Con la zia non è peccato... (parte 2)
scritto il 2026-10-31 tempo di lettura 9 min
di
Bello di zia
genere
Corna
cura
A−
NOTA: questo racconto lo avevo già pubblicato con un altro titolo, l’ho successivamente rimosso e ora ri-pubblicato riveduto e corretto anche nel titolo (che richiama un vecchio e famoso film con la grande Marina Lotar!), alla luce dei tanti preziosi ricordi e dettagli riemersi grazie alle graditissime email di opinioni e commenti dei lettori di ER.
Come ho già detto, lo zio Arturo oltre ad essere mini dotato era pure mezzo impotente causa problemi di alcolismo e di prostata.
“Cerco un uomo, un uomo vero!” avevo sentito dire una volta dalla moglie a una sua amica in spiaggia…
All’inizio, in presenza dei figli e di mio zio, Graziana si tratteneva molto, ma poi aveva cominciato a esagerare e ad esempio in spiaggia esibiva bikini minuscoli anche davanti ai miei cuginetti…
Mio zio quando tornava il fine settimana timidamente cercava di riprendere la moglie rimediando rispostacce acide o sarcastiche che ingoiava vergognoso perché innamorato perso e consapevole che, essendo mini dotato e quasi impotente, non poteva soddisfare una moglie bona, troia e vogliosa di cazzi come la sua…
L’avevo scoperto per caso una mattina di giugno, risalendo dalla spiaggia dove avevo lasciato i miei cugini al baby park del lido insieme ai loro amichetti per una festicciola di bambini con gli animatori, su richiesta della madre che mi aveva detto di non sentirsi bene…
Normalmente mi fermavo in spiaggia fino all’ora di pranzo ma quella volta avevo scordato il libro di inglese (quell’anno avevo la maturità e a giorni davo gli orali), prima di scendere nuovamente mi ero affacciato al giardino degli zii per avvisarla che i pupi erano Ok e che li avrei ripresi più tardi, lei non c’era così mi ero accostato al finestrone a vasistas del soggiorno da dove mi arrivavano delle voci, pensando che stesse guardando la tele.
Avevo sbirciato dentro dalla tapparella semi-alzata, restando basito.
Aggrappata al bordo del tavolo da pranzo, a braccia tese e piegata a 90 gradi a gambe divaricate, c’era Graziana, ansimante e scarmigliata, completamente nuda!
In piedi dietro di lei c’era Enzo, uno dei gestori del lido, un tamarro sulla trentina volgare e prepotente che si diceva fosse un malavitoso nel giro della camorra… Palestrato e tatuato, vistosa catena d’oro al collo con immancabile medaglietta di san Gennaro, si era tirato giù i boxer alle caviglie e la fotteva alla grande con potenti colpi di cazzo tenendola per i generosi fianchi da madre di famiglia!
Gemiti soffocati, mugolii, ansimare affannoso, il “ciàf ciàf” dei grossi coglioni dell’uomo che sbattevano sul bel culone di mia zia mentre le sue tettone ballonzolavano avanti e indietro a ogni affondo…
Riuscivo a vederla leccarsi le labbra dal gusto che le dava quel grosso cazzo nerboruto che la stava trapanando mentre restando aggrappata al tavolo con una mano con l’altra in mezzo alle cosce si sditalinava freneticamente… si voltava spesso verso il suo stallone e la sentivo a tratti incitarlo con voce arrochita dall’eccitazione: “Fotti Enzù fotti!!!... Oh sssììì che cazzone duro che c’hai madonna quanto mi piaceee!!!”
Il porco a sua volta la insultava a voce bassa, sentivo che le dava della troia e della vacca, ogni tanto rallentava il ritmo e si chinava sulla schiena della sporcacciona, mungendole golosamente le grosse mammelle penzolanti e strizzandole i lunghi capezzoli scuri tra indice e pollice mentre la slinguava avidamente sul collo e dietro le orecchie, sussurrandole oscenità che non riuscivo a sentire.
Lei si voltava, i capelli mesciati disfatti e appiccicati sulla fronte madida di sudore… le loro lingue si cercavano e si incontravano, avvinghiandosi e sgocciolando saliva, poi Lucio instancabile riprendeva a pomparla con vigore!
“Oh!...Oh!…Oh!… Mmh…Mmh…Mmh…” esclamazioni e mugolii di piacere di mia zia accompagnavano ogni affondo di cazzo di Enzo!
“Ahi! Piano amore così mi fai male!! È troppo grosso!!!”
Enzo aveva rallentato il ritmo e con studiata lentezza aveva tirato fuori l’uccello poggiandolo bene in vista sul culone fremente della sua amante.
