Erotici Racconti

Doppio appuntamento a bordo

Scritto da , il 2016-12-18, genere orge

Il lettone è devastato.
Eva e io non abbiamo avuto forza o voglia di rassettarlo dopo aver buttato fuori a calci gli amici di Giulia e Jasmine e aver ripreso possesso del nostro talamo: abbiamo lasciato cadere i vestiti per terra e ci siamo accoccolate nude una contro l’altra, accontentandoci di quelle lenzuola chiazzate di sborra.
Le ragazzine sono sgattaiolate via con la coda fra le gambe davanti alla nostra collera e devono essersi rifugiate nelle loro cabine, lasciandoci campo libero per e nostre ultime tenerezze e un sonno meritato.

Il mattino dopo non ho molta voglia di alzarmi.
Però Eva per una volta si sveglia per prima e comincia ad accarezzarmi in modo sempre più intimo, finché non posso fare a meno di eccitarmi: allargo le gambe e la lascio intrufolare nella mia natura aperta e disponibile…
La lingua insolente della mia compagna mi manda rapidamente in paradiso, e a quel punto sono definitivamente ammorbidita e pronta ad accettare qualsiasi cosa Eva voglia propormi.
Per prima cosa mi convince a non punire Giulia e Jasmine: ci penserà lei a parlare con loro, e a fare in modo che non accada più che quando torniamo a bordo troviamo il nostro letto sfatto o addirittura occupato.
Io brontolo un po’, ma acconsento a risparmiare le due zoccolette impertinenti.
Poi mi trascina in piedi e sotto la doccia, dove mi somministra un fantastico massaggio alle spalle, al collo e alle tette, così quando usciamo sono rilassata e di ottimo umore.
Quando finalmente risaliamo sul ponte sono quasi le undici di mattina, ma le ragazze si stanno affannando a prepararci la colazione, decise a farsi perdonare le indiscrezioni notturne.
Rabbonita, sorseggio il mio cappuccino gustandomi il sole sulla pelle.
Eva mi fa piedino sotto il tavolo, ammiccando con aria complice.
La sento di nuovo mia. Vicina e affettuosa come sempre… Devo smettere di provare gelosia: anche io mi diverto con altri, anche più spesso di lei. Massimo è un portatore di cazzo come gli altri, esattamente come Carlo.
Poi sono contenta per Enrico e Letizia: la loro crisi sembra superata. La vita è bella…
- Dovremmo davvero organizzare una serata a tre con Massimo – mi fa Eva con un sorrisetto sconcio – Così fra tutte e due lo spremiamo come un limone!
Mi sembra un’ottima idea.
- Io ci sto– le dico – Telefonagli.

In spiaggia troviamo quella che ormai è la famigliola partenopeo-meneghina, riunita sotto lo stesso ombrellone: Franci e Mara che chiacchierano da una parte, Guido e Elena dall’altra. Tutti e quattro un po’ sbattuti dopo gli eccessi della notte precedente, ma chi sono io per giudicare…
Mentre siamo lì, passano Carlo e Diana, a spasso lungo la battigia.
Faccio un fischio da carrettiere per attirare la loro attenzione e li saluto con un braccio.
Loro esitano un momento, lui le dice qualcosa, lei annuisce poco convinta, e infine si avvicinano.
Carlo è un po’ imbarazzato, ma sembra tenerci a salutarmi. Nadia è meno convinta, e non riesce a guardarmi negli occhi… Maglio così.
Non sono la mia coppia preferita, però sono contenta che stanno di nuovo insieme: ho avuto quello che volevo da Carlo, e non mi interessa tenemelo per me. Certo che una ripassatina a Nadia la darei ancora piuttosto volentieri…
Chiacchieriamo un paio di minuti senza riuscire a rompere il ghiaccio, finché Eva ci interrompe e suggerisce un drink a bordo prima di cena.
Mi coglie di sorpresa: non pensavo che Carlo e Nadia le interessassero; ma in fondo la barca è anche e soprattutto sua.
I due sono anche più sorpresi di me, ma accettano con apparente piacere.
Un bel bagno per riprenderci dalle nostre avventure, poi Eva e io torniamo ad arrostirci sulle sdraio.
Siamo lì, ancora bagnate in topless, quando arriva Massimo, puntuale come un esattore delle tasse.
Elena mi strizza l’occhio, Franci fa una smorfia di disapprovazione, poi noi raccogliamo gli asciugamai e ci avviamo con il nostro maschio lungo la battigia, senza curarci di rimettere i reggi.
Camminando, chiamo la Giulia e le ordino di sgombrare dalla Serenissima: lei, Jasmine e i due stronzi che si stanno scopando, perché noi stiamo rientrando e vogliamo campo libero.
Mia figlia brontola un po’ ma non discute, e quando arrivamo troviamo la barca deserta e in ordine.
Prendiamo una spremuta d’arancia sul ponte, poi visto che siamo attraccate e non è il caso di dare troppo spettacolo, Eva suggerisce di scendere sottocoperta…

