Angelica. Mia cognata

di
genere
incesti


La telefonata di Angelica giunse quasi inaspettata. «Puoi avvicinarti a casa mia? Ho bisogno di chiederti una cosa». Passarono pochi minuti e Gioele suonò alla sua porta. «Vieni pure, accomodati. Oggi pomeriggio sono da sola e ho bisogno di chiederti delle cose. Ti va qualcosa di fresco?». Lui accettò e andò per accomodarsi sul divano. Ma lei lo fermò. «Andiamo nel seminterrato, staremo più comodi». Mentre scendevano le scale, lui era incuriosito da questa insolita richiesta e pensò a qualche informazione di lavoro. Si accomodarono sul grande divano e, a quel punto, lei prese la parola. «Ho visto come mi guardavi durante il pranzo». Gioele rimase interdetto. In effetti, sua cognata Angelica rappresentava una sua fantasia sessuale e durante il pranzo di famiglia, qualche giorno prima, non le aveva levato gli occhi di dosso immaginando una sveltina da consumare nei bagni del ristorante. In quel momento era nell'imbarazzo più totale e cercava, balbettando, di negare tutto. Ma lei lo incalzò. «Nonostante la presenza di Daniele e di mia sorella, ho sentito i tuoi occhi addosso e la cosa mi ha fatto molto piacere. Quella sera stessa ho fatto l'amore con Daniele dopo tanto tempo e ho desiderato che le mani che mi toccavano fossero le tue». Gioele rimase paralizzato in un mix di paura ed eccitazione. Certe fantasie devono rimanere tali. Soprattutto questa. In un attimo le labbra di Angelica erano sulle sue. Entrambi si lasciarono andare a un bacio appassionato e voluto da molto tempo. In un istante le sue mani erano sotto la maglia di lei e stringevano quei seni tanto sognati. Continuando a baciarsi, le sfilò la maglia mentre lei agevolava il gesto. Si fermò per un istante a guardarla. Quei capezzoli turgidi tanto sognati ora erano lì per lui. Li succhiò avidamente mentre lei si era sdraiata sul divano e gli aveva sfilato la maglia. Alternava la bocca alle mani, mentre lei gemeva in preda al piacere che il suo tocco le provocava. «Voglio che tu mi scopi! Ora e qui!», disse lei mentre gli sbottonava i jeans. La mano di Angelica si insinuò sopra i boxer di Gioele, che a fatica trattenevano la sua eccitazione. Lei si spostò il tempo necessario per sfilarsi i pantaloncini. Indossava uno slip nero in microfibra senza cuciture. Non esitò un attimo a leccarla da sopra il tessuto sottile, rendendosi conto che era bagnatissima. Emanava un profumo inebriante. Si mise sopra di lei e continuarono a baciarsi ardentemente mentre il suo cazzo durissimo faticava a essere trattenuto dai boxer. Si spostò ancora una volta e la fece sedere sul divano. La guardò per un istante. Ancora ansimava. Inginocchiatosi davanti a lei, le sfilò lentamente gli slip. Davanti ai suoi occhi, la sua figa. Completamente liscia e bagnatissima. Proprio come la immaginava. Inginocchiatosi, iniziò a leccarla con passione, godendosela tutta e non perdendosi una goccia di quel magico elisir. Lei posizionò le gambe sulle sue spalle e si fece scivolare sulla seduta del divano. Era in estasi. Le mani spingevano la testa di Gioele fra le sue gambe per impedirgli di fermarsi. Intanto lui le stringeva forte i seni, godendosi al massimo il momento. All'apice del piacere Angelica lo fermò. Lo fece sdraiare sul tappeto e gli sfilò i boxer, mettendo a nudo il suo cazzo eccitatissimo. «Ora tocca a me», gli disse mentre iniziava a percorrerlo con la lingua. Gesti lenti, dal basso verso l'alto, che percorrevano tutta l'asta. Finché non sentì la cappella avvolta dalle sue labbra e, sempre lentamente, lo fece scivolare nella sua bocca. Il ritmo lento e irresistibile. Quella situazione, sua cognata Angelica che gli faceva un pompino nel seminterrato di casa sua, lo stava facendo impazzire. Fu lui a riprendere in mano la situazione e a farla mettere carponi, con le ginocchia sul pavimento e il busto sulla seduta del divano. Ancora una volta si godette la visione che gli si presentava davanti. Il culo di Angelica tutto per lui. Lo accarezzò per qualche istante e poi con la mano cercò la sua figa sempre bagnatissima.

Mentre lei ansimava, poggiò la punta del cazzo e molto, molto lentamente lo spinse dentro.

Entrambi sospirarono per questo momento voluto da tanto. Le mani di lui la tenevano per i fianchi mentre il ritmo aumentava insieme ai loro gemiti. I loro corpi sudati fusi insieme dal piacere e dalla voglia. La mano di lui a stimolarle il clitoride per aumentarne il piacere. «Vienimi dentro!», gridò Angelica nel momento in cui stava raggiungendo un forte orgasmo. Gioele, che era al limite, si lasciò andare gemendo fortissimo, mentre il suo sperma caldo invadeva sua cognata senza ritegno alcuno. I due si lasciarono andare sul pavimento mentre lo sperma di Gioele colava dalla vagina di Angelica. Ne raccolse un po' con le dita e lo portò alla bocca, prima di baciarlo nuovamente. Erano appagatissimi. Sapevano entrambi che non avevano ancora molto tempo da trascorrere insieme, per cui, loro malgrado, dovettero andare in bagno a ricomporsi. Si baciarono nuovamente con passione, con la promessa di rivedersi al più presto. Sapevano che da quel momento tutto sarebbe cambiato. Ma a loro interessava soltanto rivivere quella forte passione.
scritto il
2026-08-28
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