Al matrimonio di Alessandra conosco Benedetta.. un nome una garanzia.

Scritto da , il 2020-11-21, genere esibizionismo

Successe più o meno una decina di anni fa al matrimonio di una mia vecchia amica, tale Alessandra, ai tempi una bella ragazza, capelli lunghi rossi suoi originali, qualche meravigliosa lentiggine, occhi chiari, davvero simpatica e molto solare. Non ero un suo vero e proprio amico, ci eravamo frequentati in gruppo come conoscenti tramite amici comuni e fu proprio li che conobbi Benedetta. Fui poi invitato al suo matrimonio proprio perchè avevamo amici comuni e probabilmente le faceva brutto non invitare anche me. Anche se ho sempre detestato qualsiasi tipo di matrimonio, decisi di andarci, così, più che altro per curiosità e per non fare un torto ad Alessandra. Arrivo al matrimonio, tutto come al solito, abbondante aperitivo all'aperto, fiori ovunque, addobbi etc.. era luglio pertanto faceva piuttosto caldo e tutte le invitate e le sue amiche erano abbastanza scosciate, ovviamente eleganti e tutte belle tirate. Alessandra mi vede, io la raggiungo, la saluto, le faccio i miei complimenti etc.. e lei inizia a presentarmi qualche sua amica. Sapete come vanno questi matrimoni, avvengono cose patetiche, c'è sempre qualche amica pronta a piazzarti l'amica single che magari non lo vede da decenni. Arriviamo al sodo. Mi presenta questa Benedetta, altezza normale, una ragazza esteticamente del tutto normale, capelli sul rosso-mogano con una frangia, occhi castani, niente di che, una normalissima ragazza che mai guarderei se la incontrassi per strada. Iniziano le solite domande come hai conosciuto Alessandra, come ti chiami, di dove sei, che lavoro fai etc.. le solite cazzo di domande patetiche. Arriva l'ora di sedersi e di andare a mangiare, era ora! Ci sediamo e, guarda un pò, mi ritrovo proprio a fianco, sulla mia destra, Benedetta che inizia a fondermi il cervello con un paio di milioni di domande. Mangiamo, mangiamo, mangiamo e ad un tratto capisco che ci sta provando, o lo vorrebbe fare in pratica. Inizia a guardarmi in un modo diverso come se mi volesse quasi scopare con gli occhi e capisco che c'è trippa. Vorrà forse montarmi? Pur essendo piacevole come ragazza, non era proprio nelle mie corde ma decido comunque di stare al gioco, era anche un pò ubriaca. Appoggio il braccio sulla sua sedia facendo finta di volerlo stirare un pò e lei mi tocca la mano con l’altro braccio coprendosi con uno scialle che indossava. Io tolsi subito la mano e la guardai. A questo punto mi prende la mano sotto il tavolo e me la mette tra le sue cosce. Il messaggio era inequivocabile. Iniziò a diventarmi duro così spostai la mia mano dietro, le alzai la gonna da dietro mentre era seduta al tavolo al mio fianco ed inizia a toccarle la figa da dietro. Lei si spostò leggermente indietro sulla sedia e non disse nulla. Inizio a massaggiarle la figa con un dito facendo avanti e indietro dalle mutande senza penetrarla, era fradicia, le mutandine erano un lago, bagnatissime. La sua espressione era impassibile, impossibile rendersene conto di cosa stesse succedendo. Preso dalla foga del momento, sposto le mutandine e le infilo un dito, poi due, poi tre, poi quattro e inizio a masturbarla penetrandola fino quasi al polso della mano, avevo la mano inzuppata, sentivo un odore di figa che non so gli altri come avessero potuto non accorgersene. Continuo a masturbarla e ogni tanto mi fermo, non volevo che qualcuno ci scoprisse. Dopo 10 minuti avanti così, lei era viola in viso, la sedia era fradicia, veramente un lago, c’era una pozza sulla sedia, probabilmente colava anche dalla sedia. Prende un fazzoletto dal tavolo e si mette ad asciugare la sedia, me ne passa uno sempre da sotto e io mi asciugo la mano, era cotta, come se fosse uscita da un piscina riscaldata dopo dieci ore. La giornata andò avanti tutta così, ero eccitatissimo e lei forse anche più di me. Finisce la giornata, ci salutiamo con una stretta di mano ed ognuno prende la sua strada per rientrare a casa. Il giorno dopo Benedetta mi manda un sms e mi dice che vuole vedermi. Era un sabato, decidiamo di organizzare in gruppo di andare in discoteca e, nel giardinetto esterno, troviamo un tavolo e ci sediamo tutti. Il gioco riprende esattamente come al ristorante durante il matrimonio di Alessandra. Lei voleva farsi masturbare di nascosto seduta ad un tavolo con altra gente, era chiara la sua perversione, voleva essere masturbata e toccata, riempire la sedia con il suo umore bagnato. Stavo per impazzire, avevo un'erezione incredibile e non vedevo l’ora di sborrare.. ma come? Eccola qui che arriva. Con la mano mi tocca il cazzo dai pantaloni sotto il tavolo, mi apre due bottoni e ci infila dentro la mano, inizia a masturbarmi facendo finta di niente e continuando a parlare con gli altri, solo un mio amico se ne era accorto, fece finta di niente ma aveva capito benissimo cosa stesse succedendo (un saluto a Mauro). Benedetta inizia a masturbami piano, piano, molto lentamente, su e giù, su e giù, lenta ma molto decisa, la sua mano stringe molto bene il mio cazzo con forza e decisione. Dopo qualche minuto avanti così, vengo, mi sono sborrato nei pantaloni, avevo i boxer pieni di sperma, bagnati fradici, una venuta da lasciarmi senza fiato, avevo le labbra secche, probabilmente ero anche bianco in viso, quasi non respiravo più. Tira fuori la mano, prende un fazzoletto dal tavolo e si pulisce sotto il tavolo. Io mi alzo dal tavolo cercando in tutti i modi di coprire la vergogna e vado verso il bagno. Mi tolgo i boxer, li butto nel cestino e mi metto ad asciugare i pantaloni sotto il getto caldo del phon per le mani. Finisce la serata, usciamo dal locale, la saluto come al matrimonio con una stretta di mano e un bacio sulla guancia e finisce lì. Mai più vista, mai più sentita. Ciao Benedetta.

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