Erotici Racconti

Un dolore atroce

Scritto da , il 2017-01-06, genere dominazione

In un attimo, tutto ciò che mi rendeva felice sparì, evaporato in mille frasi di circostanza, in un nugolo di forse ma forse, ma si...... Uscii dal locale e barcollando raggiunsi la macchina, mettendo le mani in tasca alla ricerca delle chiavi. Lei rallento' l'andatura della sua utilitaria e sorridendo mi disse" forse è meglio tornare domani a prenderla, sali ti riaccompagno". Effettivamente era una gran bella donna, aveva sicuramente un compagno. Salii dal lato passeggero ed il suo buonumore, fu subito contagioso, in sottofondo la musica "the kill" Thirty seconds to Mars miscelava l'atmosfera. La guardai mentre guidava, i suoi occhi grigi spiccavano nel buio della notte, un foulard blu scuro, era avvolto al suo collo, una camicetta bianca abbottonata fino alla scollatura, metteva in evidenza due seni, grandi come due lune piene. Una gonna al ginocchio nera e delle zeppe alte, intonate, ornavano la parte inferiore del suo corpo. Spiccava sotto le calze di nylon, presumo autoreggenti, un tatuaggio sul polpaccio destro. Percorremmo veloci i dieci chilometri per arrivare a casa mia, parcheggio' e voltandosi mi disse" Eccoci ....arrivati". Ogni tanto, in tempi passati i nostri sguardi si erano incrociati, come capita a molte persone, che vivono in piccoli centri dove si conoscono tutti. Mi guardò e senza alcuna timidezza mi disse" Ero di ritorno da una cena con amiche e sapevo saresti uscito a quest'ora, non sono passata per caso!!!!!" Di rimando, le dissi che era palese e per quello, avevo accettato volentieri. Il suo sguardo di ghiaccio e di sfida fecero il resto.... Senza pensarci un attimo, la tirai con forza verso di me e parlandonle a pochi centimetri dal viso, le scaricai contro la mia rabbia sopita. " Io le conosco le troiette come te e so come domarle, non ti obbligo a far nulla. Adesso uscirò e salirò in casa, lasciando aperta la porta, se entro dieci minuti vorrai potrai entrare, conscia, che potrebbe essere un lungo viaggio che cambierà il tuo futuro. Sbattei la porta e me andai. Entrai in casa, il silenzio regnava sovrano e l'oscurità avvolgeva ogni cosa. Accesi le candele agli angoli della stanza e mi accomodai in poltrona .....passarono i minuti e la porta socchiusa si aprì. La sua figura si staglio' sulla porta, che poi si richiuse alle sue spalle. La mia voce, risuono' dura e tagliente ordinandole di spogliarsi, rimanendo solo con foulard e zeppe. Lei provo' a fare delle obiezioni, ma fu seccamente redarguita ad obbedire, oppure poteva tranquillamente andarsene. I seni pieni ballonzolarono e i capezzoli turgidi svettarono verso l'alto. Arrivai alle sue spalle e parlandole all'orecchio le dissi" Ora sarai la mia TROIA e ogni cosa che chiederò sarà un ordine.. CHIARO? Ho detto CHIARO?" Un flebile Si uscì dalle sue labbra. Uno schiaffo colpì le sue terga ed in un attimo cadde in ginocchio con una lacrima che le rigava il viso. "Ora pagherai ciò che una stronzetta senza cuore come te mi ha fatto!!!! Non capite che il vuoto che provate è perché avete una pietra al posto del cuore? E così dicendo si abbasso', le misi una mano al collo serrandolo e l'altra sul monte di Venere, glabro e depilato. Le dita entrarono a fondo nel sesso, trovando un mare di umori....presero a vorticare impazzite e la portarono ad un passo all'orgasmo. Quando l'esplosione fu vicina, si ritrassero e finirono nella bocca di lei, che succhio' avidamente i propri umori, mentre la mano saldamente, le bloccava il collo. "Hai solo bisogno di essere addestrata" le sussurro' sommessanente "avevo visto giusto,sei proprio la vacca che immaginavo!." Allento' la presa, sostituendo la mano, con un colllare borchiato e con fare sprezzante, le urlò di stendersi sul tavolo. Il freddo del marmo eccito' ancor di più i suoi capezzoli, lui le porse un tubetto di crema da barba invitandola ad infilarselo in figa."Ora faremo un gioco" le disse." Ti scoperai da sola, contando ogni volta fino a dieci ma non dovrai mai venire...CHIARO? ". Lei ormai era in preda al piacere della sottomissione, si sentiva sua solo sua. Lo infilò fino in fondo, muovendolo avanti ed indietro...uno..due..tre..otto..nove..dieci....Le prime volte, fu facile non venire ma più lo faceva sotto i suoi occhi e più l'orgasmo si avvicinava. Fù in quel preciso istante che il telefono squillo' , lui glielo porse dicendole.."vedi tu....!!" "Ciao more" la voce del suo compagno rimbombo' nel silenzio" tutte bene?" Si sforzo' di essere calma e rispose " Si si scusa il ritardo, siamo passate da Monica a prendere una tisana ma fra un po arrivo".... intanto la lingua di lui percorreva le grandi labbra ed il clitoride.... staccò la chiamata e si abbandonò alla sua lingua ma lui smise dicendo.." dove eravamo arrivati? Sette...otto...nove...." Lei era al limite, lui prese il tubetto della schiuma e cominciò a stantuffare a più non posso, nella figa di lei ed a ripetizione uno, due, tre orgasmi.. ..lui le prese le gambe e se le appoggiò sulle spalle e con un colpo secco, le entrò tutto nel culo, mentre il tubetto la scopava ancora ....mai si era sentita così TROIA. Ad ogni affondo, lui sfogava la sua rabbia, "se uno vi ama non va bene" e giù un affondo " fate le finte sante e vi negate" altro affondo. Aumentò il ritmo dei colpi, fino a liberarsi nelle viscere di lei, crollando esausto fra i suoi seni. La prese con disprezzo e le disse " VATTENE!!!! cercami solo per dirmi sono tua! Altrimenti non farti sentire. Ma se lo farai io ti darò il mondo è tu sarai il mio mondo, basterà un semplice messaggio, scrivimi solo..VOGLIO ESSERE LA TUA LUNA! Io capirò......chiuse la porta e iniziò a piangere.....

Questo racconto di è stato letto 2 3 0 3 volte

Segnala abuso in questo racconto erotico

commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.