Il mio collega di ufficio e di letto.
di
Roberta 1959
genere
etero
Mi chiamo Roberta, ho 67 anni e fino al’età di 60 anni non ho conosciuto un uomo con cui condividere la mia passione a letto. Sono stata sempre molto timida e questo non mi ha mai facilitato la cosa. Però da diversi anni qualcosa è successo, un mio collega più giovane di me mi dice di essere più sicura verso gli uomini, come se avesse intuito della mia timidezza. Poi ho capito che cercava di approcciarsi con me, però restando sempre un po’ distaccato e riservato. Mentre pranzavo nel solito self-service, lo visi entrare, preparasi il vassoio e cercare un posto dove sedersi, il locale era pieno per via dei molti uffici in zona. Alzai un braccio e gli feci cenno di avvicinarsi per il posto libero nello stesso mio tavolino, vidi un sorriso nei suoi occhi, si sedette e mi rigraziò. Abbiamo parlato dei lavori in ufficio promettendoci che la prossima volta a pranzo avremmo parlato di noi, tanto per conoscerci meglio, anche se lavoriamo insieme da circa 10 anni. Dopo diversi pranzi insieme lui si è aperto ma principalmente io,
le ho detto che non mai stata fidanzata ufficialmente e oramai alla mia età ho dovuto rinunciare. A queste parole lui sobbalza dicendomi che una donna non può abbandonare qualcosa a cui tiene, io le ripeto che oramai ho perso le speranze e poi ho 60 anni chi la prende una donna vicina ad essere anziana!? Non so nemmeno come si fa l’amore! Lui mi ha guardata senza approfondire l’argomento delle ultime mie parole, si è alzato si è diretto alla cassa e ha pagato i conti. L’ho ringraziato e non ha detto una parola, sembrava turbato dalle mie parole che non so nemmeno come si fa l’amore. Durante la settimana ho cercato di capire il perché del suo turbamento, ma non credevo che era dovuto alle mie parole e così nella pausa pranzo gli ho chiesto il perché del suo atteggiamento. Dice che è impossibile che una donna di 60anni non conosca il sesso, neanche con la masturbazione, quello si ho risposto, altrimenti starei male, un minimo di sfogo si deve fare. Gli dico se avesse impegni venerdi sera, gli dovevo far vedere il mio Pc fisso di casa che aveva un problema di connessione su internet, in ufficio era sempre lui a sistemare i pc. Devo trovare una scusa per poter uscire, inventati una riunione dal capo ufficio con i colleghi, gli dico, vedremo risponde lui. Il venerdi lo aspetto a casa mia, vivo da
sola in una villetta fuori città e un po’ isolata da altre villette, verso le 20,30 mi squilla il telefono e vedo che è lui, mi dice di affacciarsi per capire se era davanti la villetta giusta, affaccio e lui scende dall’auto ed entra e mi bacia sulla guancia invece della classica stretta di mano. Dopo aver rotto il ghiaccio gli mostro il pc che si trova nella mia camera da letto, lo accende e subito capisce il perché della mancata connessione in internet, il cavo eternet staccato dal modem. In verità l’avevo staccato io per avere una scusa e farlo avvicinare a casa mia, mi ha guardata e aveva un sorriso in faccia e mi dice sei monellina! Faccio finta di non capire e le offro qualcosa da bere seduti nel letto. Ha capito che qualcosa doveva fare altrimenti avrebbe fatto brutta figura davanti i miei occhi, mi sdraia nel letto e comincia a baciarmi. Le sue mani accarezzano le mie cosce sotto un vestitino leggero e subito si rende conto che era quello che desideravo, mi scopre e mi vede senza mutandine, continua baciarmi
l’interno delle cosce fino ad arrivare alla vulva che avevo preparata per l’occorrenza. Mi apre le gambe e inizia a cercare il clitoride con la lingua, lo lecca, lo succhia e con la lingua cerca di penetrarmi, faccio un sobbalzo e lui intuisce qualcosa, allarga le piccole labbra e dice: Cazzo ma sei ancora vergine!? Si le rispondo un po’ imbarazzata, dice che il mio imene è talmente piccolo che se infila un dito sentirò dolore dato la mia età. Si spoglia e spoglia anche me, abbassa gli slip ed esce fuori un cazzo di 18cm duro come il marmo, era ancora giovane a 55anni. La sua lingua era calda e la usava come avesse un pennello e la alternava a succhiotti sul clitoride, sentivo una vampata che dal basso ventre saliva verso il petto, il collo e poi nel viso.
