Il confessionale
scritto il 2026-10-24 tempo di lettura 12 min
di
grillino
genere
gay
cura
A+
Don Paolo, a 26 anni, appena uscito dal seminario era stato assegnato alla parrocchia a Petrapertosa, un piccolo paesino di poche migliaia di anime della Basilicata.
Il paesino era molto carino, il tipico paese del sud Italia, spopolatosi lentamente negli anni ma con una rinnovata vitalità turistica.
Il giovane pretino arrivò nel pieno dell'estate, con un turbinio di gente e turisti incredibile.
La chiesa era quasi sempre piena alla messa della domenica, e il sabato nel pomeriggio Dona Paolo si ritagliava uno spazio per le confessioni.
Poca gente, in realtà, si confessava...e don Paolo aveva dei momenti di riflessione. E eccitazione. La vita del seminario era stata costellata da inevitabili piccole "avventure" omosessuali, con altri seminaristi. Pompini rubati nelle pause di riposo nelle piccole celle, qualche scopata nel sottotetto la notte...molte masturbazioni nella solitudine della branda o della doccia.
Le settimane a Pietrapertosa scorrevano tranquille, l'afa era insostenibile nonostante l'aria di montagna...i corpi mezzi nudi di giovani turisti italiani e stranieri, sia uomini che donne, tormentavano l'animo e l'ormone del giovane prete (giacchè Dona Paolo aveva un passato etero...attualmente mischiato alla passione per i maschi).
Un pomeriggio, in attesa nel confessionale, Don Paolo ebbe un momento di acerrima eccitazione sessuale, sentiva il membro indurirsi senza controllo sotto la tonaca...i boxer bianchi virginali non riuscivano a contenere l'erezione del suo pisello, invero bello grosso.
Dan Paolo era in serio imbarazzo, non poteva salire in canonica a masturbarsi...nel silenzio della chiesa, accertato che fosse solo, infilò la mano sotto la tonaca, entrò nelle mutande e comincio a segarsi lentamente, sentiva il pisello crescergli in mano, l'eccitazione stava salendo come il calore nei coglioni...la mano sotto la calda tonaca aumentò il ritmo, le dita strinsero sempre di più il duro membro...la sega acquistò ritmo e godimento, Don Paolo allargò le cosce dentro la tonaca, favorendo la pippa!
Sentiva crescere il desiderio di eiaculare...l'ambientazione della sega era paradossale, nel confessionale, in chiesa, vestito da prete...era tutto così blasfemo ma tremendamente eccitante, e Don Paolo non riusciva a fermare la mano!
All'improvviso, sentì una presenza al di là della piccola grata, un fruscio di vestiti...smise subito di masturbarsi, lasciando la mano dentro le mutande avvinghiata al pisello...oltre la grata c'era un signore, italiano, sui 40 anni, distinto e un bell'uomo.
Don Paolo era terrorizzato...non sapeva cosa avesse visto il signore, da quanto tempo era lì...rimase immobile, e salutò il devoto fedele, il quale disse
- padre, buongiorno...posso disturbarla?
Don Paolo assentì, col cuore in gola, e dopo i preamboli confessionali lui disse:
- vorrei confessarmi, sono qui in vacanza e sono un devoto alla Madonna...ma confesso di avere peccato...sono sposato con famiglia, mia moglie è in giro per il paese...ma prima delle vacanza l'ho tradita...con un mio collega di lavoro, un uomo...è imbarazzante, lo so...lei è giovane...magari queste cose non può capirle…ma l'occasione è stata forte...
Alle sollecitazioni di Don Paolo, sempre più eccitato, l'uomo racconto con dovizia di dettagli la scopata tra i due mariti...l'uomo aveva una voce calda e roca, eccitante, e parlava come se volesse provocare la reazione del prete...come se sapesse cosa stava facendo nel confessionale.
Don Paolo era stressato, eccitato...al racconto delle inculate tra i due uomini, la sua mano riprese lentamente la masturbazione, sperando che il fedele non notasse nulla...il suo cazzo stava per esplodere...non stava più nelle mutande...l'uomo raccontava senza sosta le varie volte del tradimento, le inculate pazzesche in ufficio, a pecora sulla scrivania, le sburrate in faccia tra maschi...come se volesse suscitare una reazione nel suo confessore!
