La porta accanto
scritto il 2026-10-16 tempo di lettura 4 min
di
Il condomino
genere
tradimenti
cura
A+
Non pensavo di essere capace di tradire, né tantomeno di farlo con una persona così vicina alla mia compagna. E pure è capitato, ma il racconto parte da molto lontano. Tutto inizia un anno e mezzo fa, quando io e la mia compagna ci trasferiamo in un nuovo condominio nella zona nord della nostra città. Come di consueto si inizia a incontrare chi abita lì da 30 anni, chi si è trasferito da poco, chi non fa altro che lamentarsi e via dicendo. Un giorno però la mia compagna torna a casa e dice "Ho incontrato una mamma che abita al primo piano, anche loro abitano da poco qui e hanno comprato casa". Non mi interesso più di tanto alla notizia, la mia compagna era solita incontrare persone che diceva essere fantastiche, per poi sparire.
Un giorno mi dice che vuole organizzare una cena, noi e la coppia di giù. Accetto senza troppe storie, consapevole che non sarebbe durata troppo. All'arrivo, però, mi si palesa davanti Susanna. 26 anni, bionda, un viso da bimba, una voce delicata e una camicetta molto semplice che nasconde un fisco asciutto e una bella seconda abbondante. La mia attenzione verso la serata cambia d'improvviso, e inizio a svelare il mio animo più simpatico, divertente, per cercare di fare colpo e 'impressionare' Susanna. La serata scivola via velocemente, il compagno di lei mi sembra il classico 'comodino', sicuramente non la soddisfa a pieno e non è l'uomo che non si può far scappare.
Da quella sera gli incontri sono più frequenti, anche se sempre molto rapidi: un saluto sotto la porta del palazzo, un incontro fortuito al parco e qualche altra occasione simile. Io non vivevo un momento esaltante con la mia compagna, e avevo voglia di sfogare le mie fantasie su una nuova ragazza, soprattutto Susanna. Caso vuole che una sera come le altre citofona il campanello, apro ed è lei con il bambino. Dice che il compagno è fuori e che voleva un po' di compagnia. Facciamo quindi una bella cena insieme alla mia compagna, cercando di farla divertire. Dopo qualche ora lei torna giù insieme al bimbo e la serata sembra finire lì.
Una mezz'ora dopo, tuttavia, sentiamo un botto arrivare proprio dal primo piano. Sapevamo che Susanna era sola, e allora mi precipito giù a controllare che fosse tutto okay. Arrivo a casa sua e vedo che era esplosa la lavastoviglie, c'era acqua da per tutto. Mando un messaggio alla mia compagna per tranquillizzarla, dicendo che resto qui a dare una mano.
Mentre lei pulisce tutta e cerca di sistemare, io addormento il bimbo (era la mia specialità). Messo a dormire il pupo, la raggiungo in cucina ancora nel caos più totale, con lei che aveva tutta la vestaglia bagnata. Era fine settembre, e c'era ancora la vestaglia che lasciava intravedere qualcosa. Io mi avvicino e la tranquillizzo, le dico che è tutto okay, e la accarezzo sulle spalle. Lei mi guarda e mi ringrazia per l'aiuto, e io per tutta risposta le do un bacio. Un bacio lento, non sapevo se avrebbe accettato, ma subito vedo che invece apre la bocca e infila la lingua. Inizia quindi un bacio appassionato, dove le mani vanno velocissime su e giù per il corpo, tolgo la vestaglia e inizio a sfiorarla: prima il collo, poi il seno, fino alla vagina. La prendo in braccio e la metto seduta sul tavolino. Apro delicatamente le gambe, abbasso i pantaloni e mentre continuo a baciarla inizio a penetrarla.
Lei gode, la penetrazione è lenta, la voglio baciare ovunque. Lei mi tiene stretta a sè, e io le passo la lingua ovunque, sui capezzoli, lungo il collo. A un certo punto mi tolgo e la giro, guardarla da dietro è uno spettacolo. La chino delicatamente e affondo il mio cazzo dentro di lei, dominarla è una sensazione unica. Lei inarca la schiena e volge il capo all'indietro, io le do qualche sculacciata. Aumento i giri del motore fino a prima di venire, la giro e sborro sulle tette.
