Mia moglie e il cazzo nero

Scritto da , il 2020-10-24, genere tradimenti

Mi presento mi chiamo Matteo ho 34 anni e sono sposato da 5 anni con Chiara, lei è bionda, occhi verdi, magra con un fisico atletico e un culo dalle forme perfette che farebbe girare la testa ad ogni uomo del mondo. Io e lei abbiamo sempre cercato di portare quanta più trasgressione possibile nel nostro rapporto e io è da un annetto che volevo provare a diventare un cornuto.
Il sesso tra noi era magnifico, ma volevo provare un qualcosa di davvero estremo e folle, ne parlai con lei e mi sembrò che la cosa la stesse intrigando nonostante rifiutasse continuamente la mia proposta. Decisi di lasciar perdere finché circa un mese dopo mentre eravamo fuori a cena fu lei stessa a propormelo. Accettai immediatamente e al solo pensiero già avevo il cazzo completamente duro nei pantaloni. Il giorno dopo iniziammo la ricerca dell’uomo che avrebbe dovuto scoparsi Chiara, guardammo vari siti gli annunci di vari gigolò. Dissi a chiara che poteva avere l’uomo che voleva così lei decise dia andare a caccia di un uomo sui 25 anni, palestrato ma soprattutto che avesse un membro il più grande possibile, sapeva bene che era forse la sua unica occasione per prendere un cazzo più grande del mio, che comunque non si difendeva male, e non la voleva sprecare.
La ricerca andò avanti quasi una settimana finché in un sito di incontri trovammo l’annuncio di questo ragazzo, aprimmo la descrizione per curiosità. Era un ragazzo di colore, Julio, 27enne portoricano di circa 1 metro e novanta col fisico scolpito e tatuato che prometteva di avere un cazzo XXL tra le gambe. Mi ricordai che Chiara mi aveva confessato che uno dei suoi sogni sessuali più sconci era quello di scoparsi un cazzone nero. Non so cosa mi passò per la mente in quel momento ma appena lo vidi dissi a mia moglie che doveva essere lui, lei accettò subito.
Lasciai che Chiara si organizzasse da sola con lui, mi disse solo la data dell’incontro e che avrei dovuto obbedire ai loro comandi. Invitammo questo ragazzo da noi per cena, spiai mia moglie che si preparava nel bagno, aveva comprato un nuovo intimo bianco di pizzo super sexy e un abito rosso aderente che mostrava benissimo il suo splendido culo. Quando Julio arrivò a casa nostra erano circa le 7.45 e mia moglie andò ad aprire alla porta, io guardavo dalla parte opposta del corridoio, lui prima le regalò delle rose rosse e poi la baciò in bocca. Andai a presentarmi e notai che era un omone, aveva dei muscoli enormi accentuati da una camicia bianca attillata, inoltre indossava dei pantaloni grigi attillati che facevano notare quanto fosse pieno il suo pacco. Entrato in casa si sedette sul divano e io gli portai un bicchiere di prosecco per brindare, lui si alzò in piedi e guardandomi dall’alto al basso mi disse” Tu devi essere il cornuto giusto?”
“Sì, sono io. Piacere, Matteo” gli risposi subito io.
“Dammi del lei, sono io l’uomo in questa casa!” disse.
“Certamente! Sarà fatto”
Capii subito che Chiara gli aveva detto di andarci duro con me e lui non aveva aspettato a fare sentire tutta la sua virilità. Durante la cena notai più volte che lui metteva la sua mano tra le gambe di mia moglie e che lei lo guidava verso la sua figa. Finita la cena Julio mi guarda e dice:” Sparecchia mentre io vado un attimo in bagno”
“Subito” risposi io.
Ero in cucina a lavare due stoviglie quando sentii dei rumori provenire dalla sala dove erano rimasti Julio e Chiara così andai a guardare e li trovai seduti sul divano che limonavano duro mentre lui le palpava il seno con una mano e il culo con l’altra, io non sapendo che fare rimasi impalato sull’uscio della cucina mentre guardavo lui che pian piano sfilava il vestito a mia moglie la quale aveva messo entrambe le mani su una grande gobba formatasi nei suoi pantaloni.
Chiara rimase solo con l’intimo e si vedeva chiaramente da dove ero io che le sue mutande erano fradice, fece alzare in piedi Julio, gli sfilo prima i pantaloni poi lui si tolse la camicia mostrandoci ormai in mutande quanto fossero gonfie le sue mutande, una grossa gobba partiva dal centro del suo pube e finiva quasi sulle anche. Mia moglie gli sfilò le mutande e liberò la bestia, per prima cosa lo guardò stupefatta a bocca aperta, poi, con un grande sorriso, si girò verso di me e mi disse” E’ grande quanto il tuo da duro nonostante sia moscio!”
