Le affinità sffiche
scritto il 2026-11-05 tempo di lettura 6 min
di
Jacqueline de Suoza Ribeira
genere
Confessioni, Prime esperienze, Saffico
cura
A−
«Jackie, vieni subito in ufficio» la richiesta non ammetteva repliche e a Jacqueline non restò che andare, lei era segretamente, ma non troppo, innamorata del suo capo l'avvocato Malchiodi e sperava, prima o poi, di portarselo a letto.
«Eccomi signore, cosa desidera?» «Jackie nella gestione delle carte per la causa Dimaria hai dimenticato di allegare documenti fondamentali, di conseguenza abbiamo perso in giudizio, come ti giustifichi?» «Mah signore non saprei» balbettò Jackie immaginando bene cosa l'aspettava «Allora non hai niente da dire? Bene anzi male chiudi la porta e vieni qui» la segretaria fece come gli era stato detto: «Piegati su quel tavolo , sollevati la gonna e calati le mutandine» disse l'avvocato mentre da un cassetto estraeva un tawse comprato come souvenir in Scozia «Sei pronta?» « Sì avvocato» «ok, faremo trenta colpi conta e vedi di non sbagliare o ricominceremo daccapo», lo strumento punitivo si abbattè sulle natiche di Jacqueline « Uno, due tre,,,,,», ma al ventunesimo colpo perse il conto distratta dal dolore e quindi si ricominciò daccapo come stabilito, alla seconda conta tutto filò liscio e si arrivò alla conclusione.
Sfinita dal dolore e sopraffatta dall'umiliazione Jackie non trovò di meglio che mettersi in ginocchio e chiedere perdono promettendo di non ripetere mai più un simile errore «Ora vai e torna al tuo lavoro» la segretaria uscì dalla stanza e andò alla sua scrivania ma non poté fare a meno di notare il sorrisino beffardo di Stefania la collega che le sedeva di fronte e un dubbio la assalì: che sia stata lei a spifferare tutto all'avvocato per allontanare i sospetti da sé?
Le lanciò uno sguardo carico d'odio l'altra le si avvicinò:«Vieni a casa mia stasera che ti faccio passare la rabbia, tesoro» «verrò ma per staccarti la testa brutta troia!» «Vedremo, a stasera».
Jacqueline si presentò con un abito da sera con la schiena scoperta e uno spacco inguinale e tacchi «Entra, stai benissimo» la accolse Stefania «Non si può dir altrettanto di te , zoccola, stai pure certa che prima della fine della serata ti avrò cavato gli occhi, Stronza!» replicà Jacqueline, in realtà Stefania era elegantissima in minigonna e top di pelle nera e stivali sopra il ginocchio «Ribadisco vedremo, intanto accomodati» la calma con cui Stefania gestiva la situazione aveva cominciato ad incuriosire Jackie quasi ad attrarla.
«Dunque tu pensi che sia stata io a spifferare all'avvocato l'errore enl fascicolo e a fare il tuo nome come autrice dello stesso?» chiese Stefania « Certamente Stefania tu mi odi perché vorresti farti l'avvocato esattamente come me e, come me, sei disposta a qualsiasi cosa per ottenere il tuo scopo»« hai ragione ma tu lo fai perché pensi di essere innamorata, io solo per i soldi quindi una bella guerra non trovi? Ad ogni buon conto ti sei chiesta chi in realtà ha gestito il fascicolo?» « No, chi?» «Brava, cominci a ragionare con la testa e non con la figa, il fascicolo è stato gestito da Raffaella,per cui fatti delle domande e datti le risposte» rispose Stefania con fare seccato.
Jackie si sentì in colpa: «Credo che, per ora soprassederò al proposito di cavarti gli occhi, posso avere qualcosa di forte da bere?», si buttò sul divano pensando che, forse, aveva commesso un errore dettato da una inutile gelosia nessuna delle due si sarebbe mai fatta il capo che rea sposato e innamoratissimo della moglie, però...
Stefania portò a Jacqueline un bicchiere che lei trangugiò tutto d'un fiato e la testa cominciò a girarle conseguenza dell'alta gradazione alcolica del contenuto.
