Patrizia-La mia vita
di
Patrizia80
genere
confessioni
Prima di continuare voglio dire una cosa.
Ho letto i commenti del primo racconto e vi ringrazio. Ho capito che qualcuno si aspettava già qualcosa di più interessante, però io voglio raccontare la mia vita un po alla volta.
Prima voglio spiegare bene come sono e da dove vengo, poi piano piano racconto gli avvenimenti che mi ricordo e che mi sono successi nella vita.
Mi scuso anche se scrivo male o faccio degli errori. Non ho una cultura tanto alta e non sono molto brava a scrivere, quindi qualche verbo o qualche frase magari lo sbaglio.
Io scrivo come mi viene, cercando solo di raccontare le cose come me le ricordo.
Spero che mi capite lo stesso e che avete pazienza.
Quando conosco quello che poi diventa mio marito sono ancora molto giovane. Lui ha sette anni più di me e questa differenza all'inizio la sento, perchè io sono ancora una ragazza e lui è già più grande.
Ci vediamo le prime volte poche volte, facciamo delle passeggiate e parliamo. Io sono molto timida e faccio fatica a parlare, specialmente quando sono con lui. Mi vergogno anche un po e tante volte non so cosa dire.
Però con lui piano piano mi sento più tranquilla. Mi sembra una persona seria e buona e mi piace stare con lui.
Dopo un po mi fa conoscere la sua famiglia.
Anche la mia famiglia è abbastanza grande, ma anche la sua è numerosa. Ha tanti fratelli e una sola sorella. Quando sono tutti insieme sono veramente tanti e io all'inizio mi sento un po spaesata.
La prima volta che vado da loro sono molto timida. Parlo poco e sto attenta a come mi comporto, perchè ho paura di fare una brutta figura.
Conosco sua madre e suo padre.
Sua madre è una donna forte, con molto carattere. È una di quelle donne che quando parla si fa sentire e che sa quello che vuole. Tiene molto alla famiglia e alla casa e vuole che le cose vengono fatte bene.
Non è cattiva con me, però io sento subito che è una donna che non si fa mettere i piedi in testa da nessuno.
Suo padre invece è molto più silenzioso. Parla poco e ascolta tanto. Quando siamo tutti insieme lui sta più tranquillo e lascia parlare gli altri. A volte sembra quasi che non ci sia, poi quando dice qualcosa tutti lo ascoltano.
Poi conosco i tanti fratelli di mio marito e l'unica sorella. All'inizio faccio fatica a ricordarmi tutti i nomi e chi è più grande e chi più piccolo.
Quando sono tutti insieme c'è molta confusione e io, che sono timida, mi sento ancora più in imbarazzo.
Però nessuno mi tratta male e piano piano cominciano a conoscermi.
È una famiglia normale, abbastanza unita e con delle abitudini un po di una volta. La madre tiene molto alla famiglia e il padre è più tranquillo, mentre i figli hanno tutti il loro carattere.
Io all'inizio osservo molto e parlo poco.
Con il tempo mi abituo a stare con loro e comincio a sentirmi più tranquilla.
Dopo che conosco i suoi fratelli, piano piano conosco anche le mogli dei fratelli e quelle che ancora non erano sposate ma che poi sarebbero diventate le loro mogli.
Anche loro erano tutte ragazze normali, semplici come me. Nessuna faceva la signora importante e nessuna cercava di farsi vedere più delle altre. Quando ci trovavamo tutti insieme parlavamo, mangiavamo e stavamo in compagnia. Io all'inizio ero sempre un po' zitta, però con il tempo cominciai a sentirmi più a mio agio anche con loro.
Con alcune mi trovavo meglio e parlavo di più.Era una famiglia come tante, dove ci si vedeva spesso e dove ognuno aveva le sue abitudini.
Dopo un po' cominciammo anche a fare qualche vacanza tutti insieme. Per me le prime volte erano una cosa nuova, perché non ero abituata a stare tanti giorni con così tante persone della famiglia di mio marito.
Ricordo che andavamo al mare e prendevamo una casa o degli appartamenti dove stare tutti insieme. La mattina ci si alzava, si faceva colazione e poi si decideva chi portava le borse, chi preparava le cose per il mare e chi andava a comprare qualcosa da mangiare.
Io ero ancora molto timida e anche al mare cercavo di non attirare l'attenzione. Mi mettevo il costume che avevo, un costume molto normale, come tutte le altre. Di solito erano costumi semplici, interi oppure due pezzi normali, niente di particolare.
