Virtuale

Scritto da , il 2021-10-24, genere masturbazione

Settembre 2017

Si erano dati appuntamento per quella sera alle nove. Lui era fuori per lavoro, mentre lei era sola a casa perché suo marito era impegnato con l'ennesimo torneo di calcetto, tanto per cambiare. Non si sarebbero visti di persona, abitavano troppo lontani per poterlo fare. Il loro era un rapporto virtuale nato da poco.
Tutto era cominciato circa un mese prima con uno scambio di mail a proposito dei racconti, che entrambi si dilettavano a scrivere e poi pubblicare su un sito di racconti erotici. All'inizio era stato solo uno scambio di opinioni e curiosità, ma poi, man mano che la confidenza cresceva la corrispondenza era diventata sempre più fitta e avevano cominciato a parlare di sesso in maniera sempre più intima e personale raccontandosi esperienze e fantasie.
Chiara si trovava veramente bene a parlare con Jacopo. Se era uno di quei segaioli sfigati​, che di tanto in tanto le scrivevano via mail, lo sapeva nascondere veramente bene, dietro al suo modo di fare colto e discreto. Jacopo dal canto suo era intrigato da Chiara e la spronava ad approfondire sempre più la loro conoscenza, anche se poi lui non si svelava mai veramente fino in fondo, preferiva, su alcune cose, lasciare il beneficio del dubbio, un po' per provocarla e un po' perché era il suo carattere.
Giorno dopo giorno la loro intesa cresceva sempre più, si scrivevano in continuazione, da mattina a sera, lui dal suo ufficio e lei da casa. Solo nel weekend interrompevano le comunicazioni, perché entrambi avevano famiglia e non potevano correre il rischio di farsi scoprire.
In breve tempo si erano ritrovati a volersi, a provocarsi, a scriversi cose sempre più porche e spinte e alle parole avevano fatto seguito foto e filmini. Non di rado Chiara si svegliava la mattina trovando sul suo cellullare, come buongiorno, una mail di Jacopo con in allegato una foto del suo cazzo in erezione e lei stessa la sera, prima di andare a dormire, preparava per lui un buongiorno speciale.
Nel giro di un mese Chiara aveva mandato a Jacopo foto e video di lei in ogni posa possibile e immaginabile. Mentre si masturbava, mentre si faceva la doccia o si spalmava la crema, sdraiata nuda sul divano oppure sul letto e lui ricambiava sempre mostrandole tutto il suo gradimento.
Per Chiara era qualcosa di inedito. Lei, così timida e riservata nella vita di tutti i giorni e in perenne conflitto con la sua immagine, aveva scoperto un piacere perverso nel riprendersi e nel mostrarsi. Si eccitava e non poco.
Dei due, comunque, era sempre Jacopo quello che cercava di alzare la posta e portare la loro conoscenza a un livello superiore. A un certo punto le aveva chiesto addirittura di sentirsi al telefono, era curioso di sentire la sua voce. Chiara era parecchio titubante, se c'era una cosa che tutti le dicevano sempre, era che aveva una brutta voce, al limite del cacofonico, ma lui l'aveva convinta, era molto abile nel tessere la sua tela e soprattutto desideroso di sentirla godere e di godere insieme a lei.
Per eccitarsi, mentre si toccavano, si raccontavano reciprocamente come sarebbe stata una loro possibile ed eventuale scopata. Lei di come gli avrebbe succhiato il cazzo, quel cazzo, che oramai, a dispetto del suo volto, conosceva così bene e lui, di quanto gli sarebbe piaciuto prendersi il suo culetto vergine, violare quell'ano così stretto e inesplorato, che spesso chiedeva di vedere in foto. A volte aggiungevano pure una terza persona nelle loro fantasie, infatti, era desiderio di entrambi una cosa a tre, ma se a causa della distanza era già difficile pianificare un incontro a due, figurarsi in tre!!! Era comunque pur sempre bello immaginarlo e poi Chiara, nonostante i dubbi e le perplessità, era veramente curiosa di conoscere Jacopo di persona, di vedere se quella attrazione sia fisica che mentale, che avvertita nei suoi confronti, si sarebbe mantenuta tale o sarebbe scemata. Sì, lo desiderava e molto...