Avevo i capezzoli tesi e duri e lui mentre era intento a leccarmi la figa, con le mani le accarezzava strizzava leggermente i capezzoli, questo dolorino misto al piacere del sesso orale mi fa esplodere in uno orgasmo che mai avevo provato per intensità quasi da farmi perdere i sensi. Era arrivato il momento da me tanto atteso, la deflorazione, lo avvicino all’imene dopo averlo bagnato con abbondante saliva, lo strofinava su e giù per la figa cercando le mie secrezioni dovute all’orgasmo e poi affondò il suo glande dentro l’imene facendomi uscire un soffocato dolore misto a piacere. L’ho invitato a proseguire e lui non si è fatto pregare, mi sono sentita riempire e ha iniziato a stantuffare, il dolore c’era lo devo ammettere ma era quello che desideravo. Non so quanti orgasmi ho avuto in quei pochi minuti, mi ha fatto mettere a pecorina e li ho sentito ancora dolore, ma mi piaceva da morire e mentre mi cavalcava sento le sue contrazioni e mi sento inondare dal suo seme caldo. Ci sdraiamo e si guardiamo negli occhi, mi dice che ho il viso rosso e gli occhi lucidi di appagamento, annuisco e poi guardo il suo cazzo striato di sangue e allungo la mano sulla vagina e mi vedo tutta piena di sangue, a 60anni sverginata e non mi pareva vero! Dopo mezzoretta di riposo e una rinfrescata in bagno,
finalmente prendo in mano un cazzo vero, lo guardo lo bacio, vorrei prenderlo in bocca ma ho paura di non sapere cosa fare, lui intuisce e mi dice di lasciarmi andare e seguire il mio istinto e carpire le sue sensazioni. Mi metto distesa con il viso rivolto al suo e lo prendo in bocca, non è ritornato ancora turgido e cerco di capire cone fare e con la lingua cerco di tirarlo su. La faccio scorrere per tutta la lunghezza del pene, la faccio roteare sulla cappella e vede che lui inarca il bacino e chiude gli occhi, dicendomi che andavo bene e continuando così mi avrebbe sborrato in bocca, ma al momento giusto l’avrebbe tirato fuori. Ero già eccitatissima mi giro e mi metto a 69, inizia a leccarmi tutta la figa, a succhiare il clitoride e con due dita che iniziano a penetrarmi ancora indolenzita ma mi piaceva da morire!
Eravamo in estasi entrambi dovevo muovere il bacino perché le contrazioni era sempre più forti, esplodo in un orgasmo intenso e contemporaneamente esplode anche lui, mi ritrovo un fiume di sperma in bocca che non riesco a declutire, lo butto fuori e rimetto il cazzo in bocca e continuo fino a quando non arriva un altro fiotto di sperma che lascio scivolare sul cazzo e con la mano lo spalmo per fare una sega e ricominciare a succhiarlo fino a quando non lo sento afflosciare e lo trastullo in bocca con la lingua. Non voleva finire più ma l’uomo non è come la donna e così ci rilassiamo appagati.
I nostri incontri proseguono ancora ma c’è sempre qualcosa di nuovo da scoprire, come quella volta ci siamo detti cosa desideravamo l’uno dell’altro, intanto ho voluto provare il sesso anale ed è andata bene mettendo del lubrificante la prima volta è stata un po’ dolorosa, le altre volte sempre meglio, capivo che il sesso doveva essere fantastico e ora mi rendo conto che non è fantastico, ma di più!
le ho detto che non mai stata fidanzata ufficialmente e oramai alla mia età ho dovuto rinunciare. A queste parole lui sobbalza dicendomi che una donna non può abbandonare qualcosa a cui tiene, io le ripeto che oramai ho perso le speranze e poi ho 60 anni chi la prende una donna vicina ad essere anziana!? Non so nemmeno come si fa l’amore! Lui mi ha guardata senza approfondire l’argomento delle ultime mie parole, si è alzato si è diretto alla cassa e ha pagato i conti. L’ho ringraziato e non ha detto una parola, sembrava turbato dalle mie parole che non so nemmeno come si fa l’amore. Durante la settimana ho cercato di capire il perché del suo turbamento, ma non credevo che era dovuto alle mie parole e così nella pausa pranzo gli ho chiesto il perché del suo atteggiamento. Dice che è impossibile che una donna di 60anni non conosca il sesso, neanche con la masturbazione, quello si ho risposto, altrimenti starei male, un minimo di sfogo si deve fare. Gli dico se avesse impegni venerdi sera, gli dovevo far vedere il mio Pc fisso di casa che aveva un problema di connessione su internet, in ufficio era sempre lui a sistemare i pc. Devo trovare una scusa per poter uscire, inventati una riunione dal capo ufficio con i colleghi, gli dico, vedremo risponde lui. Il venerdi lo aspetto a casa mia, vivo da
sola in una villetta fuori città e un po’ isolata da altre villette, verso le 20,30 mi squilla il telefono e vedo che è lui, mi dice di affacciarsi per capire se era davanti la villetta giusta, affaccio e lui scende dall’auto ed entra e mi bacia sulla guancia invece della classica stretta di mano. Dopo aver rotto il ghiaccio gli mostro il pc che si trova nella mia camera da letto, lo accende e subito capisce il perché della mancata connessione in internet, il cavo eternet staccato dal modem. In verità l’avevo staccato io per avere una scusa e farlo avvicinare a casa mia, mi ha guardata e aveva un sorriso in faccia e mi dice sei monellina! Faccio finta di non capire e le offro qualcosa da bere seduti nel letto. Ha capito che qualcosa doveva fare altrimenti avrebbe fatto brutta figura davanti i miei occhi, mi sdraia nel letto e comincia a baciarmi. Le sue mani accarezzano le mie cosce sotto un vestitino leggero e subito si rende conto che era quello che desideravo, mi scopre e mi vede senza mutandine, continua baciarmi
l’interno delle cosce fino ad arrivare alla vulva che avevo preparata per l’occorrenza. Mi apre le gambe e inizia a cercare il clitoride con la lingua, lo lecca, lo succhia e con la lingua cerca di penetrarmi, faccio un sobbalzo e lui intuisce qualcosa, allarga le piccole labbra e dice: Cazzo ma sei ancora vergine!? Si le rispondo un po’ imbarazzata, dice che il mio imene è talmente piccolo che se infila un dito sentirò dolore dato la mia età. Si spoglia e spoglia anche me, abbassa gli slip ed esce fuori un cazzo di 18cm duro come il marmo, era ancora giovane a 55anni. La sua lingua era calda e la usava come avesse un pennello e la alternava a succhiotti sul clitoride, sentivo una vampata che dal basso ventre saliva verso il petto, il collo e poi nel viso.
