Erotici Racconti

Il ragazzo del treno (prima volta)

Scritto da , il 2018-02-13, genere gay

Avevo finito di lavorare più tardi del solito e presi il treno successivo al mio. C'era meno gente e trovai da sedermi vicino ad un ragazzo con zainetto più giovane di me, sicuramente universitario.
Era uno di quei posti con due sedili e non quattro.
Se ne stava rannicchiato verso il finestrino guardando intensamente il cellulare. Sbirciai il riflesso al finestrino e mi accorsi che era un porno gay!
Senza pensare gli dissi sottovoce "scusa... Non vorrei essere indiscreto... Guarda che si vede il video nel riflesso..."
Imbarazzatissimo si scusò e istintivamente si portò le mani a coprire una probabile erezione. Iniziammo a parlare sottovoce, non so perché ci prendemmo subito in confidenza. Mi confessò che al paesino non poteva far sapere che era gay, ma nella mia città in cui studiava era più libero. Io preso da quella confessione intima nel corso della chiacchierata rivelai che pur essendo sempre stato etero qualche volta ho avuto la curiosità... Ma di non aver mai avuto il coraggio o l'occasione... A questo pensiero mi resi conto di averlo durissimo e che si vedeva sotto il mio abito da ufficio.
Stavamo arrivando in stazione quando lui mi propose di andare a casa sua, tanto era solo a 5 minuti. Avevo l'occasione sui cui avevo fantasticato tante volte. Sarà stato più giovane di 15 anni, carino, sembrava riservato... Lo seguii a casa sua.
Mi fece accomodare, mi tolsi giacca e cravatta. Mise a scaldare l'acqua per la pasta e poi mi disse: "che ne dici se intanto ti faccio rilassare un po'?" ero sul divano, mi mise la lingua in bocca mentre con la mano mi slacciava i pantaloni. Poi mi tirò fuori il cazzo che era durissimo.
Scese giù e iniziò a succhiarmelo dalla cappella. Ero così eccitato che venni in pochi minuti. Fu quasi sorpreso ma non si spostò e prese in bocca tutto il mio sperma. Stavolta fui io a scusarmi per essere venuto subito come un ragazzino ma lui disse di non preoccuparmi "non sai quanta voglia avevo io..."
Cenammo velocemente con una pasta poi tornammo di nuovo sul divano.
"allora, vuoi provare tu?" "a fare cosa?" "ma come cosa? Perché sei qui? Me lo hai confessa tu che hai certe fantasie ma non hai mai provato..." mi prese una mano e se la portò sul pacco. Aprii i suoi pantaloni e misi la mano dentro, poi lui fece scendere un po' boxer e pantaloni e tirò fuori un cazzo di tutto rispetto. Di sicuro più lungo del mio. La sua mano mi guidò a toccarlo, le palle, poi lungo l'asta, tirare fuori la cappella e a farlo diventare duro.
"adesso bacialo" vedeva che ero un po' indeciso. "avanti, ti piacerà, prima appoggi le labbra, poi usa la lingua" feci come mi aveva detto, cercai di leccare bene la cappella. "ora apri la bocca e fallo scivolare dentro" obbedii, lo feci entrare centimetro dopo centimetro. "ora accompagna il movimento con la mano"
Stavo spompinando quel ragazzo, cercando di metterci passione e di fare come avevano fatto mille volte a me. Ora mi trovavo dall'altra parte, e mi stavo gustando quel bel cazzo giovane.
A un certo punto mi interruppe "senti, visto che è la prima volta vorrei essere chiaro... Sto per venire..." "e allora cosa devo fare?" "fai quello che ti senti... O finisci con una sega oppure continui con la bocca..." guardai quel cazzo lucido di saliva e di liquido ci pensai un attimo poi lo ripresi in bocca più intensamente di prima. Venne poco dopo, io cercai di prendere tutta la sborrata e deglutire.
Il sapore era pazzesco e più ancora l'idea di aver fatto godere e aver bevuto tutto. Quando guardi porno e desideri essere quello che ha il cazzo in bocca lo fai aspettando questo momento.
Si ricompose, mi disse che non ero affatto male e mi chiese quanto avanti volessi andare quella sera.
Ero perplesso e non capivo la domanda.
"beh, se vuoi provare anche a scopare... Insomma... Vorresti perdere la verginità?" non so perché ma quella domanda mi imbarazzò. Non avevo pensato che ero vergine di culo. Confessai che una volta avevo provato a mettermi un dito ma non avevo sentito molto.
Si mise a ridere e mi disse che se volevo la serata poteva continuare se ero disposto ad andare fino in fondo. Risposi di sì, a questo punto non aveva senso fermarsi.
"vai in bagno e cerca di svuotarti, poi arrivo io"
Andai in bagno e feci come mi aveva detto. Poi entrò in bagno anche lui, mi infilò dolcemente una peretta e mi aiutò a svuotarmi del tutto. Era molto bravo con le parole a mettermi a mio agio nonostante l'imbarazzo. Gli piaceva anche provocarmi con qualche volgarità sul culo. Ci facemmo una doccia durante la quale ebbi la conferma che il suo cazzo era più lungo e grosso del mio. Durante la doccia si dedicò al mio culo, completando la pulizia e infilando un dito per rilassare i muscoli.
Finita la doccia ci spostammo in camera. Mi fece stendere da un lato con le gambe raccolte a cucchiaio.
Poi con il lubrificante si mise a lavorare il buco con le dita, ne mise una, poi due.
Quindi si stese dietro di me e cominciò a puntare la cappella.
"quando senti che spingo respira profondamente e cerca di spingere coi muscoli, il resto lo farò io." sentii la prima pressione, cercai di fare come mi aveva detto, poi di nuovo ancora pressione finché sentii qualcosa che entrava. Si fermò in un attimo poi riprese piano piano. Usciva e si piantava sempre di più. Sentivo dolore ma si stava muovendo dolcemente e dava tempo ai muscoli di rilassarsi.
Mi informò di essere entrato tutto ma avevo già capito di averlo dentro fino in fondo.
Mi chiese come andava, poi mi disse "adesso ci divertiamo un po'... Vuoi sentirlo davvero?" mugolai un sì, cominciò a muoverlo piano su e giù.
"allora lo sai che ti sto inculando? Ti sto sverginando il culo bello mio"
Queste frasi segnarono il cambio di ritmo perché si muoveva ora sempre più veloce e più potente. Mi ritrovai a dire sì sì sì e ogni sconcezza mi eccitava sempre di più. "da quanto tempo sognavi di prenderlo in culo? Eh? Volevi un cazzo così?" ad ogni sua domanda io rispondevo sempre più forte incitandolo a scoparmi.
Data la sua età e il pompino di prima la sua resistenza era notevole e dopo diversi minuti pompato in quella posizione, preso dall'eccitazione, gli chiesi di fermarsi e cambiare. Uscì, mi mise a pecora e gli dissi di rompermi il culo.
Mi prese in parola e me lo ripiantò nel buco facendomi malissimo. Urlai per il dolore ma lo implorai di non smettere.
Mi prese per i fianchi e mi scopò selvaggiamente fino a venire tra le mie urla di piacere.
Quando uscì mi toccai il buco, stava grondando umori e si stava richiudendo a fatica. Lui era in piedi che ammirava la sua opera.
Presi sonno così di botto tutto nudo e con il culo esposto.

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