Liberare la sessualità di una figlia

di
genere
incesti

Non c'è cosa peggiore che ostacolare le pulsioni sessuali. Si creerebbero soltanto delle situazioni di frustrazione e infelicità che scaturirebbero poi in comportamenti incontrollati e pericolosi.
La sessualità deve essere naturale e basata sui propri impulsi e i propri desideri. Il resto è religione e controllo eccessivo delle persone. Questo, ovviamente, implica ogni forma di rigetto verso la violenza e la sudditanza fisica o psicologica dei minori.
Daniela, la figlia che ebbi insieme alla mia prima moglie, venne ad abitare con noi poco dopo il compimento dei diciott'anni. Poteva scegliere liberamente e decise di lasciare la casa della madre naturale (che adorava) per venire a vivere con me e la mia nuova compagna. Persone che la mia ex moglie ha sempre descritto come "balordi senza alcuna morale e ammalati di sesso border line". Il fatto è che un adolescente si sente attratto da certe persone più che esserne spaventato. E' incuriosito e vuole capire meglio più che giudicare e basta.
La mia compagna, Simona, non ebbe alcun problema ad accettarla in casa. Forse immaginava che se ne sarebbe andata in poco tempo o forse era incuriosita dalla presenza della ragazza.
Simona fu subito chiara sia con me e sia con Daniela: non cambieremo le nostre abitudini e il nostro stile di vita solo perché c'è una persona in più in casa.
Questo fu chiaro al 100% e stava bene anche a me.
Daniela, però, più che in soggezione era fortemente incuriosita dal volere conoscere meglio il motivo per cui sua madre naturale parlava sempre male di noi.
E Simona... non si tirava certo indietro nel rispondere ai suoi quesiti.
Le raccontò di come ci eravamo incontrati in un Club Privè mentre scopavamo fra di noi senza limiti dopo pochi minuti che ci eravamo incontrati, lasciando i nostri partner di allora nel giro di un mese. Le raccontò del fatto che quel mondo era la nostra passione. Scambi di coppia, orge in feste private, trans, video privati che poi avevano cominciato a girare incontrollati sul web. Tutto girava intorno al sesso border line senza farsi alcuna inutile morale.
Simona mi diceva poi che Daniela, con gli occhi sbarrati, non solo non si vergognava di quei racconti ma faceva sempre più domande e voleva avere sempre più particolari. E la frase di Simona che mi colpì fu "è proprio figlia tua. Quella ragazza, non offenderti, è una troietta tanto quanto lo sono io. Non mi vede certo come una madre, è ovvio, ma mi vede come la donna navigata che lei vorrebbe essere. Se non la indirizziamo e non la controlliamo rischi che si metta a fare certe cose con le persone sbagliate e possa fare qualche cazzata".
Porco il padre e troia la figlia come era la sua compagna: il destino è veramente pazzesco.
Simona, comunque, non aveva torto. Era meglio che facesse esperienza col sesso trasgressivo tramite Simona che non con sconosciuti. Glielo dissi e lei, Simona, ne fu contenta. Un po' per vera protezione verso Daniela e un po' per maialaggine perché la conoscevo bene.
Il giorno stesso Simona andò a parlare con Daniele dicendole che ne aveva parlato con me ed eravamo entrambi d'accordo nel farle fare qualsiasi esperienza volesse col nostro beneplacito e con la nostra guida. Daniela aveva gli occhi luccicanti e rispose che avrebbe seguito Simona come un'amica navigata o una sorella maggiore. Simona iniziava a pregustare la cosa e gongolando le rispose "mi piacerebbe che mi vedessi come la tua matrigna piuttosto che amica o sorella: lo troverei più stimolante...".
Daniela, che era sveglia e furbetta come non mai, capì al volo: "ma certo, mammina, anche agli altri diremo che sei la mia matrigna. Sarà ancora più divertente per entrambe".
Simona, la sera stessa, nel nostro letto, mi raccontò della risposta di mia figlia e dell'accordo fra di loro di vederla come sua matrigna.
