Una notte di interminabile passione

Scritto da , il 2020-09-15, genere etero

Racconto scritto a due mani, con l'obiettivo di accontentare sia il pubblico femmminile che quello maschile. Si tratta di un primo esperimento e se vi piacerà ve ne racconteremo altri.
Per opinioni, critiche, suggerimenti e proposte scrivete qui sotto o all'indirizzo mail odietamo2020@libero.it.

Ci eravamo dati appuntamento nel nuovo chalet sulla spiaggia che ha aperto la scorsa settimana, un luogo piccolo ma intimo e ben curato, con arredi color bianco e oro e una vista mozzafiato sul mare al tramonto. Io indosso un completo color ocra con camicia bianca senza cravatta e, arrivato come al solito in anticipo, ti aspetto sui divanetti vicino all'ingresso. Controllo l’orario sul cellulare quando sento un rumore di tacchi avvicinarsi, alzo gli occhi e rimango sbalordito: indossavi un lungo vestito rosso con spacco vertiginoso, in modo da mettere in mostra le tue belle cosce, il completo ti lascia la schiena completamente nuda e lascia ben scoperto il decolleté sul tuo seno prosperoso: il tuo splendido viso dai lineamenti mediterranei è incorniciato da un caschetto che cade poco sopra la spalla.

“Uaaa, che bheeeeee” esordisci tu, in quel tuo siciliano con inflessione americana, di quella che solo chi è nata a Brooklyn da genitori palermitani può avere. Ti cingo tra le mie braccia e ti bacio dolcemente le labbra – Ciao Gianna – Ciao Lorenzo… - Ci sediamo su un divanetto appartato e ordiniamo due bicchieri di Prosecco, tu mi fai i complimenti a modo tuo toccandomi il vestito e dicendo: “you look handsome beddu” e io rispondo definendoti “breathtaking”, mozzafiato. Brindiamo alla salute e poi mi chiedi: “mi vedi ancora come una donna americana?” Io sorrido, so quanto tu ci tenga alle tue origini e rispondo: “sei la classica Italo-americana, incarni pregi e difetti di entrambi i popoli con tutto ciò che ne consegue, sei passionale ma metti il lavoro al primo posto, ti prendi cura della tua famiglia ma pensi alla tua crescita individuale, ti definisci all’antica, vuoi essere corteggiata ma se ti piace un uomo glielo fai capire chiaramente”.

Tu ridi e mi fai l’occhiolino, sai quanto la tua risata maliziosa mi faccia impazzire e mi chiedi ancora: “e dimmi, come sono in confronto alla tua ex?” Io rido – “non hai bisogno di paragonarti alle altre, sei una donna fantastica e non ho mai incontrato una come te”. Allora tu insisti: “Come on, Lorenzo! Lo sai che sotto sotto sono vanitosa e mi piace entrare in competizione con le altre, poi con te posso farlo, mi sento così a mio agio con te…” Sorrido e faccio: “lei era molto gentile, attenta e passionale, ma con te è tutta un’altra cosa…” Tu sorridi, mi dai un bacio sulla guancia, mi accarezzi la gamba all’altezza del ginocchio e fai: “lo sai cosa mi piace di te Lorenzo? Tu hai 26 anni ma hai la forza di un uomo più adulto: sei maturo, paziente, comprensivo e sicuro di te. I love this!”

Finiamo i nostri bicchieri, poi ti accompagno al centro della sala dove già alcune coppie che ballavano lentamente al ritmo di un jazz lento e suadente. Ti cingo i fianchi e lascio che tu ti appoggi con le braccia al mio collo e ti sussurro:
“Lo sai cosa mi piace di te Gianna?”
– “My tits, my culo?” - rispondi tu facendo l’occhiolino.
- “Mi piaci perché sei diretta, dici quello che pensi senza girarsi troppo attorno!”
- “E non sono così le altre ragazze che conosci tu?”
- “No, si fanno tremila problemi, ti lanciano segnali criptici, e pensano troppo al giudizio degli altri. Io invece ti capisco al volo e mi sento molto bene con te”
- “Ahah Lorenzo, perché dovrei nascondermi con te? Mi diverto con te, non litighiamo mai, abbiamo sempre conversazioni interessanti e poi… you fuck me like a lion”
- “hmm” ti stringo intensamente quando dici questo
- “con te il sesso non è mai sporco o banale, ti prendi cura di me e mi fai godere con gusto ma sembra tutto così elegante. Sembra il sesso di cui parlavano i poeti romani”
- “Occhio che ho letto tutta l’Ars Amatoria di Ovidio”
- “Ahahah, you’re unbelievable!”

