Mi piace essere seviziato
di
Segati
genere
dominazione
Mi piace, mi piace tanto.
Un titolo che vuole che da solo dice tutto.
Ma cosa mi piace ? farmi trastullare, violare, ma anche torturare nelle parti intime e recondite del mio corpo.
Da sempre…
Mi piace essere bloccato e a disposizione della mia torturatrice, della mia mistress.
Essere in posizioni che mi espongano in maniera ben esposta ai suoi sguardi, alle sue mani, ai suoi voleri.
Mi piace essere privato dei sensi come la vita e l’udito…voglio essere concentrato sulla mia pelle, sulle sensazioni di dolore e piacere.
Per questo voglio condividere una delle mie ultimi, reali, sessioni, o, per lo meno, una parte di essa…
La stanza è buia..ma solo per me. Invece per lei è in piena luce…io ho la testa chiusa in un box di legno imbottito ai lati di gomma piuma. Sento poco di quello che mi avviene intorno.
I miei occhi non vedono e non intravedono niente…a meno di un centimetro dalle mie pupille quello che è lo sportello di questo box. Lo sportello chiuso con una cerniera da baule, bloccata a sua volta da un gancio di sicurezza.
Tutto mi gira intorno, soprattutto il mio respiro affannoso e veloce.
Sono steso un un asse di legno, 2 metri in lunghezza, circa uno in larghezza.
Da quando l’ho ideata ho fatto via via molte modifiche.
È ricoperta da una pelle da rivestimento del tipo di quello per le sedie. Ai lati in più punti degli ancoraggi per le varie posizioni che potrebbero assumere le mie mani.
In fondo, per le caviglie, due strap in velcro… che poi ho messo anche all’altezza dei fianchi per poter fissare i polsi.
Sono incredibili, una volta che la mistress li ha chiusi intorno agli arti non puoi davvero scappare… sei davvero in balia dei suoi voleri e delle tua sensazioni.
Il tutto è completato da una cinta da valigia già predisposta per essere girata sopra all’addome e poi tirata per bloccare il busto alla tavola di legno.
Ho rivisto la mia immagine, qualche scena del video che segretamente mi sono registrato. Volevo essere lo slave ma anche il pubblico che guarda…
Nudo, legato, con la pelle esposta, con il sudore che ricopre il mio addome.
Il mio piccola cazzo, un cencino che si alza e abbassa ogni qualvolta che lei si avvicina.
Eccola, sento che si avvicina, cosa farà adesso ? negli anni i giochini e le sevizie sono aumentati. Ora oltra alle mollette che stringono i miei capezzoli e il mio cazzo, si sono aggiunti degli aghi che amo e temo.
Sento improvvisamente del fresco sulla pelle… mi sta disinfettando… prima il seno di destra , poi quello di sinistra… una garza mi passa e ripassa sulla pelle. L’odore del disinfettante arriva al mio cervello…vorrei fuggire ma voglio anche sentire bucare, contare gli aghi.
Nell’assoluto silenzio percepisco la carta che avvolge l’ago che viene strappata. Poi le sue dita che mi strizzano e ritorcono il capezzolo… poi l’ago che forza subito li vicino.. La pelle oppone resistenza, il cazzo si rizza improvviso, l’ago che entra sotto cute.
E poi di nuovo, accanto al primo, e poi ancora e ancora.
Poi si sposta sull’altro seno.
Sento dolore, ma lei sa che deve ignorarmi e continuare nel programma. Altri aghi, altri piccoli bastardi sulla mia pelle. Li per li non vedo ma immagino. Ormai ho perso il conto di quanti ne ho sui miei seni.
Lei si sposta.
Si predispone a favore dei miei genitali.
Le sue mani mi strizzano con delicatezza i testicoli ed una garza si avventura sopra di essi. Capisco in un attimo che ora sarò perforato anche li.
Ma non subito… la garza infatti si sposta sul cazzo che viene lentamente scappellato ed esposto. Con solerzia tutti i miei genitali vengono preparati…
All’idea ci si potrebbe spaventare ma non è doloroso. Anzi, tutte queste manovre portano sensazioni incredibili.
Prepara l’ago, poi mentre con una mano tiene in tensione il cazzo con l’altra infila lentamente l’ago. Il corpo cavernoso viene violato da questa punta in acciaio. Senti che la pelle ora è un tutt’uno con la verga. Ogni movimento si riflette sulla parte interna. Sarà anche per via che gli aghi sono ormai diversi, ricordando quegli spiedini avvolti e tenuti insieme dagli stuzzicadenti.
Sono eccitatissimo, ho una voglia incredibile di venire ed esplodere , ma allo stesso tempo non vorrei mai che arrivasse la fine a questo trattamento.
Come se la padrona mi ascoltasse il gioco va avanti. Ma varia.
Con il prepuzio ormai esposto lei mi prepara ad un sounding. Sapendo i rischi connessi, prima di procedere, si mette dei guanti sterili, poi, con una garza mi deterge in coma al mio cazzettino. Poi con un bastoncino di cotone procede alla disinfezione dell’uretra. Il piccolo forellino si schiude sotto le sue dita dando strada alla punta di questo cotton fiocc che indugia prima dentro e poi fuori e poi di nuovo dentro, “scaldandomi” per quello che poi seguirà.
