Nel culo non è tradimento

Scritto da , il 2020-11-14, genere tradimenti

Elena. Diciannove anni, abbastanza alta, 1.74, magra, seno non grande (una terza, in armonia con il suo fisico) e un culo straordinario, scolpito dalla danza e dalla palestra. Il tutto accompagnato da capelli rosso scuro e occhi castani.
Era fidanzata da un annetto circa con Paolo, 23 anni, un ragazzo dolce, intelligente e carino ma fin troppo tranquillo. Lei era sempre stata abituata ad uscire, far casino e divertirsi. Non che Paolo glielo impedisse, anzi. Ma il ragazzo non amava la confusione del sabato sera nella Grande Città e così di vedevano di sera, durante la settimana, mentre il sabato Elena era libera di uscire con le sue amiche. "Basta che non mi dici bugie" le diceva sempre Paolo.
Ma era da un po' che Elena nascondeva qualcosa al fidanzato. Aveva conosciuto tramite Instagram un ragazzo, Mauro, poco più grande di lei. Alto, capelli ricci e occhi celesti. Viveva da solo in affitto, era un fuorisede. C'era stato subito un buon feeling, una bella amicizia, qualcosa in più da parte del ragazzo ma Elena non voleva far del male a Paolo.
Poi, però, ci fu la festa. Era semplicemente un raduno di ragazzi e ragazze in un locale conosciuto della Grande Città. La festa era stata programmata un giovedì, dalle 20 circa fino a tarda notte. Paoloavrebbe voluto accompagnare Elena, questa volta, ma il giorno dopo aveva un esame all'Università. Si videro a pranzo, quando Paolo la salutò con un bacio dicendole "divertiti, mi raccomando. E non mettermi le corna, eh!" Aggiunse sorridendo.
"Ma che dici... lo sai che ti amo e non lo farei mai." E in quel momento ci credeva pure.

Alla festa sarebbe andata con Irene, sua amica storica, e Giada, conosciuta in palestra. Si incontrarono a casa di Elena, per prepararsi. Tra risatine e pettegolezzi scelsero con cura l'outfit per la serata: Irene, capelli biondi
ed occhi chiari, scelse un abito aderente che le risaltava le tette. Giada, scura di capelli e bassina, preferì una gonna con una camicetta generosamente scollata mente Elena indossò un vestitino nero corto e semplice che le metteva in risalto gambe, culo e tette in un colpo solo.
"Aaah povero Paolo, coda si perde... " commentavano scherzosamente le amiche, mentre Elena usciva in tacchi dal bagno.

