Mi racconto

di
genere
corna

Sono una donna sposata di circa 58 anni, di Napoli, ma che da moltissimi anni vivo in un comune della provincia di Caserta che per ovvi motivi, non v’indicherò.

Sono sposata, ma il matrimonio non ha mai funzionato, mio marito ha sempre avuto altri interessi, vi scriverò in seguito di lui.

Credo che vi possa interessare che ha seguito del suo disinteresse ho fatto delle scelte extraconiugali, di cui vi scriverò.

Va detto che ho avuto una figlia, con fecondazione assistita ( almeno formalmente) oggi ha circa 25 anni e io ne ho quasi 60, una bellissima nipotina, che rappresenta la mia gioia.
Devo confermare che mio marito ha interessi omosessuali, gli piace travestirsi da donna, collant, rossetti, guarda materiale gay, visita siti gay, anche se non si è mai dichiarato ufficialmente a tutti nella sua vera identità sessuale, anzi ufficialmente lui è mio marito, padre di mia figlia.
Inizio col dirvi che qualche anno prima che nasceva mia figlia, vivevo quasi la clausura, sempre a casa da sola, isolata dal mondo. Poi mio marito ( che chiamerò il cornuto) diede il mio numero di cellulare, con una scusa banale, a un uomo molto noto in paese, uno che aveva la nomea del donnaiolo. Dopo qualche settimana, iniziarono le telefonate, all’inizio erano piene di galanteria, tanto interessamento a me, mi sentivo lusingata, un uomo così benestante, influente, conosciuto spendeva tanto tempo con me, poi giunsero i complimenti inizialmente velati, poi sempre più audaci. Inevitabilmente venne l’invito per un caffè al bar, un innocente caffè, accettai, anche se mi sentivo in colpa, poi altro invito, altro caffè, segui la passeggiata in auto, poi la sosta in un luogo appartato. Lì Sapevo che stavo per tradire mio marito, così fu, una carezza, un bacio sulle guance, poi sulle labbra, le aprii e la sua lingua entrò, baciava in modo diverso dal cornuto e a me piaceva. Poi le carezze divennero intime, sui seni, tra le gambe,avevo il pantalone lo slaccio, e toccava come il gay non mi aveva mai toccato. Prese la mia mano la posò sul pene, disse guarda che mi combini, abbasso la lampo, tiro fuori il cazzo, il cornutone aveva un pisellino flaccido, lui un vero pene, ecco la mano sulla mia nuca, con decisone mi abbasso la testa, io schiusi la bocca e lo iniziai a succiare e leccare come lui mi diceva di fare, dopo un po di tempo, mi arrivò la sua sborra in bocca, buona pensai, non ne persi una goccia, di lì in poi sarei diventata una bevitrice di sborra e quanta ne ho bevuta in quasi 25 anni.