La mia compagna è in fregola.
Non lascia tempo a Massimo di mettersi a suo agio, e gli salta addosso. Io non inendo essere da meno, e dopo un succoso bacio a tre come quello che aveva concluso la sera prima, finiamo entrambe in ginocchio a contenderci il cazzo nero a colpi di lingua.
Le nostre lingue si avviluppano al glande incontrandosi proprio sulla punta, e noi ci scambiamo un bacio umido e sconcio mentre il maschione ci accarezza i capelli.
Poi io scendo più in basso lasciando la cappella alla mia compagna, e vado a dedicarmi prima all’asta, e poi ai testicoli.
Le palle di Massimo sono enormi, gonfie di seme, scurissime… Sembrano quelle di un toro.
Passo la lingua su quei testicoli pelosi, affamata come una cagna: ho voglia di cazzo, e quel cazzo in particolare mi appare specialmente appetitoso… Lo voglio dappertutto. Che sia poi condito dalla presenza di Eva, infoiata quanto e più di me, rende il pasto ancora più succulanto.
La mia compagna sembra pensarla come me, visto che mentre sgolina avidamente il suo ragazzo non trascura di accarezzare e palpare il mio corpo, dedicando particolare attenzione alle mie spalle, alla schiena, e ai capezzoli che sembrano sul punto di scoppiarmi sul petto.
La carne nera che sto leccando è acre e salata al punto giusto: sa di maschio, ma di maschio pulito, e questo mi piace da pazzi… Mi rendo conto di avere una mano fra le cosce: mi sto masturbando come una ragazzina mentre ci do dentro con la lingua.
Passo una mano sul retro delle cosce muscolose del maschio: sembrano colonne di marmo scaldate dal sole, e se non fossero pelose mi sembrerebbe davvero di accarezzare una statua di Michelangelo.
Non ce la faccio più: lo voglio dentro…
Mi stendo sul divano e spalanco le gambe, offrendo il mio sesso spalancato e bagnato.
Eva dà un’ultima succhiata rumorosa, lasciando il cazzone scintillante di saliva, e lo accosta personalmente alla mia spacca sgocciolante.
Massimo si sistema ginocchia a terra fra le mie gambe spalancate, mi afferra le caviglie e spinge con le reni in avanti.
Il suo pistone nero scivola nella mia cavità affamata senza incontrare resistenza: emetto un sospiro di soddisfazione, sollievo e sollazzo infinito nel sentirmi finalmente farcita.
Eva mi bacia in bocca, mulinando la lingua contro ma mia mentre mugolo di piacere, abbandonandomi a occhi chiusi con il capo sulla spalliera del divano. Rabbrividisco di piacere sentendomi tirare entrambi i capezzoli: la mia ragazza mi sta torturando con le dita a pinza, aggiungendo un piacere crudele e sottile al gusto intenso della penetrazione del maschio.
- Aahhh! – latro come una cagna – Sì, sbattimi…
Mi sbatte, sì: dapprima lentamente, poi sempre più forte.
Massimo non è un amante molto fantasioso, ma è potente. I colpi che mi sferra nella fica hanno sempre la stessa direzione, forza e profondità: quel che varia è il ritmo, che lui calibra a seconda dell’intensità dei miei gemiti di piacere. Il bastardo mi porta rapidamente in alta quota, ma evita accuratamente di farmi godere, perché si diverte a tenermi sul filo dell’orgasmo.
Una tortura deliziosa…
Dimeno la testa a destra e sinistra, urlando sempre più forte; e quindi lui rallenta il ritmo delle guzzate per tenermi sempre sulla soglia del piacere.
Sono inzuppata di sudore, squassata da piacere, ma non riesco a venire.
Poi Eva decide che adesso tocca a lei: smette di baciarmi in bocca e scende a succhiarmi i capezzoli, mentre le sue lunghe dita scivolano sul mio stomaco e s’insinuano a tradimento nella mia boscaglia bionda fino a sorprendere il mio grilletto confio di voglia…
E’ un istante: un morso a un capezzolo e una carezza da esperta al clito, e io esplodo in un orgasmo al fulmicotone.
- AARGHHH!!! – urlo, dimenandomi tutta – Godo.. Godo…
Massimo sente la mia fica che si contrae come un pugno intorno al suo batacchio, e si sottrae prontamente alla morsa per evitare di venirmi dentro.
Non credo abbia paura di mettermi incinta: semplicemente, vuole scoparsi Eva senza perdere altro tempo in preliminari.
La mia compagna viene afferrata, sollevata e rivoltata come una bambolina finché non si ritrova accanto a me sul divano nella stessa posizione a gambe spalancate e piedi contro il soffitto: il negrone le punta il cazzo alla fica e la trafigge con un affondo bestiale che la squassa tutta strappandole un gridolino di gioia.
Poi lo stallone comincia a montare la sua nuova femmina con le stesse modalità con cui ha scopato me: colpi regolari, profondi e robusti a ritmo variabile.
Sembra un robot…
Eva si contorce tutta sotto i suoi colpi, e io dopo essermi ripresa dal violento orgasmo, mi protendo a renderle il piacere che lei ha donato a me. La bacio, la accarezzo, le succhio il collo e le tette e le sussurro paroline sconce…
Poi decido di cambiare gioco: mi alzo in piedi sul divano, scavalco Eva appoggiandomi con le mani alla paratia e le spingo la fica sbrodolosa sulla faccia, obbligandola a leccarmela tutta.
Eva esita un istante: è a occhi chiusi, e non ha afferrato immediatamente cosa sta succedendo; poi quando sente la mia peluria sul viso e la mia spacca sgocciolante sulle labbra mi slingua avidamente suggendo i miei succhi con evidente piacere.
Adesso quella che geme e si lamenta di piacere sono io, mentre lei slappa avidamente e lui grugnisce fottendosela a ritmo sempre variabile.
La lingua vorace di Eva mi scava dentro, leccandomi l’anima e facendomi tremare le gambe per il piacere.
Andiamo avanti così per qualche minuto, poi suppongo che la vista del mio lato B che gli ondeggia davanti al naso mentre si scopa Eva (e questa mi lecca la fica), sia di ispirazione per Massimo; infatti prima sento il suo alito nell’infrachiappe, poi la snsazione calda e umida della sua lingua mi strappa un brivido di piacere e un gridolino di sorpresa.
Il tempo di ambientarsi, e la sua lingua scopre il mio buchetto grinzoso: un istante di suspence, e lo sento che comincia a succhiarmi il culo.
- Aahhh… - gemo, tremando di libidine – Cazzo che bello! Continua…
Eva mi lecca la fica e Massimo mi succhia il buco del culo. Una sensazione inebriante… Ogni tanto mi sembra di perderli, ma dal trambusto che avverto fra le gambe immagino che i due giovani porci si stiano baciando fra loro prima di riprendere a divorare le mie intimità…
Mi tremano le ginocchia: la mia posizione non è delle più facili, e il piacere che mi stanno dando quei due mi sta estenuando. Il sollazzo che mi stanno dando entrambi fra le gambe poi li distrae dal loro stesso piacere, e le cose stanno andando per le lunghe…
All’improvviso sento delle voci dal ponte. Passi incerti sopra le nostre teste…
L’intrusione mi distoglie dall’estasi in cui stavo navigando.
Scendo dal divano lasciando i due ragazzi a fottere come conigli e mi guardo intorno: non posso salire sul ponte completamente nuda; salto in cabina e trovo le mie cose della sera prima ancora per terra… Jasmine oggi non ha avuto il tempo di rassettare in giro.
Infilo minigonna, camicetta e stivali e corro di sopra a vedere chi è arrivato, giurando a me stessa che se sono Giulia e Jasmine stavolta me le faccio tutte e due con lo strapon nel culo.
Emergo dalla scaletta e mi trovo davanti Carlo e Nadia.
Cazzo, sono già le otto di sera… Come passa il tempo quando ci si diverte!
Sembrano un po’ a disagio (magari hanno capito che mi hanno interrotto la scopata?), ma cercano di darsi un contegno: evidentemente Nadia ha deciso di darsi una svegliata trasgressiva, e se non vuole perdere il marito probabilmente è una buona idea.
Offro loro un drink come promesso, e intanto che chiacchieriamo li osservo: questa volta Nadia sembra sobria; indossa un abitino leggero che lascia vedere le sue forme piacevoli senza apparire sconcio. Carlo è sul classico sportivo come al solito.
Tutti e due viene voglia di spogliarli…
Mi chiedono dove sia Eva, e io rispondo casualmente che è di sotto a farsi fottere dal suo stallone nero.
Nadia tossisce imbarazzata, carlo pensa ad una battuta di spirito un po’ pesante.
- Volete venire anche voi? – domando con indifferenza.
Loro si guardano dubbiosi, ma il sto già facendo loro strada sottocoperta; mi seguono, poco convinti ma anche decisi a non farsi piantare in asso sul ponte.