Il sacerdote stava impazzendo...allargò di nuovo le cosce, per lasciare spazio ai coglioni doloranti, la sua mano ormai si muoveva sotto la tonaca senza ritegno, dalla grata il viso dell'uomo era misterioso, bello, lo sguardo torvo e eccitato anch'egli...come se sapesse!
Poi l'uomo si interruppe, Don Paolo non lo vide più dalla grata, rimase in silenzio...poi la tendina del confessionale si aprì lentamente, l'uomo era di fronte a lui, imperioso, elegante in un completo di lino bianco, bello...si guardarono in modo eccitato, sincero...Don Paolo lasciò la mano sotto la tonaca, era ormai evidente cosa stesse facendo...L'uomo devoto alla Madonna entrò nel confessionale e si chiuse la tendina alle spalle, si inginocchiò tra le cosce di Don Paolo, senza parlare, in religioso silenzio alzò la tonaca scoprendo il pisello fuori dalle mutande e stretto dalla mano del prete.
Don Paolo era impietrito dalle gesta del fedele, così risoluto, sfrontato ma garbato. Lo lasciò fare...eccitato, voglioso!
L'uomo mise la sua mano su quella di Don Paolo sul cazzo, e lo masturbò dolcemente, piano piano, fino a scappellare l'uccello, poi sorridendo al prete si prese tutto il membro in bocca! Don Paolo sospirò guardandolo attonito, sentiva il pisello ingoiato nella calda bocca dell'uomo, la sua lingua che iniziò subito a lapparlo, le labbra morbide lo succhiarono con sapienza e devozione...in ginocchio tra le sue cosce, il fedele stava adorando il suo cazzo! Nel confessionale, in chiesa, il prete stava subendo un pompino da un maschio...
L'uomo aumentò il ritmo della pompa, lo masturbò con decisione maggiore, tra le sue labbra...affogava il cazzo in gola, lo baciava sulla cappella con ardore mai provato, lo leccava lungo tutta l'asta, gli baciava i coglioni alzandoli con la mano libera...Don Paolo era al settimo cielo, neanche in seminario aveva trovato dei froci così bravi!
Allargò ancora le cosce, sollevando la tonaca, per favorire il servizietto dell'uomo, che lo guardava soddisfatto del suo godimento e ridendo malignamente sussurrava
- vedo che le piace il mio pompino, Don Paolo, sta godendo vero?...lei ha un cazzo eccezionale...duro...grosso...non è peccato dare piacere a un religioso, giusto padre?!
E continuò sadicamente a spompinare il sacerdote, senza sosta...Don Paolo era al limite, mise le mani sulla testa dell'uomo, spingendola sul cazzo, penetrandolo in gola...ogni tanto guardando fuori dal confessionale per vedere se ci fossero altri fedeli, ma la chiesa era vuota!
Al limite del piacere, Don Paolo si chinò vicino all'uomo e bisbigliò...
- Gesù mio...sto godendo...dio mi perdoni...vengo, fratello, vengo...sborrooooo!
Il fedele lo guardò negli occhi col cazzo tra le labbra e sorrise, aumentando il ritmo del pompino e della sega, quando Don Paolo si lasciò andare a un mugugno soffocato, e dal suo cazzo esplosero potenti schizzi di sborra dentro la bocca del fedele...caldi...abbondanti...il sacerdote si dimenava sulla panca, sborrando copiosamente...le palle si svuotavano...il cazzo eruttava prepotente, all’ultimo l'uomo sfilò il pisello dalla bocca e si lasciò schizzare l'ultima sborrata in faccia, sorridendo orgoglioso!
Don Paolo era frastornato, l'orgasmo era stato violento, eccezionale, l'uomo lo masturbava lentamente, lasciando uscire ogni piccola goccia disperma che andava a leccare con la punta della lingua, voglioso e peccaminoso.
Soddisfatto il sacerdote, l'uomo si alzò davanti a lui...un sorriso satanico gli disegnava il bel volto da maschio maturo ed esperto...con movenza decise ma lente, si slacciò i pantaloni di lino bianco e... estrasse un bel pisello, grosso, pesante...lo prese in mano quasi soppesandolo e lo diresse verso la bocca del prete...Don Paolo rimase un pò sorpreso, guardò l'uomo negli occhi e sorrise quasi vergognoso...l'uomo gli prese la nuca e lo spinse verso il pisello...il prete socchiuse la bocca, lasciandosi infilare dentro quel grosso pezzo di carne...gustandone il sapore aspro e il calore.
