Una notte da Deborah e altro.
scritto il 2026-10-22 tempo di lettura 9 min
di
Tamara Belli
genere
confessioni
cura
D
Deborah mi invitò una sera a cena a casa sua, visto che i suoi genitori si erano trasferiti definitivamente al mare, lei viveva sola nella sua bella casa.
Arrivai all'ora pattuita suonai al citofono entrai ed ebbi la sorpresa che mai avrei potuto immaginare ad aprirmi la porta due cameriere sulla quarantina, una ginuflessa che reggeva la maniglia della porta e un'altra piegata in un profondo inchino a prendere il mio soprabito.
Arrivò anche Deborah «Ciao, sei stupita?» « Sì, non sapevo avessi del personale» « Ah,scusa, ti presento Paola e Susanna le mie schiave, loro obbediscono a qualsiasi mio desiderio o capriccio. Salutate la nostra ospite» « Buonasera Signora, siamo a sua disposizione» risposero le due all'unisuono terminati i convenevoli ci spostammo in salotto per l'aperitivo: « Gradisci un aperitivo? » chiese Deborah mi orientai su di un Campari Spritz, notai che non c'era alcun tavolino nei pressi del divano dove poggiare i bicchieri e lo segnalai alla padrona di casa « Non ti preoccupare loro sanno come fare» entrarono le due cameriere Paola in divisa reggendo il vassoio con gli aperitivi Susanna nuda con solo scarpe calze e reggicalze, Susanna si mise a quattro zampe davanti al divano e Paola vi appoggiò sopra il vassoio « Hai visto, hanno risolto il problema, ora Susanna dovrà rimanere immobile finché non avremo finito, se cadrà qualcosa o una goccia di liquido si verserà entrambe ne pagheranno le conseguenze, Paola sai dove andare» « Sì, Signorina» « brava così mi piace essere trattata da queste due con la massima deferenza » concluse Deborah. Paola si recò poco più indietro allargò leggermente le gambe mise le mani dietro la schiena lo sguardo fisso in avanti e rimase assolutamente immobile finché non venne chiamata.
Susanna, nel frattempo assolveva alla sua funzione di tavolino da salotto senza accennare ad un minimo segnale di disagio, faceva quasi paura vedere come le due obbedissero ciecamente agli ordini della padrona senza esitare o lamentarsi «Sono entrambe lesbiche ed innamorate di me, fanno qualsiasi cosa io ordini, non possono parlare se non quando viene loro richiesto, non possono avere rapporti sessuali, masturbazione compresa, senza la mia autorizzazione e vengono sempre punite entrambe anche per le mancanze di una sola. Cosa te ne pare?» spiegò Deborah. Le chiesi «ma come hai cominciato questa specie di relazione?» rispose «le mie tendenze sessuali le conosci, mi sono infilata nei letti di entrambe separatamente trasformandole, con pazienza, in due schiave, le facevo venire qui a servirmi senza che si incontrassero, una sera, dopo essersi ubriacate, hanno scoperto di avere entrambe relazioni parallele ma, sorpresa, con la stessa persona, vennero da me offrendosi insieme pigliando una pigliavo anche l'altra, come potevo rifiutare?» « Ottimo lavoro e ancor migliore risultato» apprezzai.
«Paola ritira il vassoio dal tavolo ed entrambe andate a preparare per servire la cena» « Sì, Signorina»
Nell'attesa Deborah mi lasciò sola per andare a rifarsi il trucco e io cominciai a meditare: ormai mi ero quasi convinta di essere lesbica anch'io e la vita che conducevano quelle due, poco più che oggetti, mi cominciava ad interessare e, infine, Deborah mi è sempre piaciuta. Le cameriere vennero per avvisarci che tutto era pronto e ci accompagnarono in sala da pranzo accogliendoci con un profondo inchino, Susanna scostò la sedia dove mi sarei seduta e la sistemò in modo che stessi comda a tavola Paola fece lo stesso con Deborah.