Io mi avvicinai, volevo vederlo da vicino, era tutto vero quello che diceva mia moglie. Quel cazzo era fantastico: lungo, largo, venoso, la pelle nera gli ricopriva ancora la cappella, aveva due palle giganti piene di sborra da far ingoiare a mia moglie; ero così tanto eccitato che per poco non sborrai nei pantaloni.
“Se vuoi guardare mettiti in ginocchio accanto a tua moglie” disse lui.
“OK” risposi.
“Voglio che mi chiami padrone!”
“Va bene padrone”
Chiara iniziò a fargli un bel pompino e nonostante fosse molto brava a farli non riusciva ad andare oltre la metà dell’asta. Lo prendeva con una foga bellissima, lo desiderava da matti, e faceva di tutto perché si vedesse.
“Ti piace?” mi chiese lei.
Io per farle capire la mia eccitazione tirai fuori il mio cazzo ormai duro come il marmo e iniziai a segarmi. I due si guardarono e poi si misero a ridere. Chiara prese in mano il mio cazzo e lo mise a fianco a quello di Julio per confrontarlo, mi sorprese la larghezza del suo membro, era forse il doppio del mio e non era ancor completamente duro. Poi mia moglie mi allontanò con uno spintone e iniziò a fare una sega a due mani a quella bestia nera mentre con la bocca gli ciucciava la cappella.
“Adesso farò provare a tua moglie il vero significato della parola cazzo” disse Julio.
“Non vedo l’ora padrone” risposi io ormai senza freni nè dignità.
La mia risposta gli diede carica, prese Chiara in braccio tenendola dal culo, la fece ‘sedere’ sul suo cazzone e baciandola iniziò a dirigersi verso la camera da letto. Giunti lì strappò letteralmente le mutande di mia moglie spaccandole a meta e me le lancio addosso, erano calde ma soprattutto bagnate come mai le avevo viste prima d’ora. Julio si abbassò e inizio a leccarle la figa, poco dopo era pronto, mise mia moglie a pancia in su con le gambe aperte sul letto, prese in mano il suo enorme cazzo e lo puntò verso la figa di mia moglie. Lo infilò piano ma in modo costante e Chiara urlava sempre di più per l’enorme piacere misto a dolore che stava provando. Io mi presi il cazzo in mano e iniziai a segarmi, Julio non fece in tempo a darle la terza botta che io già ero venuto sul pavimento. Loro se ne accorsero e mentre mia moglie sorrise e basta Julio mi disse:” Sei un uomo inutile, hai il cazzo piccolo e non duri manco un minuto, ora abbassati e pulisci con la lingua quello che hai sporcato coglione!”
“Subito padrone, faccia provare a mia moglie cosa vuol dire essere uomo” risposi.
“Non sono più tua moglie, sono la sua puttana! Scopami più forte che puoi” disse Chiara.
Io nel frattempo mi abbassai e leccai la mia sborra dal pavimento, quando rialzai la testa vidi che Julio aveva iniziato ad accelerare e le urla di mia moglie si facevano sempre più forti.
“Voglio quel cazzo nero! Dammelo tutto!”
Lui incoraggiato la scopava sempre più forte senza mai prendersi una sosta e andò avanti così per circa 5 minuti buoni. Poi tirò fuori il suo cazzone prese con la forza Chiara e la mise a pecora, quindi le reinfilò dentro tutto il cazzo in un colpo solo e inizio a scoparla con una forza e un’intensità indicibili. Chiara urlava come una matta, il mio cazzo era tornato ad essere duro e mentre lui la sculacciava con forza io mi segavo e godevo come mai prima d’ora.
“Scopala più forte padrone!” lo incitavo io.
Lui non si fermava neanche un secondo e poco dopo Chiara inizio ad urlare:” Vengo! Vengo sul tuo cazzo nero!”. Lui di colpo lo tirò fuori e dalla figa di mia moglie uscirono quattro o cinque fiotti di liquido che andò tutto sul letto e per terra. La vista di questa scena mi portò al limite dell’eccitazione “Devo sborrare un'altra volta padrone!” urlai.
“Puttana ti va di berti la sua sborra?” chiese Julio a mia moglie.
