Mia sorella Giorgia (3)

Scritto da , il 2021-02-05, genere incesti

E quel giorno tanto atteso arrivò.
Ci eravamo messi d’accordo per trovarci di sabato, così tutti e tre saremmo stati liberi dal lavoro, mia sorella aveva portato mio nipote dai nostri genitori con la scusa di fare le pulizie grosse a casa.
Arrivai da loro a ora di pranzo con una bottiglia di buon vino e mi fecero accomodare in soggiorno, si vedeva che anche Giorgia e Carlo erano emozionati, era la prima volta pure per loro.
Mia sorella indossava un vestitino leggero, più vedo che non-vedo, e nonostante fossimo in casa si era messa le scarpe col tacco. Il trucco era perfetto, l’ombretto evidenziava gli occhi scuri da cerbiatta e il rossetto rosa faceva risaltare le labbra sexy, il suo profumo mi fece indugiare sulle sue guance quando la salutai.
Mangiammo solo una pasta per stare leggeri, la spaghettata allo scoglio non durò molto sui piatti, evidentemente avevamo tutti fretta di passare alla portata successiva.
Il vino ci aiutò a rilassarci e a lasciarci andare, prima con i discorsi sempre più piccanti, poi con le azioni ancora più osé: infatti, finito il dolce, io mi alzai e andai a sedermi sul divano, mia sorella venne a sedersi accanto a me, mentre Carlo restò seduto a tavola continuando a chiacchierare con noi.
Come se niente fosse, Giorgia mi aprì la patta dei pantaloni e mi tirò fuori il pisello ormai barzotto, mentre me lo segava piano le luccicavano gli occhi oltre alle labbra. Si scambiò uno sguardo d’intesa col marito e calò quindi la bocca sul mio cazzo, io non potei fare altro che gemere e chiudere gli occhi scosso da un brivido di piacere.
Poi le tolsi il vestitino e lei si mise a quattro zampe alla mia sinistra in modo da poter guardare Carlo mentre me lo succhiava, lui cominciò a toccarsi l’uccello da sopra i pantaloni, io con la mano sinistra palpavo le chiappe a mia sorella mentre con la destra le accarezzavo i capelli e la accompagnavo nel pompino.
Quando le misi un dito nel culo, fece un urletto felice, non se lo aspettava in quel momento, nel frattempo Carlo si era avvicinato a noi e si era tirato giù pantaloni e boxer, il suo uccello cominciava a manifestare segni di eccitazione.
Decisi quindi di lasciargli il mio posto e mi alzai in piedi, andando poi ad inginocchiarmi sul divano dietro a mia sorella mentre lui si sedeva dov’ero io, Giorgia glielo aveva già preso in bocca contenta di quella sua erezione quando appoggiai il mio cazzo al suo buchetto.
- È meglio se io mi dedico solo al culetto, che dite? Non vorrei rischiare di diventare papà del mio futuro nipote! –
- Ok, è una buona idea, non credo comunque che ti dispiaccia dalla faccia che hai adesso… - rispose lei continuando a segare mio cognato, lui fece solo segno di sì con la testa perché non riusciva a parlare preso com’era dall’eccitazione del momento.
In effetti io avevo la salivazione a mille vedendo da vicino l’ano di mia sorella che alternava contrazioni e dilatazioni, fremendo dalla voglia di accogliermi; ci lasciai quindi cadere sopra un bel po’ di saliva e lo stesso feci sul mio pisello per lubrificarlo il più possibile.
Appoggiai la cappella all’orifizio e spinsi piano in avanti, non volevo farle male ma neanche essere troppo delicato, d’altro canto il dito che avevo infilato dentro durante il pompino l’aveva aiutata a prepararsi.
Lei all’inizio veniva solo spinta in avanti, con somma gioia di Carlo che vedeva sparire il proprio cazzo nella sua gola, poi diedi un colpetto un po’ più forte e riuscii a metter dentro la punta del mio uccello.
Giorgia usò il pisello del marito che aveva in bocca per strozzare un piccolo lamento, io continuai a spingere finchè fui dentro completamente e le mie palle si appoggiarono sulla sua figa fradicia.
Restai fermo qualche secondo per farla abituare alla mia presenza e poi iniziai a muovermi piano avanti e indietro.
- Ah che bello, finalmente, quanto ho aspettato questo momento! – mi lasciai scappare.
Gli altri due compagni di scopata mi fecero eco con gemiti più o meno soffocati, indici di un crescendo di godimento che lasciava presupporre un pomeriggio intenso.
Ormai avevo preso il ritmo nello scopare il culo di mia sorella e il mio cazzo adesso entrava e usciva che era un piacere, letteralmente; con una mano le reggevo un fianco per tenerla ferma quando arrivavo a fondo corsa e con l’altra le solleticavo il clitoride.
