La matura santarellina
di
MarClau
genere
tradimenti
Inizio con le doverose presentazioni, siamo Marco e Claudia, una coppia non giovanissima ma giovanile, entrambi 52enni, io 1,68, statura media, piacente e ci tengo a precisarlo assolutamente etero e attivissimo. Lei 1,65, classica mora mediterranea, non magrissima ma con le forme giuste al posto giusto, una donna direi “morbida” ma molto piacente. Viviamo una vita sessuale abbastanza attiva e seppur lei sia la classica mogliettina e mamma per bene, fedele, di quelle casa e chiesa (una santarellina per intenderci) posso dire che a letto non mi fa mancare nulla..anal a parte ovviamente, il suo “credo religioso” non concepisce questa pratica, e la sua convinzione sul fatto che questa sia una cosa dolorosa fa si che il suo culetto (o culone che dir si voglia) sia ancora vergine, ma a parte questo “piccolo dettaglio” non mi ha mai dato motivo per lamentarmi, ma arriviamo subito all’esperienza che mi porta a scrivere questa storia.
Negli ultimi mi sono reso di essere diventato sempre più “porcellino” nei miei pensieri, e da li nasce la mia fantasia di trasgressione, di possederla insieme ad altri uomini.
Non mi definisco un cuck in quanto per definizione il cuck è colui il quale prova eccitazione nel vedere o sapere la propria partner quando ha rapporti con un'altra persona, il mio di desiderio sarebbe invece quello di condividerla, di possederla anche io assieme ad altri, ma ovviamente lei tutt’altro è che la classica persona a cui puoi confidare simili fantasie.
Come credo facciano tanti mariti con fantasie simili alle mie inizio un pò per gioco a frequentare siti e chat a tema fino a che un giorno conosco un tizio (che qui chiamerò Davide).
Con Davide chattiamo per diverso tempo, riesce a dimostrarmi il suo essere affidabile, i suoi modi di fare che ho reputato compatibili con la possibilità di provare a corteggiare mia moglie e soprattutto tanta pazienza.
Decido così di “correre il rischio”, non voglio che il mio resti solo un sogno e gli do modo di mettersi in contatto con lei, unica mia condizione (a parte la serietà ovviamente)? A prescindere da come vada dovrà tenermi aggiornato su tutto.
Lui è un ingegnere 54enne con studio privato a 20 minuti d’auto da dove viviamo noi, un tipo a modo e di bella presenza.
Arriva il momento del contatto, lui mostra sempre gentilezza e mai segni di avere secondi fini, uno scambio di messaggi che dura ben 3 mesi prima che la fiducia di lei venga conquistata al punto di accettare un primo incontro conoscitivo nei parcheggi di un vicino centro commerciale (ovviamente di giorno).
Saranno ben 4 questi incontri, tutti allo stesso punto prima che lui le chieda cosa bisogna fare per prendere un buon caffè in maniera tranquilla e magari non sotto il sole.
Claudia: ascolta, ti sei dimostrato un brav’uomo, ma non credo sia il caso di andarsi a sedere al tavolo di un bar con il rischio tra l’altro di essere visti, so che non staremmo facendo nulla di male, ma se qualcuno dovesse vederci mi darebbe fastidio dovermi in qualche modo giustificare, non è da me.
Davide: hai perfettamente ragione, come darti torno. Ascolta ma, se invece ti invitassi allo studio da me? Li nessuno ci vedrebbe e un buon caffè potremmo prenderlo in tutta tranquillià.
Claudia: dai non so se è il caso, inizi a ispirarmi fiducia, sei una persona seria ma non so.
Davide: ok dai non voglio insistere, semmai un giorno anche tu avrai questo piacere sai che io non potrei esserne più che felice.
Ogni singola parola, ogni cosa anche la più insignificante Davide non perdeva tempo per raccontarmi rendendomi partecipe.
Davide: ei Marco (mi scrive Davide con un messaggio), non ci crederai ma…mi ha appena scritto tua moglie, un semplice OK per quel caffè allo studio da te, quando e dove?
Io: waoooo…finalmente, e allora? Quando verrà?
Davide: le ho detto che se voleva io sono libero anche adesso, sta per arrivare. Ma ascolta, non aspettarti grossi risultati adesso, è da 4 mesi ormai che le vado dietro e non rischierò di rovinare tutto in 2 minuti buttandomi addosso a lei in maniera avventata, è una donna molto tosta.
Io: ma certo ci mancherebbe, la pazienza deve farla da padrona, l’importante tu mi tenga sempre aggiornato.