Anche le altre donne della famiglia avevano costumi normalissimi. Io guardavo poco le altre e pensavo soprattutto a stare tranquilla e a non sentirmi in imbarazzo. A quell'età ero ancora molto attenta a come mi vedevano gli altri.
Quando arrivavamo in spiaggia mettevamo gli asciugamani, le borse e le cose da mangiare e poi stavamo tutti insieme. I bambini, quando c'erano, giocavano e correvano, mentre noi donne parlavamo e prendevamo il sole.
Quelle prime vacanze mi servivano anche per conoscere meglio la famiglia. Stando insieme per tanti giorni si imparava a conoscere il carattere di ognuno. Io cominciavo a capire chi era più scherzoso, chi parlava sempre, chi invece era più tranquillo.
Con il tempo mi sentivo sempre meno ospite e sempre più una persona della famiglia. Non ero più quella ragazza che alla prima volta non sapeva cosa dire. Cominciavo a parlare di più e a scherzare anche io.
Ripensandoci oggi, erano vacanze molto semplici. Non c'era niente di speciale o di esagerato.
Poi col passare degli anni si sposano alcuni fratelli di mio marito. Ogni volta era una festa per tutta la famiglia, perche erano tanti e ai matrimoni venivano tutti i parenti.
Io ormai conoscevo bene i fratelli e anche le cognate. Non ero piu quella ragazza che stava zitta per paura di dire una cosa sbagliata. Ero sempre un po timida, però mi ero abbituata a stare con loro.
Ai matrimoni si andava in chiesa, poi si mangiava tutti insieme e si stava a festeggiare. Erano feste normali, come si facevano a quei tempi. Io mi mettevo il vestito bello e cercavo di essere apposto.
Poi si sposa anche la sorella di mio marito. Lei era l'unica femmina della famiglia e sua madre era molto contenta, perche per lei era una cosa importante vedere anche sua figlia sposata.
Dopo che si sposano alcuni fratelli e anche la sorella, la famiglia cambia un po. Prima erano tutti figli in casa, poi ognuno comincia ad avere la sua famiglia, la sua casa e la sua vita.
E dopo tutti questi matrimoni arriva anche il momento del mio matrimonio.
Io e mio marito decidiamo di sposarci. Io ero giovane e quel giorno ero molto emozionata. Ero contenta, però avevo anche un po di paura perche sapevo che da quel momento cambiava tutto.
Il matrimonio è stato normale, con i parenti, gli amici, la chiesa e il pranzo. C'erano anche i fratelli di mio marito con le loro mogli e naturalmente anche i miei famigliari.
Io quel giorno mi sentivo molto osservata e avevo paura di fare qualche figuraccia. Però alla fine è andato tutto bene e sono stata contenta.
Dopo il matrimonio comincia la nostra vita da marito e moglie. Andiamo a vivere per conto nostro e io devo imparare a mandare avanti la casa.
All'inizio non è che ero bravissima a fare tutto. Alcune cose le sapevo fare perche avevo guardato mia madre, però adesso dovevo pensarci io. C'era da fare la spesa, cucinare, pulire, lavare e tutte le cose della casa.
Mio marito lavorava e io piano piano mi abbituavo a fare la moglie e a organizzarmi.
Poi dopo un po arriva un'altra cosa che cambia tutta la nostra vita.
Mio marito per il lavoro deve andare al Nord. Non era vicino, erano quasi novecento kilometri da dove stavamo noi.
Quando me lo dice io ci rimango un po male. Pensavo alla mia famiglia, a mia madre, a mio padre, ai parenti e anche alla famiglia di mio marito che ormai conoscevo bene.
Andare cosi lontano mi faceva paura. Novecento kilometri mi sembravano tantissimi e pensavo che poi non potevo piu vedere le persone quando volevo.
Però per mio marito era una buona occasione di lavoro e allora decido di andare con lui.
Prepariamo le nostre cose e partiamo.
Il viaggio è lungo e io guardo fuori dal finestrino e penso a quanta strada stiamo facendo. Mi sembrava di andare dall'altra parte dell'Italia.
Quando arriviamo al Nord per me era tutto nuovo. Non conoscevo le strade, non conoscevo le persone e non avevo nessun parente vicino.
I primi tempi mi sentivo un po persa e mi mancava tanto casa. Però ormai avevo mio marito e quella era la nostra vita.