La cena si protrasse per più di due ore, Paola e Susanna servivano le portate poi si allontanavano con un un inchino tre passi indietro rimanendo ferme in attesa di ordini Paola dalla parte di Deborah e Susanna dalla mia « Versami da bere» ordinò Deborah Paola prese la bottiglia dell'acqua, Deborah è completamente astemia, e nel versare fece cadere qualche goccia sulla tovaglia «Sei la solita incapace tutto il tempo dedicato al tuo addestramento è andato sprecato» «Mi dispiace Signorina, starò più attenta in futuro» «Non crederai di passarla liscia sarete punite per questo imperdonabile errore» incalzò la padrona «Le giuro che non succederà mai più Signorina, posso chiederle di punire solo me e risparmiare Susanna» replicò la schiava «Le regole sono regole e vanno rispettate sarete punite entrambe» io osservai:«questa frase mi sembra travalichi i limiti concessi ad una obbediente schiava, merita un intervento, che ne pensi Susanna?» « Penso che abbia ragione la Signorina Deborah le regole sono regole e io le rispetterò, per l'arroganza di Paola convengo che occorra un supplemento di punizione, Signora»
« chiamatemi Madame lo preferisco, comunque brava Susanna sei stata entro i limiti imposti ma le regole sono regole e dovrai accettarle» precisai «le rispetterò Madame» conclusa la schiava.
La cena finì e fu data mezz'ora alle due schiave per rimettere la sala da pranzo nelle condizioni iniziali e perfettamente pulita, nel frattempo Deborah ed io in salotto decidevamo sulle punizioni da infliggere.
Come era da aspettarsi il tempo assegnato non bastò a Paola e Susanna per concludere il lavoro e si presentarono con quindici minuti di ritardo, si profusero in profonde scuse ma decidemmo che l'inflessibilità fosse la pratica da seguire per migliorare l'efficienza e l'educazione delle due schiave.
La decisione finale fu: 15 colpi di canna per gli errori nel servizio, 25 per l'insolenza di Paola e 15 come i minuti di ritardo, totale 55 colpi da somministrare così suddivisi:
Paola 27 colpi
Susanna 27 colpi
Paola 28 colpi
Susanna 28 colpi
« Preparatevi per la punizione» ordinò Deborah « Subito, Signorina Deborah» risposero le due, fu predisposta al centro della sala una sedia e sul tavolo coperto con una tovaglia furono allineata tutta l'attrezzatura necessaria per le punizioni, vari tipi di bacchette, canne , bavagli, etc. « bene possiamo cominciare, Paola prendi posizione» «Sì, Signorina» rispose la schiava si chinò sullo schienale della sedia, sollevò la gonna, calò le mutandine e poggiò le mani sul sedile.
La padrona fece fischiare un paio di volte la canna di bambù nell'aria poi colpi violentemente le natiche di Paola «Uno Signorina, ne mancano 26, grazie Signorina», le punizioni continuarono senza soluzione di continuità, ma se all'inizio il comportamento delle corrigende era ineccepibile, coll' aumentare dei colpi iniziarono ad agitarsi, lamentarsi del dolore Susanna, addirittura, perse il conto e si dovette ricominciare da capo, un comportamento decisamente inaccettabile per delle schiave ben addestrate desiderose di far ben figurare la loro Padrona di fronte a degli ospiti terminato le due serve erano girate faccia al muro piangenti «Avvicinatevi» ordinò Deborah « giratevi e posizionatevi per un'ispezione delle parti intime» le due si avvicinarono si girarono e si chinarono mostrando le loro natiche «puoi toccare, ispezionare e dare il tuo parere» esaminai le loro natiche insistendo sui segni lasciati dalla canna per passare poi alle fighe entrambe bagnate fradicie insistetti, infilando loro un dito nelle passere bagnate, con conseguenti gemiti di piacere assolutamente inaccettabili.
«Mi sembra che difettino in autocontrollo, cosa molto grave,i lamenti durante la punizione e i gemiti di piacere durante l'ispezione non possono assolutamente essere accettati, proporrei un aumento della severità delle punizioni pe ruqeste mancanze e di passare dalle canna di bambù alla frusta con il raddoppio del numero di colpi. Ma hanno mai lesbicato fra di loro?» furono le mie conclusioni «Molto bene terrò presente. Voi due incapaci cosa ne pensate?» « scusami ma vorrei aggiungere l'irriconoscenza di entrambe verso una padrone che ci tiene alla loro perfetta educazione anche questo molto grave, ora parlate voi» intervenni, «avete ragione Madame, è giusto che la Signorina Deborah intervenga per correggere i nostri difetti» «Molto bene ora fateci vedere come lesbicate bene tra di voi, ve lo concedo solo per far veder alla nostra ospite le vostre skill» concluse Deborah.
Le due cominciarono a baciarsi spogliandosi poco per volta Susanna prese a leccare i seni di Paola scendendo piano piano per arrivare fino alla figa che prese a leccare con passione e voluttà strappando all'amica gridolini di piacere, non smisero di baciarsi e si lanciarono in un 69 in cui entrambe goderono in maniera spropositata ripresero a baciarsi con passione e si esibirono in una sforbiciata figa contro figa ed entrambe vennero.
