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Derby tra amici

Scritto da , il 2016-12-05, genere etero

Derby tra amici

Due volte l’anno, a meno che non capiti in coppa, la settimana prima del Derby Roma-Lazio parte lo sfottò con l’altra sponda, in particolare con un amico lazialotto, che riemerge sempre in questa occasione.
Ci ha provato spesso con me in passato ed ero stata vicina a cedere, ma poi per un motivo o per l’altro non l’ho mai fato. Ieri mattina mi scrive e dopo un po’ di chat, tra una presa in giro, un “guarda che perdete”, e qualche altra stronzata, il discorso torna lì, e gira che ti rigira me ne esco con una frase un po’ stupida, non so come, non so perché, alla fine gli dico “dai, se vince la Roma vieni da me, ti consolo io”.
Fischia il novantesimo e nemmeno cinque minuti dopo suona il mio campanello. È lì, dietro la porta, mi chiede di entrare. Apro la porta già pronta a prenderlo per il culo, ma nemmeno mi da il tempo di parlare che mi si butta addosso. Gli dico “oh calmati… questo è fallo!” e lui risponde toccandosi il pacco: “Questo è fallo!!”
Mi butta sul divano e mi leva i leggins di fretta, glielo porgo lì davanti alla sua faccia, ginocchia sul divano e gomiti poggiati, toglie il perizoma e ci mette la lingua, ci va giù pesante, voleva questo da tempo ed io, proprio io gliel’ho concesso. Sentivo la frustrazione della sconfitta trasformarsi in una voglia esasperata di godere, e dopo nemmeno un minuto sento la sua lingua staccarsi, mi volto, si sta togliendo i pantaloni, poi i boxer, è già durissimo, non faccio in tempo nemmeno a vederlo per bene che lo sento subito, entra forte, come un contrasto duro a centrocampo, e ancora non sono bagnata, mi fa male, non scivola bene dentro, ma spinge di più, si fa spazio, non arriva mai la fine, torna indietro, prende la rincorsa e riparte, ancora una spinta, fa già meno male, poi una terza ed ora è via libera, corre sulla fascia, spinge forte, e comincio ad ansimare. Ora lo sento tutto nella sua grandezza, mi riempie e ne voglio di più, avanti e indietro sale il piacere, mi tiene i fianchi e lo sento respirare affannato, lo sento gemere sempre di più, mi giro con la testa, il suo sguardo è puntato sul mio culo, nemmeno mi guarda negli occhi, è in preda a un raptus, non mi pensa nemmeno. Ancora pochi secondi, altre due spinte, poi una forte che non torna indietro, rimane dentro e sento uscire tutto il suo piacere in me. Un orgasmo lungo, sento il suo corpo scattare a ogni brivido di piacere che gli arriva, e un altro schizzo riversarsi in me, tre, quattro, cinque volte, respira forte, e quando ha finito alza la mano e scende forte a schiaffeggiarmi il culo. Caccio un urlo e col corpo scatto in avanti, lui esce fuori e quel liquido dentro di me cola sul divano.
Mi sdraio e lo guardo, è ancora dritto, pulsante, mi punta, lui è fermo, in piedi, soddisfatto e gli sorrido, anzi quasi rido e dico: “sei quasi contento di aver perso sto derby”.
Lui si allontana cercando il bagno, e io lo seguo. Entriamo in bagno mi siedo sul bidet e mi pulisco, lui è in piedi affianco a me, si sistema, si guarda il cazzo, se lo mena come volesse farlo ammosciare.
“Non se ne parla” gli dico “hai fatto la scena, mi hai scopata in tre minuti, sei entrato così a gamba tesa, bravo, ora però fai il serio, che cazzo, e comunque è finita due a zero!”
E come finisco di parlare mi avvicino con la bocca e comincio a leccarlo, non ne vuole sapere di ammosciarsi, lo succhio, lo divoro, lì seduta sul bidet con lui in piedi che ha già ripreso le forze e la voglia. Comincia a muoversi avanti e indietro, entra ed esce dalla mia bocca anche se sto ferma, allunga una mano dietro la mia testa e mi spinge verso il suo corpo. È grande e quando arriva in fondo sento toccare la mia gola, spinge, vuole che arrivi alla fine dell’asta ma non ci riesco, ci avvolgo una mano, lo stringo forte, e con le labbra strette alla base della cappella succhio fortissimo, mentre con la lingua creo un vortice su tutta la punta.
Così, senza un minuto di riposo sembra voler davvero ricominciare, allora mi alzo, lo porto in camera e lo butto io sul letto, gli monto sopra, e comincio a cavalcarlo, sento quel palo dentro di me, duro come e più di prima, il mio bacino scorre sul suo pube avanti e indietro e struscio sui suoi peli e mi da i brividi ad ogni ripresa. Ora sono io che ansimo forte, cresce in me il piacere, sto godendo e non voglio che finisca, lo guardo, ha l’aria rilassata, di chi ha già goduto e potrebbe andare avanti ore. Me la godo così per un bel po’, poi mi giro, sono sempre sopra ma stavolta gli mostro il culo, lui impazzisce, lo stringe con le mani e melo apre, mi sento esposta, sento il mio buco tirarsi, e il suo pollice poggiato lì. La cosa mi piace molto, punto i piedi sul letto e salto su e giù su quel palo rigido che non si stanca mai, ne vuole ancora, chissà quanto può ancora sopportare. Il suo pollice si fa spazio, e fa capolino dentro quel buchetto, respiro più forte, chiudo gli occhi, stringo i denti e godo davvero, finalmente, assaporo quel piacere intenso, per tutto il tempo che dura, e lui ancora dura, non ha ceduto di un millimetro. Mi prende dai fianchi, mi gira e mi pone prona sul letto, chiude le mie gambe strette, allarga le sue e con quel palo si fa spazio a cercare la mia apertura, la trova, torna dentro e lo sento il doppio, sembra ancora più duro e più grosso, lo sento attaccato a me, alle mie gambe strette, ferma immobile sotto di lui che si fa avanti lì in mezzo dove ormai è tutto bagnato. Lo sento gemere, sento il suo respiro, lo sento al limite, e al limite sono anche io che mordo il lenzuolo per non urlare di piacere. Lo tira fuori e me lo fa scorrere tra le chiappe, è molto bagnato, gli piace da morire sentirlo lì in mezzo mentre io ancora ansimo, ancora godo da morire, e lo so che vorrebbe entrare, ma ormai è al limite, sento il primo getto arrivare fino al centro delle mie scapole, poi il secondo, il terzo, e ancora il quarto lungo tutta la mia schiena, allunga la mano e mi schiaffeggia di nuovo, come a timbrare il 2 a 0.
Stremata e contenta, mi riposo un po’ ferma nel letto, riprendendo le forze, quando sento la porta aprirsi e una voce quasi lontana: “Dovreste vincere sempre…”
Ed io… tra me e me… “Lazio Merda!”

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