“No, io voglio soltanto la tua, voglio che mi vieni dentro” rispose lei.
“Hai sentito? La puttana vuole essere messa incinta” disse Julio.
“Sarebbe un onore vederla sborrare dentro la figa di mia moglie” risposi io prossimo all’orgasmo nonostante sapessi che Chiara non prendeva la pillola.
A lui non servì altro, riprese in mano il suo pisellone e lo rimise nella figa di mia moglie la quale non si era ancora ripresa dalla grande squirtata di poco prima. In poco tempo Julio finì l’opera sborrandole nella figa. La faccia di mia moglie in quel momento diceva tutto, la sua figa era stata inondata da un mare di sborra come non lo era mai stata prima. Julio andò in bagno a pulirsi il cazzo mentre io continuavo a segarmi. Chiara si girò a pancia in su e un rivolo di sborra inizio ad uscirle dalla fica per andare sul letto a mischiarsi con lo squirto di poco prima.
“Vieni a leccarmi la figa e beviti la sua sborra” mi disse.
Io senza proferir parola mi inginocchia e iniziai a prendere in bocca tutta la sborra di Julio
“Chiara devo venire!” le dissi
“Mettimi il cazzo nella figa e sborraci dentro” mi rispose.
Non appena infilai la cappella sentii tutto il seme di Julio attorno al mio cazzo e venni all’istante.
In quel momento Julio entrò in stanza e mi trovò con il mio cazzo dentro alla sua puttana.
“Brutto coglione chi ti ha dato il permesso di mettere il tuo inutile cazzo dentro alla mia troia?” mi urlò con rabbia.
“Sono dispiaciuto padrone, prometto che non la toccherò più” risposi.
“Non me ne frega niente delle tue promesse! Puttana ammanettalo al calorifero così non potrà più intromettersi” sbraitò.
Mia moglie si alzò e dalla sua borsa tirò fuori tre paia di manette con cui mi legò mano sinistra ed entrambe le caviglie al calorifero. In quel momento capii di essere caduto nel loro inganno e che tutto questo era stato organizzato. Poi Julio prese le mutande strappate e le infilò nella figa di mia moglie come un tappo così che si potessero impregnare della sua sborra.
“Voglio che ti inizi a segare mezzo uomo, e tu puttana vieni a farmi un bel bocchino che appena mi torna duro te lo sbatto nel buco del culo” disse lui.
In quel momento mi misi a guardare il mio cazzo era sgonfio, piccolo e finito invece il cazzo del nero era ancora duro grosso e pronto per il secondo round. Chiara corse verso il suo cazzo ed iniziò subito a infilarselo in bocca mentre con una mano teneva la base e con l’altra gli massaggiava le palle ancora piene. A lui piaceva molto il pompino e si vedeva dalla sua faccia e dal fatto che in meno di un minuto era di nuovo in stato di battaglia completamente dritto e duro come la pietra. Chiara si alzò in piedi e andò a prendere nell’armadio il metro da sarta per poter misurare quel cazzone nero.
Io non stavo nella pelle e dissi:” Quant’è lungo?”
“Sono 23 centimetri rispose mia moglie, 6 in più del tuo”
“Spero che tu sia pronta a prenderli tutto nel culo” disse lui.
“Certo dammelo con tutta la forza che hai padrone”
Chiara ormai era completamente sottomessa a Julio, pure lei aveva iniziato a chiamarlo padrone senza che lui le dicesse niente, quel cazzo nero aveva reso schiava mia moglie più di quanto io non fossi riuscito a fare in anni. Julio era pronto a scoparle il culo, le lubrificò l’ano e poi fece lo stesso col suo cazzo, la posizionò a pecora così che io potessi vedere bene la penetrazione. In un solo colpo infilò tutto il suo pisellone dentro l’ano di mia moglie. Lei urlava come una pazza, le faceva male, e più lei urlava e più lui la scopava con forza, le prese i capelli e iniziò a sbatterla con tutta la forza che aveva. Chiara provò a scappare dalla sua presa ma lui con l’altra mano le teneva i fianchi. Piano piano lei si abituò al dolore e iniziò a godere come una pazza.
“Oh sì, voglio tutto quel cazzo nero! Dammelo padrone! Più forte mio marito non mi ha mai scopata così! Voglio mettermi sopra”
In un secondo si mettono a cowgirl e lei inizia a saltare sul suo cazzo con una libidine incredibile, io mi sego mentre mi godo la vista del suo culo sbattuto in modo bestiale. Andarono avanti per circa 10 minuti e a quel punto io dovetti sborrare, non mi volevo controllare e avendo il culo di Chiara a poca distanza le schizzai addosso.