Era dal seminario che non faceva un pompino, e il piacevole ricordo dei cazzi dei suoi confratelli succhiati nel sottotetto e nei bagni di notte, gli risveglio prepotentemente la voglia!
Don Paolo spalancò la bocca e ingoiò lentamente tutto quel meraviglioso cazzo, la mano lo impugnò e prese a masturbarlo tra le labbra, lentamente ma con decisione...il pisello si indurì immediatamente, lo scappellò in bocca, assaporandone i fluidi già prodotti...il turista emise un gemito di soddisfazione e sussurrò nel silenzio del confessionale:
- mmmmmm bravo prete, succhiami bene il cazzo...che ora arriva anche la penitenza per i tuoi peccati carnali...dai, troia, succhiami il cazzo fino in fondo...sei bravissimo don Paolo -
L'uomo esternò una tale animosità e volgarità a differenza dell'eleganza dimostrata dall'inizio della confessione e con la quale era vestito, che Don Paolo rimase frastornato, ma anche eccitato...prese a succhiare quell'enorme cazzo con viva passione, scorrendo lungo la mazza con le labbra, lappando la cappella e baciando i grossi coglioni pelosi, sodi e pieni di nettare!
Il turista le prese per la testa e lo guidava nella pompa, lasciandolo ogni tanto libero di esprimersi nella sua lascivia...Don Paolo sentiva quel pisello diventare sempre più enorme nella sua bocca, fremere di eccitazione...aveva nelle narici il suo odore aspro ma anche dell'incenso nella chiesa, la casa del Signore...e succhiava il cazzo con ardore crescente!
Alzò gli occhi e incrociò lo sguardo del turista, severo ma eccitato, i pantaloni di lino abbassati con le mutande nere sino alle caviglie, imperioso e minaccioso dentro lo stretto confessionale...le sue mani gli carezzavano i capelli, dolce ma esigente che la sua bocca inghiottisse tutta l'asta di carne calda. Don Paolo lo masturbava alacremente, ciucciandolo con devozione...
Poi il signore lo alzò quasi di peso, Don Paolo era mingherlino...lo girò di spalle e gli alzò la tonaca sulla schiena, scoprendo il suo culetto sodo...alzandogli una gamba sulla panca, Don Paolo deglutì saliva amaramente...imbarazzato...sapeva di andare incontro al martirio e accettò la volontà del Signore, nell'alto dei cieli!
Il turista si sputò sulla punta della mano e asperse di saliva il buchetto del culo del prete, infilando dentro due dita per saggiarne l'accessibilità...Don Paolo lo guardò spaventato ma ansioso. Il signore poggiò la grossa cappella sulla rosellina e tenendo fermo il pretino per i fianchi spinse dentro il sua rigoglioso cazzone, spanando l'ano del sacerdote.
Don Paolo quasi imprecò, in silenzio, sentendo la lacerazione del buco del culo...il cazzo entrò lento ma deciso, il turista era molto esperto...spinse, spinse ancora fino a penetrare Don Paolo in tutto il culo, fino ai coglioni. Entrambi tirarono un respiro di sollievo, di godimento...il turista iniziò a inculare il sacerdote, con colpi secchi e a fondo, nel più assoluto silenzio...solo i loro respiri profondi potevano tradire la presenza nel confessionale.
L'ambiente stretto non offriva molto spazio, il turista si muoveva con spinte compresse inculando il prete, ma il suo cazzo entrava tutto e bene, aumentando lentamente il ritmo della chiavata.
Poi entrambi sentirono la porta della chiesa aprirsi, qualcuno entrare...dalla tendina videro una coppia di anziani, allora il turista smise di inculare il prete, se non con movimenti minimi, trattennero quasi il fiato...poi i vecchi uscirono dopo un rapido giro della chiesa...e il signore ricominciò a inculare Don Paolo, sfogando con virulenza gli attimi perduti.
Il buco del culo del prete era ormai dilaniato, il grosso e duro pisello del misterioso signore affogava benissimo dentro il retto...Don Paolo era al settimo cielo...!!