Davide: ovvio ci mancherebbe, ok vado adesso, hanno appena suonato sicuramente è lei.
Passano 2 interminabili ore prima che lui mi scriva.
Davide: nulla di che, le ho fatto vedere lo studio, le ho mostrato cosa faccio li dentro, ci siamo seduti l’uno difronte all’altra dopo un buon caffè e abbiamo chiacchierato del più e del meno però, tornerà dopodomani.
Io: ottimo dai, speriamo bene.
Con lei ci siamo sempre confidato tutto, ma stranamente di questa storia non mi ha ancora detto nulla, ne dei suoi primi incontri al centro commerciale con questo nuovo amico, ne delle sue 2 prime visite al suo studio ne della terza visita in programma per questo prossimo venerdì, questa volta per il primo pomeriggio.
Sapevo che lei sarebbe stata da lui già alle 15.00, sono le 19.00 quando non ho ancora notizie di lui, un po mi incazzo perchè ci siamo sempre promessi di tenerci aggiornati in maniera tempestiva, era il nostro imprescindibile patto, a tratti ero tentato di contattarlo io ma al contempo temevo il rischio di mandare tutto a puttane se lei fosse stata ancora li, non potevo che rassegnarmi e aspettare.
Alle 19.20 finalmente sento la notifica del mio wahtsapp, è lui.
Davide: ei…ci sei?
Io: alla buon ora accidenti ma che fine avevi fatto.
Davide: perdonami, non potevo scriverti prima, lei è appena uscita
Io: azz, oltre 4 ore li dentro? Ma cos’è successo?
Davide: mettiti comodo che ti racconto
Io: così mi metti in fibrillazione…daiiii
Davide: oggi a un certo punto (potevano essere le 16.00) le ho chiesto in maniera un po sfacciata se potevo farle una domanda un po strana.
Claudia: Certo dimmi.
Davide: ecco io…sono curioso, mi diresti che mutande indossi?
Claudia: ma daiiii ma che domanda è.
Davide: e dai ti avevo detto che era una domanda strana hehe…però son curioso
Claudia: normalissime mutande, non porto mai perizoma o cose simili se è quello che volevi sapere, non li trovo affatto comodi.
So che non era nulla, ma già il fatto che anziché rispondergli le avesse risposto…
Davide: colore?
Claudia: bianche con gli orsacchiotti stampati
Davide: daiiiii con gli orsacchiotti non ti credo
Claudia: e niente, non devi mica per forza credermi?
Davide: mi hai messo curiosità, perché me li fai vedere questi orsacchiotti?
Claudia: o ma che diciii
Davide: Marco (mi ha scritto stavolta rivolgendosi a me), stavamo seduti uno difronte all’altro così vicini che le nostre ginocchia si sfioravano, dovevi vedere la sua faccia, sembrava una ragazzina imbarazzatissima quando con una mano le ho sollevato il vestitino ma mi ha sorpreso, pensavo si alzasse irritata e invece…
Io: invece cosa? Dai cazzo non farmi stare sulle spine racconta, invece cosa?
Davide: ha aperto le gambe Marco, ha aperto le gambe per mostrarmi gli orsacchiotti stampati sulle sue mutande.
Io: cazzo, ti prego dimmi che sei andato oltre.
Davide: ma che carini questi orsacchiotti le ho detto accarezzandone uno, mordono??
Claudia: hahaha che scemo….mordono, eccome se mordono, mordono ed azzannano
Davide: ma dai, il primo mi ha lasciato indenne e anche il secondo sembra essere innocuo
Con quella frase Davide mi ha descritto come con un secondo dito stesse accarezzando un altro di quegli orsacchiotti stampati sulle mutande di mia moglie.
Davide: (rivolto a me) quando ho iniziato a sfiorarle gli slip con 2 dita a un tratto si è come irrigidita e allontanandomi la mano si è alzata, senza dire una parola, ed è stato proprio quel suo silenzio a suggerirmi di osare oltre. Mi alzo, mi avvicino a lei, la stringo a me, ho cercato la sua lingua con la mia e…quando l’ho trovata senza alcuna resistenza ho provato a far scendere le mie mani dalla sua schiena alle chiappe. Ho passato un paio di minuti a palpargliele, poi dopo aver abbassato la zip dietro del suo vestitino ho portato le mani sulle sue spalle senza mai smettere di limonarla, ho iniziato piano piano a farglielo scivolare prima dalle spalle, poi a meta busto fino a farglielo scivolare completamente ai piedi. Quando mi sono staccato un po da lei per ammirarla li in piedi con il solo intimo addosso si è girata la testa dall’altro lato, si vedeva che era imbarazzatissima, e allora me la sono stretta di nuovo contro riprendendo a palparle il culo ma stavolta ovviamente da sopra le mutande visto che il vestito non c’era più. Quando mi è sembrata un po più sciolta sono salito con le mani alla sua schiena, le ho slacciato il reggiseno e ho lasciato cadere a terra anche quello.