Julio mi aveva visto e andò su tutte le furie, mi slego le manette, mi prese per la nuca e mi fece pulire il culo di Chiara poi mi portò fuori dalla stanza e chiuse la porta a chiave.
“Ora che ci siamo levati quel cazzetto di mezzo ti spacco in due, ti faccio diventare disabile Puttana” disse.
“Non volevo altro padrone”
In poco tempo iniziai a sentire il rumore del corpo di Julio che sbatteva contro il culo di mia moglie, le sue urla, le sconcerie che si dicevano, cercavo di spiare dalla toppa della chiave ma non riuscivo a vedere nulla. Mi sedetti fuori dalla porta mentre i due andarono avanti a scopare come matti.
Dopo circa 20 minuti sentii Chiara dire “Sborrami in bocca, la voglio ingoiare tutta!” Julio prima mi aprì la porta poi mi fece mettere dietro mia moglie per raccoglierle i capelli. Quindi lui inizio a segarsi, prese la mira e schizzò un fiume di sborra dentro la bocca di mia moglie. Alcuni schizzi colpirono pure me e questo mi piacque. Ero meravigliato, la sua seconda sborrata aveva la stessa quantità che io avevo sborrato sommando tutte e tre le mie. Chiara si girò verso di me mi disse di aprire la bocca e con un bacio mi passò un po’ di sborra. Era calda e buona, mi fece ritornare duro in un secondo, lei intanto si era rimessa a ingoiare il cazzo di Julio per pulirlo da cima a fondo.
“Questa puttana è davvero incredibile, non te la meriti!” commentò lui. Io non risposi nulla, stavo lì a guardare mia moglie che lo spompinava, era ipnotica quella visione.
Poco dopo mia moglie si staccò e lui andò a rivestirsi. Cinque minuti dopo erano fuori dalla porta di ingresso dell’appartamento con mia moglie nuda. Mi misi ad origliare, i due si stavano baciando e Chiara prima che lui se ne andasse gli disse “Grazie. E’ stata la scopata migliore di tutta la mia vita”
Poco dopo rientrò zoppicando mi abbracciò, mi bacio e poi andò in cucina prendere una bustina del sottovuoto, raccolse le mutande strappate e impregnate di sborra e le mise nel sacchetto così che potessero mantenere l’odore degli umori di Julio. Questo era, ahimè, un triste segnale che quell’uomo non lo avrebbe dimenticato facilmente. Poi, stremata, si diresse verso il letto, io arrivai poco dopo, stava dormendo con le gambe aperte e il culo all’aria, tutto il suo culo era ormai di un rosso fuoco per le sculacciate e l’irruenza con cui era stata scopata, mi balenò nella testa l’idea di metterle il cazzo nel culo, ma il pensiero che lei non lo potesse nemmeno sentire dopo il passaggio di quel bestione mi fece subito cambiare idea, mi misi a dormire come se nulla fosse successo, ma soprattutto ignaro di quello che stava per succedere.
Il giorno successivo era un sabato, il mio giorno preferito poiché potevo dormire sapendo che Chiara mi avrebbe svegliato con un bel pompino. Lo faceva sempre tranne quando stava male o quando era incazzata con me dal giorno prima. Quando mi svegliai lei non era nemmeno a letto, mi alzo e la trovai in sala mentre aggiustava le mutande che ieri Julio le aveva strappato. E’ ancora nuda e non posso fare altro che ammirare la sua bellezza.
“Buongiorno amore, che stai facendo?” le chiedo io.
“Buongiorno cucciolo, sto aggiustando le mutande che mi ha spaccato ieri sera, le dovrò mettere pure oggi”
“In che senso le dovrai mettere pure oggi?”
“Vedrai, oggi sarò io a farti una bella sorpresa”
Continuai imperterrito a farle domande ma lei non aggiungeva altro sulla questione. Lì per lì pensai che le volesse riutilizzare dato che subito dopo aver finito di cucire se le mise indosso. Era ormai l’ora di pranzo, io e Chiara ci sedemmo a tavola per mangiare, lei era ancora in topless, continuava a comportarsi come se io la dovessi scopare ma appena mi avvicinavo con un dito mi respingeva. Lo faceva quando voleva farsi desiderare e questa volta la desideravo da matti. Finito di mangiare lei si mise un attimo in cucina per lavare io mi misi sul divano a guardare la televisione.
