Erotici Racconti

Il vecchio

Scritto da , il 2011-05-01, genere prime esperienze

Questa mattina mi sento particolarmente indolente. Sono in vacanza da mia zia, in un borghetto isolato, sulla montagna modenese.
La stagione concilia questo mio stato d’animo: fuori fa un caldo infernale e si suda solo a muoversi.
Questa notte ho dormito pochissimo, nonostante avessi le finestre socchiuse.
A dire la verità, ad un certo punto mi è sembrato anche di scorgere un’ombra al di là dei vetri, ma forse era uno scherzo della luce lunare.
La zia dice che il nostro vicino, uno zitellone, spesso vaga nei campi e si avvicina ai casolari per spiare le donne che dormono ma a me sembra una favola.
E’ piccolo e tranquillo, sempre rispettoso e addirittura timido. Mi chiama la signorina perché abito in città e ha quasi soggezione.
Questa notte comunque, dato il caldo, ho dormito senza il lenzuolo, con solo le mutandine e chissà se è vero che è venuto a spiarmi?
Metto la canotta, mi avvicino al davanzale e scorgo con stupore un mazzolino di fiori appoggiato sul piano. Sono sicura che ieri sera non c’era e allora chi l’ha messo?
Mi guardo allo specchio e studio il mio corpo: sono più sviluppata della mia età.
Ho un petto notevole, i fianchi larghi e le gambe leggermente grosse.
La mia caratteristica è di avere la pelle molto chiara, che contrasta con quella dei miei parenti contadini, bruciati dal sole.
Mi sollevo la maglietta e mi guardo i grandi seni, bianchissimi con al centro il bottoncino roseo zigrinato.
All’improvviso, mi sembra di cogliere un movimento nel vano della finestra.
Evito di voltarmi ma riflesso nello specchio, scorgo una parte del volto che sta sbirciando dentro.
Data la prospettiva posso vederlo bene mentre lui non se n’è accorto. Mi rendo conto che è proprio il nostro vicino, Mario, che mi sta guardando.
Sento salire un desiderio struggente di mostrarmi a quel vecchio.
Lentamente risalgo alle coppe e comincio ad accarezzarle con movimenti circolari.
Lo tengo d’occhio e mi sembra particolarmente eccitato all’insperato spettacolo.
Porto le mie mani sulle mutandine e le abbasso lentamente muovendomi languidamente.
Il mio nero cespuglio si staglia nitido sul biancore del ventre mentre le labbra vaginali, rosee e turgide, emergono fra le gambe.
Mi accarezzo con le dita il pelo che sento inumidirsi e solletico le labbra dischiudendole alla ricerca del clito.
Mi volto per guardarmi il sedere e per un attimo incrocio lo sguardo bramoso del vecchio.
Questi scompare rapido e lo sento allontanarsi rumorosamente.
Mi dispiace che sia finita così. La cosa mi piaceva.
Mi metto un leggero grembiulino, poi esco sull’aia.
Del vecchio non c’è traccia. Si sarà nascosto da qualche parte, timoroso di quello che ha fatto.
Mi dirigo verso un posto riparato dove di solito prendo il sole e passo davanti alla porta della sua casetta.
Mi guardo intorno, poi vedendo che non c’è nessuno, seguo una pazza idea che mi è venuta all’improvviso.
La porta è aperta ed entro pian piano.
Nella stanza non c’è nessuno. Attraverso l’ambiente e mi ritrovo nella camera da letto del vicino.
Dappertutto disordine tipico degli scapoli. Sul comodino una pila di riviste attira la mia attenzione.
Mi avvicino e scorgo delle fotografie di donne nude in atteggiamenti provocanti.
Sorrido e comincio a sfogliarle, poi sento un leggero rumore alle mie spalle.
Mi volto e mi ritrovo il vecchio davanti. Sembra spaventato e mi guarda rosso in viso.
Restiamo così in silenzio per qualche minuto. Ha il respiro pesante e sta quasi tremando: si aspetta una mia sfuriata.
Invece, mi sorprendo da sola.
Indico le riviste.
- Mario, mi trova più interessante delle sue riviste ? -
Lui non risponde.
- Le è piaciuto lo spettacolo prima? -
Lui annuisce mentre un poco di saliva gli esce dal labbro.
- Vorrebbe rivederlo? -
Mi guarda con gli occhi sbarrati: non crede a quanto sta ascoltando.
Mi piace questa situazione: devo essere impazzita! Eppure, desidero spingermi oltre.
Mi sbottono lentamente il grembiule mentre il vecchio trattiene il fiato. Le mie grandi mammelle dondolano leggermente davanti ai suoi occhi febbricitanti. Vedo sotto i pantaloni rigonfiare qualcosa. La cosa mi eccita. Lascio cadere il grembiule a terra e rimango così con le sole mutandine e maglietta.
- Vuole toccare? -
Il vecchio ha uno scatto poi si blocca incredulo: non è possibile che succeda proprio a lui!