Era eccitata in maniera incredibile della cosa e nel chiedermi se mi stava bene iniziò a toccarmi l'uccello e a masturbarmi. Nel mentre mi chiedeva se mi autorizzava ad essere la matrigna un po' porca con Daniela per introdurla nel nostro mondo border line del sesso no limit. Il mio cazzo diventava duro per la sua manipolazione ma lei, furbescamente, prese la cosa come una mia piena approvazione: "vedo che ti è diventato duro all'idea. Sei proprio un vero maiale e un cuckold patentato. Ora lo sarai anche con lei e non solo con me". In realtà era lei ad essere eccitata come non mai e si impalò sul mio cazzo muovendosi come un'ossessa e urlando il suo piacere anche per farsi sentire da Daniela. Che era nella sua camera non lontano dalla nostra.
Finito l'amplesso si recò in bagno per lavarsi e, ancora nuda, entrò in camera di Daniela che era, ovviamente, sveglia e con fare innocente le chiese se avesse sentito le sue urla di piacere.
Daniela era nel suo letto con Simona completamente nuda che le parlava e la scrutava.
Allora aggiunse "Daniela, guarda che non c'è nulla di male nel sesso. Dimentica le barriere morali e religiose con cui ti ha cresciuta quella santa donna di tua madre, che rispetto e a cui voglio un mondo di bene. Adesso devi iniziare a vedere il sesso come gioia e piacere".
Daniela la ascoltava ma il suo sguardo era rivolto verso i peli pubici neri corvini e folti della vulva di Simona. Che non perse occasione per chiederle "ti piacciono i miei peli folti? Li tengo così perché a tuo padre eccitano. Tu come sei li sotto? Non vergognarti, fammi vedere".
Daniela si riprese dopo un paio di secondi e decise di abbassarsi i pantaloni in cotone del pigiama che indossava. Simona poté osservare, allora, una fichetta completamente rasata e in bella mostra. Le sorrise facendoli i complimenti e le domandò se volesse toccare la sua folta peluria e di non farsi problemi: "siamo fra donne, non devi farti problemi".
Daniela allungo' la mano sulla fica coperta di peli scuri di Simona e iniziò ad accarezzarla. Era ovvio che Simona prese la palla al balzo e iniziò ad accarezzare la fichetta glabra di Daniela. Solo che quest'ultima si limitava ad accarezzare la vulva di Simona mentre lei, da vera porca navigata, indugiava sulle labbra esterne della ragazza e, appena sentì i primi umori bagnarle le dita, non si fece troppi problemi e iniziò a penetrarla con dolcezza con l'anulare. "Daniela, non essere timida. Sento che ti piace. Se vuoi puoi fare lo stesso con me". Daniela, allora, non se lo fece ripetere e iniziò a inserire le sue dita nella fica ormai fradicia per l'eccitazione della sua matrigna. Una, due e poi tre dita che andavano su e giù. Umori che sgorgavano dalle fiche di entrambe le donne. L'eccitazione saliva e i mugolii continui erano ben udibili anche dalla mia camera. Cristo santo: che avessi la compagna Troia non era una novità ma che anche mia figlia lo fosse era una novità.
Alla fine di quel primo amplesso saffico entrambe andarono in bagno a lavarsi e Simona si offrì di aiutare Daniela ad asciugarsi dopo la doccia giusto per avere l'opportunità di toccarla e palparla ovunque per vedere le sue reazioni. La ragazza era una vera troietta con la quale avrebbe potuto divertirsi.
Finite le abluzioni del caso Simona tornò in camera mia e senza aspettare un secondo mi tolse il lenzuolo da dosso e guardò il mio cazzo che era ancora in erezione. Sorrise e mi disse che ero un porco senza limiti e che mia figlia era una troia degna di lei. "Caro Andrea, sarai cuckold al quadrato con me e tua figlia". A quelle parole la sua mano iniziò a muoversi velocemente sul mio cazzo e in pochi secondi io venni all'impazzata. Simona sorrise e, con la mano imbrattata dal mio sperma, si alzò dal letto per andare in bagno a lavarsi non prima, però, di essere passata in camera di Daniela a farle vedere la mia sborra biancastra e densa e dirle tutta soddisfatta "sembra che tuo padre approvi al 100% quello che faremo da oggi in poi". Quella puttana senza limiti si avvicinò al letto e le disse di annusare la mano: "ecco, questo è il suo odore. Direi che sarai libera di fare tutto ciò che vorrai, nei limiti che io di darò, ovviamente. Finché ti piacerà, tu ed io ci divertiremo. E sii certa che si divertirà anche tuo padre, seppure in maniera indiretta".
