Giulia, diciottenne rosso fuoco

Scritto da , il 2021-01-13, genere incesti

Non tornavo a casa da anni; e quando dico "casa" intendo la mia città natale, Verona. Ho 35 anni ma da quasi un decennio lavoro come architetto in Germania, quindi le possibilità di vedere la mia famiglia sono sempre più rare.
Mia nipote Giulia però diventava maggiorenne e da piccola lei era molto affezionata a me, quindi approfittai dell'occasione per prendermi qualche giorno di vacanza e tornare a Verona.

Mio fratello più grande, il padre di Giulia, non le aveva detto che ci sarei stato anche io, quindi la sua sorpresa fu grande nel momento in cui mi vide entrare nel locale della sua festa. Giulia sgranò gli occhi e corse ad abbracciarmi.
Non vedevo mia nipote da... non so... più di 3 anni credo, e stentavo a riconoscerla; come mia grande sorpresa era percepire in quell'abbraccio il tocco di due grandi seni morbidi che premevano sul mio petto. Nella mia mente era ancora una bambina, ma il suo corpo non era più lo stesso.
- Zio! Che bello! non mi aspettavo ci fossi pure tu! Papà non mi à detto nulla. -
- Volevamo farti una sorpresa, e direi che ci siamo riusciti. Ma guardati! Sei bellissima! -
E lo era sul serio. Giulia aveva ereditato dalla madre i capelli rosso fuoco e gli occhi verdi, quel vestito lungo ed aderente faceva risaltare poi le sue forme di donna: i fianchi invitanti, la vita sottile e un seno da seconda abbondante.

La festa andò avanti tranquilla, ma poco dopo mezzanotte successe però un fatto che cambiò tutto. Stavo entrando nel bagno degli uomini, un amico di Giulia ne uscì sistemandosi la camicia nei pantaloni ma quello che non mi aspettavo era che in quel bagno c'era anche lei!
Giulia rimase un attimo paralizzata a vedermi poi disse: - scusa zio, ho sbagliato bagno -
Mentre stava per correre via notai sulla sua guancia una piccola traccia di sperma; doveva aver festeggiato con un bel pompino a quel ragazzo che avevo incrociato prima.
- Hey Giulia, pulisciti, prima che ti veda tuo padre -
Mia nipote si pulì e per la vergogna diventò rossa come i suoi capelli. Scappò fuori dal bagno e per il resto della serata non riuscì nemmeno a guardarmi negli occhi.

Il giorno dopo ero in hotel e qualcuno bussò alla porta della mia stanza. Era Giulia! Come avesse scoperto il mio alloggio non l'ho mai scoperto.
Mi sorprese mentre ero a torso nudo e jeans.
- Zio... io volevo scusarmi per ieri per quello che è successo... e grazie che non hai detto nulla a papà. -
- Sta' tranquilla, nessun problema, sono cose da ragazzi, alla vostra età è giusto divertirsi, anche io se fossi stato in quel ragazzo con una una come te... -
Ma che stavo dicendo? Quell'ultima parte me la potevo risparmiare, ma Giulia si era presentata nella mia stanza in shorts e canotta, era eccitante da morire, e dire quelle cose ad alta voce mi eccitava ancora di più.
Giulia sorrise maliziosa: - e se ci fosse una ragazza come me, davanti a te, proprio ora? - e mentre lo diceva mi accarezzava gli addominali con le dita.
I miei ormoni impazzirono, ma era mia nipote! per quanto bella potesse essere.
Poi si alzò sulle punte e mi diede un dolce bacio sulle labbra. I miei dubbi svanirono in un istante.
La abbracciai forte e ricambiai con un bacio ancora più passionale, finimmo sul letto senza nemmeno accorgercene.
Mi slacciò i jeans e mi abbassò le mutande rivelando la mia verga pulsante.
- mmh sì che bel cazzone, zio -
Cominciò a succhiarlo avidamente, sentivo la sua lingua stimolarmi la cappella e Giulia gemere di piacere in quell'atto.
Le infilai nel frattempo una mano nella canottiera per palparle il morbido seno fino a sentire il suo capezzolo turgido tra le dita.
Si staccò un attimo dal mio cazzo per togliersi la canotta e slacciarsi il reggiseno.
Quella visione angelica mi faceva impazzire, la presi per le spalle e la feci stendere di schiena, a quel punto le sfilai shorts e mutandine e la sua giovane figa si presentò ai miei occhi.
La stimolai con le dita mentre tenevo lo sguardo fisso sull'espressione di Giulia che si contorceva di piacere fino a non poterne più.
- Dammelo zio, ti prego, voglio il tuo cazzo grosso. -
La accontentai e la penetrai con forza; ad ogni mio affondo quelle tette ondeggiavano, allora le afferrai tra le mani e succhiai con forza i capezzoli rosa.
- Ah aaaah, mi piaceee, più forte! più forte! aaaaaah -
Non avrei mai immaginato sentire parole del genere da mia nipote ma non mi importava, volevo sfondarla fino allo sfinimento.
La presi anche da dietro e intuii che questa cosa era nuova per lei, ma la novità non la dispiacque, anzi.
Stavo per venire, allora sfilai il mio cazzo e glielo direzionai in faccia, lei si preparò ad accogliere il mio seme con la lingua stesa in fuori.
Schizzai tanto sul suo viso e delle gocce le colarono anche tra i seni.
Giulia si passò un dito lì, raccolse quella sborra e si mise in bocca il dito gustando fino alla fine il mio sperma caldo.

Da quella volta in poi il nostro legame si fece ancora più forte e quella passione segreta ci accompagnò per anni.

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