Io non potei resistere e cominciai a masturbarmi senza ritegno e, anche se poi venni, l'eccitazione derivante dalla serata inattesa non passò «Vorrei Susanna a mia disposizione per questa notte» chiesi alla loro padrona «Concesso, sarà a tua disposizione potrai farne ciò che credi. Hai capito Susanna potrà anche punirti nei modi che riterrà più opportuni chiaro?» «Sì, Signorina, non vi deluderò» rispose Susanna.
Ci ritirammo nelle nostre suite, Mi feci una doccia Susanna mi attese tutto il tempo con in mano l'accappatoio pronta per asciugarmi, il suo tocco era delicato ed io non resistetti la baciai e la feci inginocchiare a leccarmi la vulva.
Passammo quasi subito a letto, la sua esperienza lesbica si fece sntire, abilissima nell'uso della lingua partì dai seni per arrivare in mezzo alle cosce, aprì le grandi labbra e con la lingua esplorò tutto quanto era possibile, io mi dibattevo, ebbra di piacere, tra gemiti e approvazioni , lei, però, era più astuta di me e poca alla volta cambiò le carte in tavola, riuscì a coinvolgermi in un 69 che mi fece letteralmente impazzire e successivamente in una sforbiciata figa contro figa che per me era un'esperienza nuova mai provata prima.
Ma l'abilità di Susanna non si fermò a quel punto, prese lei il comando delle operazioni e fui sottomessa per tutta la notte, la mattina successiva Deborah mi chiese se ero soddisfatta «molto Susanna è stata bravissima non ho avuto bisogno di punirla» ci salutammo e tornai a casa.
Susanna mi richiamò subito dopo « Ti è chiaro come funziona tra noi ora?» « Sì, Padrona» fu la mia resa definitiva ero schiava di una schiava e non sarei più tornata indietro cotta com'ero di Susanna.
Ora ci incontriamo di nascosto in un motel o a casa mia quando è libera, ed io sono la servo senza discussioni e ho trovato una soddisfazione in questo rapporto che non mi era mai capitata nella vita. Per la cronaca sono Alena ho 22 anni e sono moldava la mia Padrona Susanna di anni ne ha 37 e faccio di tutto per renderla felice.
Ma questa è un'altra storia...Bye.
Alena.
Arrivai all'ora pattuita suonai al citofono entrai ed ebbi la sorpresa che mai avrei potuto immaginare ad aprirmi la porta due cameriere sulla quarantina, una ginuflessa che reggeva la maniglia della porta e un'altra piegata in un profondo inchino a prendere il mio soprabito.
Arrivò anche Deborah «Ciao, sei stupita?» « Sì, non sapevo avessi del personale» « Ah,scusa, ti presento Paola e Susanna le mie schiave, loro obbediscono a qualsiasi mio desiderio o capriccio. Salutate la nostra ospite» « Buonasera Signora, siamo a sua disposizione» risposero le due all'unisuono terminati i convenevoli ci spostammo in salotto per l'aperitivo: « Gradisci un aperitivo? » chiese Deborah mi orientai su di un Campari Spritz, notai che non c'era alcun tavolino nei pressi del divano dove poggiare i bicchieri e lo segnalai alla padrona di casa « Non ti preoccupare loro sanno come fare» entrarono le due cameriere Paola in divisa reggendo il vassoio con gli aperitivi Susanna nuda con solo scarpe calze e reggicalze, Susanna si mise a quattro zampe davanti al divano e Paola vi appoggiò sopra il vassoio « Hai visto, hanno risolto il problema, ora Susanna dovrà rimanere immobile finché non avremo finito, se cadrà qualcosa o una goccia di liquido si verserà entrambe ne pagheranno le conseguenze, Paola sai dove andare» « Sì, Signorina» « brava così mi piace essere trattata da queste due con la massima deferenza » concluse Deborah. Paola si recò poco più indietro allargò leggermente le gambe mise le mani dietro la schiena lo sguardo fisso in avanti e rimase assolutamente immobile finché non venne chiamata.
