Tutto in famiglia - Incesti e corna -

Scritto da , il 2018-08-20, genere incesti

Capitolo 7

Laura era scivolata sotto il tavolo con la sinuosa grazie di una vera gatta non tralasciando,prima di sparire completamente,di roteare le magnifiche chiappe tra le quali spariva il sottile filo del perizoma.

Quello spettacolo aveva deliziato gli occhi attenti dello zio Franco e della mamma.

Sotto al tavolo regnava un buio completo e prima che la ragazza adattasse la vista alla nuova situazione,passarono alcuni minuti.

Lei comunque,conosceva bene la disposizione dei posti ed anche senza quella conoscenza e completamente al buio,avrebbe saputo riconoscere le persone dai loro odori e dalla forma dei loro corpi e dei loro attributi.

Riconoscere la mamma essendo l'unica donna,sarebbe stato facile ma anche con gli altri le sarebbe bastato annusarli o sfiorarli con le dita.

Per prima cosa,si era occupata del padre,slacciandogli i pantaloni e tirandoli giù insieme alle mutande mettendo a nudo il cazzo ancora molle dalle troppe seghe che si era fatto prima di cena.

Non aveva dovuto faticare molto per farglielo indurire.

Più impegnativo però è risultato il compito di farlo godere.

Gli aveva leccato i penduli testicoli mentre gli smanettava il gambo.

Poi,dopo averlo imboccato e sentirselo diventare duro tra le labbra,aveva accelerato il ritmo e gli aveva infilato un dito nel culo.

Per lei non era stato difficile profanarlo giacché il padre via via che veniva coinvolto nel piacere,scivolava col bacino verso il bordo della sedia lasciando infine scoperte le chiappe e lo sfintere anale.

Lei con la sapienza di cui era capace,gli aveva chiavato il cazzo con la bocca e l'aveva inculato con due dita.

Le piaceva il sapore asprigno dello sperma del padre e quando gemendo tra le labbra serrate se ne era venuto,lei lo aveva ingoiato e ripulito con la lingua e poi,strizzandogli leggermente i testicoli gli aveva detto "Buono...buono papà...davvero squisito...grazie!".

Dopo una strizzata più forte che l'aveva fatto sobbalzare sulla sedia,era passata al fratello che l'aspettava smanettandosi col cazzo duro già fuori dal calzoncino.

-Sei proprio un porco!-

Gli aveva detto stringendogli i coglioni per fargli volutamente sentire male.

-Non potevi aspettare!

Lo sai che mi piace fartelo indurire con la bocca e poi....stai già gocciolando...che cazzo ci faccio io qui sotto.....mi fai sentire inutile!?

Adesso fammi un favore,mentre io mi occupo della mamma tu masturbati e quando stai per arrivare avvisami che ti vengo in soccorso.

La mamma si era seduta a tavola con un lungo camicione di cotone greggio e senza mutande.

Al primo contatto delle dita della figlia sulle ginocchia,aveva allargato le cosce ed allungando le mani sotto il tavolo,le aveva cercato la testa che subito si era spinta tra le gambe in cerca della fica.

Per la ragazza il sesso della madre aveva un valore quasi sacro e non solo perché da li aveva visto la luce per la prima volta ma anche perché,proprio in quel posto aveva preso i primi contatti col sesso in vita sua.

Era stata quella la sua nave scuola e le sue morbide forme,i suoi colori,i suoi profumi ed i suoi sciacquii le sono impressi nella memoria sin da quando ancora adolescente la mamma le aveva fatto fare i primi passi in quello che sarebbe diventata la parte del mondo e della vita da lei preferita.

Tutto era iniziato quando aveva avuto la sua prima mestruazione.

La mamma le aveva spiegato ogni cosa"Te l'ha detto la mamma?" e nei giorni successivi dopo la "guarigione" la mamma aveva approfondito l'argomento leccandola tra le gambe disvelandole per la prima volta,il magnifico e sconosciuto mondo del piacere.

Le aveva insegnato a masturbarsi ed a cercare lei stessa i suoi punti erogeni più sensibili.

Le aveva raccomandato di non infilarsi mai nient'altro che le dita dentro quel buchino umido e stretto.

Le aveva raccomandato di non parlare con nessuno dei suoi amici e delle sue amichette delle cose che via via le stava insegnando.

E così un bel giorno:

-Mamma....voglio fare anch'io come fai tu con me.

Ti voglio leccare.

E fu così,che come l'imprinting di certi animali in natura,nella sua mente si erano fissati quei ricordi,quegli odori e quelle sensazioni che non l'avrebbero più lasciata.

Mentre ma mamma con gli occhi chiusi ed il corpo abbandonato sulla sedia ansimava alle carezze ed alle attenzioni saffiche della figlia,il fratello l'aveva chiamata:

-Laura....Laura.....-

La ragazza interrompendo il lavoro tra le cosce della mamma,si era girata appena in tempo per imboccare la verga del fratello nel preciso momento in cui iniziava ad eruttare il suo seme.

Tornando dalla mamma con la bocca piena di cremina,la ragazza aveva ripreso a leccarla mischiando la sua saliva agli umori vaginali della mamma ed allo sperma del figlio.

Intuendo ciò che era successo e quello che la figlia le stava facendo da sotto il tavolo,la sua libidine era esplosa incontrollata in un orgasmo lungo e violento sino a che,stremata e ansimante,non si era accasciata sulla sedia con la testa appoggiata al tavolo.

Quando si era inginocchiata davanti allo zio Franco,l'aveva trovato col cazzo già durissimo che spingeva sotto il pigiama che gli aveva prestato Luca per l'occasione.

Dopo averlo estratto,annusato a pieni polmoni,accarezzato e coperto di casti bacini e delicati picchiettii con la lingua,a malincuore lo aveva lascito ed era riemersa dalla sua buia ed erotica tana.

Poi gli si era seduta in grembo gustandosi il contatto di quel bastone di carne caldo e duro con le labbra della sua fica umide di rugiada.

-Zio Franco...tu sai quanto lo vorrei ancora ma anche la mamma ha i suoi diritti.-

Poi,accostandosi al suo orecchio gli aveva bisbigliato:

-Papà è spompato e coi testicoli ormai rattrappiti ma credo che non gli dispiacerebbe se tu,prima di andare via, dedicassi un po' della tua attenzione al suo forellino anale vergine ma tanto voglioso di assaggiarti!-

segue



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