Le tre zione, e lo studente affamato. Come poteva finire? grandi chiavate
di
Francesco Sesto
genere
incesti
Capitò non improvvisamente, ma col tempo, e fu una cosa esposiva per Giacomo, studente 19enne, che si recava a B. per frequentare l'Università, facoltà di ingegneria.
A B. c'erano due sorelle del padre, una , Giovanna, vedova, 54 anni, abbondante di seno e culo, ma non grassa, molto gentile e ben disposta verso il nipote.
Poi c'era Maria, severa docente di matematica, mai sposata, non le si conoscevano maschi, tettona, ma dissimulava, tuttavia una bella donna anche lei, 52 anni.
Con loro viveva la cugina Adriana, 56 anni, separata dal marito, che faceva vita riservata, avevano un'intero piano di una palazzina di tre piani, e si offrirono di ospitare per il periodo universitario Giacomo, volevano molto bene al padre.
Giacomo, si trovò benissimo, gli diedero un monolocale con bagno, ma poteva accedere a tutta la casa grandissima.
Il primo anno, Giacomo, anche aiutato da zia Maria, rese molto bene in Università, e le zie erano contente, lo elogiavano, tutto filava per il meglio, ma il meglio doveva ancora venire.
La Giovanna, aveva una particolare simpatia per lui, spesso lo abbracciava e lo baciava, niente di malizioso, ma certo Giacomo un po si eccitava.
Giacomo aveva lasciato la ragazza al paese, ma non aveva molta passione per lei, segretamente adorava le donne mature, e fece più di un pensiero sulle tre zie che si ritrovava per casa.
Ma fu Giovanna che ruppe gli indugi, senza dare a vedere, si accorse che Giacomo era durissimo, e se lo toccava lo prese un po in giro, poi senza dire tante parole lo prese in mano e lo segò, ma Giacomo sborrò quasi subito.
Giovanna fu comprensiva, lo portò nella sua camera, le altre erano uscite, Giacomo era già ripartito, lei si scoprì le belle tettone e Giacomo si attaccò subito ad entrambe, sembrava impazzire, e Giovanna godeva molto al seno.
Calmati bello, calmati stai sereno, lei lo guidava con sapienza, sapeva che dopo la prima sborrata con la sega ora era più calmo, e gli fece provare un primo pompino, con abilità, evitando che sborrasse subito un'altra volta.
Solo a quel punto fece sdraiare Giacomo, consapevole che poteva sborrare subito e fu lei a cavalcarne il cazzo, che Giacomo aveva non piccolo, durissimo.
In quella posizione Giacomo imparò a durare, mentre Giovanna aveva i primi piccoli orgasmi.
Quando Giovanna si sdraiò sul letto, Giacomo la cavalcò, con impeto, ma aveva capito che doveva moderarsi, e le strappò gridolini di orgasmo, e poi non ce la fece più, e sborrò a litri in quella figona.
Giovanna lo carezzava, gli diceva che si poteva fare molto meglio rallentando e godendosi il momento, insomma cercava di educarlo a un sesso meno istintivo.
Prima che rientrassero le altre due zie, Giovanna , visto che si rieccitava subito, gli fece avere un altro rapporto, ed ora Giacomo si rivelò molto più esperto e capace di tenere.
Certo a 20 anni tre sborrate ci stanno, e Giacomo era atletico e muscoloso, non ne risentì affatto.
Giovanna gli disse di non dire niente a nessuno, avrebbero potuto avere altri rapporti quando non c'era nessuno in casa o nella notte, sarebbe andata
Giovanna da lui.
Ora Giacomo si sentiva un ras, potente, e guardava diversamente le donne.
Giovanna che era caldina, non gli fece mancare sesso, tanto che lui perdeva interesse per le ragazze anche se non smetteva di frequentarle.
Era bravissima di bocca, e di figa caldissima, ma gli fece provare anche il rapporto anale.
Ma Giacomo non smetteva di arraparsi per la prof zia Maria, e guardava con un certo interesse anche Adriana.
Giovanna era comprensiva e gli disse che mentre Maria aveva un'amante donna, un'altra professoressa, Adriana era rimasta delusa dagli uomini, e da anni non aveva rapporti.
Giovanna gli suggerì anche come abbordare Adriana, parlandole di poesie di cose romantiche, e chiedendo delle poesie che scriveva.
Così Adriana cominciò ad andare dal figlio del cugino, oppure a chiamarlo nel suo appartamento, e si mostrava sempre più scollata e mostrava tranquilla le cosce.
Giacomo si era fatto audace, e le chiese un bacio, Adriana scherzò baciandolo su una guancia, ma poi il bacio possente, intimo lungo ci fu.
Ora Giacomi sapeva che fare le mise a nudo il seno e cominciò a baciarlo mentre Adriana ansimava e gli metteva le unghie nei capelli, non ci volle molto perchè anche lei tirasse fuori il cazzo e poi si chinasse a prenderlo in bocca, con sapienza, e poi si fecero un paio di chiavate alternando le posizioni, Adriana era proprio a secco da molti anni, e accettò quel sesso con il ragazzo forte e voglioso con gioia.