Entrambi godevano di quella scopata proibita...il signore massaggiava dolce le natiche del prelato, la schiena, mentre lo inculava con gusto...poi si chinò prendendogli il cazzo e masturbandolo. Don Paolo trasalì di piacere...appoggiò la testa sul divisorio del confessionale ansimando...la mano calda e forte del turista lo segava in modo meraviglioso, andando a ritmo perfetto col cazzo nel culo...!
Bastarono pochi minuti, e Don Paolo co un gemito soffocato esplose in una sborrata eccezionale...una raffica di schizzi di sperma allagò la panca del confessionale, bagnò la mano del turista che lo masturbava sino all'ultima goccia spruzzata!
Il cazzo nel suo culo iniziò a martellarlo con violenza, a fondo...il signore si chinò sulla sua nuca, mormorando eccitato:
- ooohhh cazzo prete, sto venendo...ti sborro in culo, godoooo...Don paolo, ti sborro in culo...prendi il mio seme e benedicilo, in nome del padre del figlio e dello spirito santo...-
Appena finita la blasfema benedizione, una vampata di calore nel culo avvisò il sacerdote che il signore gli stava pisciando in culo una ondata di sborra incredibile...il cazzo lo martellava incessante, sino all'esaurimento della possente eiaculazione.
Poi il signore rallentò, con calma, assaporando lo svuotamento dei coglioni...sfilò il cazzo dall'ano del prete, lasciandogli l'orribile sensazione di vuoto...Don Paolo si giro e si inginocchiò devotamente davanti all'altare della perversione, della lussuria...prese quel cazzo lurido di sperma e umori anali in bocca e lo succhiò avidamente, pulendolo alla perfezione, come solo un sacerdote può fare!
Il turista lo guardava orgoglioso, soddisfatto...poi tolse il prete dal suo pisello, se lo rimise nelle mutande e nei pantaloni di lino e uscì dal confessionale, lasciando Don Paolo mezzo nudo in ginocchio, sporco di sperma e sudore, e andò verso la porta della chiesa facendosi il segno della croce, sorridendo.
Amen
Chi volesse scambiare opinioni e chiacchiere mi scriva: bic0101@libero.it
Il paesino era molto carino, il tipico paese del sud Italia, spopolatosi lentamente negli anni ma con una rinnovata vitalità turistica.
Il giovane pretino arrivò nel pieno dell'estate, con un turbinio di gente e turisti incredibile.
La chiesa era quasi sempre piena alla messa della domenica, e il sabato nel pomeriggio Dona Paolo si ritagliava uno spazio per le confessioni.
Poca gente, in realtà, si confessava...e don Paolo aveva dei momenti di riflessione. E eccitazione. La vita del seminario era stata costellata da inevitabili piccole "avventure" omosessuali, con altri seminaristi. Pompini rubati nelle pause di riposo nelle piccole celle, qualche scopata nel sottotetto la notte...molte masturbazioni nella solitudine della branda o della doccia.
Le settimane a Pietrapertosa scorrevano tranquille, l'afa era insostenibile nonostante l'aria di montagna...i corpi mezzi nudi di giovani turisti italiani e stranieri, sia uomini che donne, tormentavano l'animo e l'ormone del giovane prete (giacchè Dona Paolo aveva un passato etero...attualmente mischiato alla passione per i maschi).
Un pomeriggio, in attesa nel confessionale, Don Paolo ebbe un momento di acerrima eccitazione sessuale, sentiva il membro indurirsi senza controllo sotto la tonaca...i boxer bianchi virginali non riuscivano a contenere l'erezione del suo pisello, invero bello grosso.
Dan Paolo era in serio imbarazzo, non poteva salire in canonica a masturbarsi...nel silenzio della chiesa, accertato che fosse solo, infilò la mano sotto la tonaca, entrò nelle mutande e comincio a segarsi lentamente, sentiva il pisello crescergli in mano, l'eccitazione stava salendo come il calore nei coglioni...la mano sotto la calda tonaca aumentò il ritmo, le dita strinsero sempre di più il duro membro...la sega acquistò ritmo e godimento, Don Paolo allargò le cosce dentro la tonaca, favorendo la pippa!