Nel quadrato Massimo sta ancora chiavando Eva nella stessa posizione di prima: lei sta ansimando sempre più forte, e adesso ha le dita dei piedi arricciate, segno che si sta avvicinando finalmente all’orgasmo.
Dietro di me, i due coniugi nel vedere la scena si bloccano di scatto.
Io mo volto e li prendo in giro: - Cos’è, non avete mai visto due che fottono?
Sembrano davvero esitare: immagino che in realtà siano entrambi fortemente attratti da ciò che vedono, Carlo da Eva e Nadia da Massimo, ma probabilmente hanno entrambi timore della reazione dell’altro.
Per rompere il ghiaccio mi avvicino, accarezzo Nadia e sfioro con un bacio le labbra di Carlo, poi arretro e sorrido ammiccante: - Avanti, perché non vi unite a noi?
In questo modo li lascio liberi di optare per un soft swap: scopare fra loro davanti a noi, in modo da trarre piacere gli uni dal vedere scopare gli altri…
Insomma, li ignoro e torno a farmi lappare la fica da Eva, che ormai è quasi arrivata.
Infatti, il tempo di due slinguate, una in fica e una al culo, e la mia compagna erompe in un ululato da lupa in amore.
A quel punto Eva si accascia sul divano e io mi offro di spalle a Massimo, che invece è ancora bello duro.
Il maschione mi finisce di insalivare il buco, prende la mira e finalmente mi spinge il robusto manico nero nel culo.
Stringo i denti perché ce l’ha grosso e mi ha lubrificata solo con la saliva e la sbroda di Eva, ma sono eccitata come una cagna e il mio buco è allenato…
- Aawww… - guaisco – Avanti, cacciamelo tutto dentro!
Il ragazzone non si fa pregare: introdotta la cappella con un po’ di sforzo, mi afferra per i fianchi e mi sfonda con un solo colpo.
- AHIAAAHHH!!!
Il dolore è lancinante, ma ne vale la pena: adesso ho più di venti centimetri di carne nera e tosta nel culo, di quella più ricercata in tutta la riviera romagnola…
Mi accomodo con i gomiti e il mento sullo schienale, piazzo meglio le ginocchia sul divano, e mi abbandono al piacere contro natura della sodomia…
Eva giace oscenamente aperta accanto a noi, e ci osserva intensamente, accarezzandosi lentamente la fica mentre noi chiaviamo rumorosamente davanti a lei.
Sull’altro divano Nadia e Carlo stanno finalmente dandosi da fare anche loro: lui si è spogliato e si è disteso con calma, e lei si è tuffata in ginocchio a succhiargli l’uccello. Dopo un po’, quando è duro a sufficienza, gli si siede sopra e s’impala con un rantolo di soddisfazione, cominciando a stantuffarsi su di lui da perfetta cavallerizza.

