La tana delle tigri parte due

di
genere
gay

Restarono nel bagno turco una buona mezz’ora, uscendo ogni tanto per mostrarmi il cazzo in faccia e umiliarmi parlandomi di come facevo ad avere un cazzo così piccolo e sempre moscio.
Alla fine, uscirono tutti e sei, e mi tirarono fuori finalmente dall acqua gelida. Non potevo camminare a causa che tutto il corpo mi si era intorpidito e quello grosso con il pancione mi sollevò e mi caricò come un sacco di patate sulle spalle. Mi gettarono sulla panca degli spogliatoi. Mi legarono con le fasce che si usano per proteggere le mani sotto ai guantoni e cominciarono a turno a scoparmi il culo e la bocca. Con quei loro cazzoni, mi aprirono il culo come una troia sfatta, mi scopavano la bocca fino a farmi vomitare e a turno mi vennero ciascuno prima in bocca e poi nel culo. Dovevo ingoiare lo sperma e stare zitto altrimenti mi menavano. Il tutto durò più di un ora e alla fine non sentivo più il culo tanto che me lo avevano slabbrato. Mi slegarono e mi portarono in centro alle docce. Ancora mi fecero mettere a quattro zampe e mi misero un grosso imbuto nel culo. Poi tutti ridendo e giocando a fare centro pisciarono tutti insieme dentro al mio culo sfatto. Finito mi scappava da cagare e mi guardarono mentre mi svuotavo sborsa, piscio e merda dal culo. Uno prese una gomma e attaccandola al rubinetto, cominciò a spruzzarmi, urlandomi lavati cagna! Poi mi fece sdraiare a pancia sotto e mi riempì d acqua il culo facendomela espellere più e più volte.
Ero fradicio, stanco. Avevo un freddo cane. Mi sentivo violato dentro e umiliato come una troia. Ma non era finito. Mi presero di peso in quattro e mi misero ancora sulla panca. Poi attaccarono due elettrodi di un elettrostimolatore sportivo alle mie palle, mentre per il cazzetto, siccome era tutto rientrato ed era poco più di quattro centimetri, per potere mettere bene i cerotti sull asta del cazzo. Mi legarono il cazzetto stendendomelo tutto con due stecchi da gelato, così poterono mettermi un cerotto davanti e uno dietro, andando a coprire tutto il cazzo. Accesero l’eletttrostimolatore, le scariche erano ritmiche, prima alcuni colpi rapidi come un martelletto che mi picchiava il cazzo, poi una forte scarica più lunga che mi faceva ritirare le palle. Continuarono ad aumentare la potenza, ridendo e dicendomi che mi avrebbero castrato per bene. La potenza divenne sempre più forte. Il picchettio nel cazzo era insopportabile ma mi cominciava a piacere, e così gridai più forte,più forte vi prego! La scarica nelle palle arrivò così forte che mi fece rientrare i testicoli fino in gola. Dopo questa scarica le palle, ormai svuotate, si aprivano e chiudevano come due sacchettini di ventilazione… poi arrivò una scarica così forte che mi fece tremare tutto e improvvisamente dal mio cazzo uscì tantissima sbora misto a piscio, che fece ridere tutti. Gli uomini ridendo dissero hai visto che ti piace, essere senza palle. Brutta checca merdosa, fai veramente schifo a godere in questa situazione. Mi sganciarono gli elettrodi e due di loro cominciarono a pestarmi quello che era rimasto del mio cazzetto con i piedi. Uno mi prese la faccia e cominciò a sferrarmi dei ceffoni alternati a sputi. Poi rinfilò ancora il suo cazzone in bocca e mi disse : succhia puttana.
Smisero di pestarmi le palle e L uccello. E uno di loro disse: guardate sembra un clitoride adesso il suo cazzetto. Guardai anche io e infatti vidi che dopo il freddo, l’elettrostimolazione e le pestate, ormai il cazzetto era tutto rientrato, lo scroto si era attaccato al pistolino e uscendo solo il glande rossastro, sembrava veramente un clitoride. Infoiati da questa visione, le loro aste diventarono dure e ricominciarono uno alla volta a scoparmi stimolandomi il glande come fosse un clitoride femminile. Provai un piacere immenso, non so quante volte dal mio cazzetto uscì qualche goccia di sperma, mentre loro invece venivano copiosamente dentro il culo oppure in faccia. Finimmo tutti sfiniti. Ed in quel momento sentìi i passi di una settima persona arrivare. Era Riccardo! Aveva organizzato tutto lui. Mi sorrise e mi disse allora ti sei sentito una vera troia? Quanto ti è piaciuto?.
Sorrisi e risposi. Mi è piaciuto troppo. Ora ti tocca organizzarlo tutte le settimane!!
scritto il
2026-08-25
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