Una bella storia con mia nonna due

Scritto da , il 2020-11-21, genere incesti

Nonna aveva imparato subito a fare il pompino e sicuramente lo avrebbe migliorato perché aveva la capacità inventive da vera porcona. Venne il giorno dopo, io avevo ricaricato le batterie ero pronto a dare lezioni di sesso. Eravamo seduti a tavola per fare colazioni, le dissi “nonna sei pronta per la seconda lezione”, “ prontissima”. rispose, “ nonna ora devi procurarti della vaselina “, ”già fatto“, rispose” e devi farti un cristere, devi liberarti di eventuali escrementi” “ si dovrei avere tutto vado a pulirmi, anzi mi vieni ad aiutare”, salimmo su per andare in bagno, chissà perché ma ero alquanto eccitato, si tolse il pantalone del pigiama poi gli slip rimanendo nuda, con una calma erotica di diede sul bidet e comincia a sciacquare la figa, io presi la peretta, molto grande sicuramente conteneva un litro di acqua, misi un po’ di sapone e agitato il contenuto, poi preso un asciugamano andammo in camera lei si adagio sul letto divaricò le gambe io le misi un cuscino sotto la pancia, spruzzato un po’ di vaselina cominciai a penetrarla lentamente, era proprio vero che non l’aveva mai preso nel culo, le dava fastidio essere penetrata , entrato tutto dentro, cominciai a premere il palloncino, la vedevo contorcersi fino a riempirgli l’ano. Appena finita l’operazione corse a liberarsi, con una grossa scoreggia comincio a uscire il liquido sporco dalle feci, io intanto riempio dimuovo la peretta di liquido per un secondo cristere, nonna con una espressione che diceva tutto, come per dire ancora? Torno’ a letto e io ripeteii l’operazione, appena finito corse a liberarsi le visicere questa volta uscì un liquido pulito. Era pronta. “ Ora nonna dobbiamo sempre aver fatto dei preliminari, devi leccare e drizzare il cazzo portandolo a induriirsi come il marmo“. Si sedette già nuda con le gambe aperte all’angolo del letto io in piedi offrivo il mio cazzo per la sua bocca. Lo prese in mano e alzando lo sguardo mi sorrise, cominciando a leccare la cappella e poi leccare esternamente l’uccello, lo guardava, osservava le dimensioni , poi disse “ amore ma tutto questo può entrare in una un ano vergine, se mi dava fastidio la Camilla del cristere, questo bestione mi spaccherà tutto”. “ allora nonna non ne facciamo niente”, “ no no caro nipote non mi conosci bene quando si deve fare una cosa tua nonna non si tira mai indietro. Allora seguimi perché dovrai metterti alla pecorina” “ mi chiese cose la pecorina” “ molto semplice hai mai visto la montare una pecora dal montone o il cane con la cagna?”, “ si in un documentario ho viso fare l’amore il leone con la leonessa,, lei sdraiata per terra e il leone la montava da dietro”,” si nonna una cosa simile, Ora tti metti a quattro zampe e per facilitare la penetrazione devi piegarti sui gomiti e innarcare la schiena al contrario, così aumenti la superficie del culo, si vedrà la fica tutta aperta e il buco del culo risulterà’ bello dritto per essere penetrato” Lei segui alla lettera ciò che avevo detto, era bellissimo una visione favolosa una figa aperta le grandi labbra aperte e l’interno del fiore di un rosa spettacolare,in ciuffo di peli contornavano quello spettacolo, un po’ più su il buchetto dell’ano un po’ scuro ma bellissimo e tra un po’ lo aprivo con il mio grimaldello. Le spruzzai un po’ di vasellina sull‘ano, col dito scorpaggevo , un altro spruzzo mettendo il beccuccio dentro l’ano volevo oliare dentro il buco il dito prima forzava L’ingresso poi vinta la resistenza entro spalmando tutto orifizio comincia a far abituare l’intruso, poi spruzzando la vasellina sulle dita, ne misi due, si stava abituando alla penetrazione, poi feci entrare tre dita e lei reagì ritraendosi con un lamento” aia, mi hai fatto male” scusa nonna non volevo farti male volevo solo abituarti alle dimensioni, certo era un cszzo a dire mostruoso, lungo una ventina di centimetri, ma era la cappella che era gigantesca, con il centimetro avevo misurato circa quindici centimetri, ma lei non si meravigliava per le dimensioni perché nonno era ben dotato, ma un conto prenderlo in figa che è un muscolo che si dilata per tutte le dimensioni, un altro prenderlo in culo. Dopo che lei mi slinguo la nerchia per bene, il , cazzo era pronto mi misi in piedi piegando le gambe e puntai il cazzo sull’orifizio uno ultimo spruzzo di vasellina e cominciai a spingere, un iniziale resistenza poi la capocchia entro’ , lei emise un lamento, mi disse di continuare non dovevo ascoltarle potevano essere anche di godimento continuavo a spingere questa volta entro con più facilità quasi tutto, lei si lamentava ma cominciava a piacergli qualche secondo per abituarsi, poi lei stessa comincio a uscire e subito dopo entrare ptima lentamente poi sempre più veloce, io restavo fermi mi godevo lo spettacolo del mio cazzo che scompariva nel culo e subito dopo riappariva per tutta la sua lunghezza. Spingeva così violentemente che i coglioni sbattevano sul suo pube con un bellissimo rumore” sciopp sciopp” qualcosa di simile . Lei era ormai enebriata veniva continuamente vedevo che il suo stomaco si contraeva e l’ano si apriva e chiudeva intorno al mio membro, era una cosa che avrebbe fatto sborrare come un toro chiunque. Olei aveva orgasmi uno dopo l’altro, le dissi “ Elisa sto venendo “ “ vieni amore mio riempimi tutta voglio la tua sborra innondarmi il culo, che bello mi sono perso tutto questo per paura”. Trattenni il più possibile poi con un grido di immensa goduria sborrai copiosamente riempiendola fuoriuscì un po’ di sborra lungo le cosce, leccai avidamente su una pelle liscia e bianca, poi piano piano levo il cazzo mi alzo e le faccio succhiare il cazzo ripulendolo tutto per bene. Sfiniti ci accasciammo sul letto, lei aveva il viso radioso soddisfatta penso che penso che non aveva mai scopato mai così. Ed eravamo ancora all’inizio delle lezioni, ancora c’era tanto da insegnare.

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