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Figlio di Puttana: il Punto di Vista della Madre

Scritto da , il 2018-08-10, genere incesti

Sono sotto la doccia e ripenso agli avvenimenti delle ultime ore.
La mia vita è cambiata nello spazio di un pomeriggio. Dopo quindici anni in cui non è successo praticamente nulla, all’improvviso sono una persona completamente diversa.
Sono morta e rinata nel breve volgere di poche ore.
Com’è potuto succedere?

Sono sempre stata una donna esuberante.
All’età di Gianni avevo già avuto due ragazzi fissi e con entrambi avevo fatto sesso per mesi… Avevo anche una relazione con un mio insegnente, più vecchio di mio padre ma estremamente virile, che mi ha insegnato a godere appieno del mio corpo.
Mi sono fidanzata con un ragazzo che adoravo, ma non sono riuscita a restargli fedele e quando si è accorto che lo tradivo mi ha mollata subito dopo gli esami di maturità, spezzandomi il cuore.
All’università ho deciso di evitare i rapporti fissi e mi divertivo a portare via i ragazzi alle altre senza lasciarmi coinvolgere sentimentalmente.
A ventun’anni uscivo con tre ragazzi diversi; con due di loro andavo in palesta e facevo sesso sfrenato all’insaputa uno dell’altro, mentre con il terzo oltre a frequentare le stesse lezioni, mi sentivo piacevolmente intima a livello cerebrale: con lui condividevo l’impegno politico e sociale, gli interessi culturali e la passione per la musica. Passavo la maggior parte del tempo con il mio compagno di studi anche se con lui il sesso era un optional occasionale e mai veramente fantastico, ma mi divertivo e il fatto che la sua famiglia fosse particolarmente agiata non guastava il nostro rapporto.
Del resto il sesso non mi mancava, visto che gli altri due mi scopavano alternativamente quasi ogni notte dopo che lui mi aveva riportata nel mio monolocale universitario…
Poi però, nonostante le precauzioni, ero rimasta incinta.
Non ho mai veramente capito chi fosse il padre, ma benché la probabilità che si trattasse del collega di università fosse praticamente nulla, fu a lui che confidai la mia gravidanza nella speranza che mi aiutasse ad organizzare l’aborto senza dover coinvolgere la mia famiglia.
Lui, a sorpresa, mi propose invece di sposarci.
Beh, la proposta era allettante: era di ottima famiglia, simpatico, intelligente… Con lui stavo bene e gli ero già affezionata, così gli dissi di sì anche se aveva oltre dieci anni più di me.
Così tenni il bambino e mi sposai con Saverio.

Nacque Gianni e io lasciai perdere gli studi per fare la mamma e la casalinga mentre mio marito diventava rapidamente un avvocato di grido.
La gravidanza, le nozze, il trasloco e poi il parto e lo svezzamento di mio figlio mi fecero perdere i contatti con i miei altri amici, e dopo un po’ cominciai a rendermi conto che nel mio matrmonio perfetto mancava qualcosa di fondamentale.
Volevo bene a mio marito, ammiravo il suo impegno sociale e la sua competenza professionale, ero pienamente soddisfatta della nostra famiglia… Ma ero sessualmente insoddisfatta. Semplicemente, Saverio non era capace di soddisfarmi e non c’era niente da fare in quanto a questo: era fisicamente poco dotato e soprattutto aveva una scarsa pulsione sessuale. Poco testosterone, e probabilmente anche pochi spermatozoi visto che non ho avuto altri figli…
Lui era pienamente soddisfatto di fare l’amore una volta al mese, con calma e al buio, mentre io ero abituata a fare sesso più volte al giorno e in modo abbastanza promisquo; inevitabile che questa discrasia mi procurasse delle emicranie…
Ho cominciato a tradirlo al proverbiale settimo anno, e non ho più smesso di farlo.
Ero molto discreta, evitavo relazioni prolungate e coinvolgimenti sentimentali, e soprattutto tenevo le mie sporche storie più lontane possibile dalla mia famiglia.
Si trattava solo di sesso, quasi sempre occasionale, protetto e anonimo.
Niente di che: il genere di cose che capitano alla maggior parte delle mogli, e immagino anche dei mariti… Almeno di quelli interessati al sesso.
Gran parte delle mie amiche, almeno quelle con cui sono in confidenza, raccontano storie più o meno dello stesso tenore.
Sono attratta dai maschi giovani, atletici, muscolosi e sicuri di sé: non cerco personalità particolari perché non mi interessano storie prolungate, ma mi piace che il mio uomo del momento sappia prendere ciò che vuole, anche per fare la differenza con mio marito, che fa tutto quello che dico io.
Insomma: fino a oggi, la mia è stata una storia banale, come almeno un’altra decina di milioni di italiane potrebbero raccontare.
Poi mio figlio mi ha colta in flagrante con le mutande abbassate e Jason nella figa.