Malgrado tutto però faceva molta fatica a lasciarsi andare con lui al telefono, spesso rimaneva sospesa al limite dell'orgasmo, a volte ci rinunciava del tutto. Jacopo la esortava a non essere così contratta e timida, ma lei sapeva bene che per poter godere aveva bisogno dei suoi tempi, delle sue fantasie, di nessuno che la distraesse dal raggiungere la meta. Il suo non era un orgasmo urlato, non era fatto di parole oscene, era più discreto, fatto di sospiri, di gemiti. Forse, nemmeno poi così interessante da sentire, ma Jacopo non mollava. Così, quella sera in cui erano soli, nudi davanti al computer e con il telefono in mano, avevano iniziato il loro gioco fatto di provocazioni e battutine. Lui aveva preteso una foto di lei, come prova che fosse nuda e lei in cambio ne aveva voluta una del cazzo di lui, di quel cazzo, che non smetteva mai di stupirla per quanto era grosso e duro, quel cazzo, che oramai, desiderava sempre più provare in tutti i suoi buchi.
Chiara quella sera si sentiva particolarmente vogliosa e meno inibita del solito e Jacopo l'aveva percepito. Tra una parola e l'altra la sentiva gemere, sospirare, la voce incrinarsi per il godimento, ma non era mai abbastanza, così, semplicemente, a un certo punto aveva deciso di stare zitto e in quell'insolito e improvviso silenzio, Chiara aveva chiuso gli occhi e si era definitivamente lasciata andare. Ora sentiva solo la mano di Jacopo fare su e giù sul suo pene nell'inconfondibile atto di masturbarsi ed erano proprio le sue mani che stava visualizzando nella sua mente mentre si toccava. Quelle bellissime mani, che tanto desiderava sentire sul suo corpo, così perfette per accarezzare e stringere i suoi seni, per scendere lungo il suo ventre e con le dita dischiudere le sue piccole labbra scivolose e umide del suo piacere...poi non erano più le sue dita che vedeva...era la sua cappella gonfia e bagnata a solleticare il suo clitoride, a scendere lungo la sua fessura per poi fermarsi giocare con l'entrata del suo sesso e penetrarla con un colpo secco... era questo che Chiara immaginava mentre muoveva sempre più velocemente le dita nel suo sesso con le gambe oscenamente aperte e il suo respiro che diventata sempre più corto e affannoso, mentre Jacopo dall'altra parte del telefono la incorraggiava sussurrandole qualche parolina...
Se avesse potuto annullare la distanza tra di loro, avrebbe voluto trovarsi davanti a lui in ginocchio a succhiargli per bene il cazzo... avrebbe voluto essere la sua cagna, la sua troia, la sua puttana sfondata... e sotto l'impulso di tutti quegli stimoli Chiara era venuta sospirando e tremando di piacere in tutto il corpo...
Un refolo d'aria entrava dalle fessure delle persiane chiuse a rinfrescarle la pelle accaldata, si sentiva bene in quell' istante di beatitudine che segue subito dopo un orgasmo e soprattutto molto appagata e non solo fisicamente, ma anche mentalmente.
Poi, si era rivolta a Jacopo.

- Hai visto?! Non è stato poi granché...

- È stato comunque intrigante ascoltarti...

Erano andati avanti a parlare ancora per un po'stuzzicandosi e scambiandosi impressioni, poi l'arrivo improvviso del marito di Chiara li aveva interrotti. Si erano salutati al volo con la promessa di risentirsi l'indomani e in un lampo lei si era rivestita.

Molto presto quel sesso telefonico sarebbe stato soltanto un lontanissimo ricordo, sostituito ben presto da videochiamate e chat sempre più erotiche e bollenti, che un giorno avrebbero visto il loro culmine in un incontro dal vivo...


















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