Certe cose ti rimangono dentro e ti cambiano.

Scritto da , il 2021-04-14, genere gay


Certe cose ti rimangono dentro e ti cambiano. Anche inconsciamente. Soprattutto se accadono da ragazzi.
Non e' un racconto di fantasia ma la mia storia.
Per me il tutto inizio' in collegio con le prime esperienze con i miei coetanei nella masturbazione e poi nell'esplorazione del sesso con fellatio e penetrazioni reciproche.
Erano anni in cui i collegi piu' prestigiosi erano gestiti da prelati e da loro collaboratori per la supervisione dei nostri alloggi (ognuno aveva la propria camera con bagno).
Purtroppo capitava che qualcuno fra gli adulti appena menzionati, con scuse varie, provasse a fare allusioni o a tentare veloci carezze o palpate per vedere la eventuale reazione o mancanza della stessa se non qualche forma di sottomissione che avrebbe poi portato a ben altro.
Sia ben chiaro che non ho mai subito ne' visto subire alcuna forma di costrizione o violenza.
Tutto era basato sul rapporto gerarchico eventualmente associato a dei rimproveri per comportamenti non in linea con le regole del collegio che potevano poi scaturire in altro se il ragazzo non opponeva alcuna resistenza e rimaneva solo passivo. Uno se ne poteva andare fuori dalla stanza del prelato o del supervisore senza che nessuno lo bloccasse: al massimo si prendeva una punizione per quello che aveva combinato.
Posso essere piu' esplicito e diretto cosi' riesco a spiegarmi meglio.
Quando iniziano certe pulsioni sessuali e vivi all'interno di un collegio, seppure prestigioso, solo maschile e' abbastanza normale che si cerchi di soddisfarle in qualche maniera. Era l'inizio degli anni 80 e internet non si sapeva cosa fosse.
Le riviste porno ci venivano passate dai piu' grandi del liceo e noi iniziavamo a masturbarci nelle nostre camerette.
Da li, però, si passava a guardarle insieme ad un compagno anche se era severamente vietato stare nella stanza di un altro.
Sfogliare quelle riviste significava pero' masturbarsi insieme ma anche, poi, toccarsi a vicenda. E quindi iniziare a masturbare l'amico e poi col tempo a prenderne in bocca il membro e a farsi fare lo stesso.
Le prime eiaculazioni e la consapevolezza del piacere della trasgressione.
Non era nulla legato all'omosessualita': le riviste mostravano donne che venivano penetrate in ogni buco da uomini e l'eccitazione era per la porcaggine femminile.
Ma... in collegio c'erano solo ragazzi.
Quindi le pulsioni venivano soddisfatte fra di noi.
Con gli anni si passava a strusciare i nostri cazzi fra le natiche dell'altro compagno di giochi. A quel punto pero' le prime penetrazioni arrivavano velocemente. Si provava tutto. Poi c'erano quelli piu' dominanti che lo mettevano e basta e c'erano quelli piu' remissivi che lo prendevano e comunque se ne godeva.
Il problema pero' non e' questo.
Il problema nasceva se venivi beccato da un sovrintendente. Erano o giovani preti o preti laici.
Comunque adulti.
C'era chi ti faceva la ramanzina. Chi ti dava lo scappellotto e basta ma anche chi voleva altro.
Ti chiedevano di andare nella loro stanza e iniziavano a redarguirti ma poi iniziavano a fare domande sempre piu' esplicite e dirette perche' capivi che si eccitavano ad ascoltare le tue risposte. E lo vedevi spesso dal rigonfiamento della patta per chi indossava la divisa coi pantaloni.
Dopo averti fatto parlare ti davano una carezza per tranquillizzarti o ti mettevano una mano sulle cosce mentre ti spiegavano dove era il peccato.
Se tu stavi fermo e non reagivi allora andavano oltre. Io gia' avevo fattezze molto efebiche perche' ero rossiccio di capelli e con la pelle molto chiara e inoltre ero molto timido di carattere.
Per cui le loro attenzioni erano particolarmente evidenti con me.
Non dicevo nulla se non rispondere a domande dirette e non reagivo mai.
Quando lo capivano sapevano che potevano spingersi sempre piu' in la. Mi chiedevano di spogliarmi per verificare che non avessi segni fattimi da altri compagni per verificare che non ci fosse violenza. E io mi facevo guardare e anche toccare perche' con quella scusa esaminavano il mio pene e anche il mio culetto.
La scusa era sempre uguale ma chissa' perche' mi infilavano sempre un dito nel buchetto per poi aumentare con due dita e verificare se era chiuso o gia' aperto.
Io rimanevo fermo e loro capivano che potevano fare di tutto. Mi toccavano il cazzo e le palle e se vedevano che c'era una minima reazione capivano che era fatta. Allora iniziavano a masturbarmi per farmelo indurire e dicevano la solita frase sentita decine di volte: "ma allora ti piace. Sei proprio un porcellino".
Quello era il momento in cui si spogliavano e si facevano masturbare o succhiare.
Quando erano sicuri che avrei fatto tutto senza obiettare si spingevano oltre chiedendomi di penetrarli se erano passivi o chiedendomi di inchinarmi sulla scrivania o sul divano per scoparmi. Io ero gia' aperto pero' vi posso garantire che essendo un ragazzo certi cazzi erano veramente grossi da prendere nel mio culetto.
Poi succedeva che mi "passassero" al loro superiore che cosi' sapeva di avere a che fare con uno gia' preparato e, soprattutto, che non avrebbe mai fatto storie.
Con gli anni pero' quello che era sostanzialmente sbagliato divenne una normalita' per me.
Ed e' proprio questo che volevo dire all'inizio di questo racconto. Certe cose ti rimangono dentro. Io ho avuto tante ragazze e mi sono sposato. Pero'... la ricerca della trasgressione e' sempre stata dentro di me. Non ho mai avuto rapporti omosessuali da quando sono uscito dal collegio. Non cerco uomini ma... ho frequentato i cinema porno di Milano quando volevo trasgredire. Mi sedevo e mi masturbavo durante la proiezione e mi piaceva quando qualcuno si sedeva vicino a me e mi toccava o masturbava. Non sono mai andato oltre a questo con delle venute copiose sui sedili imbrattati di quei cinema per le masturbazioni e le palpate di perfetti sconosciuti ma la cosa mi dava piacere.
Ho sempre frequentato trans e sono sempre stato sia attivo che passivo: mi piace essere penetrato da un trans ben dotato e ne provo piacere. Con mia moglie abbiamo sempre trasgredito. Le ho detto subito del mio modo di vivere il sesso con trasgressione e senza tabu'. L'ho introdotta nei Club Prive' e nel mondo dello scambismo con atti completi con uno o piu' uomini. Godo nel vederla scopare con altri e nel vederla godere per mezzo di altri. Lei lo sa e mi asseconda anche scopando senza di me e poi raccontandomi cio' che ha fatto e facendomelo scoprire. Queste trasgressioni e i rischi che ne conseguono (non sono stupido e i rischi sono molteplici) non sono la norma. So che alla fine sono la conseguenza di cio' che ho vissuto da ragazzo. Pero' non riesco a farne a meno.
Ecco perche' all'inizio scrivevo che certe cose ti rimangono dentro e ti cambiano.

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