Mentre la osservavo in mutande davanti a me ti pensavo, sembrava essere fatta ormai ma ecco che si è nuovamente irrigidita.
Claudia: dai credo sia degenerata la cosa, non so che mi è preso, forse è meglio che ci rivestiamo.
Davide: ma no ti prego, io volevo solo i tuoi orsacchiotti, lasciameli dai, pensa tornare a casa se tuo marito si accorgesse che non li hai più, certo no potresti dirgli che sono scappati nel bosco..hahaha…e mentre le dicevo questo intanto giocavo con le dita sull’elastico dei suoi slip.
Claudia: che scemo, dai lasciami andare, ora è meglio che vada.
Ho praticamente fatto finta di non sentirla, l’ho stretta nuovamente a me e ho ripreso a palparle il culo ma..stavolta infilando le mani dentro le mutande.
Davide: dai ti prego, dammi gli orsacchiotti…e ho iniziato lentamente a sfilarle le mutande. Marco credimi, una volta arrivatole alle ginocchia è stato eccitante sentirle dire di no e al tempo stesso vederle stringere le gambe per farle scivolare a terra.
Io: cazzo non ci credo…e poi??
Davide: poi lei di scatto si è ritratta dicendomi “contento che ti sei preso questi benedetti orsacchiotti? E sedendosi sul divanetto ancora nuda si è ripresa il vestito, penso volesse rimetterlo.
Io: e tu?
Davide: e io mi sono andato a sedere sul divanetto accanto a mostrando un’aria delusa e triste.
Claudia: che c’è, anche tu hai capito che stavamo per fare una cazzata?
Davide: no cara io…a dire il vero stavo solo pensando che non posso uscire in questo stato, vedi cosa mi hai fatto?
Davide: Marco avresti dovuto vedere la sua espressione quando dicendole questa cosa gliel’ho tirato fuori, si è portata le mani alla bocca come se fosse la prima volta che ne vede uno..hahaha.
Claudia: ma cosa fai, smettila ti prego dai
Davide: guarda cos’hai fatto le ho detto portandole una mano sul mio cazzo, non lo si riesce più neanche a piegare.
Claudia: dai ti prego smettila non è giusto
Davide: ma dai vuoi dirmi che non ne hai mai visto uno?
Claudia: no non è questo certo che l’ho visto magari non così enorme ma…accidenti ma cosa mi fai dire, dai non è giusto e basta.
Io: mai così enorme? Io finora non l’ho mai sentita lamentare di questo, mi sento un normodotato con i miei 16cm.
Davide: Marco 16cm sono assolutamente rispettabili, ma se vero che lei oltre al tuo non ne ha toccati altri allora questa è la prima volta che se ne è trovata 20 in mano.
Io: cazzo
Davide: si girava dall’altra parte imbarazzata, continuava a dire che non fosse giusto ma continuava a tenerlo in mano eppure io la mano gliel’avevo lasciata. A un certo punto si è girata a osservare la sua mano, mi ha guardato in faccia e mi dice:
Claudia: guarda, non riesco a congiungere le dita, troppo grosso.
Davide: dai che un po curiosa lo sei, perché non lo guardi da vicino le ho detto tirandola delicatamente per una mano verso di me.
Claudia: be si direi che è vero, non puoi uscire in questo stato, mi sa ti toccherà aspettare un po
Davide: perché aspettare, tu potresti farla qualcosa per aiutarmi
Claudia: a si? E cosa dovrei fare per aiutarti.
Davide: ma..potresti provare a consolarlo, magari con tanti bacetti
Claudia: non credi di esagerare?
