Erotici Racconti

Vicina milf

Scritto da , il 2016-09-22, genere pissing

Basato su una storia vera di circa due anni fa:
Fresco sposo, mi trasferii con mia moglie, nel nostro nuovo appartamento, al primo piano di un palazzo di recente costruzione, con una graziosa veranda come sfogo esterno. Sin dai primi giorni notai una mia vicina di casa, che poi scoprii abitare giusto sopra di noi, molto appariscente nel vestire. La potrei definire una tipica “milf”: 45 anni circa, madre di due figli, bionda, seno abbondante, culo sporgente e sopratutto vestita sempre come una zoccola, con tacco alto, unghie finte e sculettìo sempre presente.
Un pomeriggio di fine estate mi ritrovai solo a casa durante la pausa pranzo, con mia moglie rimasta al lavoro, e pensai bene di dedicarmi al mio hobby preferito: sega al pc davanti a video di troie piscione. Sul più bello però suonarono alla porta. Misi su un pantaloncino ed andai ad aprire. Con mia grande felicità mi ritrovai la vicina bagasciona davanti. Era in tacchi alti, come sempre, vestita però in maniera più semplice del consueto ma sempre eccitante: top scollato con decolté prosperoso e pantalone tipo tuta che le fasciava ed alzava il culo. Muovendo le sue labbra a canotto con una vocina da topolino mi informò che le erano cadute, mentre stendeva i panni, delle mutandine, nella mia terrazza e mi chiese la cortesia di poterle recuperare.
La feci allora accomodare sul divano e andai in veranda. Le vidi subito. Mutandine nere di pizzo: tipiche del personaggio! Le raccolsi ma prima di restituirle pensai bene di strofinarmele, non visto, sul cazzo, già duro da prima e le pisciai un poco, sapete, per marcare il territorio.
Ritornato in salotto gliele riportai ma prima di poter dire qualcosa mi accorsi dello sguardo di lei rivolto verso il mio inguine: Il pantaloncino che avevo indosso non riusciva infatti a mascherare l’erezione in corso e lei se ne accorse subito. Dopo un primo momento di imbarazzo, con molta nonchalance mi domandò se fosse stata lei a provocare tutto quell’eccitamento. Io, mentendo in parte, le dissi di si che era lei che mi eccitava moltissimo.
Appena pronunciate queste parole, si alzò di scatto dal divano, come se aspettasse una qualsiasi scusa per farlo, mi tirò giù il pantaloncino e inginocchiata davanti a me mi cominciò a spompinare con molta maestria. Dopo qualche secondo di sbigottimento cominciai a prendere tra le mani la sua testa e a spingerla verso il mio cazzo che sapeva di piscio, esortandola con un “succhia puttana, succhialo tutto”.
Dopo un po’ si rialzò, levandosi il top, liberando così quel bel paio di tette grosse ed ancora sode che si ritrovava, e mi invitò a stendermi sul divano con lei. Non me lo feci ripetere due volte e immediatamente le infilai il cazzo tra quei magnifici seni, facendomi leccare il cazzo dalla cappella alle palle per almeno altri cinque minuti abbondanti.
Poi le strappai letteralmente via i pantaloni della tuta e le sfilai le mutandine già fradice e con una mano, mentre ancora lei me lo lavorava di bocca, cominciai a sditalinarla per benino. Con l’altra le tiravo i capezzoli e la schiaffeggiavo.
Le cascate del niagara, in confronto alla sua fica, erano più asciutte.
Dopo un po’ decisi quindi di prenderla, l’eccitazione era al massimo e i suoi mugolii da puttana succhiatrice mi stavano già facendo venire.
Le sfilai il cazzo dalla bocca e glielo infilai immediatamente in fica. Capii subito che da lì erano passati almeno 100 cazzi(alcuni contemporaneamente) ma con colpi sempre più violenti mi feci sentire anche io. Dopo un po’, ancora supina, dalla fica le misi il cazzo in culo, senza chiederle permesso o preavviso. All’inizio trovai un po’ di resistenza ma poi, grazie al mio cazzo umido di saliva e secrezioni vaginali, affondai il colpo fino all’intestino. Che culo accogliente!
Durante l’amplesso le diedi della puttana, della troia, della zoccola e la presi a schiaffi le tette e le chiappe. Tutto questo la eccitò tantissimo tanto da squirtarmi un paio di volte sul divano nuovo. Che bagascia!!
Comunque ormai non ce la facevo più, le dovevo sborrare in bocca. Lo uscì, lo rimisi tra le tettone e dopo due colpi di sega spagnola le inondai la bocca, sbiancandole pure due carie con il mio caldo sperma.
Avevo finito e davanti a me avevo una troiona tutta bagnata e felice di essere stata presa a dovere. Ma non era ancora abbastanza. Meritava altro la zoccola: la presi dai capelli e a carponi la trascinai letteralmente in bagno. La misi dentro la vasca e le dissi: “Ora ti piscio tutta!”
All’inizio non volle sottoporsi al trattamento ma dopo il primo fiotto di urina calda direttamente sulle bocce, lei aprì la bocca. Non aspettavo altro e le pisciai direttamente in gola, nelle orecchie, sulla fica e avvicinandomi a lei anche sulle spalle e sul culo. Alla fine me lo scrollai davanti alla sua faccia facendole arrivare qualche goccia negli occhi. Che goduria pisciarle addosso!
Infine tornai di la, recuperai le sue mutandine e gli ordinai di infilarsele. A quel punto glielo rimisi in bocca e le intimai di farmi un altro pompino mentre lei si pisciava addosso.
Tra la sua lingua esperta e la piscia che le bagnava le mutande, le cosce e poi cadeva nella vasca, sborrai in pochi minuti inondandole la bocca.
Mi chiese di farsi la doccia ma non glielo permisi. Doveva tornare a casa da suo marito e dai suoi figli sporca della mia sborra e della mia piscia con le mutande bagnate da troia qual’era. Le aprii la porta di casa dandole una pacca sul culo e dicendole sotto voce: “alla prossima botta puttana”.
E fu così infatti: da quel giorno in poi la mia vicina di casa ha fatto cadere infatti diversi altri capi di abbigliamento in veranda e ritrovato ogni volta litri di piscia e sborra tutti per lei.

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