Susanna, nel frattempo assolveva alla sua funzione di tavolino da salotto senza accennare ad un minimo segnale di disagio, faceva quasi paura vedere come le due obbedissero ciecamente agli ordini della padrona senza esitare o lamentarsi «Sono entrambe lesbiche ed innamorate di me, fanno qualsiasi cosa io ordini, non possono parlare se non quando viene loro richiesto, non possono avere rapporti sessuali, masturbazione compresa, senza la mia autorizzazione e vengono sempre punite entrambe anche per le mancanze di una sola. Cosa te ne pare?» spiegò Deborah. Le chiesi «ma come hai cominciato questa specie di relazione?» rispose «le mie tendenze sessuali le conosci, mi sono infilata nei letti di entrambe separatamente trasformandole, con pazienza, in due schiave, le facevo venire qui a servirmi senza che si incontrassero, una sera, dopo essersi ubriacate, hanno scoperto di avere entrambe relazioni parallele ma, sorpresa, con la stessa persona, vennero da me offrendosi insieme pigliando una pigliavo anche l'altra, come potevo rifiutare?» « Ottimo lavoro e ancor migliore risultato» apprezzai.
«Paola ritira il vassoio dal tavolo ed entrambe andate a preparare per servire la cena» « Sì, Signorina»
Nell'attesa Deborah mi lasciò sola per andare a rifarsi il trucco e io cominciai a meditare: ormai mi ero quasi convinta di essere lesbica anch'io e la vita che conducevano quelle due, poco più che oggetti, mi cominciava ad interessare e, infine, Deborah mi è sempre piaciuta. Le cameriere vennero per avvisarci che tutto era pronto e ci accompagnarono in sala da pranzo accogliendoci con un profondo inchino, Susanna scostò la sedia dove mi sarei seduta e la sistemò in modo che stessi comda a tavola Paola fece lo stesso con Deborah.
La cena si protrasse per più di due ore, Paola e Susanna servivano le portate poi si allontanavano con un un inchino tre passi indietro rimanendo ferme in attesa di ordini Paola dalla parte di Deborah e Susanna dalla mia « Versami da bere» ordinò Deborah Paola prese la bottiglia dell'acqua, Deborah è completamente astemia, e nel versare fece cadere qualche goccia sulla tovaglia «Sei la solita incapace tutto il tempo dedicato al tuo addestramento è andato sprecato» «Mi dispiace Signorina, starò più attenta in futuro» «Non crederai di passarla liscia sarete punite per questo imperdonabile errore» incalzò la padrona «Le giuro che non succederà mai più Signorina, posso chiederle di punire solo me e risparmiare Susanna» replicò la schiava «Le regole sono regole e vanno rispettate sarete punite entrambe» io osservai:«questa frase mi sembra travalichi i limiti concessi ad una obbediente schiava, merita un intervento, che ne pensi Susanna?» « Penso che abbia ragione la Signorina Deborah le regole sono regole e io le rispetterò, per l'arroganza di Paola convengo che occorra un supplemento di punizione, Signora»
« chiamatemi Madame lo preferisco, comunque brava Susanna sei stata entro i limiti imposti ma le regole sono regole e dovrai accettarle» precisai «le rispetterò Madame» conclusa la schiava.
La cena finì e fu data mezz'ora alle due schiave per rimettere la sala da pranzo nelle condizioni iniziali e perfettamente pulita, nel frattempo Deborah ed io in salotto decidevamo sulle punizioni da infliggere.
Come era da aspettarsi il tempo assegnato non bastò a Paola e Susanna per concludere il lavoro e si presentarono con quindici minuti di ritardo, si profusero in profonde scuse ma decidemmo che l'inflessibilità fosse la pratica da seguire per migliorare l'efficienza e l'educazione delle due schiave.
La decisione finale fu: 15 colpi di canna per gli errori nel servizio, 25 per l'insolenza di Paola e 15 come i minuti di ritardo, totale 55 colpi da somministrare così suddivisi:
Paola 27 colpi
Susanna 27 colpi
Paola 28 colpi
Susanna 28 colpi
« Preparatevi per la punizione» ordinò Deborah « Subito, Signorina Deborah» risposero le due, fu predisposta al centro della sala una sedia e sul tavolo coperto con una tovaglia furono allineata tutta l'attrezzatura necessaria per le punizioni, vari tipi di bacchette, canne , bavagli, etc. « bene possiamo cominciare, Paola prendi posizione» «Sì, Signorina» rispose la schiava si chinò sullo schienale della sedia, sollevò la gonna, calò le mutandine e poggiò le mani sul sedile.