Andiamo avanti una decina di minuti, con Massimo che m’incula a pecora e Nadia che s’impala a spengimoccolo, con Eva che si masturba lentamente osservandoci tutti.
Io mi godo la sodomia da esperta rottainculo, ma anche Nadia sembra godersela… Poi Eva decide di rientrare nei giochi.
Si solleva e mi bacia in bocca appassionatamente, distraendomi dal mio orgasmo montante: ci scambiamo la saliva e ci strapazziamo a vicenda le tette grufolando da vere troie.
- Vado a vedere di pervertirli un po’ – mi sussurra poi con un lampo perverso nello sguardo.
Mi sembra giusto: lei, il Carlo non lo ha ancora provato.
Con la coda dell’occhio la vedo accostarsi alla coppia sposata, accarezzare un po’ entrambi per farli abituare alla sua presenza, poi fa stendere del tutto il maschio sul divano e mentre sua moglie continua a pomparsi da amazzone, lei gli si siede sulla faccia per farsela leccare.
Ora le due donne sono una di fronte all’altra, una infilata sul cazzo e l’altra sulla lingua del carlo, che non sembra certo aversene a male…
Massimo allunga le manacce e mi afferra per le tette, strizzandomele con forza.
Squittisco più per la sorpresa che per il dolore e mi preparo per il resto: di solito i miei amanti dopo una sprimacciatina piuttosto breve passano subito a torturarmi i capezzoli, che a differenza delle tette danno loro più soddisfazione.
- Ahu!
Infatti…
Ho le punte gonfie di piacere, sensibilissime… La sensazione di sentirmele torcere e tirare è sempre molto intensa. Intensa e piacevolissima.
Di colpo mi rendo conto di essere prossima all’orgasmo.
Annaspo, gemo… E urlo all’improvviso, fulminata dal piacere.
Lo sfintere mi si contrae con forza, e del resto Massimo è da un pezzo che ci dà dentro: deve essere al limite anche lui. Infatti lo sento ansimare, irrigidirsi…
Uno spruzzo violento nelle viscere, un’intensa sensazione di calore che mi riempie le budella: Massimo mi ha sborrato nel culo.
- Oohhh…
- Aahhh!
Continua a pomparmi lentamente mentre mi riempie l’intestino con i suoi schizzi bollenti, e io chiudo gli occhi, gustandomi l’ondata di piena del piacere che mi pervade le membra fino quasi ad annegarmi.
Mi affloscio soddisfatta, e Massimo esce da me con un sospiro soddisfatto.
Resto distesa sul divano per qualche minuto, assaporando i postumi dell’orgasmo contro natura e rilassando le mie carni violate, recuperando lentamente le energie.

