Mamma Angela succhia

di
genere
corna

Mi chiamo Rocco, ho 20 anni, di un paese nel centro Italia. Questa storia, risale a qualche annetto fa, quando scopai con la madre del mio migliore amico Raffaele.

Era una mattina di gennaio, quando mia madre mi disse di dover andar a casa di Raffaele per aiutare la madre Angela (40 all’epoca) a spostare dei mobili.

Eravamo amici di famiglia, quindi che qualcuno chiamasse per una mano, era abbastanza normale. Cosi’ andai a casa di Raffaele. Il padre Saverio era fuori per lavoro e Raffaele era invece impegnato a scuola. Quindi eravamo solo io e lei.

Io, iniziai a spostare i mobili, quando mi chiese se volessi un caffè. Quando mi passò la tazzina, i miei occhi caddero sulla sua 4ª abbondante di seno, aveva una maglietta che si abbottonava al collo, i quali fuori posto mostravano un po’ il seno. Ovviamente, finsi di nulla e ricominciai.

Angela mi aiutò a spostare un comò in marmo, era pesantissimo, seppur io fossi abbastanza allenato da solo non riuscivo. Diede le spalle allo specchio, quando si piegò per spingere, io vidi dal riflesso, il suo culo a pecora. Indossava dei leggins neri, un po’ scoloriti che facevano intravedere e non le mutande bianche.

Io, mi eccitai. Pensai alla madre del mio amico prenderselo nel culo violentemente, fino a farle male. Mi si rizzò e non poco. Il mio pene da 16cm duro, che fin’ora avevo tenuto a bada, stava li’, bello retto in mostra, con la tuta era impossibile non vederlo.

Vidi che lei tirò un’occhiata al pantalone, guardando proprio in mezzo alle mie gambe. Misi una mano davanti stringendolo forte, per mostrarle la forma. Vidi nei suoi occhi, la donna che ogni uomo vorrebbe conoscere.

Mi disse che i mobili avrebbero aspettato, che era il momento di smontarla. Cosi’, gli cercai di baciare le labbra, ma lei mi allungò la sua mano sul mio pisello, sussurrando, «Hai 20 anni, chissà come funziona bene.» Mi eccitai, troppo, tanto da afferrarla dai capelli e inginocchiarla con forza.

«Puttana mangiami il cazzo» gli dissi sbattendole il pisello in bocca.Lei lo avvolse con quelle labbra succose, lo mantenne con quelle mani calde, ma soprattutto lo iniziò a succhiare con una professionalità mai vista prima. Per quanto mi succhiava bene, non sentivo più di aver il pisello tra le gambe.

Dopo che mi feci succhiare per bene il pene, gli tirai uno schiaffo in faccia. «Puttana, ora il culo non lo salva nessuno.». L’afferrai dai capelli sbattendola contro un muro mettendola a 90. Gli inserii il cazzo nel suo retto. Non entrava bene, era troppo largo e lungo, quindi la si sentiva gemere.

Gli sborrai nel culo, tirando la sborrata maggiore della mia vita, lei era soddisfatta, ma io volevo usare un po la sua fichetta. Era un peccato non utilizzarla, cosi gliela leccai per bene, usando anche le dita, lei, mi disse di prenderle un deodorante. Prese il deodorante infilandolo nella vagina.

Una vera mangia cazzi!
scritto il
2026-08-28
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