Una piccola siringa da 2,5 ml preparata in precedenza, scarica il contenuto dentro la mia uretra. Il gel antisettico prepara la strada alle sonde di acciaio che fra poco varcheranno quel pertugio per andare stuzzicare dentro, in basso, sempre più in profondo, alla base del cazzo.
Lo stimolo è pazzesco…la sonda metallica entra ed esce, scorre in su ed in giù dentro la mia verga stimolandomi e lasciandomi senza fiato. Come una sega ma fatta da dentro… ogni volta che la sonda ai muove si moltiplicano le sensazioni di piacere.
La tortura volge ormai al termine. La mistress sa che me lo sono guadagnato, l’orgasmo. Vengono tolte le mollette e gli aghi dai miei genitali. Via una, via l’altra e cosi una per volta ad allungare i tempi e la sofferenza. La molletta, in particolare, viene tolta improvvisamente facendo partire quella scossa che mi attraversa il corpo ed il cervello… una staffilata di qualche microsecondo…zack.
Con una garza mi deterge da quelle poche goccioline di sangue… sono inevitabili. È una zona parecchio sensibile ed irrorata da milioni di capillari…nulla di grave. Fa parte della procedura, del gioco, della sessione.
Sono pronto. So che fra qualche istante esploderò di piacere nella sua mano.
Parte lentamente, poi sempre più veloce…il mio fiato si fa cortissimo e veloce, i miei muscoli si tendono allo spasimo, le fasce in velcro si tendono sotto il mio sforzo.
La mano diventa sempre più veloce, veloce, veloce e… io urlo di piacere mentre vengo spargendo la mia sborra ovunque.
Rallenta, fino a fermarsi. Mi lascia riprendere, mi slega le caviglie e poi i polsi. Poi mi leva gli aghi che erano ancora ben infilzati nei seni, cosi come le mollette che serravano la mia carne.
Poi, come accordi già presi, lei mi lascia finire di sbloccarmi lasciandomi solo.
Il gancio di sicurezza viene tolto , la cerniera aperta, lo sportellino sollevato.
La luce investe il mio viso. L’aria fresca mi dona una sensazione di piacere incredibile.
Lentamente mi alzo da quella posizione e mi metto seduto sulla tavola che fino a quel momento mi ha tenuto prigioniero… libero e appagato.
Da solo, nel piccolo dungeon.
Un titolo che vuole che da solo dice tutto.
Ma cosa mi piace ? farmi trastullare, violare, ma anche torturare nelle parti intime e recondite del mio corpo.
Da sempre…
Mi piace essere bloccato e a disposizione della mia torturatrice, della mia mistress.
Essere in posizioni che mi espongano in maniera ben esposta ai suoi sguardi, alle sue mani, ai suoi voleri.
Mi piace essere privato dei sensi come la vita e l’udito…voglio essere concentrato sulla mia pelle, sulle sensazioni di dolore e piacere.
Per questo voglio condividere una delle mie ultimi, reali, sessioni, o, per lo meno, una parte di essa…
La stanza è buia..ma solo per me. Invece per lei è in piena luce…io ho la testa chiusa in un box di legno imbottito ai lati di gomma piuma. Sento poco di quello che mi avviene intorno.
I miei occhi non vedono e non intravedono niente…a meno di un centimetro dalle mie pupille quello che è lo sportello di questo box. Lo sportello chiuso con una cerniera da baule, bloccata a sua volta da un gancio di sicurezza.
Tutto mi gira intorno, soprattutto il mio respiro affannoso e veloce.
Sono steso un un asse di legno, 2 metri in lunghezza, circa uno in larghezza.
Da quando l’ho ideata ho fatto via via molte modifiche.
È ricoperta da una pelle da rivestimento del tipo di quello per le sedie. Ai lati in più punti degli ancoraggi per le varie posizioni che potrebbero assumere le mie mani.
In fondo, per le caviglie, due strap in velcro… che poi ho messo anche all’altezza dei fianchi per poter fissare i polsi.
Sono incredibili, una volta che la mistress li ha chiusi intorno agli arti non puoi davvero scappare… sei davvero in balia dei suoi voleri e delle tua sensazioni.
Il tutto è completato da una cinta da valigia già predisposta per essere girata sopra all’addome e poi tirata per bloccare il busto alla tavola di legno.
Ho rivisto la mia immagine, qualche scena del video che segretamente mi sono registrato. Volevo essere lo slave ma anche il pubblico che guarda…
Nudo, legato, con la pelle esposta, con il sudore che ricopre il mio addome.
Il mio piccola cazzo, un cencino che si alza e abbassa ogni qualvolta che lei si avvicina.
Eccola, sento che si avvicina, cosa farà adesso ? negli anni i giochini e le sevizie sono aumentati. Ora oltra alle mollette che stringono i miei capezzoli e il mio cazzo, si sono aggiunti degli aghi che amo e temo.