Davide: Marco era stupendo, vederla resistere nel tentativo di dimostrare il suo essere donna per bene e moglie fedele e al tempo stesso mentre parlava vederla cedere e avvicinarsi sempre di più, avvicinarsi fino al punto che aprendo e chiudendo la bocca per parlare di tanto in tanto mi sfiorava la cappella con le labbra. Dai no mi diceva balbettando mentre tra una frase e l’altra la mia cappella le strusciava sulle labbra. A un certo punto decido di provarci, le metto una mano sopra la testa e…gliela spingo un po in basso, la tengo così per una decina di secondi godendomi il calore delle sue labbra che mi avvolgono la cappella, spingo ancora un po e quando vedo che con una mano inizia ad accarezzarmi i coglioni è fatta mi dico, le lascio la testa, lo tira fuori e inizia a percorrere tutti i 20cm con la lingua per poi soffermarsi un po sul glande e riprendere la cappella in bocca, non parliamo di come muoveva la lingua mentre ne aveva già oltre la metà in bocca, quando poi ha sentito aumentare il mio ansimare ha capito che stavo per venire, ha afferrato con 2 dita quel poco che le era rimasto fuori dalla bocca e ha iniziato a segarlo fino a che non le sono letteralmente esploso in bocca, si è fermata qualche secondo ma senza tirarlo fuori, ha aspetto gli ultimi schizzi e a ripreso a fare su e giù con la testa quasi a voler essere sicura di avermi svuotato completamente.
Marco, mi hai raccontato tanto di tua moglie ma non mi avevi mai detto quanto fosse brava a fare pompini, e non mi avevi neanche detto che ingoiasse visto che quando l’ha tirato fuori della mia sborra non c’è ne era in giro neanche una goccia.
Io: cazzo Davide, mi stai dicendo davvero che sei riuscito a farti fare un pompino da mia moglie?
Davide: amico mio e che pompino, quello non era mica un pompino qualunque, tua moglie mi ha letteralmente svuotato i coglioni.
Io: o mio Dio, quanto avrei voluto vederla mentre lo faceva…mi auguro prima o poi riuscirai anche scoparla.
Davide: Marco non ti ho ancora salutato, non ti ho ancora detto tutto.
Io: e…cos’altro hai da raccontarmi?
Davide: una volta finito ci siamo rimessi sul divanetto, 4/5 minuti seduti li ancora nudi senza dire una sola parola, le tenevo una mano sulla coscia e lei li indifferente. A un certo punto si alza e si china no a 90 ma 120 gradi davanti a me per raccogliere i suoi indumenti buttati li per terra, ti lascio immaginare vederla piegata così con il culo a 50cm dalla faccia che effetto mi ha fatto.
Torna verso di me con i vestiti in mano, all’inizio senza neanche guardarmi mi getta le mutande addosso dicendomi “tieni i tuoi orsacchiotti”, si gira, mi guarda ed esclama:
Claudia: mamma mia ma che è, di nuovo duro sei?
Davide: e che pretendi, ti pieghi davanti a me così sbattendomi quasi in faccia quel culo così bello che hai, certo che mi torna duro.
Claudia: Un caso disperato sei, ora sono affari tuoi mica te lo riprendo in bocca
Davide: la guardo, la prendo per le mani e la tiro a me, sali sul divano, in piedi davanti a me, voglio ammirarti da vicino.
Claudia: mamma mia ma dai cosa c’è da ammirare.
La faccio salire, io gambe strette e lei larghe tra le mie, la afferro per le chiappe la stringo a me e inizio a leccarle la figa. Il mio cazzo ovviamente si è tutt’altro che messo a riposo mentre lei ansimava, quando ho visto che quasi non ce la faceva più le ho dato una leggera spintarella a farle perdere un po l’equilibrio fino a ritrovarmela seduta sull’addome, gambe in avanti e chiappe sul mio ventre, abbiamo iniziato a baciarci, ho iniziato a muovermi sotto di lei cercando e poi trovando la sua figa con la punta della cappella.
Claudia: no ti prego, così è troppo.
Davide: le ho passato le mani sotto le gambe ad afferrargliele da sotto con le braccia fino alle sue chiappe che reggevo con le mani, l’ho aperta e sistemata bene sopra di me e ho iniziato a muovere la mia cappella tra le labbra della sua figa, dovevi sentirla:
Claudia: non farlo ti prego, mmmm, non voglio, uuuuuuu
Davide: una volta spinta dentro la cappella, sorreggendola ancora con le mani sotto le chiappe l’ho guardata negli occhi come a dirle ora sei mia, l’ho sollevata di poco e l’ho lasciata cadere sopra di me.
Claudia: aaaaaa….oddio che grosso, o si spingi, spingi ancora, daiiii.