“Ti piace eh ‘sto bel cazzone int’a fessa?!? Guardalo com’è grosso Grazià, mica o’ cazzillo sicco ‘e chillo cornutone impotente d’o’ marito tuio!!” ghignava il maiale sbattendoglielo a mò di batacchio sulle chiappone tremolanti come budini per i ceffoni che intanto gli mollava sull’una e l’altra.
Era davvero un cazzo enorme, scappucciato con una cappella turgida e pulsante che svettava come scolpita alla sommità di un bastone leggermente ricurvo, duro come un selce, intarsiato di prominenti vene bluastre, alla cui base penzolava osceno il voluminoso scroto incorniciato da una fitta peluria scura.
“Oh sì amore è proprio un cazzo da UAU!!!” si era complimentata mia zia con voce roca per l’eccitazione mentre glielo accarezzava delicatamente in punta di dita. “Mmmmhhh sentilo che bel cazzone duro!!!”
Ascoltavo inebetito quel turpiloquio proprio da lei che sgridava severamente i figli se si azzardavano a dire qualche innocua parolaccia tra amichetti!!!
La vedevo scendere con la mano fino alle palle del suo amante, soppesandole ammirata per poi impugnare il palo di carne accennando a masturbarlo, mentre lui chino su di lei le sussurrava qualcosa che non sentivo intanto che gli mungeva le tettone strizzandogli i lunghi capezzoli…
“No dài è troppo grosso… mi sfondi… mmmhhh che porco che sei… okay ma prometti che lo entri piano…”
“Nun te preoccupà Grazià a pizzo a pizzo! Sì proprio ‘na rottanculo e chillo ‘o marito tuo è nu grandissimo curnuto!!”
Non riuscivo ad allontanarmi dalla finestra e intanto mi segavo godendo come un maiale per la scena a cui assistevo non visto.
“Sì o sento ca tras ’n bbuono! mmmhh che culo sfunnato che tieni Grazià!!!
‘O cazzo mio da ciuccio trase liscio liscio fino ‘a cugliune into ‘sto pertuso da vacca!!!
T’o chiavo ‘nu spettacolo a’ faccia ‘e chillo curnuto senza palle d’o’ marito tuio!!!”
“Sììì che è cornuto sìììì!!! Tu sì che sei un uomo vero!!! Mamma mia come mi fotti bene co’ sto cazzone da paura ma quanto sei tosto Enzo mio!!! Piano fai piano amore che sei tanta roba…”
“Te piace accussì into ‘o culo eh?!? Sì proprio ‘na soccola Grazià e ‘o marito tuo è ‘o Maradona dei cornuti!!!!”
“Sìììì così okay me piace me piace!!! Come sei cazzuto… esageratooo!!! Dài fotti amò fotti che stò a godè!!! Tutto lo voglio nel culo… tuttooo!!!”
Enzo non si faceva certo pregare! Inculava mia zia come un martello pneumatico afferrandola per i capelli con una mano e con l’altra la spronava a suon di schiaffoni sul culone tremolante, a ogni botta la insultava nel suo linguaggio osceno e colorito mentre lei godeva gemendo e sditalinandosi a più non posso.
Io assistevo basito ma anche pazzescamente eccitato a vedere la moglie di mio zio trattata da vera puttana!
Lei si faceva fare tutto da Enzo e lo ringraziava pure per quanto la faceva godere complimentandosi con lui per quanto ero cazzuto, approvava gli insulti al marito e li aizzava pure, mentre il povero zio ignaro stava al lavoro sudando e spezzandosi la schiena per pagare le vacanze alla famiglia...
“Toh !...Toh!!... Tooooh!!!” dopo aver rallentato il ritmo, con un paio di ultimi potenti colpi di reni Enzo stava sborrando come una fontana, dopo aver farcito del sugo dei suoi coglioni il buco del culo di mia zia aveva tirato fuori il suo cazzone scaricando gli ultimi schizzi sulla schiena della zoccola che sudata e scarmigliata finiva di godersi un altro orgasmo leccandosi le labbra con la mano in mezzo alle cosce…
“Tu m'faje impazzì Grazià… sì ‘a namber uàn ‘e troie!!!”
Enzo si stava ricomponendo asciugandosi il cazzo dopo un ultimo schiaffo sul culo di mia zia, che a sua volta stava raccogliendo il bikini e il pareo dal pavimento e intanto si asciugava alla meglio i rivoli di sborra che le colavano sulle cosce e sul culo arrossato.