Non mi era MAI passato neppure per l'anticamera del cervello di volere fare qualcosa con Daniela. Ci mancherebbe. Però l'idea da vero cuckold di saperla fare determinate cose... inutile nasconderlo... mi eccitava. Non è etico e non è morale. Ma mi eccitava. E la mia compagna di follie e di vita lo sapeva molto bene.
E si divertiva della cosa. E si approfittava della situazione. Godendone in maniera assoluta lei stessa.
Un giorno Simona propose a Daniela di andare in un Hammam di Milano che frequentava da anni. Bagno turco e massaggi per trovare, almeno un giorno alla settimana, quel relax e quell'appagamento personale di cui ogni donna ha bisogno. Spesso si incontrava con sue amiche del giro di scambisti che avevamo formato negli anni e con cui avevamo stabilito delle relazioni forti e di fiducia reciproca visto che nessuno poteva giudicare gli altri. Daniela fu introdotta a loro con molta nonchalance da parte di Simona: "vi presento la mia neo acquisita figliastra. Ho deciso che la educherò con passione ai piaceri della vita e della libertà di espressione. E da quello che ho potuto constatare in questi primi giorni... è un'adepta di eccellente qualità".
Le altre donne, tutte dell'età di Simona fra i quarantacinque e i cinquant'anni, all'inizio rimasero un po' perplesse nel sapere essere mia figlia ma Simona le tranquillizzò dicendo loro che dovevano considerarla come parte di loro senza alcun problema dato che io avevo dato il mio assenso alla sua educazione sessuale.
Nessuna disse nulla e Simonale invito' ad entrar nella stanza piastrellata dedicata ai Bagni di Vapore. Si sedettero ognuna al proprio posto e lasciarono scivolare i loro asciugamani per coprire solo le natiche. Gli occhi di tutte erano puntati verso Daniela e Simona godeva sommessamente della cosa. Allora prese l'iniziativa e ad alta voce disse a mia figlia: " su, alzati e fai vedere alle tue nuove amiche che fichetta rasata e liscia che hai. Lei, un po' titubante ma ubbidiente, eseguì quanto chiesto da Simona e si mostrò completamente nude alle donne presenti. "Su ragazze, non siate timide: toccatela pure. Non morde mica!"
Martina, la più esuberante di tutte, dall'alto dei suoi cinquant'anni di esperienza in certe situazioni borderline non si fece pregare e si sedette vicino a Daniela. Inizio' ad accarezzarle i seni ancora acerbi e di piccole dimensioni e fece scivolare la mano verso il sesso dell'adolescente. Con curiosità e delicatezza iniziò a sfiorarla prima e a toccarla con voluttà subito dopo. Quando si decise ad infilarle due dita dentro sentì che la ragazzina era bagnata e a quel punto le estrasse e se le portò alla bocca. Si rivolse a Simona, allora, con queste parole: "questa ragazzina promette bene. Credo che debba entrare di diritto nel nostro gruppo di puttane senza limiti. Se poi suo padre non ha niente da obiettare... meglio ancora".
A quel punto si inginocchiò davanti alla ragazza e le allargò le gambe per tuffarsi fra le sue cosce e leccarla in ogni anfratto. Daniela si faceva fare e godeva girando la testa all'indietro. Le altre donne, allora, si fecero avanti e cominciarono a palparla ed esplorarla in ogni orifizio. Una di loro si accorse che il suo buchetto era stretto e chiuso e se ne uscì con questa frase "dopo che c'è la saremo ripassata per bene fra di noi vecchie troie, dobbiamo farle aprire il culetto per bene. Cosa ne dite di Ahmed?"
Ahmed era il massaggiatore professionista di quel Hammam che tutte loro avevano "assaggiato" anche per altri tipi di massaggi "profondi" e ne avevano testato le doti nascoste visto che era dotato di una proboscide di 26 centimetri di lunghezza e dal diametro simile al polso di un uomo.
Simona sorrise di gusto, mentre si masturbava, e rispose che la cosa le piaceva parecchio ma che prima avrebbero dovuto aiutarla a dilatare il culetto per evitare che soffrisse troppo.