Mio cognato era bene in tiro e decise quindi che era giunto il momento di infilarsi sotto Giorgia: allargai le mie gambe per aiutarlo a scendere con le sue, si portò col cazzo in corrispondenza della patata della moglie, la fece abbassare e senza incontrare difficoltà glielo mise dentro e cominciò a scoparla.
- Aahh magnificooo, due cazzi dentro di me, non ci credo ancora… continuate a spingere, dai… - ci incitò Giorgia.
In certi momenti io e lui eravamo sincronizzati nella doppia penetrazione, entrambi dentro o entrambi fuori, in altri ci alternavamo dentro mia sorella, lui dentro e io fuori e poi viceversa, come i pistoni in un motore a scoppio.
Mio cognato e Giorgia si baciavano, finalmente di nuovo l’uno dentro l’altra.
- Che bello, Carlo, sentirti ancora dentro la figa dopo tanto tempo, mi è mancato il tuo cazzo… -
Terminato il loro momento romantico, mia sorella si voltò a guardarmi mentre continuavo a stantuffarle il culo, con una faccia da vera porca, io allora le presi i capelli con una mano e tirandoli leggermente all’indietro le feci inarcare la schiena, penetrandola ancora più a fondo.
Che goduria, non sarei durato a lungo perché era troppo piacevole, e Giorgia con le sue frasi sconce non ci aiutava a controllarci, anzi.
- Cosììì… non fermateviii… mi sento proprio una vacca con figa e culo occupati, dai che sto per venire… sììììì… godooooo… ancoraaa… -
Le sue contrazioni ebbero l’effetto di eccitarci ancora di più e così annunciai che stavo per venire, lo stesso fece Carlo.
- Sììì vengo anch’io… nel culooo… -
- Oh Giorgia… ti godooo in figaaa… -
Stavamo tutti e tre tremando, il piacere era un tutt’uno nei nostri corpi attaccati.
Poi la tempesta si placò e lasciò il posto alla quiete.
Rimanemmo con i nostri membri all’interno di Giorgia per un bel po’, io disteso sulla sua schiena per riprendermi, lei distesa sopra Carlo per godersi le ultime gocce di sperma schizzate dentro, lui sotto di tutti completamente appagato dalla nuova avventura.
Appena mi ripigliai, sfilai il cazzo ormai moscio dal culo di mia sorella e mi alzai per prendere delle salviette, tornai da loro e gliele porsi, Giorgia colava sperma da entrambi i pertugi, che spettacolo, era stravolta ma felice.
- Metto su la moka da tre? – disse ridendo.
Ci rifocillammo con caffè e liquorini vari, tanto per perdere le ultime inibizioni rimaste, poi andammo nella loro camera da letto, che era stata preparata in modo molto elegante: sul letto era disteso un lenzuolo di seta rossa e tutt’intorno le lampade emanavano una luce soffusa molto calda.
Mia sorella si sedette sul letto e io e mio cognato ci avvicinammo in piedi al suo viso, lei prese in mano i nostri piselli a mezz’asta e si diede da fare per farli tornare turgidi, aiutandosi con la bocca; ad un certo punto cercò pure di farli entrare entrambi contemporaneamente, ma dovette desistere perché eravamo ormai belli tosti e lei non era una pornostar.
Per provare una nuova posizione, stavolta mi stesi io sul letto e lei dandomi le spalle si infilò il mio cazzo nel culo ancora umido dalla mia sborrata precedente, e cominciò a muoversi con la schiena a pochi centimetri dalla mia faccia.
Carlo si mise sopra di lei e dopo averglielo rimesso dentro la figa riprese anche lui a scoparla.
Andammo avanti per un bel po’, nella stanza i gemiti si mescolavano al profumo del sesso, Giorgia aveva già avuto più orgasmi quando esclamò:
- Sento che state per venire, voglio che vi sfiliate da me e che mi veniate in faccia, tutti e due! –
Chi eravamo noi per opporci al desiderio di una donna così zoccola?
Davanti al suo viso ci smanettava impaziente, guardandoci a turno negli occhi con una tale malizia che stentavo a riconoscerla, ad un certo punto vidi mio cognato inarcare la schiena e godendo cominciò a sborrare in faccia a mia sorella, che prendeva gli schizzi con gli occhi chiusi e la bocca aperta. Quando lui terminò l’eruzione, Giorgia si voltò verso di me ed io, vedendola già impiastricciata di sperma, non resistetti oltre e le riversai addosso tutto il mio piacere, dandole una seconda mano di pittura sul viso.
- Che bello avere due maschioni a mia disposizione! – ci ringraziò lei mentre noi ci riprendevamo dall’orgasmo appena provato.
Ci sistemammo perché si era fatto tardi e prima di andarmene lanciai il sasso nello stagno:
- E se chiedessi ad una mia collega di aggiungersi la prossima volta? –
I cerchi avevano iniziato a propagarsi sulla superficie dell’acqua.



continua…


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