Sentiva crescere il desiderio di eiaculare...l'ambientazione della sega era paradossale, nel confessionale, in chiesa, vestito da prete...era tutto così blasfemo ma tremendamente eccitante, e Don Paolo non riusciva a fermare la mano!
All'improvviso, sentì una presenza al di là della piccola grata, un fruscio di vestiti...smise subito di masturbarsi, lasciando la mano dentro le mutande avvinghiata al pisello...oltre la grata c'era un signore, italiano, sui 40 anni, distinto e un bell'uomo.
Don Paolo era terrorizzato...non sapeva cosa avesse visto il signore, da quanto tempo era lì...rimase immobile, e salutò il devoto fedele, il quale disse
- padre, buongiorno...posso disturbarla?
Don Paolo assentì, col cuore in gola, e dopo i preamboli confessionali lui disse:
- vorrei confessarmi, sono qui in vacanza e sono un devoto alla Madonna...ma confesso di avere peccato...sono sposato con famiglia, mia moglie è in giro per il paese...ma prima delle vacanza l'ho tradita...con un mio collega di lavoro, un uomo...è imbarazzante, lo so...lei è giovane...magari queste cose non può capirle…ma l'occasione è stata forte...
Alle sollecitazioni di Don Paolo, sempre più eccitato, l'uomo racconto con dovizia di dettagli la scopata tra i due mariti...l'uomo aveva una voce calda e roca, eccitante, e parlava come se volesse provocare la reazione del prete...come se sapesse cosa stava facendo nel confessionale.
Don Paolo era stressato, eccitato...al racconto delle inculate tra i due uomini, la sua mano riprese lentamente la masturbazione, sperando che il fedele non notasse nulla...il suo cazzo stava per esplodere...non stava più nelle mutande...l'uomo raccontava senza sosta le varie volte del tradimento, le inculate pazzesche in ufficio, a pecora sulla scrivania, le sburrate in faccia tra maschi...come se volesse suscitare una reazione nel suo confessore!
Il sacerdote stava impazzendo...allargò di nuovo le cosce, per lasciare spazio ai coglioni doloranti, la sua mano ormai si muoveva sotto la tonaca senza ritegno, dalla grata il viso dell'uomo era misterioso, bello, lo sguardo torvo e eccitato anch'egli...come se sapesse!
Poi l'uomo si interruppe, Don Paolo non lo vide più dalla grata, rimase in silenzio...poi la tendina del confessionale si aprì lentamente, l'uomo era di fronte a lui, imperioso, elegante in un completo di lino bianco, bello...si guardarono in modo eccitato, sincero...Don Paolo lasciò la mano sotto la tonaca, era ormai evidente cosa stesse facendo...L'uomo devoto alla Madonna entrò nel confessionale e si chiuse la tendina alle spalle, si inginocchiò tra le cosce di Don Paolo, senza parlare, in religioso silenzio alzò la tonaca scoprendo il pisello fuori dalle mutande e stretto dalla mano del prete.
Don Paolo era impietrito dalle gesta del fedele, così risoluto, sfrontato ma garbato. Lo lasciò fare...eccitato, voglioso!
L'uomo mise la sua mano su quella di Don Paolo sul cazzo, e lo masturbò dolcemente, piano piano, fino a scappellare l'uccello, poi sorridendo al prete si prese tutto il membro in bocca! Don Paolo sospirò guardandolo attonito, sentiva il pisello ingoiato nella calda bocca dell'uomo, la sua lingua che iniziò subito a lapparlo, le labbra morbide lo succhiarono con sapienza e devozione...in ginocchio tra le sue cosce, il fedele stava adorando il suo cazzo! Nel confessionale, in chiesa, il prete stava subendo un pompino da un maschio...
L'uomo aumentò il ritmo della pompa, lo masturbò con decisione maggiore, tra le sue labbra...affogava il cazzo in gola, lo baciava sulla cappella con ardore mai provato, lo leccava lungo tutta l'asta, gli baciava i coglioni alzandoli con la mano libera...Don Paolo era al settimo cielo, neanche in seminario aveva trovato dei froci così bravi!
Allargò ancora le cosce, sollevando la tonaca, per favorire il servizietto dell'uomo, che lo guardava soddisfatto del suo godimento e ridendo malignamente sussurrava
- vedo che le piace il mio pompino, Don Paolo, sta godendo vero?...lei ha un cazzo eccezionale...duro...grosso...non è peccato dare piacere a un religioso, giusto padre?!