A questo punto Stefania si sedette accanto a lei, molto vicino a lei: «Hai visto che ti sei calmata ora fidati di me che ti farò stare ancora meglio» una strana sensazione di calore avvolse Jackie sensazione che non era dovuta solo all'alcol ma verosimilmente alla vicinanza di Stefania che le trasmetteva uno strano desiderio, l'altra iniziò ad accarezzarla dolcemente avvicinandosi ancor di più, adesso pochi centimetri separavano le bocche delle due donne, nessuna delle due aveva voglia di parlare ne seguì un bacio appassionato proposto da Stefania ma certo non rifiutato da Jackie .
Stefania cominciò a spogliare la collega e ad accarezzarle e leccarle il seno, Jackie non aveva la forza di reagire per via dell'alcol e del piacere che la lingua dell'altra le forniva, Stefania la fece sdraiare sul divano e le tolse del tutto il vestito nel frattempo anche lei si spogliò e Jackie poté ricambiare il lavoro di lingua sul seno con soddisfazione di Stefania questa, poi, le tolse le mutandine alla collega e scese lungo il corpo fino ad affondare la lingua nella figa di Jackie.
Un piacere inatteso pervase il corpo della donna che emise gemiti sempre più forti specialmente quando Stefania si prese cura anche dell'ano con la lingua, tornarono a baciarsi, poi toccò a Jackie leccare Stefania che si mise alla pecorina Jackie si infilò sotto di lei e la leccò senza risparmiarsi affondò la lingua fino a succhiarle il clitoride facendo impazzire Stefania che non si aspettava una simile abilità con la lingua, Jackie si sollevò e si occupò del buco del culo dell'amica, perché tale ora poteva considerarsi, dando e ricavando estremo piacere, un ribaltamento sul divano e cominciarono una sforbiciata figa contro figa mentre il godimento reciproco aumentava sempre di più.
Il 69 finale fu il compimento del tutto entrambe ebbero un orgasmo e vennero in bocca all'amante,
Spossate si baciarono distese sul divano, parlò Jacqueline per prima:« Stefy mi hai stregata è stato bellissimo credo che non potrò più farne a meno, vuoi essere la mia compagna?» Stefania sorrise:«Come to avevo detto vedremo come finirà la serata, era quello che volevo, farti riconoscere che sei lesbica come me e che quindi nessuna delle due si sarebbe fatta l'avvocato, certo che voglio essere la tua compagna», ancora un bacio concluse la serata, nei giorni successivi Stefania si trasferì a casa di Jacqueline per consolidare la loro relazione, ebbene sì le due acerrime nemiche ora erano amanti.
Questo racconto è inparte autobiografico e in parte frutto di fantasia, un saluto.
Jacqueline.
«Eccomi signore, cosa desidera?» «Jackie nella gestione delle carte per la causa Dimaria hai dimenticato di allegare documenti fondamentali, di conseguenza abbiamo perso in giudizio, come ti giustifichi?» «Mah signore non saprei» balbettò Jackie immaginando bene cosa l'aspettava «Allora non hai niente da dire? Bene anzi male chiudi la porta e vieni qui» la segretaria fece come gli era stato detto: «Piegati su quel tavolo , sollevati la gonna e calati le mutandine» disse l'avvocato mentre da un cassetto estraeva un tawse comprato come souvenir in Scozia «Sei pronta?» « Sì avvocato» «ok, faremo trenta colpi conta e vedi di non sbagliare o ricominceremo daccapo», lo strumento punitivo si abbattè sulle natiche di Jacqueline « Uno, due tre,,,,,», ma al ventunesimo colpo perse il conto distratta dal dolore e quindi si ricominciò daccapo come stabilito, alla seconda conta tutto filò liscio e si arrivò alla conclusione.
Sfinita dal dolore e sopraffatta dall'umiliazione Jackie non trovò di meglio che mettersi in ginocchio e chiedere perdono promettendo di non ripetere mai più un simile errore «Ora vai e torna al tuo lavoro» la segretaria uscì dalla stanza e andò alla sua scrivania ma non poté fare a meno di notare il sorrisino beffardo di Stefania la collega che le sedeva di fronte e un dubbio la assalì: che sia stata lei a spifferare tutto all'avvocato per allontanare i sospetti da sé?
Le lanciò uno sguardo carico d'odio l'altra le si avvicinò:«Vieni a casa mia stasera che ti faccio passare la rabbia, tesoro» «verrò ma per staccarti la testa brutta troia!» «Vedremo, a stasera».