Giovanna non solo non era gelosa, ma era contenta che Giacomo scopasse, e che Adriana fosse contenta anche lei, dopo anni di chiusura.
Una sera che Maria non c'era, non esitarono a mettersi in tre e fare molti giochi, ormai Giacomo era esperto.
Le due donne con quel tarello sempre diritto e duro si rilassarono e godevano felici.
Rimaneva Maria, ma Giacomo aveva un profondo rispetto per lei, che lo aiutava a studiare.
Ma negli ultimi tempi, era ormai al terzo anno, capitava che Maria si mettesse affianco a lui sulla scrivania, e spesso lui le sfiorava il seno o le cosce, e lei non si cuarva della gonna che risaliva.
Giacomo decise di psare, e allungò una mano sulla coscia, che Maria non respinse.
Ma lo guardò e gli chiese: ma non ti bastano mia sorella e mia cugina?"
Giacomo ebbe risposta pronta, disse che aveva desiderato lei fin dal primo momento, ma non osava, mentre le altre erano state molto comprensive.
E che vorresti fare? lo sai che vado con le donne?
Giaocmo disse, ma mica questo ti impedisce di darmi un bacio
E il bacio ci fu, nient'altro per quella sera, ne parlò con la Giovanna, che ne era felice, magari venisse con te sesso bello ed appagante con le donne rimane sempre vogliosa, per lei ci vuole un maschio potente come te.
Inaspettatamente Maria lo invitò ad un viaggio di studio, ma .. aveva preso la stessa camera per entrambi.
Non ci furono molte scene, si desideravano e basta, lontano da casa, un'isola per loro due.
Non era vergine Maria, aveva avuto un fidanzato importante da giovane, ma con Giacomo si scatenò.
Insegnò a Giacomo a darle piacere di bocca lo fece mettere fra le sue cosce mentre era seduta sul divano, poi fu lei a prenderlo in bocca, e poi si unirono in una chiavata lunghissima, Giacomo forse venne due volte senza uscire e Maria ebbe continuamente orgasmi.
Nella notte si svegliarono e ripresero a chiavare come assatanati.
Ora il trio era completo, ma non ci furono imbarazzi, Giacomo si avviava a una laurea con ottimi voti, le tre donne sapevano come svezzarlo piano, non rinunciavano al sesso con lui, ma lo diradavano, finchè Giacomo non si laureò e poi passò da loro con la fresca fidanzata.
C'è da dire che qualche altro rapporto lo ebbero quando Giacomo tornava a B.
Loro tre si mantenevano fresche ed appetitose e finirono epr sistemarsi con degli uomini per l'ultima parte della vita.
Ma quel rapporto complice non smise mai
A B. c'erano due sorelle del padre, una , Giovanna, vedova, 54 anni, abbondante di seno e culo, ma non grassa, molto gentile e ben disposta verso il nipote.
Poi c'era Maria, severa docente di matematica, mai sposata, non le si conoscevano maschi, tettona, ma dissimulava, tuttavia una bella donna anche lei, 52 anni.
Con loro viveva la cugina Adriana, 56 anni, separata dal marito, che faceva vita riservata, avevano un'intero piano di una palazzina di tre piani, e si offrirono di ospitare per il periodo universitario Giacomo, volevano molto bene al padre.
Giacomo, si trovò benissimo, gli diedero un monolocale con bagno, ma poteva accedere a tutta la casa grandissima.
Il primo anno, Giacomo, anche aiutato da zia Maria, rese molto bene in Università, e le zie erano contente, lo elogiavano, tutto filava per il meglio, ma il meglio doveva ancora venire.
La Giovanna, aveva una particolare simpatia per lui, spesso lo abbracciava e lo baciava, niente di malizioso, ma certo Giacomo un po si eccitava.
Giacomo aveva lasciato la ragazza al paese, ma non aveva molta passione per lei, segretamente adorava le donne mature, e fece più di un pensiero sulle tre zie che si ritrovava per casa.
Ma fu Giovanna che ruppe gli indugi, senza dare a vedere, si accorse che Giacomo era durissimo, e se lo toccava lo prese un po in giro, poi senza dire tante parole lo prese in mano e lo segò, ma Giacomo sborrò quasi subito.
Giovanna fu comprensiva, lo portò nella sua camera, le altre erano uscite, Giacomo era già ripartito, lei si scoprì le belle tettone e Giacomo si attaccò subito ad entrambe, sembrava impazzire, e Giovanna godeva molto al seno.
Calmati bello, calmati stai sereno, lei lo guidava con sapienza, sapeva che dopo la prima sborrata con la sega ora era più calmo, e gli fece provare un primo pompino, con abilità, evitando che sborrasse subito un'altra volta.
Solo a quel punto fece sdraiare Giacomo, consapevole che poteva sborrare subito e fu lei a cavalcarne il cazzo, che Giacomo aveva non piccolo, durissimo.
In quella posizione Giacomo imparò a durare, mentre Giovanna aveva i primi piccoli orgasmi.