Daniela nel frattempo era esplosa in una serie di orgasmi multipli visto che non aveva mai provato nulla del genere: sesso saffico e per di più con quattro donne insieme. Allucinante e perverso. Ma quello era solo una tappa iniziale del suo percorso.
Alla sera, sotto le lenzuola, come sempre, Simona mi racconta ciò che era successo quel pomeriggio e, come sempre, lo faceva toccandomi il cazzo per vedere se mi eccitavo. E il uccello non era molto bravo a mentire...
Mi diventava duro come l'acciaio e poi mi montava sopra raccontandomi i particolari più piccanti per venire insieme in maniera perversa. Che maiali che siamo...
L'indomani, mentre ero al lavoro, Simona invita le sue amiche per sverginare analmente mia figlia. La fanno spogliare e la mettono a pecorina dicendole di rilassarsi. Le applicano una crema dilatatoria ed emolliente sul buchetto e iniziano a penetrarla con molta calma con una serie di Dildo in lattice dalle forme e dalle dimensioni più diverse. Dal più piccolo per stimolarla analmente per poi passare a quelli più grossi quando vedono che il fiorellino anale si è allargato dischiudendosi ai loro occhi. Allora tolgono ogni residue di. Rema anestetizzante e dilatatoria e usano solo il gel anale: in quel modo sentirà tutto. Sia il piacere e sia il dolore. E loro si divertivano un mondo ad alternare piacere e dolore. Era necessario, le dicevano. Lei piagnucolava e mugugnava di piacere a ripetizione. Dopo un paio d'ore il suo buchetto non era più tale ed era incredibilmente allargato. Le donne iniziarono allora a infilarle più dita dentro per divertirsi e darle piacere. La leccavano ovunque e la facevano godere a ripetizione godendo loro stesso facendosi leccare da mia figlia che ubbidiva senza mai dire nulla.
Alla fine della sessione Simona le infilò un Plug anale con vibratore comandato a distanza e le disse che avrebbe potuto toglierselo solo per i suoi bisogni oppure dietro il suo permesso.
Quella perversa della mia compagna si divertì allora a farla accomodare a tavola con noi per la cena dicendomi cosa aveva infilato nel culetto e divertendosi a far vibrare il Plug in silicone ogni tre per due ridendo nel guardare le nostre espressioni di imbarazzo.
Daniela era più complice di Simona e lei si divertiva a plasmarla secondo il suo volere e i suoi dettami libertari. Andavano insieme a fare shopping sia di vestiti e sia di intimo e Simona si divertiva come una matta a farle fare da modella, facendola uscire dal camerino per mostrarla al negoziante di turno in tutta la sua bellezza e vedere le loro reazioni. C'era chi si imbarazzava. Chi la guardava con concupiscenza ma si limitava a quello. Ma c'era anche chi osava andare oltre. E quando Simona, con la sua esperienza di donna matura e navigata, individuava le persone giuste, si sentiva autorizzata a fare capire che era la sua figliastra proprio per verificare fino in fondo la natura delle persone. Dico persone perché c'erano anche delle donne e non solo uomini a partecipare a certi "giochi".
I più smaliziati, infatti, non si facevano problemi a fare complimenti a Daniela e a dare consigli su taglie e modelli che, guarda caso, erano sempre più sexy e succinti. Mia figlia si divertiva e si eccitava ad essere al centro delle loro attenzioni e la mia compagna a limitava ad osservare e a commentare solo in maniera entusiasta e quindi partecipe senza mai porre limiti.
Allora le gonne provate erano sempre più corte e attillate. Le camicette sempre più sbottonate. E i commenti sempre più aperti ed audaci. E se matrigna e figliastra ridacchiavano invece di fermarli, beh... si sentivano autorizzati ad andare oltre. Allora iniziavano a "sistemare" la gonna toccandole sedere e gambe. Oppure slacciavano o abbottonavano le camicette e con quella scusa sfioravano i seni e i capezzoli sotto la stoffa. Simona si eccitava a guardare tutto quello e gli sguardi di intesa con la sua neo-acquisita figliastra le davano una sensazione di potere assoluto.
I più sfrontati, di solito uomini o donne che erano i proprietari del negozio, andavano oltre dicendo che la ragazza poteva anche provare dell'intimo da abbinare visto che "si vedeva che era una ragazza assolutamente pulita e per bene". Come no...
