo sulla lingua, con voce rotta dall'eccitazione "stai ferma puta...sto godendo...troia....sborroooo" un getto caldo e vischioso sulla mia lingua, sul viso, sui capelli, mi cola giù su camicia e pantaloni. Dopo pochi secondi mi fa alzare, mi lecca il collo un bacio sulla bocca piena del suo latte bianco, mi morde il lobo e...."amore sei stato grande, sei proprio una brava troietta, guarda quanta ne ho fatta, ti ho bagnato tutti i vestiti, lo senti l'odore del mio sperma?chissà cosa dirai alla tua mogliettina, adesso tocca a te, vieni che ti faccio godere" si mette alle mie spalle, da dietro mi sega e mi palpa tra le natiche, mi passa un dito sulla bocca " bagnalo un po' vedrai ti piacerà, scommetto che quella cornuta di tua moglie non ti fa godere così" poi quel dito si sofferma sullo sfintere, piano piano cerca un varco "sei stretto amore, hai proprio una bella fica, stai fermo" sento dapprima fastidio, poi lentamente cresce il piacere, entra quasi per intero, lo muove avanti e indietro, un dito nel culo e l'altra mano sul cazzo, mi sta facendo impazzire. Sento la sborra che sale, porto le mie braccia dietro schiena e gli stringo le chiappe contro il mio corpo, siamo incollati, mi sta succhiando il collo, a voce alta, in un attimo di lucidità grido "nooo quello no Giulia, noooo....poi mi lasci...il segno" non si ferma, io impazzisco "siiii.....dai....sborroooo, succhia dai mordi, dio che bellooo ahaaa" uno schizzo bianco, poi un altro e un altro ancora, vacillò mi sostiene lui, mi abbraccia, sussurra "bravo, quanta sborra avevi dentro, hai mai goduto così? dimmi la verità" non rispondo, guardo le mie gocce di sperma sul prato, ci allontaniamo, Giulia mi porge dei fazzolettini , mi pulisco un po', mi rivesto, guardo pantaloni e camicia macchiati, comincio a pensare di aver fatto una grande cazzata, lei sta già tornando al suo marciapiede, la guardo sculettare sul tacco 12. Salgo in macchina, la saluto, lei mi si avvicina, abbasso il finestrino "non fare quella faccia tesoro, abbiamo fatto solo quello che desideravamo, a proposito...il tuo accendino lo tengo io, se ne hai bisogno la prossima volta te lo restituisco" sorrido e penso... sicuramente non ci sarà una prossima volta, è stato un grande errore, a volte si sbaglia, parto verso casa, speriamo Gianna dorma.....
Continua

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