Quando Giovanna si sdraiò sul letto, Giacomo la cavalcò, con impeto, ma aveva capito che doveva moderarsi, e le strappò gridolini di orgasmo, e poi non ce la fece più, e sborrò a litri in quella figona.
Giovanna lo carezzava, gli diceva che si poteva fare molto meglio rallentando e godendosi il momento, insomma cercava di educarlo a un sesso meno istintivo.
Prima che rientrassero le altre due zie, Giovanna , visto che si rieccitava subito, gli fece avere un altro rapporto, ed ora Giacomo si rivelò molto più esperto e capace di tenere.
Certo a 20 anni tre sborrate ci stanno, e Giacomo era atletico e muscoloso, non ne risentì affatto.
Giovanna gli disse di non dire niente a nessuno, avrebbero potuto avere altri rapporti quando non c'era nessuno in casa o nella notte, sarebbe andata
Giovanna da lui.
Ora Giacomo si sentiva un ras, potente, e guardava diversamente le donne.
Giovanna che era caldina, non gli fece mancare sesso, tanto che lui perdeva interesse per le ragazze anche se non smetteva di frequentarle.
Era bravissima di bocca, e di figa caldissima, ma gli fece provare anche il rapporto anale.
Ma Giacomo non smetteva di arraparsi per la prof zia Maria, e guardava con un certo interesse anche Adriana.
Giovanna era comprensiva e gli disse che mentre Maria aveva un'amante donna, un'altra professoressa, Adriana era rimasta delusa dagli uomini, e da anni non aveva rapporti.
Giovanna gli suggerì anche come abbordare Adriana, parlandole di poesie di cose romantiche, e chiedendo delle poesie che scriveva.
Così Adriana cominciò ad andare dal figlio del cugino, oppure a chiamarlo nel suo appartamento, e si mostrava sempre più scollata e mostrava tranquilla le cosce.
Giacomo si era fatto audace, e le chiese un bacio, Adriana scherzò baciandolo su una guancia, ma poi il bacio possente, intimo lungo ci fu.
Ora Giacomi sapeva che fare le mise a nudo il seno e cominciò a baciarlo mentre Adriana ansimava e gli metteva le unghie nei capelli, non ci volle molto perchè anche lei tirasse fuori il cazzo e poi si chinasse a prenderlo in bocca, con sapienza, e poi si fecero un paio di chiavate alternando le posizioni, Adriana era proprio a secco da molti anni, e accettò quel sesso con il ragazzo forte e voglioso con gioia.
Giovanna non solo non era gelosa, ma era contenta che Giacomo scopasse, e che Adriana fosse contenta anche lei, dopo anni di chiusura.
Una sera che Maria non c'era, non esitarono a mettersi in tre e fare molti giochi, ormai Giacomo era esperto.
Le due donne con quel tarello sempre diritto e duro si rilassarono e godevano felici.
Rimaneva Maria, ma Giacomo aveva un profondo rispetto per lei, che lo aiutava a studiare.
Ma negli ultimi tempi, era ormai al terzo anno, capitava che Maria si mettesse affianco a lui sulla scrivania, e spesso lui le sfiorava il seno o le cosce, e lei non si cuarva della gonna che risaliva.
Giacomo decise di psare, e allungò una mano sulla coscia, che Maria non respinse.
Ma lo guardò e gli chiese: ma non ti bastano mia sorella e mia cugina?"
Giacomo ebbe risposta pronta, disse che aveva desiderato lei fin dal primo momento, ma non osava, mentre le altre erano state molto comprensive.
E che vorresti fare? lo sai che vado con le donne?
Giaocmo disse, ma mica questo ti impedisce di darmi un bacio
E il bacio ci fu, nient'altro per quella sera, ne parlò con la Giovanna, che ne era felice, magari venisse con te sesso bello ed appagante con le donne rimane sempre vogliosa, per lei ci vuole un maschio potente come te.
Inaspettatamente Maria lo invitò ad un viaggio di studio, ma .. aveva preso la stessa camera per entrambi.
Non ci furono molte scene, si desideravano e basta, lontano da casa, un'isola per loro due.
Non era vergine Maria, aveva avuto un fidanzato importante da giovane, ma con Giacomo si scatenò.
Insegnò a Giacomo a darle piacere di bocca lo fece mettere fra le sue cosce mentre era seduta sul divano, poi fu lei a prenderlo in bocca, e poi si unirono in una chiavata lunghissima, Giacomo forse venne due volte senza uscire e Maria ebbe continuamente orgasmi.
Nella notte si svegliarono e ripresero a chiavare come assatanati.
Ora il trio era completo, ma non ci furono imbarazzi, Giacomo si avviava a una laurea con ottimi voti, le tre donne sapevano come svezzarlo piano, non rinunciavano al sesso con lui, ma lo diradavano, finchè Giacomo non si laureò e poi passò da loro con la fresca fidanzata.
C'è da dire che qualche altro rapporto lo ebbero quando Giacomo tornava a B.
Loro tre si mantenevano fresche ed appetitose e finirono epr sistemarsi con degli uomini per l'ultima parte della vita.
Ma quel rapporto complice non smise mai
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