Jason è il tipico maschio che mi piace, con tutte le caratteristiche di cui sopra, ma in più è nero e superdotato.
Un po’ buzzurro, ma ci sta.
E’ più di un mese che mi faccio scopare da lui due o tre volte a settimana, e probabilmente è il miglior scopamico che ho avuto da anni, se non da sempre. Di sicuro è il cazzo più grosso che abbia mai preso.
Ventisette centimetri di carne nera, vitale e pulsante… Esattamentte il doppio di mio marito.
Mi ha attratto da subito, appena ha cominciato a lavorare nella mia palestra preferita: mi guardava con uno sguardo da predatore, lo stesso che usava con la maggior parte delle frequentatrici della palestra; solo che anche io lo guardavo…
La prima volta mi sono fatta sbattere da lui nel ripostiglio delle scope subito dopo la chiusura, e i suoi modi spicci mi hanno fatto bagnare prima ancora che mi toccasse.
Mi ha avuta dozzine di volte, sempre in palestra fuori orario. Una goduria!
E poi…

Non mi spiego come sia successo.
Ho creduto di morire di vergogna quando Gianni ci ha colti sul fatto. Poi, dopo la vergogna, è subentrato il terrore per le conseguenze di ciò che avevo fatto: Saverio è di vedute aperte, ma non così aperte… Non ha neppure pregiudizi razziali, ma il suo impegno per gli extracomunitari non arriva al punto di prestar loro la moglie.
Oltre al terrore per il futuro, è arrivato il rimorso per il dolore che la fine della nostra famiglia avrebbe arrecato a mio marito e mio figlio, che adoro.
Poi Gianni ha affrontato Jason, grosso il doppio di lui, e mi ha trascinata a casa.
Non era mai successo prima che un uomo assumesse il controllo di me in maniera così perentoria e decisa.
Sentirmi in balia della volontà di un uomo che mi aveva appena portata via ad un altro maschio dominante mi ha sconvolta.
Sconvolta, e eccitata da morire.
Quell’uomo, poi, fra tutti gli uomini possibili, era proprio mio figlio.

Gianni è un tipo tosto.
Non per niente sono pazza di lui. Attraente quanto basta, simpatico, intelligente, con un fisico atletico che amo attribuire non solo ai geni che gli ho trasmesso ma anche alla passione per l’attività fisica che sicuramente non ha preso da suo padre.
E’ un tipo tranquillo, non certo un ribelle, ma è tenace.
So che ha già avuto almeno un paio di ragazze, ma non è uno che sta sempre solo fuori con gli amici: studia il giusto, fa sport, frequenta la sua famiglia quanto basta.
Non sono riuscita ad appassionarlo ai nostri stessi ideali e al nostro impegno politico e sociale, perché come la maggior parte dei ragazzi è un po’ cinico, ma per il resto è davvero un figlio magnifico che le mie amiche mi invidiano apertamente.
Ma quando mi ha riportata a casa dopo essersi battuto per me con Jason, ho scoperto un aspetto di lui che non conoscevo: la sua capacità di imporsi.
Troppe qualità positive in un maschio solo, nel momento della crisi personale peggiore della mia vita.
Lo guardavo mentre mi dava la ripassata che mi meritavo, e mi sentivo nel pucio più completo.
Venivo messa sotto da uno splendido esemplare di maschio, e questo non solo non era mio marito o uno dei miei svariati amanti occasionali, ma era mio figlio.
L’unico uomo al mondo a cui non avrei mai neppure dovuto pensare…
Il fascino del proibito che andava ad aggiungersi a quello della sottomissione.