A un certo punto suonano al campanello della porta e Chiara mi dice “Amore vai a vedere chi è per favore”. Io aprii la porta d’ingresso e rimasi alquanto sorpreso dalla scena che mi ritrovai davanti.
Fuori dalla porta c’era Julio con la camicia sbottonata e i pantaloni abbassati per mostrare il suo grosso cazzo nero.
“Che cosa ci fai qui?” gli dissi io.
“Fallo entrare” rispose chiara dalla cucina.
“Hai sentito che cosa ha detto la MIA puttana? Spostati fammi entrare!”
“Chiara cosa cazzo sta succedendo mi vuoi dare una spiegazione?” dissi io infuriato.
Lei uscì dalla cucina come niente fosse, ancora in topless “Abbiamo organizzato per due giorni non per uno, se non ci credi prendi il mio telefono e guarda le chat con lui”. Così feci ed era vero, si erano organizzati da settimane per fare due giorni non uno. Nel frattempo Chiara venne verso la porta dato che ancora non avevo fatto entrare Julio il quale stava aspettando sul pianerottolo con la minchia di fuori. Chiara arriva “Ciao Papi” gli dice mentre gli mette una mano sul cazzo e si alza sulle punte dei piedi per baciarlo. Lui le palpa il culo, lei si stacca dal bacio e tenendolo dal cazzo come se fosse un guinzaglio lo porta in sala. Lì lo fa sedere sul divano, si lega i capelli e inizia a leccare quell’enorme bastone tutto nero da cima a fondo, poi gli tira verso il basso il prepuzio scoprendo la cappella, inizia a leccarla e a prenderla in bocca. I gemiti e la faccia di Julio facevano capire che stava trattenendo a fatica la sborrata.
“sdraiati per terra e leccami la figa Matteo, ma fallo da attraverso le mutande, non toglierle” mi disse mia moglie. Ecco a cosa era servito metterle le mutande come tappo nella figa e perché Chiara le avesse aggiustate. Leccandole la figa la sentivo che si bagnava ma l’unico sapore che arrivava sulla mia lingua era quello della sborra di Julio. Questo mi piaceva, ero eccitatissimo, infatti nelle mie mutande il mio cazzo era già di marmo.
Poco dopo i gemiti di Julio si fecero più forti finché non cessarono del tutto, capii subito che Julio aveva appena sborrato in bocca a mia moglie la quale comunque non smetteva di succhiargli il cazzo.
“Questa sborra è buonissima” disse poco dopo.
“Bene perché è giunto il momento di pomparne un po’ nella tua fighetta brutta troia” gli rispose lui che la prese di peso, la mise sdraiata sul divano e dopo averle sfilato le mutande si mise a scoparla nella posizione del missionario.
“Questa figa è fradicia, mi chiedo se sia stato tu a ridurla così o se sia stato io. Tu che ne pensi?” disse guardando me.
“E’ sicuramente merito suo padrone”
“Hai ragione tu non riusciresti a farla bagnare nemmeno con un idrante”
Chiara tra un gemito e l’altro rideva. Lo stavano facendo in modo romantico, Julio non la stava violentando con tutta la sua forza come ieri, le baciava il collo e il seno, gli dava dei colpi morbidi ma ogni volta stava attento a tirarlo fori lasciando dentro solo la cappella e poi a reinserirlo tutto, finché le sue enormi palle andavano a sbattere sul culo di mia moglie. Lei gemeva molto e di fatto in quella posizione poteva permettersi di prendere ogni millimetro di quel fantastico cazzo nero. Julio iniziò ad accelerare costantemente quando ad un certo punto spinse dentro con forza tutto il suo pisellone e si distese con tutto il corpo su quello di Chiara emettendo un forte mugugnio. Sborrò dentro la sua figa poi appoggiò la testa sul seno di Chiara.
“Matteo vacci a prendere una coperta” mi disse lei. Io obbedii, presi la coperta e li coprii. Julio si era quasi addormentato nonostante il suo cazzo fosse ancora all’interno di mia moglie, iniziarono a farsi le coccole, io me ne andai in bagno a segarmi e poi mi addormentai nel letto.
Quando mi svegliai era quasi ora di cena. Julio e Chiara erano entrambi sotto le coperte abbracciati e nudi.
“Padrone ha scopato un'altra volta la sua puttana mentre io dormivo?” chiesi a lui.
“No ma sto tenendo il suo cazzo al caldo in mezzo alle mie gambe così sarà pronto per dopo” mi rispose lei, alzando la coperta e facendomi vedere che la cappella del nero le usciva da appena sotto il pube trapassandola da parte a parte.
