Far felice il padrone

Scritto da , il 2020-03-02, genere dominazione

Ero felice, piacevo a Sergio per quello che ero, avevo finalmente trovato qualcuno con cui condividere la mia vita. Uscivamo insieme, al bar, al cinema, mi portava a fare shopping. Voleva che comprassi intimo femminile, "la mia cagnetta deve farsi bella per me" mi diceva.
Le domeniche erano speciali, mi vestivo con l'intimo che mi comprava, andavo al canile e lì dopo aver accudito i cani, dopo che se ne ra andata l'altra volontaria diventavo la sua cagnetta. Mi montava e mi faceva montare dai cani fino a quando non ce la facevo più. Ero in estasi lo amavo. Per renderlo felice, facevo qualsiasi cosa mi ordinasse.
Come quella domenica che mi mostrò le sue compere ad un sexy shop, un collare, un plug anale con la coda e una museruola di pelle con cerniera. "Vieni qua, indossa questi così sarai una vera cagnetta."
Zampettai da lui, mi feci mettere il collare, la museruola che mi impediva quando era chiusa di aprire la bocca e poi inserì il plug. "Così sei proprio una bella cagnetta". Prese un guinzaglio e legatolo al collare mi portò a spasso per il canile, zampettare con il plug era fastidioso, non lo avevo mai fatto.
Tornammo nella toiletta portando Lucky con noi, Sergio mi aprì la cerniera e mi ordinò coccolare Lucky con la bocca, lui si posozionó dietro di me e prese a giocare con il plug.
Lucky se ne stava sdraiato a pancia su mentre gli succhiavo il suo bellissimo cazzo rosso, Sergio tolse il plug e prese a penetrarmi.
"Alla mia cagnetta piace il cazzo verooo?" Disse godendo.
"Mm, mm" mugolai succhiando.
"Vorresti il cazzone di Lucky?" Ed inserí anche il plug insieme al suo cazzo, mi piaceva sentirmelo forzare.
"Siii" mugolai
"Ho un bel regalo per te, un bel cazzo nero da succhiare e soddisfare. Vieni Khamal".
Khamal era un volontario immigrato; volontario non era proprio esatto era stato mandato dal comune come forma di inserimento sociale. Era un senegalese sui 25 anni, alto e nero come la notte.
Sergio continuava a pomparmi, "Vedi Khamal ha un problema, le donne hanno paura di lui, mi ha confidato che è da tanto che non viene soddisfatto." Non capivo non era brutto, anzi mi sembrava un bravo ragazzo, non era mai stato violento. Khamal indossava una tunica che gli arrivava ai piedi, non lo avevo mai visto in pantaloni e felpa, se la sfilò. Capii perché non portava mai i pantaloni, sotto era nudo e in mezzo alle gambe aveva una proboscide nera che gli arrivava quasi al ginocchio. Si sedette guardandoci, si prese il cazzo tra le mani e se lo portò alla bocca cominciando a segarlo e a succhiarlo.
Sergio venne sborrandomi dentro, "ah, sii. Ora cagnetta succhialo al nostro amico"
Lasciai Lucky e zampettai da Khamal che mi porse il suo cazzo, era immenso, per racchiuderlo dovevo usare entrambe le mani da quanto era grosso, sarà stato lungo più di 40 cm, un palo nero nodoso, con una cappella grossa e scura. Aveva un odore particolare mi ricordava cumino e sudore, leccai la cappella, un sapore acidulo mi riempi la bocca, presi a baciarla in ogni sua parte, Khamal sembrava gradire.
Lucky prese a montarmi, mi stavo eccitando da morire; tentai di infilarmi in bocca la cappella aprendo il più possibile la bocca.
"Non con i denti cagna" Khamal mi strattonò il guinzaglio allontanandomi, "Se userai ancora i denti ti punirò!" Mi avvertí.
"Forza cagnetta, accontenta il nostro amico, non vorrai essere punita" mi sussurrò Sergio.
"È molto grosso, fatico a prenderlo in bocca".
"Suvvia, so che puoi".
Lucky continuava a pomparmi, leccai per bene la cappella di Khamal insalivandola per bene, poi mi bagnai le labbra e spalancai il più possibile la bocca e feci entrare a forza la cappella nella mia bocca.
"Brava cagna, vedi che ce la fai" disse Khamal.
La sua cappella mi premeva sul palato e sulla lingua impedendomi quasi di muoverla, sbavavo, provai a succhiarlo facendo avanti e indietro, mi era quasi impossibile; poi Lucky venne muovendosi convulsamente, mi face perdere l'equilibrio, il cazzo di Khamal mi sgusciò di bocca.
