Prime esperienze

Scritto da , il 2020-11-06, genere gay

Devo premettere che sono sempre stato ingenuo perché nella mia famiglia non si è mai parlato di sesso. Non sapevo niente e quello che so adesso l’ho scoperto piano piano. I nomi sono cambiati per motivi di privacy.
Eravamo una famiglia numerosa (9 figli) e quindi nella mia camera dormivamo in tre: io e mio fratello Paolo (3 anni più vecchio) in un letto matrimoniale e mio fratello Mario (2 anni meno di me) in una branda ai piedi del matrimoniale.
E’ una giornata di Luglio, calda e afosa. Paolo aveva appena terminato la terza media e a settembre sarebbe andato in collegio per le superiori. Dopo aver giocato Paolo si è seduto sui gradini di casa ed io mi ero accomodato in una sedia di fronte. Complice la calura e i pantaloncini troppo corti, fatto è che a un certo punto da un lato della gamba fuoriesce un testicolo e parte del cazzo. Paolo subito si rimette a posto. Ma a me, questa visione mi ha un po’ turbato. Non per le parti messe in mostra (in fondo ce le ho anch’io) ma perché sopra il cazzo ho visto un ciuffettino di peli. Io, in quel momento, ero tutto glabro, liscio come un bambino e vedere dei peli in quel posto mi ha colpito. Quella sera, dopo che Mario si è addormentato chiedo a Paolo: Oggi ho visto che hai dei peli lì sotto. Li hai sempre avuti o ti sono cresciuti? Da quanto tempo?
P.: Non li ho sempre avuti. Sarà un anno, un anno e mezzo che hanno cominciato a crescere.
Io: Posso toccarli e sentire la morbidezza?
P.: Certo.
Contemporaneamente, si tira giù le mutandine.
Io allungo una mano e comincio a sfiorare quei teneri e neri peletti. Erano di una morbidezza infinita. Sembravano una calda lana.
Io: Come sono morbidi. Posso sfiorarli con la guancia e con il naso?
P.: Certo.
Così, mentre con le guance, con le mani e con le narici sfioravo quei teneri germogli vedo che il cazzettino di Paolo comincia a muoversi, a pulsare e a ingrandirsi.
Io: Cosa succede?
P.: A te non è mai successo?
Io: No.
P.: Succederà anche a te, prima o poi. Quando ti tocchi o quando vedi una bella ragazza, il cazzo si muove da solo e si ingrandisce. Tu adesso mi stai toccando e a me piace moltissimo. Per questo si muove. Poi se lo prendi in mano e cominci a fare su e giù è da morire dal piacere. Dai Prova.
Mi prende la mano me la mette intorno al suo pene e mi mostra come fare. Io comincio a fare come lui vuole.
P.: Ti dico un altro segreto. Hai presente le mucche nella stalla dei nonni? Ecco. E’ come loro. Esse ne hanno 4 mentre noi uno solo. Se continui a tirare su e giù uscirà il latte proprio come loro. Se vuoi ti dico quando mi sta arrivando, ci metti la bocca e lo assaggi. Se vuoi puoi berlo. E’ buono e non fa male, proprio come il latte.
Mentre diceva questo, io continuavo a muovere la mano e, quando Paolo mi disse “adesso” ho messo la bocca intorno a cazzo, come fosse una cannuccia. Mi è arrivata in bocca una cosa melmosa, calda, con un sapore aspro che non saprei definire. Comunque, non mi è piaciuto.
L’ho tenuto in bocca e, piano piano per non farmi sentire dalle altre camere, sono andato in bagno a sputarlo e a bere un bicchiere d’acqua.
Io: Mi hai imbrogliato. Non berrò più il tuo latte. Non mi piace. Però, mi piace toccarti, passare il naso sul tuo ciuffetto di peli, mi piace sentire la pelle morbida delle palle. Se mi lasci ti toccherei ancora.
P.: Adesso no, sono stanco ma altre sere, quando Mario dorme, si può fare.
Sere dopo, finchè Mario dormiva, abbiamo cominciato a toccarci, ad accarezzarci, a giocare con i nostri membri. Eravamo così intenti che, ad un certo punto sentiamo:
“Cosa state facendo?” era Mario che, sveglio, ci stava guardando in piedi sul suo lettino.
P.: Stiamo giocando a dottore e ammalato. Io sono il malato e Lui fa il dottore e mi tasta. Vuoi unirti e fare l’infermiera? Devi però levarti le mutande e rimanere nudo come noi così ti lasciamo giocare. Però è un segreto tra noi della camera e non devi dirlo a nessuno, neanche a mamma e papà, né agli altri fratelli.
Da quella sera, ogni tanto ci riunivamo in gran silenzio sul lettone e ci toccavamo tra noi tre le nostre parti intime. Era ancora a livello di gioco per me e Mario mentre l’unico che alla fine sborrava era Paolo. Io e Mario facevamo di tutto per farlo venire, facevamo a turno (una volta io e la volta successiva lui) per farlo schizzare. Lo toccavamo in tutto il corpo, lo accarezzavamo e poi lo masturbavamo.
Arrivato settembre, Paolo partì per il collegio e da allora non lo toccammo più. Visto il posto vuoto, i nostri genitori decisero di eliminare la brandina ai piedi del letto e Mario venne a dormire nel lettone. Continuarono così per molti anni i nostri giochi sessuali, sempre a livello di toccamenti e masturbazioni reciproche.

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