E continuò sadicamente a spompinare il sacerdote, senza sosta...Don Paolo era al limite, mise le mani sulla testa dell'uomo, spingendola sul cazzo, penetrandolo in gola...ogni tanto guardando fuori dal confessionale per vedere se ci fossero altri fedeli, ma la chiesa era vuota!
Al limite del piacere, Don Paolo si chinò vicino all'uomo e bisbigliò...
- Gesù mio...sto godendo...dio mi perdoni...vengo, fratello, vengo...sborrooooo!
Il fedele lo guardò negli occhi col cazzo tra le labbra e sorrise, aumentando il ritmo del pompino e della sega, quando Don Paolo si lasciò andare a un mugugno soffocato, e dal suo cazzo esplosero potenti schizzi di sborra dentro la bocca del fedele...caldi...abbondanti...il sacerdote si dimenava sulla panca, sborrando copiosamente...le palle si svuotavano...il cazzo eruttava prepotente, all’ultimo l'uomo sfilò il pisello dalla bocca e si lasciò schizzare l'ultima sborrata in faccia, sorridendo orgoglioso!
Don Paolo era frastornato, l'orgasmo era stato violento, eccezionale, l'uomo lo masturbava lentamente, lasciando uscire ogni piccola goccia disperma che andava a leccare con la punta della lingua, voglioso e peccaminoso.
Soddisfatto il sacerdote, l'uomo si alzò davanti a lui...un sorriso satanico gli disegnava il bel volto da maschio maturo ed esperto...con movenza decise ma lente, si slacciò i pantaloni di lino bianco e... estrasse un bel pisello, grosso, pesante...lo prese in mano quasi soppesandolo e lo diresse verso la bocca del prete...Don Paolo rimase un pò sorpreso, guardò l'uomo negli occhi e sorrise quasi vergognoso...l'uomo gli prese la nuca e lo spinse verso il pisello...il prete socchiuse la bocca, lasciandosi infilare dentro quel grosso pezzo di carne...gustandone il sapore aspro e il calore.
Era dal seminario che non faceva un pompino, e il piacevole ricordo dei cazzi dei suoi confratelli succhiati nel sottotetto e nei bagni di notte, gli risveglio prepotentemente la voglia!
Don Paolo spalancò la bocca e ingoiò lentamente tutto quel meraviglioso cazzo, la mano lo impugnò e prese a masturbarlo tra le labbra, lentamente ma con decisione...il pisello si indurì immediatamente, lo scappellò in bocca, assaporandone i fluidi già prodotti...il turista emise un gemito di soddisfazione e sussurrò nel silenzio del confessionale:
- mmmmmm bravo prete, succhiami bene il cazzo...che ora arriva anche la penitenza per i tuoi peccati carnali...dai, troia, succhiami il cazzo fino in fondo...sei bravissimo don Paolo -
L'uomo esternò una tale animosità e volgarità a differenza dell'eleganza dimostrata dall'inizio della confessione e con la quale era vestito, che Don Paolo rimase frastornato, ma anche eccitato...prese a succhiare quell'enorme cazzo con viva passione, scorrendo lungo la mazza con le labbra, lappando la cappella e baciando i grossi coglioni pelosi, sodi e pieni di nettare!
Il turista le prese per la testa e lo guidava nella pompa, lasciandolo ogni tanto libero di esprimersi nella sua lascivia...Don Paolo sentiva quel pisello diventare sempre più enorme nella sua bocca, fremere di eccitazione...aveva nelle narici il suo odore aspro ma anche dell'incenso nella chiesa, la casa del Signore...e succhiava il cazzo con ardore crescente!
Alzò gli occhi e incrociò lo sguardo del turista, severo ma eccitato, i pantaloni di lino abbassati con le mutande nere sino alle caviglie, imperioso e minaccioso dentro lo stretto confessionale...le sue mani gli carezzavano i capelli, dolce ma esigente che la sua bocca inghiottisse tutta l'asta di carne calda. Don Paolo lo masturbava alacremente, ciucciandolo con devozione...