Ogni giorno una telefonata e anche più, da un lato mi sentivo corteggiata, lusingata, da un altro lato mi sentivo in colpa. Quel gay di mio marito non mi scopava, il suo cazzo era del tutto insignificante, ora che avevo conosciuto un vero uomo, sapevo che mio marito non era buono. Comunque volevo una figlia, per l’inseminazione in laboratorio ci volevano molti soldi, quindi decisi di chiederli al boss, gli spiegai che volevo una figlia e che ufficialmente dovevo fare l’inseminazione per non destare sospetti, lui capì e mi aiutò economicamente era inteso che la vera inseminazione la faceva lui con monte continue,due e tre volte alla settimana.. contemporaneamente seguivo quella in laboratorio col seme di mio marito che nonostante i potenziamenti non mi lasciava incinta… alla fine ero gravida… meglio non fare il DNA a mia figlia… non so a chi dei due è figlia… probabilmente al boss. Durante la gravidanza il cornuto contribuì a ignorarmi, mentre il boss si divertiva in ogni modo, ero una vera vacca, mi scopava in ogni modo, il culo era ormai suo e lo usava quando voleva, ero ormai sottomessa, tutti i soldi che aveva cacciato per l’inseminazione (vera o finta non si sa’) . Inoltre i seni mi crescevano ancor più, già ho una 6 taglia, sembravo una mucca, il boss gradiva mungermi, lo faceva sempre a ogni incontro e io mugolavo dal piacere. Ero sempre più una vera troia.
Il compare veniva a casa per qualche sveltina, mi dovevo inginocchiare e lavorare il cazzo con la bocca, poi mi faceva alzare, mi avvicinava al tavolo della cucina, mi abbassava i pantaloni, i collant, le mutande e facendomi chinare a 90 gradi sul tavolo, mi fotteva. Lo faceva con foga, tanto che il tavolo iniziò a traballare, il cornutone se ne accorse, gli risposi che il tavolo si stava facendo vecchio. Il compare si era fatto dare le chiavi di un appartamento estivo, da un suo amico, mi diceva quando dovevo andare e io lo raggiungevo in bici, lì mi sfondava come voleva e io dovevo solo assecondare, ma godevo e mi stava bene. Non mi fece mai trovare qualche suo amico per fare qualcosa a tre, non mi sarebbe dispiaciuto, ma non avevo il coraggio di chiederlo, penso che lui voleva tenermi solo per lui, visto che era diventato vedovo e gli piaceva la carne fresca, come spesso mi definiva.
Gli anni passavano, il cornutone, continuava in privato a indossare collant, a mettere rossetto, a vedere siti gay, non esitava nel dirmi che gli piacevano gli uomini. Comunque era ubbidiente e se il boss voleva qualche mia foto nuda, lui senza esitare la faceva e io la inviavo al mio compare, non so se le usava per segarsi o per farle vedere ai suoi amici, per vantarsi con loro, sul serio non lo so’, so solo che le pretendeva e il cornutone le faceva.
Spesso il cornutone mi diceva di chiamare il compare per la manutenzione della casa, lui mandava gli operai che mi mangiavano con gli occhi, ma non andavano oltre, sapevano che ero la puttana del boss. I conti degli operai li pagavo in natura, Il compare veniva e esigeva,al cornutone stava bene, diceva ma veramente è un amico, sempre disponibile….,io dicevo in mente mia… ma sai quante corna hai?
La bimba ormai frequentava le classi medie, lì un professore, che non era del paese e quindi non aveva riverenza verso il vecchio boss, inizio a guardarmi, io ne ero lusingata, finalmente un uomo colto, più giovane del compare, ma difficile andare oltre gli sguardi e qualche parola dí cortesia poi la scuola organizzò dei corsi per adulti, senza esitare n’iscrissi, sapendo che lui era uno dei docenti, tutto fu molto facile, dopo poco ero in una camera d’albergo a farmi scopare da questo nuovo amante Fin dalla prima volta si mise il preservativo, cosa che non faceva il compare, io accettai, una maggiore protezione non mi dispiaceva, il cazzo ormai lo sapevo lavorare, con o senza preservativo. Scopava bene, preferiva spagnole , bocca, fica, a pecora, qualche volta in culo, ma io facevo finta di non gradire. Una delle volte in albergo apri la sua borsa e caccio un vibratore, feci finta di scandalizzarmi, anche se ne avevo una voglia matta, lui per quella volta non lo usò. Inutile dirvi che superai il corso, anche i voti di mia figlia ebbero dei notevoli miglioramenti, credevo che nessuno a scuola intuisse niente, ma una vecchia bidella, inizio a fare delle batuttine,maliziose, che mi fecero comprendere che in giro si sapeva che il professore mi scopavaca. Per fortuna il vecchio boss non capii nulla, così ogni settimana, avevo due uomini che con appuntamento fisso mi scopavano, mi riempivano, tutti i buchi, anche al professore feci capire che mi piaceva bere la sborra, lui quando stava per arrivare toglieva il preservativo e io bevevo, piacevoli quei getti caldi, dolciastri, che riempivano la bocca e scendevano nell’ intestino, ne avrò bevuti ettolitri, anche il professore non mi chiedeva intimo erotico e io ne soffrivo, avevo voglia di sentirmi donna fatale, ma due amanti, non lo capivano, mi trattavano solo come una svuota palle. Il cornutone era molto fiero di me che avevo superato il corso, e dei bei voti di mia figlia ( forse sua).
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scritto il
2026-08-25
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