“Porco mi hai fatto il pieno ma quanta ce n’avevi qua dentro?!?” avevo sentito esclamare la troia con una affettuosa strizzatina ai grossi coglioni del suo amante, che intanto le aveva afferrato un capezzolo ancora erto e turgido per l’eccitazione e glielo titillava fra pollice e indice.
“Mmmmhh siente che ciuccio Grazià, beate ‘e creature c’hai tenuto ‘a ppietto!” “Fammi sbrigare a docciarmi che devo scendere a prendere i pupi al baby park!!” aveva risposto lei allontanandolo con uno schiaffetto sulla mano e fiondandosi nuda al bagno.
“Chisto baby park è stata proprio ‘na bella truvata! Tenimmo ‘na fila fuore ‘e cabbine ‘e mammine soccole quasi come a te che stanno aspettanno cu ‘na smania addosso pe’ fasse futte dai bagnini… ‘sti poveri guagliuni miei so accussì sderenati che prima o poi ci scappa ‘n’affucato ah ah ah!!” ridacchiando della sua macabra battuta, Enzo si era avviato alla porta mentre mia zia da sotto la doccia aveva risposto qualcosa che non avevo sentito, io ero così sconvolto da quello a cui avevo assistito che non mi ero reso conto che il porco stava uscendo e avevo appena fatto in tempo a nascondermi dietro l’auto degli zii parcheggiata sul vialetto!
“Ah, salutame a ‘to marito Grazià! Stasera ‘o cornuto quanno torna te trova co’ culo bello sfunnato!!!” l’avevo sentito esclamare beffardo prima di chiudere il cancello e avviarsi verso la spiaggia.
Ero rimasto nascosto ancora per qualche minuto, incazzato con me stesso perché invece di reagire e intervenire quando li avevo scoperti mi ero messo a spiarli e a segarmi godendo di quello che vedevo, avevo ancora la mano appiccosa della mia sborra e il cazzo non mi si era neppure smosciato, pazzesco!
Sentire il povero zio deriso e preso per il culo da Enzo e dalla moglie mi avrebbe dovuto far star male e indignarmi, invece mi vergognavo di ammettere che mi aveva eccitato e mi aveva convinto che era giusto che mio zio fosse fatto cornuto da quella gran figa e troia della moglie non potendo soddisfarla come lei meritava…
Ma la cosa che mi faceva più incazzare è che a soddisfarla fosse un tamarro sia pur cazzutissimo come Enzo e non io… avrei voluto essere al posto suo!!!
(segue)
Storia vera adattata al racconto. Graditissimi commenti e opinioni su mio zio cornuto e quella troia della moglie, dopo conoscenza e fiducia posso inviare anche foto, scrivetemi a:
doublegi@tutamail.com
Come ho già detto, lo zio Arturo oltre ad essere mini dotato era pure mezzo impotente causa problemi di alcolismo e di prostata.
“Cerco un uomo, un uomo vero!” avevo sentito dire una volta dalla moglie a una sua amica in spiaggia…
All’inizio, in presenza dei figli e di mio zio, Graziana si tratteneva molto, ma poi aveva cominciato a esagerare e ad esempio in spiaggia esibiva bikini minuscoli anche davanti ai miei cuginetti…
Mio zio quando tornava il fine settimana timidamente cercava di riprendere la moglie rimediando rispostacce acide o sarcastiche che ingoiava vergognoso perché innamorato perso e consapevole che, essendo mini dotato e quasi impotente, non poteva soddisfare una moglie bona, troia e vogliosa di cazzi come la sua…
L’avevo scoperto per caso una mattina di giugno, risalendo dalla spiaggia dove avevo lasciato i miei cugini al baby park del lido insieme ai loro amichetti per una festicciola di bambini con gli animatori, su richiesta della madre che mi aveva detto di non sentirsi bene…
Normalmente mi fermavo in spiaggia fino all’ora di pranzo ma quella volta avevo scordato il libro di inglese (quell’anno avevo la maturità e a giorni davo gli orali), prima di scendere nuovamente mi ero affacciato al giardino degli zii per avvisarla che i pupi erano Ok e che li avrei ripresi più tardi, lei non c’era così mi ero accostato al finestrone a vasistas del soggiorno da dove mi arrivavano delle voci, pensando che stesse guardando la tele.
Avevo sbirciato dentro dalla tapparella semi-alzata, restando basito.
Aggrappata al bordo del tavolo da pranzo, a braccia tese e piegata a 90 gradi a gambe divaricate, c’era Graziana, ansimante e scarmigliata, completamente nuda!