Davide: mi ha stupito ancora di più quando capendo ancora una volta che stavo per venire mi ha chiesto di non uscire. Godevo nel sentire le sue chiappe premere contro le mie gambe, godevo perché pensavo ai miei 20cm tutti dentro di lei. Si è lasciata andare qualche secondo con la testa sulla mia spalla, si è alzata, si è rivestita, guardandomi negli occhi mi ha detto “ho tradito mio marito” e si è avviata alla porta. Guardandola da lontano ho notato qualcosa di bianco nel suo interno coscia un po sopra il ginocchio, le ho suggerito di dare un occhiata, si è pulita quel rivolo di sborra che camminando le era colata dalla figa ed è andata via con una aria mista tra piacere e rimorso. Dimenticavo, mi ha lasciato gli orsacchiotti.
Negli ultimi mi sono reso di essere diventato sempre più “porcellino” nei miei pensieri, e da li nasce la mia fantasia di trasgressione, di possederla insieme ad altri uomini.
Non mi definisco un cuck in quanto per definizione il cuck è colui il quale prova eccitazione nel vedere o sapere la propria partner quando ha rapporti con un'altra persona, il mio di desiderio sarebbe invece quello di condividerla, di possederla anche io assieme ad altri, ma ovviamente lei tutt’altro è che la classica persona a cui puoi confidare simili fantasie.
Come credo facciano tanti mariti con fantasie simili alle mie inizio un pò per gioco a frequentare siti e chat a tema fino a che un giorno conosco un tizio (che qui chiamerò Davide).
Con Davide chattiamo per diverso tempo, riesce a dimostrarmi il suo essere affidabile, i suoi modi di fare che ho reputato compatibili con la possibilità di provare a corteggiare mia moglie e soprattutto tanta pazienza.
Decido così di “correre il rischio”, non voglio che il mio resti solo un sogno e gli do modo di mettersi in contatto con lei, unica mia condizione (a parte la serietà ovviamente)? A prescindere da come vada dovrà tenermi aggiornato su tutto.
Lui è un ingegnere 54enne con studio privato a 20 minuti d’auto da dove viviamo noi, un tipo a modo e di bella presenza.
Arriva il momento del contatto, lui mostra sempre gentilezza e mai segni di avere secondi fini, uno scambio di messaggi che dura ben 3 mesi prima che la fiducia di lei venga conquistata al punto di accettare un primo incontro conoscitivo nei parcheggi di un vicino centro commerciale (ovviamente di giorno).
Saranno ben 4 questi incontri, tutti allo stesso punto prima che lui le chieda cosa bisogna fare per prendere un buon caffè in maniera tranquilla e magari non sotto il sole.
Claudia: ascolta, ti sei dimostrato un brav’uomo, ma non credo sia il caso di andarsi a sedere al tavolo di un bar con il rischio tra l’altro di essere visti, so che non staremmo facendo nulla di male, ma se qualcuno dovesse vederci mi darebbe fastidio dovermi in qualche modo giustificare, non è da me.
Davide: hai perfettamente ragione, come darti torno. Ascolta ma, se invece ti invitassi allo studio da me? Li nessuno ci vedrebbe e un buon caffè potremmo prenderlo in tutta tranquillià.
Claudia: dai non so se è il caso, inizi a ispirarmi fiducia, sei una persona seria ma non so.
Davide: ok dai non voglio insistere, semmai un giorno anche tu avrai questo piacere sai che io non potrei esserne più che felice.
Ogni singola parola, ogni cosa anche la più insignificante Davide non perdeva tempo per raccontarmi rendendomi partecipe.
Davide: ei Marco (mi scrive Davide con un messaggio), non ci crederai ma…mi ha appena scritto tua moglie, un semplice OK per quel caffè allo studio da te, quando e dove?
Io: waoooo…finalmente, e allora? Quando verrà?
Davide: le ho detto che se voleva io sono libero anche adesso, sta per arrivare. Ma ascolta, non aspettarti grossi risultati adesso, è da 4 mesi ormai che le vado dietro e non rischierò di rovinare tutto in 2 minuti buttandomi addosso a lei in maniera avventata, è una donna molto tosta.
Io: ma certo ci mancherebbe, la pazienza deve farla da padrona, l’importante tu mi tenga sempre aggiornato.
Davide: ovvio ci mancherebbe, ok vado adesso, hanno appena suonato sicuramente è lei.
Passano 2 interminabili ore prima che lui mi scriva.
Davide: nulla di che, le ho fatto vedere lo studio, le ho mostrato cosa faccio li dentro, ci siamo seduti l’uno difronte all’altra dopo un buon caffè e abbiamo chiacchierato del più e del meno però, tornerà dopodomani.
Io: ottimo dai, speriamo bene.