"Brutta cagna, mi hai graffiato" mi urlò.
Prese il guinzaglio e mi portò vicino alla doccia, dove legó il guinzaglio all'anello sul muro.
"Ora devi essere punita"
"Non lo ho fatto apposta"
"Zitta cagna, seduta e apri la bocca"
Sergio ci guardava masturbandosi; ubbidì e Khamal puntò il suo cazzo su di me urinandomi addosso, un getto caldo colpì il corpo per poi risalirmi sul viso, fino a che non mi centró la bocca. Era fantastico, presi a bere quel liquido dorato.
"Alla cagna piace". Era vero, avevo un erezione dolorosa. Finito di pisciarmi addosso Khamal se lo fece leccare e poi mi girò.
"Sergio, hai qualcosa per ungere questo culo?"
"Si, ho il gel, te lo prendo"
"No, no fermo, non vorrai....".
Khamal mi chiuse la museruola
"Farò piano, basta che non ti agiti e non farà male"
Ero terrorizzato, Sergio dette il gel a Khamal che si unse una mano e poi prese a massaggiarmi l'ano.
"Sei già molto dilatato, non dovrebbe essere difficile " disse inserendo tre dita. Prese a massaggiarmi internamente, era piacevole, ruotava le dita spingendo sulle pareti rettali molto delicatamente. Stavo godendo e rilassandomi, inserì un altro dito forzando un po', mugolai, prese a stantuffarmi con la mano facendo entrare il palmo fino al pollice.
Tolse la mano e mi sentì vuoto, ma non durò a lungo. Appoggiò la cappella sul mio sfintere, era bollente, forzava piano piano.
"Rilassati, che ora entra" e spinse.
Urlai, ma la museruola impediva alle mie urla di uscire, sentivo l'ano teso all'inverosimile, mi martellava a ondate di dolore. Khamal stava fermo, "rilassati, o la punizione sarà più dolorosa". E spinse entrando di qualche altro centimetro, sentivo l'intestino protestate, per quell'immensa mazza di carne che lo slabbrava, mandandomi scariche elettriche al cervello ed al cazzo.
Tornò un po' indietro e affondò nuovamente, vidi le stelle e venni schizzando, le contrazioni provocarono ancora più dolore al mio povero culo che cercava di chiudersi ed espellere quel tronco invanamente.
"Senti come gode la cagna" e prese a muoversi lentamente avanti e indietro.
"Si cagnetta godi come non mai" Sergio si masturbava facendosi leccare da Lucky.
Khamal affondava sempre di più arrivando sbattere in fondo all'intestino, me lo sentivo nello stomaco, ogni affondo era un brivido di dolore e piacere, mi sentivo la cappella esplodere ogni volta che me lo spingeva dentro.
Khamal fece uscire il suo palo, per poi rinfilarlo dentro, era una sensazione magnifica persi il controllo e iniziai a pisciare.
"La cagnetta sta squirtando" Sergio si alzò, venne verso di me e mi sborró in faccia, poi prese a masturbarmi mentre Khamal continuava a fottermi senza pietà. Dopo non so quanto tempo ed esser venuto due volte Khamal accelerò il ritmo stantuffandomi senza pietà.
"Siiiiii" senti il suo sperma riempirmi ogni parte del mio intestino e colare fuori mentre continuava a pomparmi sempre più veloce, Sergio mi aprí la museruola lasciandomi respirare liberamente. Khamal uscì con un sonoro plop, ero una fontana di sperma, dal culo mi usciva un filo costante che sembrava non finire mai; senza il cazzo di Khamal sentivo fresco fin dentro l'intestino, doveva avermi aperto completamente, il mio culo non si sarebbe mai più richiuso. Pulí quel cazzo immenso leccandolo dalle palle fino alla cappella, poi Sergio e Khamal mi pisciarono addosso.
"La mia cagnetta è soddisfatta?" Mi chiese Sergio.
Uggiolai e agitai la testa, Sergio mi lavó con la doccetta, carezzandomi dolcemente, fassando acqua fresca sul mio povero culo devastato, poi prese una pomata lenitiva e mi massaggiò l'ano, frizzava.
"Penso che per un po' i cani dovranno accontentarsi solo di essere spompinati" disse Khamal ridendo, anche Sergio si mise a ridere mentre io non volevo sapere in quali condizioni ero ridotto......

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