Erotici Racconti

Strano rapporto in famiglia

Scritto da , il 2017-01-08, genere incesti

Ciao a tutti, il mio nome è Mara, sono una giovane donna di 25 anni, capelli scuri, occhi scuri, minuta e piccola ma con due tette e un culetto da favola (a quanto dicono)e oggi vi voglio raccontare cosa mi è capitato alcuni mesi fa.

Premetto, discendo da una famiglia normale anche se molto libertina e non mi reputo certo una "donna di facili costumi" anche se dopo l'accaduto (che non ha lasciato stranamente alcun strascico) forse non ne sono più tanto convinta... Evidentemente non avevo fatto i conti con il detto "la carne è debole"..

Comunque,qualche tempo fa appunto a Roberto, il mio ragazzo, non "tirava" più come una volta, per capirci la nostra intesa sessuale stava soffrendo di un periodo di stanca da parte sua; non mi aveva mai esposto un eventuale problema di questo genere e parlandone dopo qualche "rapporto" non riuscito proprio bene si era appellato alla solita stanchezza, stress e problemi vari che attenagliano un pò tutti noi ai giorni nostri. (Forse ragionando da maschio era stanco della "solita minestra" aggiungo io, anche se tra noi non ci sono mai stati freni inibitori ed io non ho mai posto limiti di coppia quando si è in due a volerlo)

Così dopo averne parlato per scherzo diverse volte e aver giocato entrambi con la fantasia decidemmo di ravvivare il rapporto coinvolgendo una terza persona reale nel nostro menage.

Colsi il coraggio a due mani e non volendo entrambi ricorrere ad estranei o conoscenti e amici (la gente mormora...) ne parlai con mia madre che come ho già detto è di larghe vedute e nonostante il suo stupore non ebbe nulla da obbiettare al momento e decidemmo così di esporre insieme la cosa al suo compagno Davide (il mio patrigno praticamente) che sapevo con certezza sbavava per me (confessioni in famiglia) e probabilmente proprio perchè vedeva in me il frutto proibito dell'incesto (anche se in realtà non lo era).

Fu così che terminai la proposta chiedendogli se gli avesse fatto piacere accettare una parte del mio corpo (il culetto) a solo scopo terapeutico con mamma e Roberto presenti ovviamente.

Mi rispose che non vedeva l'ora:

ribadii io

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