A quel punto ti stringo e ti bacio intensamente le labbra, succhio il tuo labbro inferiore e poi entro con la lingua dentro la tua bocca; le nostre lingue si incrociano per qualche fugace secondo, mentre le mie mani avvolgono la tua schiena nuda e le tue mi scompigliano i capelli. Poi mi sussurri “sto cercando di contenermi…”, io ti mordicchio l’orecchio e ti lascio un ultimo bacio sulle labbra, poi ti prendo per mano e andiamo verso il banco a pagare il conto.

Camminiamo mano per la mano a passo spedito, casa mia è poco lontana dallo chalet e non appena chiudiamo la porta già siamo avvinghiati l’uno all’altro contro la parete dell’ingresso. Le nostre lingue si incontrano furiosamente mentre io indugio lungo le tue gambe e sorridendo tra un bacio e l’altro ti sussurro “belle cosce”. Tu ridi con gusto, le cosce sono la parte di te che preferisci e che fa girare la testa agli uomini - “Ah sì? Sto aspettando che me le tocchi di più!” - Il tuo modo di parlare italiano mi fa impazzire e non me lo faccio ripetere due volte, salendo con la mano sotto il tuo vestitino e afferrando poi il tuo culo sodo. Tu continui a vorticare la tua lingua dentro la mia bocca, mi afferri il collo della giacca e lentamente cominci a sbottonarmi, mentre io salgo sopra con la mano e afferro il tuo abbondante seno. Ti strizzo la tetta mentre ti bacio il collo e tu mi sussurri “Lorenzo… I want you…”.
Io allora mi tolgo la giacca e mi sbottono la camicia, lanciandola a terra, tu sorridi e gentilmente mi inviti a sedermi sulla sedia mentre lentamente tiri giù le spalline del vestito e lo lasci cadere a terra restando solo con i tuoi vertiginosi tacchi rossi e un tanga nero che non lascia nulla all’immaginazione. Dopo lo spogliarello improvvisato ti avvicini a me, mi fai l’occhiolino e ti siedi sulle mie ginocchia baciandomi intensamente, io rispondo al bacio afferrando con avidità le tue tette: le strizzo, afferro i capezzoli e li strofino con i pollici mentre scendo giù lungo il tuo collo baciandoti. Mi avvento sul tuo ampio seno e inizio a baciare e succhiare con avidità. I tuoi mugugni iniziano a riempire la stanza e mentre ti godi me che succhio e lecco i tuoi capezzoli, mi metti una mano dentro i pantaloni e afferri la mia asta. Inizi una lenta sega mentre io ricambio il favore portando la mia mano sopra le mutande e massaggiando. La mia mano si sposta poi all’interno, incomincio a titillare il tuo clitoride, stringendolo con le dita e strofinandolo, poi inizio andare su e giù tra le tue labbra con un dito. Non riesci a trattenere qualche gemito e stringi il mio cazzo con maggiore forza, baciandomi il collo e mordicchi il mio orecchio.

Preso dall’eccitazione ti sollevo e ti porto in camera da letto, ma sono così eccitato che mi getto con te sul tuo soffice tappeto di montone e iniziamo a rotolarci lì. Dalle tette comincio a scendere giù baciandoti il ventre, soffermandomi sull’ombelico dove lecco velocemente per un po’; Intanto mi tolgo scarpe e pantaloni e rimango solo con i boxer neri. Tu mi accarezzi l’uccello dai boxer con la gamba sinistra, io te l’afferro, ti tolgo la scarpa e massaggio la pianta del piede. Mentre mi guardi estasiata, improvvisamente mordo il tuo alluce e lo succhio avidamente e sento che emetti un gridolino di piacere. Ripeto l’operazione anche sull’altro piede e comincio a baciarti la caviglia, salendo su centimetro dopo centimetro, cambio gamba e partire da sotto al ginocchio, continuo a risalire, dedicandomi al tuo interno coscia che bacio e succhio avidamente, lasciando qualche piccolo morso qua e là.