Avevo i capezzoli tesi e duri e lui mentre era intento a leccarmi la figa, con le mani le accarezzava strizzava leggermente i capezzoli, questo dolorino misto al piacere del sesso orale mi fa esplodere in uno orgasmo che mai avevo provato per intensità quasi da farmi perdere i sensi. Era arrivato il momento da me tanto atteso, la deflorazione, lo avvicino all’imene dopo averlo bagnato con abbondante saliva, lo strofinava su e giù per la figa cercando le mie secrezioni dovute all’orgasmo e poi affondò il suo glande dentro l’imene facendomi uscire un soffocato dolore misto a piacere. L’ho invitato a proseguire e lui non si è fatto pregare, mi sono sentita riempire e ha iniziato a stantuffare, il dolore c’era lo devo ammettere ma era quello che desideravo. Non so quanti orgasmi ho avuto in quei pochi minuti, mi ha fatto mettere a pecorina e li ho sentito ancora dolore, ma mi piaceva da morire e mentre mi cavalcava sento le sue contrazioni e mi sento inondare dal suo seme caldo. Ci sdraiamo e si guardiamo negli occhi, mi dice che ho il viso rosso e gli occhi lucidi di appagamento, annuisco e poi guardo il suo cazzo striato di sangue e allungo la mano sulla vagina e mi vedo tutta piena di sangue, a 60anni sverginata e non mi pareva vero! Dopo mezzoretta di riposo e una rinfrescata in bagno,
finalmente prendo in mano un cazzo vero, lo guardo lo bacio, vorrei prenderlo in bocca ma ho paura di non sapere cosa fare, lui intuisce e mi dice di lasciarmi andare e seguire il mio istinto e carpire le sue sensazioni. Mi metto distesa con il viso rivolto al suo e lo prendo in bocca, non è ritornato ancora turgido e cerco di capire cone fare e con la lingua cerco di tirarlo su. La faccio scorrere per tutta la lunghezza del pene, la faccio roteare sulla cappella e vede che lui inarca il bacino e chiude gli occhi, dicendomi che andavo bene e continuando così mi avrebbe sborrato in bocca, ma al momento giusto l’avrebbe tirato fuori. Ero già eccitatissima mi giro e mi metto a 69, inizia a leccarmi tutta la figa, a succhiare il clitoride e con due dita che iniziano a penetrarmi ancora indolenzita ma mi piaceva da morire!
Eravamo in estasi entrambi dovevo muovere il bacino perché le contrazioni era sempre più forti, esplodo in un orgasmo intenso e contemporaneamente esplode anche lui, mi ritrovo un fiume di sperma in bocca che non riesco a declutire, lo butto fuori e rimetto il cazzo in bocca e continuo fino a quando non arriva un altro fiotto di sperma che lascio scivolare sul cazzo e con la mano lo spalmo per fare una sega e ricominciare a succhiarlo fino a quando non lo sento afflosciare e lo trastullo in bocca con la lingua. Non voleva finire più ma l’uomo non è come la donna e così ci rilassiamo appagati.
I nostri incontri proseguono ancora ma c’è sempre qualcosa di nuovo da scoprire, come quella volta ci siamo detti cosa desideravamo l’uno dell’altro, intanto ho voluto provare il sesso anale ed è andata bene mettendo del lubrificante la prima volta è stata un po’ dolorosa, le altre volte sempre meglio, capivo che il sesso doveva essere fantastico e ora mi rendo conto che non è fantastico, ma di più!
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Commenti dei lettori al racconto erotico