Sento improvvisamente del fresco sulla pelle… mi sta disinfettando… prima il seno di destra , poi quello di sinistra… una garza mi passa e ripassa sulla pelle. L’odore del disinfettante arriva al mio cervello…vorrei fuggire ma voglio anche sentire bucare, contare gli aghi.
Nell’assoluto silenzio percepisco la carta che avvolge l’ago che viene strappata. Poi le sue dita che mi strizzano e ritorcono il capezzolo… poi l’ago che forza subito li vicino.. La pelle oppone resistenza, il cazzo si rizza improvviso, l’ago che entra sotto cute.
E poi di nuovo, accanto al primo, e poi ancora e ancora.
Poi si sposta sull’altro seno.
Sento dolore, ma lei sa che deve ignorarmi e continuare nel programma. Altri aghi, altri piccoli bastardi sulla mia pelle. Li per li non vedo ma immagino. Ormai ho perso il conto di quanti ne ho sui miei seni.
Lei si sposta.
Si predispone a favore dei miei genitali.
Le sue mani mi strizzano con delicatezza i testicoli ed una garza si avventura sopra di essi. Capisco in un attimo che ora sarò perforato anche li.
Ma non subito… la garza infatti si sposta sul cazzo che viene lentamente scappellato ed esposto. Con solerzia tutti i miei genitali vengono preparati…
All’idea ci si potrebbe spaventare ma non è doloroso. Anzi, tutte queste manovre portano sensazioni incredibili.
Prepara l’ago, poi mentre con una mano tiene in tensione il cazzo con l’altra infila lentamente l’ago. Il corpo cavernoso viene violato da questa punta in acciaio. Senti che la pelle ora è un tutt’uno con la verga. Ogni movimento si riflette sulla parte interna. Sarà anche per via che gli aghi sono ormai diversi, ricordando quegli spiedini avvolti e tenuti insieme dagli stuzzicadenti.
Sono eccitatissimo, ho una voglia incredibile di venire ed esplodere , ma allo stesso tempo non vorrei mai che arrivasse la fine a questo trattamento.
Come se la padrona mi ascoltasse il gioco va avanti. Ma varia.
Con il prepuzio ormai esposto lei mi prepara ad un sounding. Sapendo i rischi connessi, prima di procedere, si mette dei guanti sterili, poi, con una garza mi deterge in coma al mio cazzettino. Poi con un bastoncino di cotone procede alla disinfezione dell’uretra. Il piccolo forellino si schiude sotto le sue dita dando strada alla punta di questo cotton fiocc che indugia prima dentro e poi fuori e poi di nuovo dentro, “scaldandomi” per quello che poi seguirà.
Una piccola siringa da 2,5 ml preparata in precedenza, scarica il contenuto dentro la mia uretra. Il gel antisettico prepara la strada alle sonde di acciaio che fra poco varcheranno quel pertugio per andare stuzzicare dentro, in basso, sempre più in profondo, alla base del cazzo.
Lo stimolo è pazzesco…la sonda metallica entra ed esce, scorre in su ed in giù dentro la mia verga stimolandomi e lasciandomi senza fiato. Come una sega ma fatta da dentro… ogni volta che la sonda ai muove si moltiplicano le sensazioni di piacere.
La tortura volge ormai al termine. La mistress sa che me lo sono guadagnato, l’orgasmo. Vengono tolte le mollette e gli aghi dai miei genitali. Via una, via l’altra e cosi una per volta ad allungare i tempi e la sofferenza. La molletta, in particolare, viene tolta improvvisamente facendo partire quella scossa che mi attraversa il corpo ed il cervello… una staffilata di qualche microsecondo…zack.
Con una garza mi deterge da quelle poche goccioline di sangue… sono inevitabili. È una zona parecchio sensibile ed irrorata da milioni di capillari…nulla di grave. Fa parte della procedura, del gioco, della sessione.
Sono pronto. So che fra qualche istante esploderò di piacere nella sua mano.
Parte lentamente, poi sempre più veloce…il mio fiato si fa cortissimo e veloce, i miei muscoli si tendono allo spasimo, le fasce in velcro si tendono sotto il mio sforzo.
La mano diventa sempre più veloce, veloce, veloce e… io urlo di piacere mentre vengo spargendo la mia sborra ovunque.
Rallenta, fino a fermarsi. Mi lascia riprendere, mi slega le caviglie e poi i polsi. Poi mi leva gli aghi che erano ancora ben infilzati nei seni, cosi come le mollette che serravano la mia carne.
Poi, come accordi già presi, lei mi lascia finire di sbloccarmi lasciandomi solo.
Il gancio di sicurezza viene tolto , la cerniera aperta, lo sportellino sollevato.
La luce investe il mio viso. L’aria fresca mi dona una sensazione di piacere incredibile.
Lentamente mi alzo da quella posizione e mi metto seduto sulla tavola che fino a quel momento mi ha tenuto prigioniero… libero e appagato.
Da solo, nel piccolo dungeon.
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