Cap.14 - Daniela e Marco a casa di Kira - Voglia di nuove esperienze estreme

Scritto da , il 2020-06-25, genere trio

Capitolo 14
Daniela e Marco a casa di Kira

Marco e Daniela impiegarono diversi minuti prima di raggiungere l’indirizzo in cui si trovava la villetta a schiera di Kira.
Raggiunsero in fretta la porta, Daniela era preoccupata per ciò che la sorella avrebbe potuto ancora subire da parte di Jason.
Trovarono la porta chiusa e suonando il campanello nessuno venne ad aprire.
«Cosa le starà facendo?» chiese Daniela a Marco che la guardò senza saper cosa dire. La donna accostò l’orecchio alla porta a vetri e sentì chiaramente sua sorella Roberta ansimare e quasi gridare per il dolore.
Daniela si guardò intorno e vide un sasso sul limitare del giardino. Lo recuperò e lo lanciò al vetro della porta, proprio in un punto vicino alla serratura.
Marco aprì la serratura infilando la mano nell’apertura appena creata, facendo attenzione a non tagliarsi.
Daniela si fiondò dentro e vide che Jason e Roberta si trovavano ancora nel salotto. La sorella ventenne era stata sdraiata supina sul basso tavolino di vetro, la parte bassa della schiena sollevata e le gambe per aria, le braccia invece erano imprigionate sotto le cosce aperte mentre l’uomo di colore le stava addosso penetrando con forza il suo sfintere sfruttando tutti 30 cm del suo cazzo nero.
Ad ogni devastante affondo la testa di Roberta sussultava, era piegata indietro, cascante fuori da bordo del tavolino. Daniela poteva vedere i suoi occhi rivoltarsi ogni volta che il cazzone di Jason sprofondava in lei mentre tentava di vedere chi fosse entrato in stanza.
Jason si accorse dei nuovi arrivati e disse a Daniela: «Sei venuta a vedere dal vivo come sto sfondando la troia? Mettiti comoda, tra poco le vengo di nuovo dentro».
Daniela si riprese dallo shock momentaneo per quella scena a un tempo terrificante ed eccitante.
«N-non… non ce la faccio… più!» disse Roberta con un filo di voce.
Daniela corse verso i due dicendo: «Hai sbagliato persona, lei non è Kira, è mia sorella Roberta».
L’uomo continuò a scopare il culo della ragazza finché non capì il significato di quelle parole, ma ormai era troppo tardi e le venne dentro l’intestino per la seconda volta.
«Sììììì! Ti sto riempiendo!» esclamò mentre Roberta spalancò gli occhi sentendo i fiotti di sperma inondare il proprio intestino.
Daniela spinse via l’uomo e il suo cazzo fuoriuscì ancora duro continuando a lanciare getti di spermi sul corpo di Roberta fino a che Jason non terminò il suo orgasmo, dopodiché il suo cazzone nero iniziò ad afflosciarsi lentamente.
«Roberta, mi senti?» le chiese Daniela guardandola negli occhi da vicino, ma la ragazza non le dette risposta e svenne, mentre alcuni rivoli di liquido seminale discendevano dai suoi seni e dal suo ventre.
«Dannazione! Hai distrutto mia sorella! Pezzo di merda!» urlò Daniela.
Marco si accorse di avere il cazzo durissimo.
Daniela guardò la fica e il culo della sorella e notò quanto fossero larghi, soprattutto lo sfintere, era diventato di notevole dimensioni e iniziava a fuoriuscire sperma mischiato a gocce di sangue.
«Marco aiutami!» disse Daniela, e i due provvidero a trasportare Roberta su uno dei divanetti. Aveva perso del tutto i sensi.
«Si riprenderà, è soltanto un po’ stanca, ci sono andato giù un po’ pesante» disse Jason con il cazzo ancora penzoloni, anche in quello stato si notava quanto fosse dotato.
«Le hai fatto uscire sangue dal culo! Ti rendi conto?» chiese Daniela adirata mentre si inginocchiava per guardare meglio il viso della sorella.
«Tu mi hai detto di andarci pesante.»
«Ti ho detto di sfondare il culo a Kira, non a mia sorella!»
«Mi ha aperto alla porta e mi ha detto di chiamarsi Kira. Cosa avrei dovuto fare? Chiederle la carta d’identità?»
Daniela era confusa, non capiva come mai Roberta si fosse spacciata per Kira, ne cosa ci facesse a casa sua, si chiese inoltre dove fosse la vera Kira.
«Adesso vattene, non ci servi più!» disse Daniela.
«Andarmene? Ti ricordo che mi devi ancora la metà del denaro pattuito.»
«Non ci penso proprio, hai appena rotto il culo a mia sorella!»
