Mia madre, introduzione

Scritto da , il 2016-05-14, genere tradimenti

Questo è il mio primo racconto, quindi siate

clementi e ovviamente inviatemi consigli e commenti

sia per e-mail che tramite commento.
Il ritmo del racconto piuttosto lento di

proposito, questa doveva essere un introduzione

quindi per ora niente azione, ma prometto che le

cose si movimenteranno in futuro
Presentazione
Sono Paolo, un normale ragazzo che abita nella

periferia di Milano, qui vivo solo con mia madre,

in realtà viviamo con mia padre, ma è sempre via

per lavoro, tanto che non lo consideriamo nemmeno

parte della famiglia nonostante io e lui siamo due

gocce d'acqua, lui pelato, io stempiato a 22 anni

con un futuro piuttosto chiaro, bassi, grassoci con

un fisico da sindrome di kleinerfelter, il che ci

porta ad una grande domanda, come ha fatto a

sposarsi mia madre? Alta 1.75, atletica, mora, con

delle labbra incredibilmente carnose, un fisico

tendente al perfetto anche a 43 anni.
Questa comunque è la storia di come la mia vita

cambio, soprattutto nei confronti di mia madre e la

scoperta della sua vera natura.
Ho sempre saputo che mia madre fosse un po' strana,

ero convinto che semplicemente le piacesse piacere,

non si vestiva in maniera eccessivamente

provocante, ma quanto andava in giro per fare

commissioni era sempre vestita in maniera da

mostrare la sua femminilità senza ecccessi.
Qualcosa un giorno cambiò, una mattina mentre mi

preparavo per andare all'università li sentì

litigare furiosamente, i classici insulti che non

si pensano realmente e vengono sparati senza

pensarci, che in realtà nascondono una verità di

sottofondo
"Sei una zoccola! Pensi che non lo sappia! Pensi

che sia cieco?!" urlò mio padre rimanendo quasi

senza fiato, frase che ebbe un effetto comico a

causa del suo metro e sessanta di altezza.
"Non sei un uomo! Non ne vali la metà! Io ho

bisogno di un uomo! Non sei nessuno!" replicò mia

madre furiosa
Il litigio continuò, ma io non ci feci caso, uscì

pensandoci tutto il giorno, distraendomi

eventualmente durante le lezioni di ingegneria,

finchè non tornai a casa.
Mio padre era andato, sarebbe stato via per qualche

settimana, vendere cose in Russia, si sarebbe

scopato qualche battona per qualche centinaio di

euro e sarebbe tornato a casa giusto in tempo per

mantenerci, mia madre era in cucina, aveva appena

finito di farsi una doccia e girava con un

asciugamano attorno al corpo, quando entrai mi

guardò e con tono autoritario mi disse:
"Preparati, andiamo a fare spese"
Ero contrario, ma avevo timore a contraddirla, così

sbuffando mi cambia e la attesi in salotto.
Quello che vedetti mi mise sotto shock.
Mia madre, la donna che mi mise al mondo era

arrivata, i capelli uniti in una singola treccia,

una canottiera bianca sotto la quale si intravedeva

un reggiseno sportivo nero, una minigonna nera con

spacco sul retro e dei tacchi vertiginosi, mi misi

ad ansimare, il mio pene era totalmente in erezione

dentro i pantaloni della mia tuta e mi misi a

sudare, ero così intorno alle ragazze e quella era

mia madre.
"Sei pronto? Esci così?" mi disse squadrandomi.
"S-Si mamma, s-sono pronto" risposi e uscimmo.
Il resto del mondo non era cieco e notavo gli

sguardi su mia madre, sentivo i fischi e i

commenti, io camminavo a testa bassa, in un misto

di eccitazione e profonda vergogna, finchè non

arrivammo dal macellaio.
Faceva caldo e dentro l'odore era nauseabondo dal

momento che l'aria condizionata non funzionava e

mamma si faceva aria con le mani e continua a

giocare con la canottiera e la scollatura, il gesto

non passò inosservato, era coperta di sguardi di

uomini che la squadravano da capo a piedi e

l'invidia delle donne presenti.
Arrivò il suo turno alla cassa e vedetti fare a mia

madre qualcosa che non vedetti mai fare, flirtava!
Il macellaio era un uomo sulla quarantina, senza

esagerazioni alto 2 metri, enorme, con spalle

larghe e un fisico da power-lifter, mani con dita

spesse e sguardo di ghiaccio.
Mia madre faceva un sorriso da civetta, mentre

tutta sorridente parlava con macellaio

mordicchiandosi le labbra e faceva apprezzamenti

sul fisico del signore.
L'uomo aveva un accento dell'Est e nonostante la

fila si trattenne più del dovuto con mamma,

aumentando gli sguardi degli uomini e la furia

delle donne.
Io stavo morendo, una vergogna e disagio

incredibili avevano preso il sopravvento mentre

tenevo i pugni chiusi e fissavo le mie scarpe, non

sapendo che fare, ma qualcosa mi disturbo, la

stessa sensazioni di stamattina, un'erezione

incredibile ebbe vita nei miei pantaloni, ero

confuso, cadevo nell'oblio, era mia madre! E anche

se non lo fosse stata non sarebbe stato normale

eccitarmi per qualcosa del genere.
Qualcosa mi scosse dal mio stato di riflessione

profonda, una frase, detta da mia madre:
"Tieni e fatti sentire" e pass un bigliettino

all'uomo.
Gli aveva datto il suo numero! Dopo due minuti di

conversazione mia madre aveva dato il numero ad uno

sconosciuto.
Uscì sculettando vistosamente e tornammo a casa,

andai in camera mia e passai il pomeriggio a

giocare al computer per distrarmi, finchè, intorno

a sera non sentì il telefono squillare, mia madre

rispose, la senti parlare tutta allegra, camminava

per casa finchè non cambiò stanza e dovetti

spostarmi per origliare la sua conversazione,

arrivai giusto in tempo per sentirle dire
"Si, si a stasera, casa mia, quando vuoi, sono qua"
Il sangue mi si gelò nelle vene, che stesse

parlando con quell'uomo?
...continua

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