Jacqueline si presentò con un abito da sera con la schiena scoperta e uno spacco inguinale e tacchi «Entra, stai benissimo» la accolse Stefania «Non si può dir altrettanto di te , zoccola, stai pure certa che prima della fine della serata ti avrò cavato gli occhi, Stronza!» replicà Jacqueline, in realtà Stefania era elegantissima in minigonna e top di pelle nera e stivali sopra il ginocchio «Ribadisco vedremo, intanto accomodati» la calma con cui Stefania gestiva la situazione aveva cominciato ad incuriosire Jackie quasi ad attrarla.
«Dunque tu pensi che sia stata io a spifferare all'avvocato l'errore enl fascicolo e a fare il tuo nome come autrice dello stesso?» chiese Stefania « Certamente Stefania tu mi odi perché vorresti farti l'avvocato esattamente come me e, come me, sei disposta a qualsiasi cosa per ottenere il tuo scopo»« hai ragione ma tu lo fai perché pensi di essere innamorata, io solo per i soldi quindi una bella guerra non trovi? Ad ogni buon conto ti sei chiesta chi in realtà ha gestito il fascicolo?» « No, chi?» «Brava, cominci a ragionare con la testa e non con la figa, il fascicolo è stato gestito da Raffaella,per cui fatti delle domande e datti le risposte» rispose Stefania con fare seccato.
Jackie si sentì in colpa: «Credo che, per ora soprassederò al proposito di cavarti gli occhi, posso avere qualcosa di forte da bere?», si buttò sul divano pensando che, forse, aveva commesso un errore dettato da una inutile gelosia nessuna delle due si sarebbe mai fatta il capo che rea sposato e innamoratissimo della moglie, però...
Stefania portò a Jacqueline un bicchiere che lei trangugiò tutto d'un fiato e la testa cominciò a girarle conseguenza dell'alta gradazione alcolica del contenuto.
A questo punto Stefania si sedette accanto a lei, molto vicino a lei: «Hai visto che ti sei calmata ora fidati di me che ti farò stare ancora meglio» una strana sensazione di calore avvolse Jackie sensazione che non era dovuta solo all'alcol ma verosimilmente alla vicinanza di Stefania che le trasmetteva uno strano desiderio, l'altra iniziò ad accarezzarla dolcemente avvicinandosi ancor di più, adesso pochi centimetri separavano le bocche delle due donne, nessuna delle due aveva voglia di parlare ne seguì un bacio appassionato proposto da Stefania ma certo non rifiutato da Jackie .
Stefania cominciò a spogliare la collega e ad accarezzarle e leccarle il seno, Jackie non aveva la forza di reagire per via dell'alcol e del piacere che la lingua dell'altra le forniva, Stefania la fece sdraiare sul divano e le tolse del tutto il vestito nel frattempo anche lei si spogliò e Jackie poté ricambiare il lavoro di lingua sul seno con soddisfazione di Stefania questa, poi, le tolse le mutandine alla collega e scese lungo il corpo fino ad affondare la lingua nella figa di Jackie.
Un piacere inatteso pervase il corpo della donna che emise gemiti sempre più forti specialmente quando Stefania si prese cura anche dell'ano con la lingua, tornarono a baciarsi, poi toccò a Jackie leccare Stefania che si mise alla pecorina Jackie si infilò sotto di lei e la leccò senza risparmiarsi affondò la lingua fino a succhiarle il clitoride facendo impazzire Stefania che non si aspettava una simile abilità con la lingua, Jackie si sollevò e si occupò del buco del culo dell'amica, perché tale ora poteva considerarsi, dando e ricavando estremo piacere, un ribaltamento sul divano e cominciarono una sforbiciata figa contro figa mentre il godimento reciproco aumentava sempre di più.
Il 69 finale fu il compimento del tutto entrambe ebbero un orgasmo e vennero in bocca all'amante,
Spossate si baciarono distese sul divano, parlò Jacqueline per prima:« Stefy mi hai stregata è stato bellissimo credo che non potrò più farne a meno, vuoi essere la mia compagna?» Stefania sorrise:«Come to avevo detto vedremo come finirà la serata, era quello che volevo, farti riconoscere che sei lesbica come me e che quindi nessuna delle due si sarebbe fatta l'avvocato, certo che voglio essere la tua compagna», ancora un bacio concluse la serata, nei giorni successivi Stefania si trasferì a casa di Jacqueline per consolidare la loro relazione, ebbene sì le due acerrime nemiche ora erano amanti.
Questo racconto è inparte autobiografico e in parte frutto di fantasia, un saluto.
Jacqueline.
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