Quando mi ha dato della troia per la prima volta non ho capito più niente.
Una parte di me si è indignata, ma un’altra – inizialmente piccola ma poi via via più grande - ha cominciato a sperare che lo dicesse di nuovo.
Schiacciata, mortificata, sottomessa e giustamente punita dall’uomo che mi aveva appena portata via al mio amante del momento… E quell’uomo, oltre ad essere giovane e attraente, era anche mio figlio.
Non sono mai stata più eccitata in vita mia.
Lui deve aver pensato che cercassi di dissuaderlo dal dire tutto a suo padre, ma in realtà stavo semplicemente sbrodolando dal desiderio di essere presa da lui fino in fondo: aspettavo che dopo avermi sottratta ad un altro Alfa, mi facesse definitivamente sua, fisicamente oltre che psicologicamente.

Poi è successo davvero.
La tensione erotica dev’essere stata così intensa da coinvolgere anche lui; oppure io ero in uno stato tale da emettere feromoni in una quantità irresistibile perfino per lui… Magari intendeva semplicemente umiliarmi, e questa è l’idea che nel mio masochismo mi eccita di più.
Fatto sta che mi ha presa davvero. Mi ha scopata con una foga tale che anche se avessi veramente voluto non sarei riuscita a resistergli…
Non ero mai stata presa così: posseduta non solo nel corpo, ma anche nell’anima.
Mi ha fatta impazzire.
Non avevo mai goduto così… Neppure alla lontana.
E alla fine, dopo aver soddisfatto completamente la sua femmina, l’ha subito rimessa al suo posto: cioè ai suoi piedi.
Mi ha dato di nuovo della troia, e a me è piaciuto da pazzi.
Mi avesse detto una parola carina, mi avesse chiesto scusa per avermi violata, mi avesse dato un bacio d’amore, lo avrei apprezzato, certo… Però la magia sarebbe svanita. Saremmo tornati madre e figlio, e per di più con un peso tremendo sulla coscienza per ciò che abbiamo fatto.
Invece mi ha dato della troia e mi ha spedita con uno sculaccione in bagno a lavarmi, perchè “facevo schifo”…
Fantastico.

Sono sotto la doccia e ripenso a tutte queste sensazioni inebrianti, al sollazzo senza precedenti provato ad essere posseduta corpo e anima, al piacere proibito dell’incesto appena compiuto, alla perversione profonda dei peccati innominabili appena commessi… E non posso fare a meno di sentirmi eccitata di nuovo.
Sono eccitata perché adesso sono sua, e so che che lo sarò per sempre.

***

Esco dalla doccia avvolta nel telo da bagno e mi arrotolo un asciugamani intorno alla testa prima di uscire in soggiorno con braccia e gambe nude e le pantofole ai piedi.
Saverio è tonato.
Mio marito e mio figlio sono in piedi vicino alla TV che trasmette il telegiornale.
Ganni ha fatto sparire ogni traccia del fottisterio: è un ragazzo sveglio, e so che saprà essere un amante discreto.
Si girano sorridendo quando li raggiungo: Saverio è felice di vedermi, e anche Gianni mi guarda con un’espressione assolutamente normale da figlio affezionato.
Non fosse per il calore che sento ancora dentro, potrei pensare di essermi immaginata tutto.
Poi, al momento di sedere a tavola, Gianni mi offre galantemente la sedia.
Non lo ha mai fatto prima, e il padre lo elogia apertamente per la sua gentilezza… Senza accorgersi che il giovanotto ne approfitta per palparmi pesantemente il sedere mentre mi siedo.

Sono soddisfatta come non lo ero mai stata prima, ma sono anche esausta.
Annuncio che vado a letto mentre i due uomini della mia famiglia stanno ancora guardando un film.
Mio marito mi augura la buonanotte e mi sfiora una guancia con un bacio affettuoso.
Mio figlio mi raccomanda di non alzarmi tardi l’indomani, perché ho un impegno a metà mattina, e così dicendo mi molla una bella pacca sul fondoschiena.
Uno dei due mi vuol bene; l’altro mi possiede.
Sembra non sia cambiato nulla. In realtà è cambiato tutto.

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