L’incontro con Antonio

di
genere
gay

Sono un ragazzo gay di 20 anni, ho avuto alcune esperienze con i miei coetanei ma, forse per la mancanza del padre, ho sempre cercato un uomo più grande.
Abitando nella zona industriale del bresciano, ho avuto modo di conoscere Antonio in un sito di incontri.
Antonio ha 40 anni e fa il camionista. È di origini rumene ma parla e scrive benissimo in italiano.
Il nostro, per qualche mese, rimane un amore virtuale.
Un giorno Antonio mi dice che verrà a consegnare in un paese a pochi km dal mio, rimarrà tutta la notte nel piazzale.
Mi invento con i miei la scusa che dormirò da un amico e, con il cuore in gola vado finalmente a conoscerlo.
Antonio è il classico camionista, alto 170, un po di pancetta , pelle scura e delle grandi mani.
Lo saluto timidamente, lui si lecca le labbra perché modestamente sono un bel ragazzo biondo, alto 180, magrissimo, occhi azzurri.
Antonio mi osserva per bene. Gli chiedo se vuole andare a bere qualcosa con la mia auto, mi risponde che non può lasciare il camion. Mi invita così a salire sul suo camion.
Mi fa togliere le scarpe ed ecco il suo mondo.
Una bella cabina profumata e pulita con un bel letto comodo.
Ci sediamo, Antonio apre il frigo e prende due birre.
Io sono astemio ma la accetto volentieri. Parliamo, parliamo per almeno un’ora. Ho come l’impressione che tutta la sua foga virtuale e voglia di scoparmi sia svanita.
Mi secco la birra e guardandolo fisso gli dico” quindi? Vuoi compagnia stasera?”
Antonio mi abbraccia e mi bacia in testa, ecco, non gli vado. Non faccio in tempo a finire questo pensiero che la sua mano mi tocca il pacco. Antonio mi toglie la maglietta e mi fa cenno di togliermi i pantaloni, stessa cosa fa lui mostrando il suo corpo tatuato. Rimaniamo in boxer in piedi uno di fronte l’altro. Antonio di sdraia toccandosi il pacco, è il mio turno. Inizio a baciargli quei boxer con la scritta uomo, cercando di sentire il profumo di maschio. Sotto quei boxer sento il suo cazzo prendere forma. Entro con la mano ed eccolo, il suo cazzo peloso con una bella cappella viola. Antonio mi lancia un preservativo. Inizio a baciargli asta e palle segandogli quel bel pisello, corto ma tozzo. Antonio senza farsi scrupoli, infila due dita in un tubetto di gel lubrificante, mette la mano dentro ai miei boxer, mi allarga le chiappe e senza esitazioni inizia a penetrarmi con il suo dito.
Ahh, è entrato con metà indice e mi sta letteralmente scopando. Prendo il suo uccello in bocca , bello saporito, cerco di dirà ad Antonio di andarci un po più piano con quel dito quando eccolo…..mi spinge dentro il secondo dito. È la prima volta che mi sditalinano il culo con due dita.
Antonio ha fretta, sento il suo cazzo che è impaziente.
“Vuoi sborrare tanto eh?” Gli chiedo massaggiandogli le palle.
Antonio annuisce, apre il preservativo, se lo mette e mi spinge a novanta sul letto. Con la stessa delicatezza del dito, si fa per dire, irrompe nel mio culo con il suo uccello.
In quella cuccetta si sentono i nostri gemiti ed il rumore incessante di quel gel lubrificante che mi esce dal culo mentre me lo scopa. Me lo sento entrare tutto, per fortuna non è lungo ma abbastanza tozzo da fare a volte male.
“Vuoi in bocca?” Mi dice, di già? Penso.
Mi levo, tolgo il preservativo e mi siedo sul letto davanti al suo cazzo. Quella cappella rossa ora sembra più grossa.
Lo prendo in bocca, sento la sua colata calda sulla mia lingua. No ha schizzato, è tutto sperma denso. Glielo mostro sulla mia lingua prima di deglutire tutto.
Antonio si pulisce con dei fazzolettini, io ho il mio uccello in canna che vuole sborrare ma lui si sta già rivestendo.
“Non vuoi giocare ancora un po?” Gli chiedo facendogli notare che il mio cazzo è in tiro.
Antonio va verso il vetro del camion, apre la tendina e guarda fuori. Si gira verso di me e mi chiede “ ti va di scendere a bere un po?”. Mi metto solo i pantaloncini della tuta e scendo con lui, andiamo dietro al tir, vicino al muro.
Mi inginocchio tirando fuori l’uccello e segandomi, lui tira fuori il suo davanti alla mia bocca. Anche floscio ha una cappella notevole. Me lo avvicina alla bocca e inizia prima con qualche goccia, poi con uno scroscio interminabile a pisciarmi tra bocca, petto e pantaloni. Quando ho sentito la sua piscia calda colare sul mio uccello ho iniziato a sborrare.
Antonio se lo è scrollato, mi ha salutato e mi ha lasciato lì così, tutta notte bagnato dalla sua piscia.
Sono salito in macchina e, con la vergogna addosso sono andato a casa a farmi una doccia.
Antonio non mi ha più risposto per un mese poi….
scritto il
2026-08-27
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