Erotici Racconti

Al mare 2014

Scritto da , il 2018-03-13, genere voyeur

Era come sempre, il pomeriggio tutti sul proprio letto a riposare.
Io non riuscivo, era il caldo, la luce del sole che attraversava le persiane, la vista di tante belle donne la mattina in spiaggia, per me era l’orario di massima eccitazione.
Con lo stomaco pieno ed il sole in testa mancava solo un bel orgasmo.
Io mi stendevo sul lettino da anni, sempre quello e non so come mai solo allora mi resi conto che per un gioco di specchi vedevo tutto il suo corpo disteso tranne la testa e quindi non vedevo il viso e cosa guardava ma potevo osservare il suo corpo disteso e le mani che reggevano la settimana enigmistica e la penna.
I suoi piedi erano nudi e accavallati, ogni tanto si passava una mano sulla pancia e una mano dietro la testa.
Mi vennero in mente pensieri voyer …
Mi sentivo irrigidire, mi venivano in mente scene viste in tanti film… fantasticavo… e se ora inizia ad eccitarsi? si tocca?? La vedo come gode….
Iniziai ad accarezzarmi e a muovermi ma senza far fare rumori strani al letto, indossavo i pantaloncini ma non gli slip come era mio solito dopo la doccia. Lei invece, dopo la doccia indossava un pantalone da fitness lungo.
Verificai che anche lei poteva vedere il mio corpo ma non la mia testa ed in questa reciprocità iniziai a toccarmi sempre con più voglia.
Osservai che le sue mani erano ferme, non scriveva più… possibile che dopo anni non riuscisse più a risolvere un cruciverba? Invece no, aveva visto … ed in silenzio osservava ma non riuscivo a vedere la sua espressione se era di meraviglia o di schifo, di stupore o eccitazione. Era immobile, cruciverba nella mano sinistra e penna nell’altra, ferme a mezz’aria. Nessun movimento. Nell’ignoranza continuai.
La penna iniziò a roteare tra le dita ed i cruciverba venne posato sulla pancia. La mano destra scivolava lungo il fianco delicatamente, dolcemente, all’unisono con il mio movimento. Su e giù fino a sborrare. Mi asciugai con un fazzoletto di carta.
Restò tutto fermo io e lei, fermi, immobili con il caldo ci prendeva e gli altri coinquilini che iniziavano a svegliarsi.
Sapevo che le sue amiche erano arrapate, me lo disse una sera, cercavano un uomo da portarsi a letto ma la loro educazione impediva di essere aperte a tal punto.
Il pomeriggio successivo ancora una volta tutto uguale, io arrapato e lei a fare cruciverba, ma stavolta stava distesa sul letto a formare una X, con le gambe aperte… una mano appena infilata nei pantaloni all’altezza dell’appendice, nell’altra ‘immancabile settimana enigmistica.
Pensai ecco ci siamo ora si masturba per me… la vedevo agitarsi, e decisi di farglielo vedere ma da sotto ai pantaloncini, lo alzavo e mostravo il tessuto teso dal cazzo voglioso …
I suoi piedi iniziarono a muoversi ritmicamente, le ginocchia si avvicinavano ed allontanavano, la mano scivolata nei pantaloncini si agitava.
Senza fare rumore, per non svegliare gli altri coinquilini, iniziò la masturbazione.
Il ginocchio destro sporgeva dal lettino, e il piede dx era all’altezza del ginocchio sinistro. In tale posizione la fica si schiude dolcemente. Le dita dei piedi si muovevano come voler reprimere un movimento più ampio, contrendosi e rilassandosi.
Intravedevo le dita muoversi sotto al tessuto dei pantaloni. Stava rimestando bene tra le cosce. Lo tirai fuori e lo mostrai nella sua grandezza, compreso le palle. Ero depilato, come sempre in estate, e svettava il mio cazzo, mentre lo maneggiavo le sue gambe si muovevano freneticamente.
Vedere i movimenti sinuosi ma contenuti, i piedi tesi e pensare a cosa le stesse passando per la testa. Quali scene immaginava, cosa desiderava… Volevo chiederle se avesse mai desiderato un sexy toy, se ti regalo un vibratore? Lo usi o me lo tiri dietro.