“Voglio che prepari tu da mangiare” aggiunse poi.
Poco dopo misi i piatti in tavola e li invitai a unirsi a me. I due tolsero la coperta e ancora completamente nudi si sedettero a tavola. Julio poco dopo si alzò mi prese il piatto e lo appoggiò in terra “Gli uomini mangiano seduti a tavola, i mezzi uomini seduti per terra”. Io senza dir nulla mi sedetti per terra e svuotai il mio piatto. Lui notò però un altro problema “Il mio cazzo sente freddo, puttanella vai sotto il tavolo e inizia a succhiarmelo”
“Dammi un minuto fammi finire di mangiare” rispose mia moglie.
“Ti darò io da mangiare, ora vai sotto il tavolo a farmi un pompino!”
Chiara si inginocchiò sotto il tavolo e inziò a fargli un bel bocchino che io potevo vedere perfettamente dato che ero per terra. Lui si prese tempo per finire sia il suo piatto che quello di mia moglie. “Ora sono pronto, esci da lì sotto” disse a Chiara. La caricò sulle spalle e si diresse verso la camera da letto, passandomi accanto mi si fermò davanti, prese il suo cazzo ormai duro come la pietra e me lo sbatté in faccia.
Face sdraiare Chiara sul letto poi si sdraiò dietro di lei, con una mano le allargò natiche e con l’altra guidò il suo cazzo verso l’ano di mia moglie. La scena era bellissima, il suo grosso bastone scuro spariva all’interno delle chiappe bianche di mia moglie e si trasformava in forti gemiti da parte sua. Julio nel frattempo le riempiva di suchhiotti il collo, poi si girò verso di me e vide che mi stavo masturbando.
“E’ il momento di spaccare in due questa mignotta” disse.
Mise Chiara a pancia in giù e inziò a montarla da sopra, la riempiva di sculacciate fortissime e la scopava con ogni singola forza che aveva in corpo. Lei stava godendo come una matta, aveva la testa sul cuscino e urlava di volerne di più, lo incoraggiava a darglielo più forte.
Lui andò avanti a sfondarle l’ano per un tempo indicibile poi tirò fuori il cazzo, il buco del culo di mia moglie era rosso e somigliava ad un cratere. L’aveva scopata con tutta la forza che aveva, ma non aveva ancora finito, si sdraiò un secondo sul letto e mia moglie si mise a cavalcioni su di lui con il viso rivolto verso di me e il culo verso lui. Cominciò a saltare sul suo enorme cazzo e tra un urlo di piacere e l’altro mi disse di avvicinarmi. Vedeva che ero vicino all’orgasmo e mi ci fece arrivare con una sega mentre si faceva trapanare la figa. Le sborrai in bocca, lei ingoiò subito tutto, “Ora faccio venire anche te padrone! Ti svuoto le palle”.
Sposto il cazzone nel culo e iniziò a cavalcare quello stallone più veloce che poteva. “Questa troia mi fa impazzire!” urlava lui.
“Fermati sto per venire troia”
Chiara si tirò fuori il cazzo dal culo, se lo mise in gola quanto più potè e poi si fece sborrare dentro, finchè non si senti sul punto di soffocare. Aveva la bocca e le guance piene ma quel magnifico uccello nero non aveva ancora finito di sborrare e le riempì di seme anche tutta la faccia.
“Ti è piaciuto prima leccare la mia sborra dalle mutande di questa puttana?” mi chiese lui.
“Sì padrone” risposi.
“Bene allora vieni qui e puliscile la faccia. Voglio che sia perfetta per dopo.”
“Ok padrone. Cosa succederà dopo?”
“Lo vedrai. Lo vedrai…” disse ridacchiando mentre spalmava con la punta del suo cazzo tutto il suo seme sulla faccia di mia moglie.
Io andai verso mia moglie, tirai fuori la lingua e le pulii con cura tutto quello che Julio le aveva spruzzato in faccia. Non avrei mai pensato di dirlo ma mi piaceva la sborra. Lui intanto era andato al bagno quindi avevo una occasione di parlare con mia moglie.
“Cosa succederà ora?”
“Vedrai Matteo ti piacerà” mi rispose.
Avevano programmato qualcosa, lo sapevo, ma non mi sarei mai immaginato che cosa. Julio tornato dal bagno mi fece scendere dal letto, controllò che il viso di Chiara fosse perfettamente pulito e poi mi disse “Va’ in sala e aspetta il momento”.