Ci misero poco ad arrivare ed a trovare parcheggio, erano circa le 21. Una volta dentro, notarono che c'era già parecchia gente. Irene e Giada decisero subito di andare a ballare mentre Elena andò al bancone, dove si servivano cocktail e bevande varie.
Mentre sceglieva cosa bere, con la coda dell'occhio notò un viso a lei familiare.
"Mauro!" Il ragazzo si girò sorpreso. "Elena! Ciao, che bello vederti qui..." poi, notando che era sola, aggiunse "... e il tuo ragazzo?" Elena finse di non notare il tono falsamente disinteressato.
"Mmh no, Paolo non c'è, ha un esame, sai... "
"Ah certo, certo, gli esami. E ti lascia qui, tutta sola" Continuò Mauro, con un mezzo sorriso.
"Sono con le mie amiche e comunque non ho bisogno del permesso di Paolo per uscire." Mentre parlava, Elena notava la camicia stretta che metteva in risalto il fisico del ragazzo, e non le era sfuggito che i suoi occhi andavano a curiosare nella scollatura.
"Certo, figurati. Scusami. Fatti offrire un drink!"
Elena si lasciò convincere (un drink solo, che problema c'era?) ma poi, tra un ballo e un altro, i drink divennero due, poi tre e quattro. Irene e Giada non si vedevano più, perse tra la folla, mentre Mauro si faceva man mano più audace. Elena ballava con gli occhi socchiusi, lentamente, ondeggiando e muovendo il culo. Mauro stava dietro di lei, avvicinandosi un poco alla volta. Elena era brilla ma non ubriaca. Tra la confusione, si trovò col sedere all'altezza del pacco di Mauro. Al ragazzo cominciò a venire duro, mentre Elena era presa dalla musica. Il cazzo del ragazzo cominciò a diventare duro ed Elena lo sentiva molto bene attraverso il vestito, eccitandosi a sua volta.. Oramai ballavano l'uno sull'altra ed Elena era bagnatissima. Mauro si abbassò a baciarle il collo, Elena si girò e gli infilò la lingua in bocca. Mauro, sorpreso, non si fece pregare e continuarono così per un quarto d'ora, quando oramai il cazzo gli stava esplodendo. Nella confusione, Mauro alzò il vestito di Elena abbastanza da poterle accarezzare la fica attraverso le mutandine. La ragazza cominciò a tremare per l'eccitazione, stringendosi sempre di più a Mauro. Il ragazzo si fece più audace e, mentre baciava Elena sul collo, riuscì ad infilare la mano sotto le sue mutandine, trovando la fica fradicia.
"Ooh... Odd...io... Aaaah..."
Elena gemeva nell'orecchio di Mauro ed, alla fine, venne tremando "Aaaaah, uuuh... Dio... aaaaaaah..." si lasciò andare su di lui ma l'eccitazione oramai era troppo forte. Senza pensare alle conseguenze, Elena prese per mano Mauro e lo portò verso i bagni. Ne trovarono uno libero, entrarono e si chiusero la porta alle spalle. Elena infilò di nuovo la lingua in bocca a Mauro e poi, senza parlare, si inginocchiò, sbottonandogli i jeans. Il bozzo negli slip del di Mauro era evidente. Senza perdere tempo, glieli abbassò e il cazzo, durissimo, uscì fuori. Elena alzò gli occhi e, mentre guardava, cominciò a succhiarglielo. Aprì la bocca e fece entrare la cappella, lentamente, muovendo la lingua e sentendo il calore ed il sapore di quel cazzo. Poi, lentamente, cominciò ad ingoiarlo tutto, piano piano fino in gola.
"Mamma mia Elena..." Mauro si godeva il pompino, mentre con una mano le teneva i capelli. Elena, dopo averlo preso in gola fino alle palle, lo fece uscire tutto e cominciò a leccare l'asta, andando su e giù dalla cappella alle palle gonfie. Con l'altra mano cominciò a masturbarsi, era oramai un lago lì sotto. Riprese il cazzo di Mauro in bocca, andando su e giù, ingoiandolo tutto, giocando con la la lingua sulla cappella gonfia.
"Mmh... non resisterò a lungo... " Più Mauro si eccitava più Elena aumentava il ritmo, finché il cazzo cominciò a contrarsi. Mauro fece per spostarsi ma Elena serrò le labbra, impedendo al cazzo di uscire. Mauro le venne direttamente in gola ed Elena ingoiò tutto, mentre lo guardava negli occhi. Si rialzò e sussurrò a Mauro "guarda che devo venire ancora, io... "
"Allora andiamocene, vieni... "
Mauro ed Elena uscirono in fretta dal locale, salirono sul motorino del ragazzo e andarono verso il suo appartamento. Elena si sforzava di non pensare a Paolo, mente aveva in bocca il sapore dello sperma di Mauro e la fica completamente fradicia. Arrivarono quasi subito, parcheggiarono ed Elena non ebbe più modo di pensare a Paolo. Salirono in fretta le scale, entrarono in casa e cominciarono a baciarsi ed a spogliarsi a vicenda. Elena rimase solo coi tacchi e la fica che grondava umori. Mauro la fece stendere sul letto, lei aprì le gambe e lui cominciò a leccarla.
"Mmmmh... Aaaaah, ooh... go.... do....non ti fermare... aaah... " Mauro la leccava su e giù, sentendo il suo sapore dolce, mentre il cazzo gli era diventato di nuovo di marmo. Elena gli afferrò i capelli e lo tenne fermo mentre veniva "aaaaaaaaaah.... oddiooo...." mentre ancora tremava in preda all'orgasmo, afferrò il cazzo di Mauro, lo strofinò sulla fica per lubrificarlo e poi diresse la cappella verso il culo. Mauro la guardò, sorpreso ed eccitato.
"Mettimelo nel culo, ti prego... " Mauro non si fece pregare e cominciò a spingere. Elena faceva spesso sesso anale con Paolo ed erano le uniche volte in cui si faceva riempire di sborra. Non usavano mai il preservativo, quindi per evitare problemi si faceva venire solo nel culo. Il cazzo di Mauro, più grande di quello del suo ragazzo, ci mise di più ma, lentamente, entrò centimetro dopo centimetro nel culo di Elena. Alla ragazza mancava il respiro, il dolore c'era ma era di più il piacere. Quando il cazzo le fu dentro fino alle palle, guardò negli occhi Mauro "scopami, scopami subito"
Mauro non si fece pregare e cominciò a scoparle il culo prima lentamente, poi con forza, uscendo quasi del tutto per poi infilarlo di nuovo fino ai coglioni. "Dioooo... ooooh... aaaaaaaaaah, più forte... " ad ogni botta, Elena sentiva che quel cazzo le stava arrivando all'intestino.
"Aspetta... " Mauro si fermò ed Elena si girò, mettendosi a pecora, abbassandosi sul letto ed allargando il culo con le mani, i tacchi ancora ai piedi.
Mauro vide Elena abbassata sul letto, il culo aperto e sfondato davanti a lui e non capì più nulla. Le afferrò i capelli, costringendola ad inarcare la schiena, poi prese a scoparla con forza e velocità. Le grida e i gemiti di Elena erano fuori controllo.
"Che troia che sei, prendilo tutto... che zoccola! "
Elena si eccitava ancora di più, venne di nuovo, più forte di prima.
"AAAAAAAH DIOOO... SFONDAMI CAZZO, RIEMPIMI, SFONDAMIIII" e Mauro venne con lei, piantando il cazzo il più dentro possibile e riempiendole il culo con un fiume di sborra. Lo tenne dentro finché non cominciò a perdere consistenza. Quando uscì fuori, dopo poco dal culo di Elena cominciò a colare fuori la sua sborra. Elena era stravolta, trucco e capelli completamente sfatti dopo tre orgasmi ed una sborrata nel culo. Mentre Mauro si rivestiva prese il cellulare e notò un messaggio di Paolo: "buonanotte amore mio, avvisami quando sei a casa. Ti amo!" Elena gli rispose, nuda, con la sborra che ancora le usciva dal culo e le colava sulla fica.
"Sono a casa da un po', scusami, ero in doccia... ti amo! "
E mentre posava il cellulare, raccolse con un dito un poco di quella sborra e la succhiò, pensando...
"Nel culo non è tradimento... "

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