La padrona fece fischiare un paio di volte la canna di bambù nell'aria poi colpi violentemente le natiche di Paola «Uno Signorina, ne mancano 26, grazie Signorina», le punizioni continuarono senza soluzione di continuità, ma se all'inizio il comportamento delle corrigende era ineccepibile, coll' aumentare dei colpi iniziarono ad agitarsi, lamentarsi del dolore Susanna, addirittura, perse il conto e si dovette ricominciare da capo, un comportamento decisamente inaccettabile per delle schiave ben addestrate desiderose di far ben figurare la loro Padrona di fronte a degli ospiti terminato le due serve erano girate faccia al muro piangenti «Avvicinatevi» ordinò Deborah « giratevi e posizionatevi per un'ispezione delle parti intime» le due si avvicinarono si girarono e si chinarono mostrando le loro natiche «puoi toccare, ispezionare e dare il tuo parere» esaminai le loro natiche insistendo sui segni lasciati dalla canna per passare poi alle fighe entrambe bagnate fradicie insistetti, infilando loro un dito nelle passere bagnate, con conseguenti gemiti di piacere assolutamente inaccettabili.
«Mi sembra che difettino in autocontrollo, cosa molto grave,i lamenti durante la punizione e i gemiti di piacere durante l'ispezione non possono assolutamente essere accettati, proporrei un aumento della severità delle punizioni pe ruqeste mancanze e di passare dalle canna di bambù alla frusta con il raddoppio del numero di colpi. Ma hanno mai lesbicato fra di loro?» furono le mie conclusioni «Molto bene terrò presente. Voi due incapaci cosa ne pensate?» « scusami ma vorrei aggiungere l'irriconoscenza di entrambe verso una padrone che ci tiene alla loro perfetta educazione anche questo molto grave, ora parlate voi» intervenni, «avete ragione Madame, è giusto che la Signorina Deborah intervenga per correggere i nostri difetti» «Molto bene ora fateci vedere come lesbicate bene tra di voi, ve lo concedo solo per far veder alla nostra ospite le vostre skill» concluse Deborah.
Le due cominciarono a baciarsi spogliandosi poco per volta Susanna prese a leccare i seni di Paola scendendo piano piano per arrivare fino alla figa che prese a leccare con passione e voluttà strappando all'amica gridolini di piacere, non smisero di baciarsi e si lanciarono in un 69 in cui entrambe goderono in maniera spropositata ripresero a baciarsi con passione e si esibirono in una sforbiciata figa contro figa ed entrambe vennero.
Io non potei resistere e cominciai a masturbarmi senza ritegno e, anche se poi venni, l'eccitazione derivante dalla serata inattesa non passò «Vorrei Susanna a mia disposizione per questa notte» chiesi alla loro padrona «Concesso, sarà a tua disposizione potrai farne ciò che credi. Hai capito Susanna potrà anche punirti nei modi che riterrà più opportuni chiaro?» «Sì, Signorina, non vi deluderò» rispose Susanna.
Ci ritirammo nelle nostre suite, Mi feci una doccia Susanna mi attese tutto il tempo con in mano l'accappatoio pronta per asciugarmi, il suo tocco era delicato ed io non resistetti la baciai e la feci inginocchiare a leccarmi la vulva.
Passammo quasi subito a letto, la sua esperienza lesbica si fece sntire, abilissima nell'uso della lingua partì dai seni per arrivare in mezzo alle cosce, aprì le grandi labbra e con la lingua esplorò tutto quanto era possibile, io mi dibattevo, ebbra di piacere, tra gemiti e approvazioni , lei, però, era più astuta di me e poca alla volta cambiò le carte in tavola, riuscì a coinvolgermi in un 69 che mi fece letteralmente impazzire e successivamente in una sforbiciata figa contro figa che per me era un'esperienza nuova mai provata prima.
Ma l'abilità di Susanna non si fermò a quel punto, prese lei il comando delle operazioni e fui sottomessa per tutta la notte, la mattina successiva Deborah mi chiese se ero soddisfatta «molto Susanna è stata bravissima non ho avuto bisogno di punirla» ci salutammo e tornai a casa.
Susanna mi richiamò subito dopo « Ti è chiaro come funziona tra noi ora?» « Sì, Padrona» fu la mia resa definitiva ero schiava di una schiava e non sarei più tornata indietro cotta com'ero di Susanna.
Ora ci incontriamo di nascosto in un motel o a casa mia quando è libera, ed io sono la servo senza discussioni e ho trovato una soddisfazione in questo rapporto che non mi era mai capitata nella vita. Per la cronaca sono Alena ho 22 anni e sono moldava la mia Padrona Susanna di anni ne ha 37 e faccio di tutto per renderla felice.
Ma questa è un'altra storia...Bye.
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