In piedi dietro di lei c’era Enzo, uno dei gestori del lido, un tamarro sulla trentina volgare e prepotente che si diceva fosse un malavitoso nel giro della camorra… Palestrato e tatuato, vistosa catena d’oro al collo con immancabile medaglietta di san Gennaro, si era tirato giù i boxer alle caviglie e la fotteva alla grande con potenti colpi di cazzo tenendola per i generosi fianchi da madre di famiglia!
Gemiti soffocati, mugolii, ansimare affannoso, il “ciàf ciàf” dei grossi coglioni dell’uomo che sbattevano sul bel culone di mia zia mentre le sue tettone ballonzolavano avanti e indietro a ogni affondo…
Riuscivo a vederla leccarsi le labbra dal gusto che le dava quel grosso cazzo nerboruto che la stava trapanando mentre restando aggrappata al tavolo con una mano con l’altra in mezzo alle cosce si sditalinava freneticamente… si voltava spesso verso il suo stallone e la sentivo a tratti incitarlo con voce arrochita dall’eccitazione: “Fotti Enzù fotti!!!... Oh sssììì che cazzone duro che c’hai madonna quanto mi piaceee!!!”
Il porco a sua volta la insultava a voce bassa, sentivo che le dava della troia e della vacca, ogni tanto rallentava il ritmo e si chinava sulla schiena della sporcacciona, mungendole golosamente le grosse mammelle penzolanti e strizzandole i lunghi capezzoli scuri tra indice e pollice mentre la slinguava avidamente sul collo e dietro le orecchie, sussurrandole oscenità che non riuscivo a sentire.
Lei si voltava, i capelli mesciati disfatti e appiccicati sulla fronte madida di sudore… le loro lingue si cercavano e si incontravano, avvinghiandosi e sgocciolando saliva, poi Lucio instancabile riprendeva a pomparla con vigore!
“Oh!...Oh!…Oh!… Mmh…Mmh…Mmh…” esclamazioni e mugolii di piacere di mia zia accompagnavano ogni affondo di cazzo di Enzo!
“Ahi! Piano amore così mi fai male!! È troppo grosso!!!”
Enzo aveva rallentato il ritmo e con studiata lentezza aveva tirato fuori l’uccello poggiandolo bene in vista sul culone fremente della sua amante.
“Ti piace eh ‘sto bel cazzone int’a fessa?!? Guardalo com’è grosso Grazià, mica o’ cazzillo sicco ‘e chillo cornutone impotente d’o’ marito tuio!!” ghignava il maiale sbattendoglielo a mò di batacchio sulle chiappone tremolanti come budini per i ceffoni che intanto gli mollava sull’una e l’altra.
Era davvero un cazzo enorme, scappucciato con una cappella turgida e pulsante che svettava come scolpita alla sommità di un bastone leggermente ricurvo, duro come un selce, intarsiato di prominenti vene bluastre, alla cui base penzolava osceno il voluminoso scroto incorniciato da una fitta peluria scura.
“Oh sì amore è proprio un cazzo da UAU!!!” si era complimentata mia zia con voce roca per l’eccitazione mentre glielo accarezzava delicatamente in punta di dita. “Mmmmhhh sentilo che bel cazzone duro!!!”
Ascoltavo inebetito quel turpiloquio proprio da lei che sgridava severamente i figli se si azzardavano a dire qualche innocua parolaccia tra amichetti!!!
La vedevo scendere con la mano fino alle palle del suo amante, soppesandole ammirata per poi impugnare il palo di carne accennando a masturbarlo, mentre lui chino su di lei le sussurrava qualcosa che non sentivo intanto che gli mungeva le tettone strizzandogli i lunghi capezzoli…
“No dài è troppo grosso… mi sfondi… mmmhhh che porco che sei… okay ma prometti che lo entri piano…”
“Nun te preoccupà Grazià a pizzo a pizzo! Sì proprio ‘na rottanculo e chillo ‘o marito tuo è nu grandissimo curnuto!!”
Non riuscivo ad allontanarmi dalla finestra e intanto mi segavo godendo come un maiale per la scena a cui assistevo non visto.
“Sì o sento ca tras ’n bbuono! mmmhh che culo sfunnato che tieni Grazià!!!
‘O cazzo mio da ciuccio trase liscio liscio fino ‘a cugliune into ‘sto pertuso da vacca!!!
T’o chiavo ‘nu spettacolo a’ faccia ‘e chillo curnuto senza palle d’o’ marito tuio!!!”