- Coraggio!- continuo, facendomi forza - non le piaccio? -
Chiudo gli occhi in attesa. Lo sento respirare a fatica, poi una mano ruvida mi tocca leggermente la maglia sopra la coppa del seno.
La prendo e la stringo, incoraggiandolo a continuare.
Il vecchio prende coraggio: il desiderio sovrasta la paura e afferra una mammella stringendola per un attimo.
Io apro gli occhi e lo guardo.
- Coraggio Mario! Ne approfitti! -
Con un gesto lento mi tolgo la maglietta e scopro le mie coppe, grandi e bianche.
Si passa una mano sugli occhi incredulo, poi si abbassa ad annusare il delicato profumo che emana il mio corpo.
- Santo cielo! Come sei bianca e profumata! Sei un sogno! -
Comincia ad accarezzarmi le mammelle con delicatezza mentre io sospiro. Le prende in mano, le soppesa, appoggia le labbra grinzose sui capezzoli. Mi punge con la barba ispida la pelle delicata mentre con la lingua cerca di succhiarmi i capezzoli.
Sento il suo odore ferino, di sudore stantio e storco un poco il naso ma il desiderio di essere frugata ha il sopravvento.
Intanto con le mani mi accarezza la schiena, poi scende sulle natiche sode e le stringe mugolando.
Io lo scosto un poco poi metto le mani sull’elastico delle mie mutande.
Lui guarda esterrefatto la mia pancia bianca e il leggero colore nero che occhieggia sotto il tessuto. Guarda e aspetta che io mi decida a continuare. Non ha il coraggio di prendere l’iniziativa. E’ assolutamente stordito dalla realtà in cui si trova.
Io allargo l’elastico poi abbasso leggermente l’indumento mostrando il mio soffice pelo scuro, poi le abbasso ancora e gli mostro il mio sesso, profumato, giovane ed invitante.
Lui mi guarda in viso dubbioso. Allunga una mano e accarezza il mio pelo. Scende timoroso sulle mie labbra vaginali e le tocca quasi con timore.
Il suo respiro ora è rumoroso: è in preda ad una forte emozione che non riesce a controllare.
Lentamente s’ impadronisce del mio corpo.
Ha un tocco ruvido ed inesperto.
Mi solletica le labbra vaginali, le apre, esplora l’interno chinandosi sulle ginocchia. Io rimango in piedi, ferma, e lo osservo scrutarmi nell’intimo.
Provo una gioia incontenibile ad essere esaminata come un animale del mercato. Rabbrividisco al pensiero di come sono pervertita.
Lui intanto mi ha passato una mano fra le gambe e mi tasta il canalino posteriore. Io mi volto e gli offro il mio sedere in visione.
Si china sulle mie natiche e le bacia, lasciando una scia di saliva. Mi apre i glutei ed esplora il mio buchetto zigrinato e intatto.
Le sue mani ruvide continuano a toccarmi senza posa mentre parole senza senso escono dalle sue labbra.
Vincendo la mia istintiva ripugnanza mi siedo sul letto e mi sdraio allargando le gambe e offrendomi oscenamente al suo sguardo.
- Mario, mi lecchi, ne ho voglia -
Lui dapprima sembra non capire, poi, quando vede che con le mie mani mi allargo la fessura e gli mostro il piccolo promontorio intuisce e con un sorriso ebete mi ficca la lingua all’interno e lecca come un cagnolino il mio grilletto con la sua lingua rasposa.
Mi muovo vogliosa mentre lui intensifica il movimento aiutandosi anche con le mani.
Mi abbandono al suo rozzo accanimento e sento fluire verso la mia fessura l’umore che mi porta all’orgasmo.
Sospiro e gemo mentre lui continua a leccarmi e nel muovermi poso le mani sui suoi pantaloni e avverto il grosso rigonfiamento che porta fra le gambe.
Gli apro i pantaloni ma un odore sgradevole mi toglie il respiro.
Faccio fatica a resistere, nonostante l’eccitazione in cui mi trovo.
Lui intanto si è calato i pantaloni e mi ha messo in mano il suo grosso e nodoso pene.
Prenderlo in bocca non ci penso nemmeno: vomiterei subito.
Nello stesso tempo vorrei ringraziarlo del piacere che mi ha procurato.
Facendo uno sforzo, lo prendo in mano e lo inserisco fra le mie grandi mammelle.
Lui guarda in silenzio la scena, incredulo di potere avere una donna così a disposizione.
Comincio lentamente a massaggiare il suo pene con i miei soffici globi cercando di resistere all’odore di stantio che emana.
Mario ora ha gli occhi chiusi e geme con un lamento costante.
Poi sento contrarsi il suo membro ed uno schizzo di materia biancastra e calda si sparge sul mio petto.
Mi lascio cadere sfinita sul letto mentre il vecchio continua a palpeggiare il mio corpo nudo.


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