Mi ricompongo e dopo un altro lungo bacio vado via, consapevole che era trascorso troppo tempo. Da quel momento quando possiamo ci incontriamo, a casa mia o sua, e scopiamo in ogni posizione possibile. Lei è snodata, e mi permette di dare forma a quelle fantasie da sempre sopite
Un giorno mi dice che vuole organizzare una cena, noi e la coppia di giù. Accetto senza troppe storie, consapevole che non sarebbe durata troppo. All'arrivo, però, mi si palesa davanti Susanna. 26 anni, bionda, un viso da bimba, una voce delicata e una camicetta molto semplice che nasconde un fisco asciutto e una bella seconda abbondante. La mia attenzione verso la serata cambia d'improvviso, e inizio a svelare il mio animo più simpatico, divertente, per cercare di fare colpo e 'impressionare' Susanna. La serata scivola via velocemente, il compagno di lei mi sembra il classico 'comodino', sicuramente non la soddisfa a pieno e non è l'uomo che non si può far scappare.
Da quella sera gli incontri sono più frequenti, anche se sempre molto rapidi: un saluto sotto la porta del palazzo, un incontro fortuito al parco e qualche altra occasione simile. Io non vivevo un momento esaltante con la mia compagna, e avevo voglia di sfogare le mie fantasie su una nuova ragazza, soprattutto Susanna. Caso vuole che una sera come le altre citofona il campanello, apro ed è lei con il bambino. Dice che il compagno è fuori e che voleva un po' di compagnia. Facciamo quindi una bella cena insieme alla mia compagna, cercando di farla divertire. Dopo qualche ora lei torna giù insieme al bimbo e la serata sembra finire lì.
Una mezz'ora dopo, tuttavia, sentiamo un botto arrivare proprio dal primo piano. Sapevamo che Susanna era sola, e allora mi precipito giù a controllare che fosse tutto okay. Arrivo a casa sua e vedo che era esplosa la lavastoviglie, c'era acqua da per tutto. Mando un messaggio alla mia compagna per tranquillizzarla, dicendo che resto qui a dare una mano.
Mentre lei pulisce tutta e cerca di sistemare, io addormento il bimbo (era la mia specialità). Messo a dormire il pupo, la raggiungo in cucina ancora nel caos più totale, con lei che aveva tutta la vestaglia bagnata. Era fine settembre, e c'era ancora la vestaglia che lasciava intravedere qualcosa. Io mi avvicino e la tranquillizzo, le dico che è tutto okay, e la accarezzo sulle spalle. Lei mi guarda e mi ringrazia per l'aiuto, e io per tutta risposta le do un bacio. Un bacio lento, non sapevo se avrebbe accettato, ma subito vedo che invece apre la bocca e infila la lingua. Inizia quindi un bacio appassionato, dove le mani vanno velocissime su e giù per il corpo, tolgo la vestaglia e inizio a sfiorarla: prima il collo, poi il seno, fino alla vagina. La prendo in braccio e la metto seduta sul tavolino. Apro delicatamente le gambe, abbasso i pantaloni e mentre continuo a baciarla inizio a penetrarla.
Lei gode, la penetrazione è lenta, la voglio baciare ovunque. Lei mi tiene stretta a sè, e io le passo la lingua ovunque, sui capezzoli, lungo il collo. A un certo punto mi tolgo e la giro, guardarla da dietro è uno spettacolo. La chino delicatamente e affondo il mio cazzo dentro di lei, dominarla è una sensazione unica. Lei inarca la schiena e volge il capo all'indietro, io le do qualche sculacciata. Aumento i giri del motore fino a prima di venire, la giro e sborro sulle tette.
Mi ricompongo e dopo un altro lungo bacio vado via, consapevole che era trascorso troppo tempo. Da quel momento quando possiamo ci incontriamo, a casa mia o sua, e scopiamo in ogni posizione possibile. Lei è snodata, e mi permette di dare forma a quelle fantasie da sempre sopite
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