Con lei ci siamo sempre confidato tutto, ma stranamente di questa storia non mi ha ancora detto nulla, ne dei suoi primi incontri al centro commerciale con questo nuovo amico, ne delle sue 2 prime visite al suo studio ne della terza visita in programma per questo prossimo venerdì, questa volta per il primo pomeriggio.
Sapevo che lei sarebbe stata da lui già alle 15.00, sono le 19.00 quando non ho ancora notizie di lui, un po mi incazzo perchè ci siamo sempre promessi di tenerci aggiornati in maniera tempestiva, era il nostro imprescindibile patto, a tratti ero tentato di contattarlo io ma al contempo temevo il rischio di mandare tutto a puttane se lei fosse stata ancora li, non potevo che rassegnarmi e aspettare.
Alle 19.20 finalmente sento la notifica del mio wahtsapp, è lui.
Davide: ei…ci sei?
Io: alla buon ora accidenti ma che fine avevi fatto.
Davide: perdonami, non potevo scriverti prima, lei è appena uscita
Io: azz, oltre 4 ore li dentro? Ma cos’è successo?
Davide: mettiti comodo che ti racconto
Io: così mi metti in fibrillazione…daiiii
Davide: oggi a un certo punto (potevano essere le 16.00) le ho chiesto in maniera un po sfacciata se potevo farle una domanda un po strana.
Claudia: Certo dimmi.
Davide: ecco io…sono curioso, mi diresti che mutande indossi?
Claudia: ma daiiii ma che domanda è.
Davide: e dai ti avevo detto che era una domanda strana hehe…però son curioso
Claudia: normalissime mutande, non porto mai perizoma o cose simili se è quello che volevi sapere, non li trovo affatto comodi.
So che non era nulla, ma già il fatto che anziché rispondergli le avesse risposto…
Davide: colore?
Claudia: bianche con gli orsacchiotti stampati
Davide: daiiiii con gli orsacchiotti non ti credo
Claudia: e niente, non devi mica per forza credermi?
Davide: mi hai messo curiosità, perché me li fai vedere questi orsacchiotti?
Claudia: o ma che diciii
Davide: Marco (mi ha scritto stavolta rivolgendosi a me), stavamo seduti uno difronte all’altro così vicini che le nostre ginocchia si sfioravano, dovevi vedere la sua faccia, sembrava una ragazzina imbarazzatissima quando con una mano le ho sollevato il vestitino ma mi ha sorpreso, pensavo si alzasse irritata e invece…
Io: invece cosa? Dai cazzo non farmi stare sulle spine racconta, invece cosa?
Davide: ha aperto le gambe Marco, ha aperto le gambe per mostrarmi gli orsacchiotti stampati sulle sue mutande.
Io: cazzo, ti prego dimmi che sei andato oltre.
Davide: ma che carini questi orsacchiotti le ho detto accarezzandone uno, mordono??
Claudia: hahaha che scemo….mordono, eccome se mordono, mordono ed azzannano
Davide: ma dai, il primo mi ha lasciato indenne e anche il secondo sembra essere innocuo
Con quella frase Davide mi ha descritto come con un secondo dito stesse accarezzando un altro di quegli orsacchiotti stampati sulle mutande di mia moglie.
Davide: (rivolto a me) quando ho iniziato a sfiorarle gli slip con 2 dita a un tratto si è come irrigidita e allontanandomi la mano si è alzata, senza dire una parola, ed è stato proprio quel suo silenzio a suggerirmi di osare oltre. Mi alzo, mi avvicino a lei, la stringo a me, ho cercato la sua lingua con la mia e…quando l’ho trovata senza alcuna resistenza ho provato a far scendere le mie mani dalla sua schiena alle chiappe. Ho passato un paio di minuti a palpargliele, poi dopo aver abbassato la zip dietro del suo vestitino ho portato le mani sulle sue spalle senza mai smettere di limonarla, ho iniziato piano piano a farglielo scivolare prima dalle spalle, poi a meta busto fino a farglielo scivolare completamente ai piedi. Quando mi sono staccato un po da lei per ammirarla li in piedi con il solo intimo addosso si è girata la testa dall’altro lato, si vedeva che era imbarazzatissima, e allora me la sono stretta di nuovo contro riprendendo a palparle il culo ma stavolta ovviamente da sopra le mutande visto che il vestito non c’era più. Quando mi è sembrata un po più sciolta sono salito con le mani alla sua schiena, le ho slacciato il reggiseno e ho lasciato cadere a terra anche quello.