Quando riapro gli occhi e mi volto, la scena sull’altro divano è piuttosto eccitante.
Eva e Nadia continuano a cavalcare Carlo, ma intanto Massimo si è accostato a loro in piedi, e ha cacciato la sua proboscide nella bocca di Carla… Spero per il bene di Nadia che se lo sia lavato nel bagno lì dietro prima di ficcarglielo in gola, visto che usciva fresco fresco dal mio buchetto.
Beh, cazzi suoi: nel vero senso della parola!
Mi accomodo per assistere un po’ da guardona e spalancate le gambe, comincio a stuzzicarmi lentamente il clito per eccitarmi di nuovo.
Il cazzo di Massimo in gola non deve fare troppo schifo, perché Nadia se ne viene con una serie prolungata di rantoli soffocati che non possono non essere dovuti anche al gusto di prendere in bocca un arnese così maestoso.
Accortosi che Nadia è venuta e che il suo embro è nuovamente pronto, Massimo prende rapidamente l’iniziativa: solleva Nadia di peso dall’uccello di suo marito, che è sempre bloccato fra le cosce di Eva, la piazza a quattro zampe sul pavimento, e se la infila da dietro strappandole un latrato da perfetta cagna in calore.
Eva mstra il pollice alzato sia a Massimo che a me, e a quel punto si allunga a prendere in bocca il cazzo di Carlo, dritto e luccicante degli umori di Nadia.
Il sessantanove sul divano e la pecorina sul pavimento sono dannatamente eccitanti: mi masturbo con foga crescente, e con la mano libera comicio a stropicciarmi i capezzoli ancora doloranti…
La cosa che mi eccita di più, è l’espressione estatica sulla faccia di Nadia: scommetto che non si era mai presa in pancia un cazzo di quella stazza.
Mi prende di nuovo la voglia… Una voglia intensa, incontenibile. Ed è tutta voglia di Nadia: non sono più disposta ad aspettare. La voglio.
Massimo la monta con forza, senza nessuna delicatezza: suppongo lo ecciti scoparsela a quel modo davanti al marito.
Certo che Carlo non sembra neanche accorgersene, occupato com’è con Eva: i due hanno finalmente interrotto il sessantanove e si sono girati a cucchiaio, e adesso il Carlo si sta sbattendo la mia compagna con un’espressione beata sulla faccia che non lascia dubbi sul fatto che entrambi i coniugi stiano gustandosi lo scambio di coppia.