Poi il signore lo alzò quasi di peso, Don Paolo era mingherlino...lo girò di spalle e gli alzò la tonaca sulla schiena, scoprendo il suo culetto sodo...alzandogli una gamba sulla panca, Don Paolo deglutì saliva amaramente...imbarazzato...sapeva di andare incontro al martirio e accettò la volontà del Signore, nell'alto dei cieli!
Il turista si sputò sulla punta della mano e asperse di saliva il buchetto del culo del prete, infilando dentro due dita per saggiarne l'accessibilità...Don Paolo lo guardò spaventato ma ansioso. Il signore poggiò la grossa cappella sulla rosellina e tenendo fermo il pretino per i fianchi spinse dentro il sua rigoglioso cazzone, spanando l'ano del sacerdote.
Don Paolo quasi imprecò, in silenzio, sentendo la lacerazione del buco del culo...il cazzo entrò lento ma deciso, il turista era molto esperto...spinse, spinse ancora fino a penetrare Don Paolo in tutto il culo, fino ai coglioni. Entrambi tirarono un respiro di sollievo, di godimento...il turista iniziò a inculare il sacerdote, con colpi secchi e a fondo, nel più assoluto silenzio...solo i loro respiri profondi potevano tradire la presenza nel confessionale.
L'ambiente stretto non offriva molto spazio, il turista si muoveva con spinte compresse inculando il prete, ma il suo cazzo entrava tutto e bene, aumentando lentamente il ritmo della chiavata.
Poi entrambi sentirono la porta della chiesa aprirsi, qualcuno entrare...dalla tendina videro una coppia di anziani, allora il turista smise di inculare il prete, se non con movimenti minimi, trattennero quasi il fiato...poi i vecchi uscirono dopo un rapido giro della chiesa...e il signore ricominciò a inculare Don Paolo, sfogando con virulenza gli attimi perduti.
Il buco del culo del prete era ormai dilaniato, il grosso e duro pisello del misterioso signore affogava benissimo dentro il retto...Don Paolo era al settimo cielo...!!
Entrambi godevano di quella scopata proibita...il signore massaggiava dolce le natiche del prelato, la schiena, mentre lo inculava con gusto...poi si chinò prendendogli il cazzo e masturbandolo. Don Paolo trasalì di piacere...appoggiò la testa sul divisorio del confessionale ansimando...la mano calda e forte del turista lo segava in modo meraviglioso, andando a ritmo perfetto col cazzo nel culo...!
Bastarono pochi minuti, e Don Paolo co un gemito soffocato esplose in una sborrata eccezionale...una raffica di schizzi di sperma allagò la panca del confessionale, bagnò la mano del turista che lo masturbava sino all'ultima goccia spruzzata!
Il cazzo nel suo culo iniziò a martellarlo con violenza, a fondo...il signore si chinò sulla sua nuca, mormorando eccitato:
- ooohhh cazzo prete, sto venendo...ti sborro in culo, godoooo...Don paolo, ti sborro in culo...prendi il mio seme e benedicilo, in nome del padre del figlio e dello spirito santo...-
Appena finita la blasfema benedizione, una vampata di calore nel culo avvisò il sacerdote che il signore gli stava pisciando in culo una ondata di sborra incredibile...il cazzo lo martellava incessante, sino all'esaurimento della possente eiaculazione.
Poi il signore rallentò, con calma, assaporando lo svuotamento dei coglioni...sfilò il cazzo dall'ano del prete, lasciandogli l'orribile sensazione di vuoto...Don Paolo si giro e si inginocchiò devotamente davanti all'altare della perversione, della lussuria...prese quel cazzo lurido di sperma e umori anali in bocca e lo succhiò avidamente, pulendolo alla perfezione, come solo un sacerdote può fare!
Il turista lo guardava orgoglioso, soddisfatto...poi tolse il prete dal suo pisello, se lo rimise nelle mutande e nei pantaloni di lino e uscì dal confessionale, lasciando Don Paolo mezzo nudo in ginocchio, sporco di sperma e sudore, e andò verso la porta della chiesa facendosi il segno della croce, sorridendo.
Amen
Chi volesse scambiare opinioni e chiacchiere mi scriva: bic0101@libero.it
di
grillino
grillino
80
visite
visite
0
voti
voti
valutazione
0
0
il tuo voto
Continua a leggere racconti dello stesso autore
racconto precedente
Il vicino di casa - 2 parte
Commenti dei lettori al racconto erotico