Mi dicevo che dovevo farmi coraggio e abbituarmi.
Ho letto i commenti del primo racconto e vi ringrazio. Ho capito che qualcuno si aspettava già qualcosa di più interessante, però io voglio raccontare la mia vita un po alla volta.
Prima voglio spiegare bene come sono e da dove vengo, poi piano piano racconto gli avvenimenti che mi ricordo e che mi sono successi nella vita.
Mi scuso anche se scrivo male o faccio degli errori. Non ho una cultura tanto alta e non sono molto brava a scrivere, quindi qualche verbo o qualche frase magari lo sbaglio.
Io scrivo come mi viene, cercando solo di raccontare le cose come me le ricordo.
Spero che mi capite lo stesso e che avete pazienza.
Quando conosco quello che poi diventa mio marito sono ancora molto giovane. Lui ha sette anni più di me e questa differenza all'inizio la sento, perchè io sono ancora una ragazza e lui è già più grande.
Ci vediamo le prime volte poche volte, facciamo delle passeggiate e parliamo. Io sono molto timida e faccio fatica a parlare, specialmente quando sono con lui. Mi vergogno anche un po e tante volte non so cosa dire.
Però con lui piano piano mi sento più tranquilla. Mi sembra una persona seria e buona e mi piace stare con lui.
Dopo un po mi fa conoscere la sua famiglia.
Anche la mia famiglia è abbastanza grande, ma anche la sua è numerosa. Ha tanti fratelli e una sola sorella. Quando sono tutti insieme sono veramente tanti e io all'inizio mi sento un po spaesata.
La prima volta che vado da loro sono molto timida. Parlo poco e sto attenta a come mi comporto, perchè ho paura di fare una brutta figura.
Conosco sua madre e suo padre.
Sua madre è una donna forte, con molto carattere. È una di quelle donne che quando parla si fa sentire e che sa quello che vuole. Tiene molto alla famiglia e alla casa e vuole che le cose vengono fatte bene.
Non è cattiva con me, però io sento subito che è una donna che non si fa mettere i piedi in testa da nessuno.
Suo padre invece è molto più silenzioso. Parla poco e ascolta tanto. Quando siamo tutti insieme lui sta più tranquillo e lascia parlare gli altri. A volte sembra quasi che non ci sia, poi quando dice qualcosa tutti lo ascoltano.
Poi conosco i tanti fratelli di mio marito e l'unica sorella. All'inizio faccio fatica a ricordarmi tutti i nomi e chi è più grande e chi più piccolo.
Quando sono tutti insieme c'è molta confusione e io, che sono timida, mi sento ancora più in imbarazzo.
Però nessuno mi tratta male e piano piano cominciano a conoscermi.
È una famiglia normale, abbastanza unita e con delle abitudini un po di una volta. La madre tiene molto alla famiglia e il padre è più tranquillo, mentre i figli hanno tutti il loro carattere.
Io all'inizio osservo molto e parlo poco.
Con il tempo mi abituo a stare con loro e comincio a sentirmi più tranquilla.
Dopo che conosco i suoi fratelli, piano piano conosco anche le mogli dei fratelli e quelle che ancora non erano sposate ma che poi sarebbero diventate le loro mogli.
Anche loro erano tutte ragazze normali, semplici come me. Nessuna faceva la signora importante e nessuna cercava di farsi vedere più delle altre. Quando ci trovavamo tutti insieme parlavamo, mangiavamo e stavamo in compagnia. Io all'inizio ero sempre un po' zitta, però con il tempo cominciai a sentirmi più a mio agio anche con loro.
Con alcune mi trovavo meglio e parlavo di più.Era una famiglia come tante, dove ci si vedeva spesso e dove ognuno aveva le sue abitudini.
Dopo un po' cominciammo anche a fare qualche vacanza tutti insieme. Per me le prime volte erano una cosa nuova, perché non ero abituata a stare tanti giorni con così tante persone della famiglia di mio marito.
Ricordo che andavamo al mare e prendevamo una casa o degli appartamenti dove stare tutti insieme. La mattina ci si alzava, si faceva colazione e poi si decideva chi portava le borse, chi preparava le cose per il mare e chi andava a comprare qualcosa da mangiare.
Io ero ancora molto timida e anche al mare cercavo di non attirare l'attenzione. Mi mettevo il costume che avevo, un costume molto normale, come tutte le altre. Di solito erano costumi semplici, interi oppure due pezzi normali, niente di particolare.