«Io ho semplicemente fatto quello che mi hai chiesto di fare, non è colpa mia se tua sorella si è finta Kira. Quindi non vado via finché non sganci i miei soldi!»
Intanto il divanetto si stava macchiando dalle secrezioni miste bianche e rosse uscenti dal culo ormai irrimediabilmente dilatato di Roberta.
Daniela non seppe che rispondergli, l’uomo di colore stava davanti a lei con il cazzo moscio al vento e il suo sguardo determinato non lasciava presagire che le avrebbe obbedito.
Daniela guardò il suo viso, poi i suoi occhi si soffermarono sul cazzo dell’uomo che era all’altezza del suo viso considerato che si trovava ancora in ginocchio e la sua fica cominciò a bagnarsi, il suo corpo sapeva quale fosse la soluzione, ma allo stesso tempo ne aveva paura.
«So come possiamo metterci d’accordo» esordì Marco avvicinandosi intimorito dalle dimensioni di Jason mentre faceva cenno a Daniela di mettersi in piedi.
«Cosa hai in mente?» gli chiese Daniela a bassa voce voltandosi verso il marito.
«Senti, lui ha le sue ragioni, non se ne andrà mai senza essere pagato… quindi pensavo… pensavo che tu potresti scopare con lui, magari lo accetta come pagamento e così siamo tutti contenti.»
«Ma lo hai visto che cazzo che c’ha? Lo hai visto come ha ridotto Roberta?»
«Sì, lo so, ma sono sicuro che ti piacerà» disse Marco guardandola con malizia.
Daniela si voltò a guardare Jason e sospirò profondamente dicendo: «E va bene… ma in culo non me lo mette quel bazooka…»
«Ok, tranquilla, ci sono io, non te lo farò mettere nel culo, adesso vieni con me» disse Marco sospingendola verso Jason.
La donna si mosse verso di lui e quando il marito la spinse con più vigore, finì a sbattere contro il corpo massiccio di Jason.
L’uomo inizialmente non capì, poi disse: «Mmm… Capisco, mi stai bene come forma di pagamento…»
«Niente culo però, non voglio che me lo spacchi come hai fatto con mia sorella» disse Daniela.
«E va bene, come desideri» disse l’uomo di colore toccandole un seno attraverso la camicetta e afferrando una delle mani della donna per portarla verso il suo cazzo.
Daniela lo afferrò e nonostante fosse moscio si stupì della sua consistenza. Jason la baciò con passione mentre Marco le toglieva i jeans, la camicetta invece le fu strappata via dalle forti mani dell’uomo di colore. La donna rimase in reggiseno e perizoma e sentì che il cazzo che aveva iniziato a segare piano si stava eccitando riprendendo velocemente la sua erezione.
Daniela guardò i muscoli tonici e gonfi di Jason e poi il suo cazzo che non riusciva più a chiudere in una mano per quanto stava diventando grosso. L’arnese nero svettava vicino al suo fianco e la sua lunghezza superava di netto lo spessore del suo bacino.
Marco intanto si stava godendo lo spettacolo andando a spegnere la telecamera che aveva ripreso fino a quel momento, Jason intanto cominciò a sculacciare la moglie, talmente forte da farla sobbalzare con un gridolino di piacere.
«Ti piace il mio cazzo! Dillo che hai voglia di sentirlo dentro di te da quella volta che mi hai visto scopare quella ragazza in palestra.»
Daniela era ormai un lago e non rispose a quella sua provocazione, si limitò ad abbassare gli occhi per fargli intendere che aveva ragione, era super eccitata e in quei giorni non aveva fatto altro che pensare a quel cazzone, nella sua mente rivedeva le scene di sesso poco prima mentre sua sorella veniva sfondata e cominciava ad ammettere che si era eccitata tantissimo ripensandoci in quel momento.
Jason le allargò le gambe con una mano e con le dita le toccò il clitoride da sopra il perizoma.
Daniela iniziò ad ansimare subito e i suoi occhi si rivoltarono dal piacere che provava sia sul clitoride sia toccando il cazzo dell’uomo che intanto si era fatto di marmo, riusciva a sentire le venuzze pulsare con vigore.
Jason la sculacciò un altro paio di volte, Marco vide il culo della moglie tingersi di rosso e dopo qualche altro secondo la sentì venire silenziosamente. Come se non volesse mostrare all’uomo che l’orgasmo era giunto in così breve tempo.
«Sei già venuta?!» chiese Jason accorgendosene.

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