Finalmente raggiungo la tua passera, ancora coperta dallo slip che tolgo velocemente: affondo la mia bocca su di te e comincio a baciarla tutt’attorno, poi la copro con la mia lingua e faccio movimenti ampi risucchiando. Dopo qualche secondo, faccio la mia lingua stretta e comincio a slinguazzare su e giù a zig-zag, esplorando ogni angolo. Vado su, avvolgo il tuo clitoride con la lingua e succhio, poi muovo velocemente la lingua su di esso. Tu continui a mugolare con più intensità, portando i tuoi occhi all’indietro. “Hmmm… oh God.. oh God… Lorenzo…” è questo quello che sento mentre le tue gambe premono contro la mia testa e poi si rilassano. La tua figa è ormai bagnata e non mi tiro indietro dal succhiare i liquidi che escono fuori. Intanto con un dito massaggio prima la zona tra la tua figa e il tuo ano e poi improvvisamente ti penetro con due dita. Hai un sussulto di piacere e io inizio a pompare con le dita dentro di te, strofinando in particolare sulla parete superiore; sorrido mentre vedo che continui ad ansimare estasiata e a strizzare le tue tette e questo mi spinge a tornare giù con la lingua a torturarti il clitoride. Accelero il ritmo delle mie dita dentro di te, poi mi fermo, allargo le dita per facilitare l’ingresso ed entro dentro con la lingua; tu sembri ormai posseduta e inizi a graffiarmi la schiena con le tue unghie lunghe ma io imperterrito vado avanti a roteare con la lingua dentro di te, andando più a fondo possibile. Ad un certo punto mi fermo, tiro fuori la lingua e mi limito a pompare con forza con le dita dentro di te: si sente chiaramente il “ciaff-ciaff” della tua passera ormai zuppa e della mia mano che batte contro il tuo pube, il tutto coperto dai tuoi ansimi e versi di piacere. All’improvviso decido di infilare una delle dita dentro il tuo ano – so quanto queste mosse a sorpresa ti facciano impazzire – e ti lasci andare ad un grido lungo di dolore (poco) e di piacere (tanto). Mi bastano pochi colpi per vederti prima tremare e poi liberarti in un orgasmo squassante. Io tolgo le dita, mi tolgo anche quei boxer che ancora avevo e mi getto su di te, baciandoti, poi appoggiando le mie dita sulle tue labbra cosicché tu le possa succhiare.

Dopo qualche minuto di baci tu mi sussurri mordendomi l’orecchio: “Lorenzo… I want your cazzo”. Io non posso certo sottrarmi ad una richiesta del genere e subito ti allargo le gambe, strofino il cazzo sulla tua figa umida per stuzzicarti ancora un po’. Poi faccio per prendere un preservativo e tu mi fermi “No condom! Prendo la pillola”; io non me lo faccio ripetere due volte e ti penetro con gusto. I primi colpi sono lenti e profondi, per farle assaporare ogni centimetro, poi improvvisamente si aumenta di intensità e di durata per qualche secondo e poi si rallenta di nuovo. Vado avanti così per un po’, alternando ritmo lento e colpi veloci in serie, mentre bacio le tue labbra, il tuo collo e le tue tette; ad un certo punto ti blocco le mani sopra la tua testa mentre accelero il ritmo e ti sento mugolare come non mai. Ci spostiamo sul letto e mi metto dietro di te a cucchiaio, ti afferro la gamba e inizio a pompare con forza dentro di te, mentre ti bacio il collo e poi le labbra. Mentre le nostre lingue si intrecciano oscenamente, sento che tu muovi il bacino contro di me, sembri ormai posseduta, non ti basta più. Ti stringo con più vigore e continuo a scoparti, sempre alternando momenti lenti e momenti veloci, ma sento che ormai manca poco per venire. Allora decido di girarti, metterti a 90 e penetrarti la figa in un colpo solo. Hai un sussulto ma vedo che ormai sei abituata e persa tra i miei umori. Rimango per un po’ dentro senza muovermi molto, ti accarezzo le tette sporgenti, il bel culo sodo e a questo tiro uno schiaffo. Poi un altro. Poi inizio a pompare dentro di te, tenendoti per i fianchi e scopandoti con un ritmo regolare e inesorabile. Sento che tu cerchi di muovere il bacino per andare al ritmo con i miei movimenti e per un po’ ti lascio fare, rimanendo fermo in estasi mentre ti muovi sinuosa contro il mio cazzo ormai al limite. Ad un certo punto ti sollevo per il collo stringendo leggermente, ti mordicchio l’orecchio e ti sussurro: “sto per venire”; tu ormai sei come in trance, rispondi solo a gemiti e cerchi istintivamente le mie labbra e la mia lingua. Io continuando a tenerti in quella stessa posizione accelero più che posso, fino a quando non riempio la tua figa del mio seme, che esce con fiotti copiosi e cola un po’ sotto. Anche tu nel frattempo raggiungi un altro orgasmo e ti lasci andare ad un grido prolungato.

Dopo qualche secondo crolliamo entrambi esausti sul letto, ci guardiamo e scoppiamo a ridere.

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