Mentre la osservavo in mutande davanti a me ti pensavo, sembrava essere fatta ormai ma ecco che si è nuovamente irrigidita.
Claudia: dai credo sia degenerata la cosa, non so che mi è preso, forse è meglio che ci rivestiamo.
Davide: ma no ti prego, io volevo solo i tuoi orsacchiotti, lasciameli dai, pensa tornare a casa se tuo marito si accorgesse che non li hai più, certo no potresti dirgli che sono scappati nel bosco..hahaha…e mentre le dicevo questo intanto giocavo con le dita sull’elastico dei suoi slip.
Claudia: che scemo, dai lasciami andare, ora è meglio che vada.
Ho praticamente fatto finta di non sentirla, l’ho stretta nuovamente a me e ho ripreso a palparle il culo ma..stavolta infilando le mani dentro le mutande.
Davide: dai ti prego, dammi gli orsacchiotti…e ho iniziato lentamente a sfilarle le mutande. Marco credimi, una volta arrivatole alle ginocchia è stato eccitante sentirle dire di no e al tempo stesso vederle stringere le gambe per farle scivolare a terra.
Io: cazzo non ci credo…e poi??
Davide: poi lei di scatto si è ritratta dicendomi “contento che ti sei preso questi benedetti orsacchiotti? E sedendosi sul divanetto ancora nuda si è ripresa il vestito, penso volesse rimetterlo.
Io: e tu?
Davide: e io mi sono andato a sedere sul divanetto accanto a mostrando un’aria delusa e triste.
Claudia: che c’è, anche tu hai capito che stavamo per fare una cazzata?
Davide: no cara io…a dire il vero stavo solo pensando che non posso uscire in questo stato, vedi cosa mi hai fatto?
Davide: Marco avresti dovuto vedere la sua espressione quando dicendole questa cosa gliel’ho tirato fuori, si è portata le mani alla bocca come se fosse la prima volta che ne vede uno..hahaha.
Claudia: ma cosa fai, smettila ti prego dai
Davide: guarda cos’hai fatto le ho detto portandole una mano sul mio cazzo, non lo si riesce più neanche a piegare.
Claudia: dai ti prego smettila non è giusto
Davide: ma dai vuoi dirmi che non ne hai mai visto uno?
Claudia: no non è questo certo che l’ho visto magari non così enorme ma…accidenti ma cosa mi fai dire, dai non è giusto e basta.
Io: mai così enorme? Io finora non l’ho mai sentita lamentare di questo, mi sento un normodotato con i miei 16cm.
Davide: Marco 16cm sono assolutamente rispettabili, ma se vero che lei oltre al tuo non ne ha toccati altri allora questa è la prima volta che se ne è trovata 20 in mano.
Io: cazzo
Davide: si girava dall’altra parte imbarazzata, continuava a dire che non fosse giusto ma continuava a tenerlo in mano eppure io la mano gliel’avevo lasciata. A un certo punto si è girata a osservare la sua mano, mi ha guardato in faccia e mi dice:
Claudia: guarda, non riesco a congiungere le dita, troppo grosso.
Davide: dai che un po curiosa lo sei, perché non lo guardi da vicino le ho detto tirandola delicatamente per una mano verso di me.
Claudia: be si direi che è vero, non puoi uscire in questo stato, mi sa ti toccherà aspettare un po
Davide: perché aspettare, tu potresti farla qualcosa per aiutarmi
Claudia: a si? E cosa dovrei fare per aiutarti.
Davide: ma..potresti provare a consolarlo, magari con tanti bacetti
Claudia: non credi di esagerare?
Davide: Marco era stupendo, vederla resistere nel tentativo di dimostrare il suo essere donna per bene e moglie fedele e al tempo stesso mentre parlava vederla cedere e avvicinarsi sempre di più, avvicinarsi fino al punto che aprendo e chiudendo la bocca per parlare di tanto in tanto mi sfiorava la cappella con le labbra. Dai no mi diceva balbettando mentre tra una frase e l’altra la mia cappella le strusciava sulle labbra. A un certo punto decido di provarci, le metto una mano sopra la testa e…gliela spingo un po in basso, la tengo così per una decina di secondi godendomi il calore delle sue labbra che mi avvolgono la cappella, spingo ancora un po e quando vedo che con una mano inizia ad accarezzarmi i coglioni è fatta mi dico, le lascio la testa, lo tira fuori e inizia a percorrere tutti i 20cm con la lingua per poi soffermarsi un po sul glande e riprendere la cappella in bocca, non parliamo di come muoveva la lingua mentre ne aveva già oltre la metà in bocca, quando poi ha sentito aumentare il mio ansimare ha capito che stavo per venire, ha afferrato con 2 dita quel poco che le era rimasto fuori dalla bocca e ha iniziato a segarlo fino a che non le sono letteralmente esploso in bocca, si è fermata qualche secondo ma senza tirarlo fuori, ha aspetto gli ultimi schizzi e a ripreso a fare su e giù con la testa quasi a voler essere sicura di avermi svuotato completamente.
