La mia giovane moglie viene scopata furiosamente da mio padre

scritto il 2026-10-22 tempo di lettura 4 min

di
genere
incesti
cura
C

Chi non è sposato con una cubana non sa bene cosa sia una moglie sensuale. Pelle ambrata, bocca da pompino, cosce lunghe e lisce,sorriso smagliante e poi un bel culetto sporgente e duro. Ecco mia moglie Claudia.
Il suo parlare con accento spagnolo e una vocina sensuale, oltre a un visino
da madonnina innocente (che faceva arrapare tutti) erano le più vistose caratteristiche.
Visino innocente che però in certi momenti si accendeva di una luce oscena, fortemente erotica.

Quando successe quello che doveva succedere ed era inevitabile, Claudia aveva 32 anni, mio padre 60.
Eravamo quel giorno a una riunione di famiglia, in un ristorante fuori città.
Claudia era talmente bella, sensuale, rossa in viso, che io non potei toglierle gli occhi di dosso. Ma anche un altro si stava arrapando oscenamente, mio padre. Lo capivo da come la guardava soprattutto quando lei rideva alle sue battute. Una bocca aperta, grande, con una dentatura bianca perfetta.
Sapevo che sarebbe accaduto presto qualcosa.

La riunione era per festeggiare i nostri primi 6 mesi di matrimonio.
Arrivati al dolce, molte delle donne erano andate via, invogliate dai mariti che avevano detto che sarebbero rimasti fino a tardi.
In totale eravamo una ventina. Oltre mio padre e suo cugino, c'erano i miei due nipoti, il medico di famiglia, un mio amico e alcuni colleghi di lavoro.
A noi si unironi anche alcuni camerieri del locale e il proprietario, mio vecchio amico.

Io credo che lei avesse intuito cosa sarebbe successo perché era volutamente provocante, rideva forte e mi guardava come per dire quando comincia?
Ad un segnale convenuto alcuni spazzarono via piatti e posate dalla tavola, lasciando solo il mesale.
Lei stessa salì adagiandosi sulla tavola. Si stava leccando le labbra nella penombra del locale ormai chiuso.Il suo rossetto rosso luccicava provocante.
Tutti cominciarono a spogliarsi e ben presto le erano intorno con dei membri dritti come aste di bandiera.
Mio padre fece il primo passo. Si avvicinò piano e le infilò una mano sotto il vestito carezzando le cosce calde e lisce. Quando raggiunse le mutandine vide che erano già fradice e gliele abbassò piano lasciandole penzoloni a una caviglia.
Le montò sopra e, dopo averle aperto davanti la stoffa leggera, prese a palparle i seni.
"Puttanella, diceva, quanto ti sei fatta desiderare..."
Poi la baciò in piena bocca cercando quella lingua dolce e vellutata che aveva tanto sognato di leccare. Nel silenzio si sentiva solo il succhiare della lingue e il "mmmm....mmmm" che lei emetteva.
Il suo membro durissimo non poteva più aspettare. Si posizionò tra le cosce e carezzò con la punta del glande quei peli nerissimi che formavano il boschetto amato. Lei allargò piano le cosce e con una vocina sensuale gli sussurrò quasi " si vuoi, puedes entrar".
Vidi che mio padre entrò furiosamente dentro di lei penetrandola fino alle palle, mentre lei con gli occhi chiusi godeva di quella mazza che entrava e usciva con un ritmo sempre più forte. Poi con un grugnito da bestia mio padre eiaculò dentro di lei, dando gli ultimi quattro o cinque colpi profondi.
Quando ne uscì un grosso rivolo bianco e denso scorreva lungo il buchino del culo fino alla tovaglia.

Dopo di lui si alternarono uno ad uno tutti. La presero in bocca, le schizzarono il loro seme dappertutto. Le sue tettine grondavano sperma, il suo visino acceso era una maschera di sperma, i capelli neri imbrattati anch'essi.
Lei sembrava stravolta. Qualcuno volle rigirarla e la sodomizzò senza riguardi. Pensavo che lei si ribellasse a questo, ma sembrava godere e spingere indietro ritmicamente il bacino forse per prendere più a fondo quei cazzi furiosi.
Vidi che la portarono anche a diverse doppie, che sconquassandola, la fecero godere oscenamente tanto da farla gridare.

Alla fine, esasperato, mi avvicinai a lei. Quando mi vide bisbigliò aprendo la bocca " sborrame dentro...quiero tu seme".
La riempii tanto che parte della mia sborra fuoriuscì e scorse sul mento e il collo.
Ma la più parte la ingoiò golosa.

Mesi dopo, quel cocktail di sborra che aveva saturato la sua bella figa, produsse i risultati previsti. Ingravidata, ai quattro mesi il suo pancino ben pronunciato e il suo viso da mammina erano talmente sensuali che con mio padre continuammo a sfogarci su di lei, con godimento di tutti e tre.
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