Ora mi proponevo come guardone, che godeva nel vedere e farsi vedere. Anche le donne possono essere guardoni… non ci avevo mai pensato. Nel senso comune del pensare il guardone è un uomo malato che si eccita a guardare gli altri fare l’amore. Io guardavo lei godere e lei guardava me. Siamo due guardoni spinti dall’eccitazione.
Sentivo l’impercettibile suono delle dita nel suo umore, la mano sembrava che scavasse tra le gambe. Cosa avrei dato per vedere il pelo, forse nero, forse lungo, non so, sicuramente bagnato.
Si tirò giù i pantaloni ma non gli slip, era ancora lucida. Si vergognava di mostrarsi nella sua interezza. Ma dopo poco ecco che la maglia sale, il reggiseno viene spostato e due enormi seni con capezzoli che sembrano missili vengono alla luce. Li tormenta, li morde, strizza, lecca capisco e sta in estasi quando cala gli slip, il pelo fradicio di umori come le dita che tamburellano sulla clitoride. Io vengo, inondo tutto, slip e pantaloni.
Il suo letto cigolava appena ma si sentiva il bacino andare su e giù, infine un leggerissimo gemito e le gambe rilassarsi. Era venuta.
Si girò su un lato e si addormentò.
La serata passò in allegria ed eravamo entrambi rilassati e soddisfatti.
Iniziarono pomeriggi dove tutti dormivano mentre io (e lei) assistevo a spettacolari orgasmi reciproci.
Con il passare dei pomeriggi miglioravano gli spettacolini (almeno così li chiamavo io), posizioni diverse, utilizzo di dita, peluche, con slip e senza…ma sempre con discrezione, eccitazione e mai guardarsi negli occhi o dire nulla.
Non vedevamo l’ora che arrivasse il riposino pomeridiano, già duro io e con i capezzoli turgidi lei. Non ci guardavamo negli occhi ma le parti intime. Non usava più il reggiseno e i pantaloni lunghi divennero short o gonnelline.
In spiaggia si spalmava la crema in modo così sexy ma forse non lo faceva apposta era sempre stata così, era cambiato solo il mio modo di guardarla. Quando si stendeva sul materassino risaltavano i suoi grandi seni e i capezzoli foravano il costume. Non si stendeva accanto a me, ma a distanza.
Da allora l’ho vista con occhi diversi, ed anche lei mi guardava in modo diverso. I ns. sguardi si incrociano trasmettendo un messaggio: sappiamo ma non diciamo nulla per pudore e per i nostri partner.
Lo sfogo estivo di una eccitazione proibita, ci ha resi partecipi di una complicità inaspettata. Il non parlare ma solo agire ci rende liberi da fraintendimenti, obblighi o doveri, solo il puro piacere di vedere un corpo eccitato e corrispondere mostrando il proprio. Diranno è solo sesso… istinto animale. Secondo me non è così, il variare la modalità di provare piacere e la ricerca di nuovi modi e stimoli parte dal profondo dell’inconscio.
L’eccitazione è una questione mentale, il vederla semplicemente da dietro affacciata al balcone accende un turbinio di pensieri e flash mentali di scene erotiche. Chissà se la mente femminile è uguale, se anche lei ha flash erotici e si morde un labbro per reprimere il gemito di una vibrazione che percorre la spina dorsale per giungere al cervello dove esplode, e nello stesso istante divampa tra le gambe un calore che porta in gola un miagolio, anch’esso ingoiato per non farsi scoprire, per non far comprendere a chi non è partecipe di cosa si sta facendo, cosa si sta provando.
Il segreto è il più potente afrodisiaco, unito al vietato diventa una miscela erotica, inoltre caldo, sudore, mare, silenzio interrotto dalle cicale rende l’atmosfera sensuale.
In estate una cosa semplice come mangiare una fetta d’anguria può diventare eccitante.
Il gusto del proibito, senza toccarci o vederci ma solo masturbazioni in contemporanea ed in sicurezza, ci conoscevamo da anni ma non era un vero “tradimento” era come vedere uno spettacolino o video hard.
Continuammo per tutta la vacanza.
Quest’anno rifaremo le vacanze insieme e già mi sto allenando….

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