Io ubbidii. Dalla sala sentivo che parlavano, che Chiara lo elogiava per le sue doti sessuali. L’attesa del ‘momento’ sembrò durare una eternità ma probabilmente passarono soltanto cinque o dieci minuti.
Il campanello suonò un'altra volta, andai alla porta, li trovai un altro ragazzo di colore, della nostra età circa, era anche lui ben fisicato ed elegante, alto circa un metro e settanta.
“Mi ha detto il mio amico Julio che qui c’è una puttana di nome Chiara che è affamata di grossi cazzi neri” mi disse lui con un accento spagnoleggiante appena gli aprii la porta.
“Fallo entrare” urlò Julio dall’altra stanza.
“Prego, da quella parte”
Julio si alza dal letto si scambia un cinque con l’altro ragazzo, Jesus.
“Porca troia. Non vedo l’ora di scoparmela questa. Guarda che figa!” disse Jesus
“Fa dei bocchini incredibili” rispose Julio.
“finalmente sei arrivato. Non vedo l’ora di sentire i vostri cazzoni entrambi dentro di me” disse mia moglie mentre si avvicinava ai due. Iniziò un limone in cui lei passava dalla lingua di uno a quella dell’altro mentre quei due le palpavano il culo.
Chiara si inginocchiò ai piedi di loro due e iniziò a spogliare Jesus. Gli tolse le mutande e si ritrovo circondata da due cazzoni neri. Jesus aveva anche lui un gran cazzo: era più scuro di quello di Julio e sembrava essere lungo all’incirca quanto il mio, il fatto mostruoso era la larghezza, era enorme, anche più di quello di Julio inoltre aveva delle grosse vene che correvano lungo tutta l’asta. Chiara era estasiata, aveva nelle sue mani due cazzi di dimensioni esagerate, non sapeva quale avrebbe dovuto spompinare per primo, sembrava confusa da quegli enormi uccelli neri. Li teneva in mano e li osservava come se li stesse studiando, alla fine prese la sua decisione, sputò sul cazzone di Julio e iniziò a succhiargli la cappella mentre con l’altra mano segava il cazzo di Jesus, “Te la distruggiamo questa puttana” disse quest’ultimo guardandomi.
“E’ proprio quello che voglio. Vuole che chiami pure lei padrone?”
“Certo che lo devi chiamare padrone, loro sono i miei padroni e di conseguenza sono anche i tuoi” rispose mia moglie mentre passava dal servizietto per Julio a quello per Jesus.
“Questo cazzo è gigantesco, quasi non riesco a infilarmelo in bocca.”
Era riuscita a prendere molto bene il cazzo di Julio per tutto il weekend dimostrando le sue grandi abilità di bocchinara ma ora la larghezza di quel cazzo la stava davvero mettendo in difficoltà.
“Brava stai facendo un ottimo lavoro, puta. Julio aveva ragione questa chica è davvero grandiosa” mi disse lui.
“Sono contento che le piaccia padrone” gli risposi.
Il pompino di chiara andò avanti un bel po’, succhiava un po’ uno e un po’ l’altro e loro due facevano come a gara per essere spompinata, fui molto fiero di questa cosa.
“Non riesco più ad aspettare devo scoparmela” disse Jesus.
Julio non perse tempo, prese Chiara e la mise a pecorina sul letto, poi gli si sdraiò davanti per farselo succhiare. Jesus le andò dietro puntandole la figa già bagnata.
“Santa mierda che culo muy hermoso che tiene!” esclamò
“Mettimelo dentro, voglio che mi scopi senza pietà” fu la risposta di Chiara. Lui prima le strofinò un po’ di volte il cazzo tra le chiappe poi infilò la sua grande cappella nella figa di mia moglie. Lei smise di spompinare Julio per urlare, la sua vagina si dilatò come mai prima “Oh sì! Dammelo tutto padrone, lo voglio tutto!”
Lui non se lo fece dire due volte e infilò con forza e in un solo colpo tutto il suo membro nella figa di mia moglie. Le sue urla di godimento erano fantastiche, sentiva dolore, e più ne sentiva più ansimava. Jesus le prese le braccia ed iniziò a scoparla duramente, nel frattempo Julio teneva la testa di Chiara e le infilava il cazzo in bocca facendole emettere gemiti di piacere e di soffocamento nello stesso tempo.