Daniela allora si trasformava in una modellina improvvisata di intimo che più succinto non si può. Erano solo tanga con un filo appena accennato sul di dietro. Reggiseni di una taglia più piccola del dovuto. E a quel punto le palpate erano sempre più evidenti anche perché mia figlia ridacchiava sempre e Simona le diceva di non essere timida e che magari, così, le avrebbero regalato l'indumento indossato. A quelle parole, i più maiali, si spingevano oltre promettendo di tutto e di più e iniziavano a palpare natiche e seno e a fare scivolare le mani anche in mezzo alle gambe. I loro cazzo iniziavano a farsi vedere sotto i pantaloni, soprattutto se attillati e alla moda. Era questo che faceva eccitare Simona al punto di bagnarsi nelle mutandine.
Vederli appoggiare la patta rigonfia dei pantaloni contro il suo culetto e strusciarsi oscenamente per farle sentire la loro eccitazione al parossismo. Allora si avvicinava a loro e tirava giù la zip e, dopo essersi inginocchiata, iniziava una fellatio magistrale con la bocca che finiva in una sborrata veloce e liberatoria. Naturalmente, poi, se ne andavano coi sacchetti pieni di merce senza pagare nulla e con la promessa di tornare a trovarli.
Solo dopo qualche altra uscita Simona decise di coinvolgere la sua figliastra nella fase finale, facendo sì che fosse lei a fare il pompino finale o a farsi scopare davanti a lei. Il più maiale di tutti, un uomo corpulento e dai modi sbrigativi, decise addirittura non solo di scoparla in piedi ma anche di infilarglielo nel culetto senza troppi problemi. Pochi colpi e le sborro' sulle natiche per poi farsi pulire la cappella dalla ragazza. Quando si ricompose, soddisfatto, si rivolse alla mia compagna in questo modo: "ne ho conosciute di troiette, anche a pagamento visto che da decenni sono un puttaniere incallito, ma una ragazzina col culo così sfondato non mi era ancora capitata. Non so se l'hai addestrata tu perché sei la sua pappona o se è troia di suo fin da ragazzina ma la tua figliastra potrebbe fare parecchi soldi come escort".
Questa frase fece eccitare Simona ancora di più e la risposta fu diretta e veloce: "se sei disposto a pagare bene la prossima volta scopiamo tutte e due insieme a te".
In effetti quella frase fece scattare qualcosa nella testa di Simona. Ne parlò con le sue amiche più troie e strette, quelle dell'Hammam per intenderci, e propose loro una specie di accordo: per ogni cliente procacciato avrebbero preso il 30% dei soldi. In realtà erano tutte persone che non avevano bisogno di soldi ma era il gioco perverso del procacciare clienti e di cedere la ragazza per denaro come una vera puttana che le eccitava. E che eccitava mia figlia che si sentiva al centro di tutto e tutti.
Simona era diventata la sua protettrice a tutti gli effetti. Era sempre con lei. Magari nella stanza accanto del Motel di turno ma era lì. Con i clienti più perversi ed esigenti partecipava anche lei. Matrigna e figliastra insieme a scopare una accanto all'altra senza problemi. Ad esplorarlo con le dita e a baciarsi fra loro. A fare esplodere i cazzi dei clienti sulla loro faccia o in bocca per poi passarsi il seme per farli impazzire ancora di più. E meglio pagavano e più si concedevano anche col secondo canale o con più uomini insieme per piccole orge senza limiti o per fare divertire coppie perverse con mogli ancora più porche di noi che incitavano i mariti a sfondare il culetto di Daniela per poi verificare la dilatazione anale e l'arrossamento della rosellina anale e quindi venire oscenamente nella bocca della ragazza mentre si facevano leccare da lei.
Ogni sera, nel nostro letto coniugale, la mia compagna mi raccontava ogni dettaglio della giornata e mi mostrava i soldi che avevano raccolto con le loro porcate. E mi faceva godere come il cuckold malato che sono. E godeva lei come la puttana malata di sesso che è.
Cosa posso dire? Siamo tutti e tre fatti uno per l'altro o altra.
(terzosesso@protonmail.com)
scritto il
2026-02-06
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