Eva geme, Nadia strilla.
Io ansimo piano, sempre più vogliosa. Mi rendo conto che non riuscirò a venirmene da sola, sono troppo distratta dallo spettacolo lubrico cui sto assistendo.
Ho voglia di Nadia, una voglia tremenda… Voglio farmela.
La nostra ospite grida, fulminata da un nuovo orgasmo. Che stronza fortunata…
I due si fermano: Massimo lascia tempo alla sua compagna di gustarsi il suo piacere.
Io ne approfitto: mi alzo in piedi, mi sfilo gli abiti che ho ancora indosso e mi avvicino ai dua ancora accoppiati sul pavimento.
Metto una mano sulla spalla di Massimo e gli dico con tono che non ammette repliche: - Adesso tocca a me!
Lui mi guarda un po’ sorpreso, poi annuisce e si stacca dalla sua femmina e si alza in piedi tutto sudato e più duro che mai.
Gli indico Eva, che sicuramente gradisce un secondo cazzo, e lui annuisce contento mentre gli occhi della biondina olandese scintillano di libidine all’idea di una bella doppietta.
La coppia sul divano si alza per lasciare spazio all’altro maschio, e Eva prende in mano le redini da quella perfetta troia che è: fa stendere Massimo di schiena, gli molla una succhiata al cazzo durissimo e grondante della sbroda di Nadia, poi s’impala su di lui con un rantolo soddisfatto.
Fa un rapido su e giù per assestarsi il cazzo nero nella fica, poi si volta verso Carlo e lo incita: - Avanti, ho ancora due buchi liberi: quale vuoi riempirmi per primo?
Non sto ad aspettare il seguito: mi piego su Nadia e le intimo di alzarsi.
Lei mi guarda imbambolata: ha appena avuto due orgasmi sconquassanti consecutivi, di quelli che si ricordano per una vita, e non posso biasimarla se è poco reattiva.
D’altra parte io non sono una tipa paziente, così l’afferro per i capelli e le do un bello strattone per farla alzare.
- Ahia! – protesta lei, dolorosamente sorpresa dalla brutalità del mio approccio.
- Piantala di fare storie e vieni con me, stronza.
Suo marito se ne sta con il cazzo nella bocca di Eva con l’espressione beata e non sembra interessato al destino della moglie che del resto finora se l’è spassata mica male…
Nadia incespica cercando di sottrarsi, ma io la prendo per i capelli davanti all’orecchio, dove ha la sua bella frangia nera e lucida, le mollo uno strattone e la faccio piegare in due dal dolore.
- Mi fai male…
- Piantala di piagnucolare e muoviti!
Ho una voglia di farmela che non capisco più niente: di colpo sono in fase lesbo, e tutto il desiderio per quella donna che mi aveva colpito alla festa della settimana prima torna a pervadermi i sensi con forza più che raddoppiata rispetto a prima.
Me la trascino dietro verso prua, proprio mentre suo marito, staccatosi dalla bocca vorace di Eva, si appresta ad incularsela dal di dietro.
Auguro buon sandwich alla mia compagna, e trascino la mia preda nella cabina cabina padronale.
Questa volta non mi scappa: per lei saranno dolori!

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