“Esta puta è favolosa amigo.” Disse rivolgendosi a Julio
“che dici le ho insegnato bene come si soddisfano due maschi neri?” gli rispose lui
“Decisamente si amico, questa è una troia con la t maiuscola”
Dopo poco le lasciò le braccia e con una forte botta di reni la fece volare su Julio. “Scopami il culo” gli disse mia moglie.
“Come?”
“voglio che infili il tuo grosso cazzone nero nel mio culo padrone”
“Va bene puta, mi pregherai di smettere” gli disse lui che salito in piedi sul letto mise la sua cappella nell’ano di Chiara, poi lo mise tutto dentro senza un briciolo di pietà. Chiara urlava dal dolore ma Julio la prese per i capelli dicendole “Tu gli hai chiesto di farti spaccare il culo, allora adesso godi”
“Mi sta spaccando a metà! E’ troppo grosso, brucia!” urlava lei ma i due uomini se ne fregavano, e continuavano a scoparsela come se fosse una bambola di plastica.
“Dai spostati è il mio turno di scopare” disse Julio poco dopo
“Il tuo turno? Questa puttanella è in grado di scoparsi entrambi contemporaneamente. Tu le scopi il culo e io mi fotto la sua figa” gli rispose Jesus.
In poco tempo erano pronti a fare doppia penetrazione con mia moglie, Julio si mise sdraiato sul letto e fece sdraiare Chiara su di sé, quindi prese il suo cazzone e lo infilò tutto nel culo di mia moglie, Jesus si mise sopra di lei e mise piano piano il suo pisello nero nella sua figa, voleva farle sentire ogni singolo centimetro, mia moglie gemeva, ora entrambi i neri le stavano riempiendo con i loro membri esagerati ogni buco. Quella visione era fantastica, Chiara era come il ripieno tra due biscotti, quella visione mi fece eccitare al punto che sentii di dover venire.
Piano piano i due uomini iniziarono ad aumentare il ritmo facendo emettere delle forti urla a Chiara la quale però non voleva che smettessero, le sue urla davano la carica ai due stalloni che continuavano ad accelerare.
“Ci sono quasi adesso riempio di sborra questa puta” disse Jesus.
“Anche io fratello non riesco più a trattenerla” gli rispose l’altro.
“Venitemi in bocca. Voglio bermi tutto!” gli disse Chiara. In poco tempo la fecero sedere sul bordo del letto e si misero a segarsi davanti a lei, Chiara aspettava la loro sborrata con gli occhi chiusi, la bocca spalancata e la lingua di fuori. Il Primo a venire fu Jesus il quale spruzzò tutto il suo prezioso seme nella bocca di mia moglie la quale la chiuse per poter gustare e ingoiare il nettare di nero, in quel momento venne anche Julio, inondò la faccia di mia moglie con un fiume di sborra che colando le andò poi sul collo e sul seno.
Chiara sapeva che io non ero ancora venuto e che mi stavo masturbando, mi disse di avvicinarsi a lei, con una mano prese della sborra dalla sua faccia e la spalmò sul mio cazzo, poi iniziò a farmi una pompa finché anche io non le sborrai in bocca. Esausta si distese sul letto
“Ti è piaciuto come abbiamo scopato questa mignotta?” mi chiese Julio mentre rimetteva il suo enorme bastone nelle mutande
“Sì padrone, l’avete sbattuta in modo sublime!”
Poco dopo i due neri si erano rivestiti, Chiara li accompagnò alla porta zoppicando, io li seguivo tenendomi a distanza. Baciò uno e l’altro, li ringraziò per la fantastica scopata che le avevano regalato, li baciò un’altra volta e li fece uscire. Quindi rientrata in casa venne versò di me, mi diede un bacio sulla guancia e mi disse “Matteo in questa sere sei stato fantastico, mi hai regalato un esperienza indimenticabile!”
“Quindi lo vorresti rifare con Julio?”
“No, lui potrà anche farmi toccare il paradiso per quelle due ore di scopata, ma tu sei sato così gentile da permettermi di raggiungerlo con un altro uomo, e questa è la dimostrazione che solo tu mi sai rendere felice sempre e comunque.”
“Non ti credo, sembravi assuefatta da quel cazzo”
“E’ vero mi sono fatta prendere, forse anche fin troppo, ma ti prometto che da questo momento sarò solo tua e non penserò a nessun altro uomo”
Finì così il sabato più indimenticabile e strano di tutta la mia vita. Non vedemmo più né Julio né Jesus inoltre il rapporto tra me e Chiara si rafforzò moltissimo da dopo quel giorno.

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