Marco, mi hai raccontato tanto di tua moglie ma non mi avevi mai detto quanto fosse brava a fare pompini, e non mi avevi neanche detto che ingoiasse visto che quando l’ha tirato fuori della mia sborra non c’è ne era in giro neanche una goccia.
Io: cazzo Davide, mi stai dicendo davvero che sei riuscito a farti fare un pompino da mia moglie?
Davide: amico mio e che pompino, quello non era mica un pompino qualunque, tua moglie mi ha letteralmente svuotato i coglioni.
Io: o mio Dio, quanto avrei voluto vederla mentre lo faceva…mi auguro prima o poi riuscirai anche scoparla.
Davide: Marco non ti ho ancora salutato, non ti ho ancora detto tutto.
Io: e…cos’altro hai da raccontarmi?
Davide: una volta finito ci siamo rimessi sul divanetto, 4/5 minuti seduti li ancora nudi senza dire una sola parola, le tenevo una mano sulla coscia e lei li indifferente. A un certo punto si alza e si china no a 90 ma 120 gradi davanti a me per raccogliere i suoi indumenti buttati li per terra, ti lascio immaginare vederla piegata così con il culo a 50cm dalla faccia che effetto mi ha fatto.
Torna verso di me con i vestiti in mano, all’inizio senza neanche guardarmi mi getta le mutande addosso dicendomi “tieni i tuoi orsacchiotti”, si gira, mi guarda ed esclama:
Claudia: mamma mia ma che è, di nuovo duro sei?
Davide: e che pretendi, ti pieghi davanti a me così sbattendomi quasi in faccia quel culo così bello che hai, certo che mi torna duro.
Claudia: Un caso disperato sei, ora sono affari tuoi mica te lo riprendo in bocca
Davide: la guardo, la prendo per le mani e la tiro a me, sali sul divano, in piedi davanti a me, voglio ammirarti da vicino.
Claudia: mamma mia ma dai cosa c’è da ammirare.
La faccio salire, io gambe strette e lei larghe tra le mie, la afferro per le chiappe la stringo a me e inizio a leccarle la figa. Il mio cazzo ovviamente si è tutt’altro che messo a riposo mentre lei ansimava, quando ho visto che quasi non ce la faceva più le ho dato una leggera spintarella a farle perdere un po l’equilibrio fino a ritrovarmela seduta sull’addome, gambe in avanti e chiappe sul mio ventre, abbiamo iniziato a baciarci, ho iniziato a muovermi sotto di lei cercando e poi trovando la sua figa con la punta della cappella.
Claudia: no ti prego, così è troppo.
Davide: le ho passato le mani sotto le gambe ad afferrargliele da sotto con le braccia fino alle sue chiappe che reggevo con le mani, l’ho aperta e sistemata bene sopra di me e ho iniziato a muovere la mia cappella tra le labbra della sua figa, dovevi sentirla:
Claudia: non farlo ti prego, mmmm, non voglio, uuuuuuu
Davide: una volta spinta dentro la cappella, sorreggendola ancora con le mani sotto le chiappe l’ho guardata negli occhi come a dirle ora sei mia, l’ho sollevata di poco e l’ho lasciata cadere sopra di me.
Claudia: aaaaaa….oddio che grosso, o si spingi, spingi ancora, daiiii.
Davide: mi ha stupito ancora di più quando capendo ancora una volta che stavo per venire mi ha chiesto di non uscire. Godevo nel sentire le sue chiappe premere contro le mie gambe, godevo perché pensavo ai miei 20cm tutti dentro di lei. Si è lasciata andare qualche secondo con la testa sulla mia spalla, si è alzata, si è rivestita, guardandomi negli occhi mi ha detto “ho tradito mio marito” e si è avviata alla porta. Guardandola da lontano ho notato qualcosa di bianco nel suo interno coscia un po sopra il ginocchio, le ho suggerito di dare un occhiata, si è pulita quel rivolo di sborra che camminando le era colata dalla figa ed è andata via con una aria mista tra piacere e rimorso. Dimenticavo, mi ha lasciato gli orsacchiotti.
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