“Sììì che è cornuto sìììì!!! Tu sì che sei un uomo vero!!! Mamma mia come mi fotti bene co’ sto cazzone da paura ma quanto sei tosto Enzo mio!!! Piano fai piano amore che sei tanta roba…”
“Te piace accussì into ‘o culo eh?!? Sì proprio ‘na soccola Grazià e ‘o marito tuo è ‘o Maradona dei cornuti!!!!”
“Sìììì così okay me piace me piace!!! Come sei cazzuto… esageratooo!!! Dài fotti amò fotti che stò a godè!!! Tutto lo voglio nel culo… tuttooo!!!”
Enzo non si faceva certo pregare! Inculava mia zia come un martello pneumatico afferrandola per i capelli con una mano e con l’altra la spronava a suon di schiaffoni sul culone tremolante, a ogni botta la insultava nel suo linguaggio osceno e colorito mentre lei godeva gemendo e sditalinandosi a più non posso.
Io assistevo basito ma anche pazzescamente eccitato a vedere la moglie di mio zio trattata da vera puttana!
Lei si faceva fare tutto da Enzo e lo ringraziava pure per quanto la faceva godere complimentandosi con lui per quanto ero cazzuto, approvava gli insulti al marito e li aizzava pure, mentre il povero zio ignaro stava al lavoro sudando e spezzandosi la schiena per pagare le vacanze alla famiglia...
“Toh !...Toh!!... Tooooh!!!” dopo aver rallentato il ritmo, con un paio di ultimi potenti colpi di reni Enzo stava sborrando come una fontana, dopo aver farcito del sugo dei suoi coglioni il buco del culo di mia zia aveva tirato fuori il suo cazzone scaricando gli ultimi schizzi sulla schiena della zoccola che sudata e scarmigliata finiva di godersi un altro orgasmo leccandosi le labbra con la mano in mezzo alle cosce…
“Tu m'faje impazzì Grazià… sì ‘a namber uàn ‘e troie!!!”
Enzo si stava ricomponendo asciugandosi il cazzo dopo un ultimo schiaffo sul culo di mia zia, che a sua volta stava raccogliendo il bikini e il pareo dal pavimento e intanto si asciugava alla meglio i rivoli di sborra che le colavano sulle cosce e sul culo arrossato.
“Porco mi hai fatto il pieno ma quanta ce n’avevi qua dentro?!?” avevo sentito esclamare la troia con una affettuosa strizzatina ai grossi coglioni del suo amante, che intanto le aveva afferrato un capezzolo ancora erto e turgido per l’eccitazione e glielo titillava fra pollice e indice.
“Mmmmhh siente che ciuccio Grazià, beate ‘e creature c’hai tenuto ‘a ppietto!” “Fammi sbrigare a docciarmi che devo scendere a prendere i pupi al baby park!!” aveva risposto lei allontanandolo con uno schiaffetto sulla mano e fiondandosi nuda al bagno.
“Chisto baby park è stata proprio ‘na bella truvata! Tenimmo ‘na fila fuore ‘e cabbine ‘e mammine soccole quasi come a te che stanno aspettanno cu ‘na smania addosso pe’ fasse futte dai bagnini… ‘sti poveri guagliuni miei so accussì sderenati che prima o poi ci scappa ‘n’affucato ah ah ah!!” ridacchiando della sua macabra battuta, Enzo si era avviato alla porta mentre mia zia da sotto la doccia aveva risposto qualcosa che non avevo sentito, io ero così sconvolto da quello a cui avevo assistito che non mi ero reso conto che il porco stava uscendo e avevo appena fatto in tempo a nascondermi dietro l’auto degli zii parcheggiata sul vialetto!
“Ah, salutame a ‘to marito Grazià! Stasera ‘o cornuto quanno torna te trova co’ culo bello sfunnato!!!” l’avevo sentito esclamare beffardo prima di chiudere il cancello e avviarsi verso la spiaggia.
Ero rimasto nascosto ancora per qualche minuto, incazzato con me stesso perché invece di reagire e intervenire quando li avevo scoperti mi ero messo a spiarli e a segarmi godendo di quello che vedevo, avevo ancora la mano appiccosa della mia sborra e il cazzo non mi si era neppure smosciato, pazzesco!
Sentire il povero zio deriso e preso per il culo da Enzo e dalla moglie mi avrebbe dovuto far star male e indignarmi, invece mi vergognavo di ammettere che mi aveva eccitato e mi aveva convinto che era giusto che mio zio fosse fatto cornuto da quella gran figa e troia della moglie non potendo soddisfarla come lei meritava…
Ma la cosa che mi faceva più incazzare è che a soddisfarla fosse un tamarro sia pur cazzutissimo come Enzo e non io… avrei voluto essere al posto suo!!!
(segue)
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