Anche le altre donne della famiglia avevano costumi normalissimi. Io guardavo poco le altre e pensavo soprattutto a stare tranquilla e a non sentirmi in imbarazzo. A quell'età ero ancora molto attenta a come mi vedevano gli altri.
Quando arrivavamo in spiaggia mettevamo gli asciugamani, le borse e le cose da mangiare e poi stavamo tutti insieme. I bambini, quando c'erano, giocavano e correvano, mentre noi donne parlavamo e prendevamo il sole.
Quelle prime vacanze mi servivano anche per conoscere meglio la famiglia. Stando insieme per tanti giorni si imparava a conoscere il carattere di ognuno. Io cominciavo a capire chi era più scherzoso, chi parlava sempre, chi invece era più tranquillo.
Con il tempo mi sentivo sempre meno ospite e sempre più una persona della famiglia. Non ero più quella ragazza che alla prima volta non sapeva cosa dire. Cominciavo a parlare di più e a scherzare anche io.
Ripensandoci oggi, erano vacanze molto semplici. Non c'era niente di speciale o di esagerato.
Poi col passare degli anni si sposano alcuni fratelli di mio marito. Ogni volta era una festa per tutta la famiglia, perche erano tanti e ai matrimoni venivano tutti i parenti.
Io ormai conoscevo bene i fratelli e anche le cognate. Non ero piu quella ragazza che stava zitta per paura di dire una cosa sbagliata. Ero sempre un po timida, però mi ero abbituata a stare con loro.
Ai matrimoni si andava in chiesa, poi si mangiava tutti insieme e si stava a festeggiare. Erano feste normali, come si facevano a quei tempi. Io mi mettevo il vestito bello e cercavo di essere apposto.
Poi si sposa anche la sorella di mio marito. Lei era l'unica femmina della famiglia e sua madre era molto contenta, perche per lei era una cosa importante vedere anche sua figlia sposata.
Dopo che si sposano alcuni fratelli e anche la sorella, la famiglia cambia un po. Prima erano tutti figli in casa, poi ognuno comincia ad avere la sua famiglia, la sua casa e la sua vita.
E dopo tutti questi matrimoni arriva anche il momento del mio matrimonio.
Io e mio marito decidiamo di sposarci. Io ero giovane e quel giorno ero molto emozionata. Ero contenta, però avevo anche un po di paura perche sapevo che da quel momento cambiava tutto.
Il matrimonio è stato normale, con i parenti, gli amici, la chiesa e il pranzo. C'erano anche i fratelli di mio marito con le loro mogli e naturalmente anche i miei famigliari.
Io quel giorno mi sentivo molto osservata e avevo paura di fare qualche figuraccia. Però alla fine è andato tutto bene e sono stata contenta.
Dopo il matrimonio comincia la nostra vita da marito e moglie. Andiamo a vivere per conto nostro e io devo imparare a mandare avanti la casa.
All'inizio non è che ero bravissima a fare tutto. Alcune cose le sapevo fare perche avevo guardato mia madre, però adesso dovevo pensarci io. C'era da fare la spesa, cucinare, pulire, lavare e tutte le cose della casa.
Mio marito lavorava e io piano piano mi abbituavo a fare la moglie e a organizzarmi.
Poi dopo un po arriva un'altra cosa che cambia tutta la nostra vita.
Mio marito per il lavoro deve andare al Nord. Non era vicino, erano quasi novecento kilometri da dove stavamo noi.
Quando me lo dice io ci rimango un po male. Pensavo alla mia famiglia, a mia madre, a mio padre, ai parenti e anche alla famiglia di mio marito che ormai conoscevo bene.
Andare cosi lontano mi faceva paura. Novecento kilometri mi sembravano tantissimi e pensavo che poi non potevo piu vedere le persone quando volevo.
Però per mio marito era una buona occasione di lavoro e allora decido di andare con lui.
Prepariamo le nostre cose e partiamo.
Il viaggio è lungo e io guardo fuori dal finestrino e penso a quanta strada stiamo facendo. Mi sembrava di andare dall'altra parte dell'Italia.
Quando arriviamo al Nord per me era tutto nuovo. Non conoscevo le strade, non conoscevo le persone e non avevo nessun parente vicino.
I primi tempi mi sentivo un po persa e mi mancava tanto casa. Però ormai avevo mio marito e quella era la nostra vita.
Mi dicevo che dovevo farmi coraggio e abbituarmi.
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