Una domenica al mare
di
LuieLei
genere
confessioni
Era un tardo pomeriggio di una calda giornata estiva.
Io e mia moglie prendevamo il sole nudi su quella stretta striscia di spiaggia formata da rocce e ciottoli che serviva a proteggere il muro di contenimento della ferrovia che correva lungo la costa.
Lei era bellissima e molto accattivante con le sue tette naturali, non enormi, ma sode, con i suoi capezzoli spesso eretti e con la sua figa rasata.
Si divertiva ad eccitarmi allargando le gambe e mostrandosi con le labbra aperte, e se non si aprivano, le apriva lei con non curanza.
Il mio cazzo era rimasto duro tutto il tempo fino a quando lei decise di metterlo a cuccia facendomi venire con un pompino.
La spiaggia era quasi deserta, pochissimi bagnanti, nudi, ma lontani.
Tre uomini stavano camminando lungo la riva, a circa 200 metri di distanza.
La nostra giornata in spiaggia era ormai finita.
Avevamo lasciato la macchina un po' lontano; ci volevano almeno 15 minuti a piedi per arrivarci.
Mi sono offerto di andarla a prendere io, così mia moglie si sarebbe risparmiata la camminata sotto il sole cocente e sarebbe tornata dalla spiaggia più tardi, così sarei potuto andarla a prendere.
Ho attraversato il piccolo tunnel che passava sotto i binari della ferrovia, a pochi metri da dove ci eravamo sistemati, e mi sono diretto verso la macchina.
Quando l'ho raggiunta, era caldissima.
Ho acceso l'aria condizionata al massimo e sono andato per prendere mia moglie.
Stranamente, non mi aspettava all'uscita del piccolo tunnel, ma era venuta verso la macchina.
L'aiutai a salire e le chiesi perché fosse venuta avanti invece di aspettarmi all'ombra, all'uscita del tunnel.
Per un attimo non rispose, poi, senza guardarmi, mi raccontò che erano arrivati tre uomini nudi e che, davanti a lei, avevano iniziato a masturbarsi, avvicinandosi sempre di più, quasi sovrastandola.
Per un attimo ebbe paura di essere violentata, ma poi capì che volevano solo giocare con lei, cominciarono con delle carezze gentili che lei non disdegnò e ricambiò, poi il gioco iniziò con un crescendo inimmaginabile e caddero tutti i tabù.
Descrisse tutto il gioco nei minimi dettagli.
Ad un certo punto si trovò con un pene in una mano, un altro nell'altra, e il terzo in bocca, era lei che gestiva la danza, mentre le loro mani le accarezzavano i seni, le stuzzicavano i capezzoli e le penetravano delicatamente la vagina e giocavano col suo clitoride gonfio..
Quello a cui fece il pompino si staccò e cominciò la leccarla ed a mordicchiare la zona intorno al clitoride prima di succhiarglielo.
Mentre raccontava, anche lei, come il gioco appena terminato, subiva un crescendo di emozioni e di passione.
Rimase in silenzio per un attimo e poi mi disse: "All'inizio ero spaventata, ma poi mi è piaciuto. Appena il gioco è finito, me ne sono andata, perché temevo di essere io a farlo ricominciare. E' un'esperienza che mi piacerebbe ripetere, magari prendendo i cazzi, invece che solo in mano e in bocca anche nella figa e nel culo."
Quella sera, quando a casa, facemmo l'amore, fu meraviglioso, lei era come un fiume in piena e io sapevo a cosa stava pensando.
Il weekend successivo volle ritornare lì, ma non trovammo nessuno di quelli della settimana precedente.
Si masturbò tutto il tempo, mi fece con tanta cura e passione un pompino come solo lei sa fare ed io mi divertii a fotografarla ed a filmarla in quella sua performance solitaria che insieme postammo in rete la sera stessa.
Ci capitarono altre situazioni piacevoli e morbose, ma quella lì rimase nei nostri discorsi sussurrati e nelle nostre fantasie, forse perché accaduta per caso, non cercata, capitata.
Io e mia moglie prendevamo il sole nudi su quella stretta striscia di spiaggia formata da rocce e ciottoli che serviva a proteggere il muro di contenimento della ferrovia che correva lungo la costa.
Lei era bellissima e molto accattivante con le sue tette naturali, non enormi, ma sode, con i suoi capezzoli spesso eretti e con la sua figa rasata.
Si divertiva ad eccitarmi allargando le gambe e mostrandosi con le labbra aperte, e se non si aprivano, le apriva lei con non curanza.
Il mio cazzo era rimasto duro tutto il tempo fino a quando lei decise di metterlo a cuccia facendomi venire con un pompino.
La spiaggia era quasi deserta, pochissimi bagnanti, nudi, ma lontani.
Tre uomini stavano camminando lungo la riva, a circa 200 metri di distanza.
La nostra giornata in spiaggia era ormai finita.
Avevamo lasciato la macchina un po' lontano; ci volevano almeno 15 minuti a piedi per arrivarci.
Mi sono offerto di andarla a prendere io, così mia moglie si sarebbe risparmiata la camminata sotto il sole cocente e sarebbe tornata dalla spiaggia più tardi, così sarei potuto andarla a prendere.
Ho attraversato il piccolo tunnel che passava sotto i binari della ferrovia, a pochi metri da dove ci eravamo sistemati, e mi sono diretto verso la macchina.
Quando l'ho raggiunta, era caldissima.
Ho acceso l'aria condizionata al massimo e sono andato per prendere mia moglie.
Stranamente, non mi aspettava all'uscita del piccolo tunnel, ma era venuta verso la macchina.
L'aiutai a salire e le chiesi perché fosse venuta avanti invece di aspettarmi all'ombra, all'uscita del tunnel.
Per un attimo non rispose, poi, senza guardarmi, mi raccontò che erano arrivati tre uomini nudi e che, davanti a lei, avevano iniziato a masturbarsi, avvicinandosi sempre di più, quasi sovrastandola.
Per un attimo ebbe paura di essere violentata, ma poi capì che volevano solo giocare con lei, cominciarono con delle carezze gentili che lei non disdegnò e ricambiò, poi il gioco iniziò con un crescendo inimmaginabile e caddero tutti i tabù.
Descrisse tutto il gioco nei minimi dettagli.
Ad un certo punto si trovò con un pene in una mano, un altro nell'altra, e il terzo in bocca, era lei che gestiva la danza, mentre le loro mani le accarezzavano i seni, le stuzzicavano i capezzoli e le penetravano delicatamente la vagina e giocavano col suo clitoride gonfio..
Quello a cui fece il pompino si staccò e cominciò la leccarla ed a mordicchiare la zona intorno al clitoride prima di succhiarglielo.
Mentre raccontava, anche lei, come il gioco appena terminato, subiva un crescendo di emozioni e di passione.
Rimase in silenzio per un attimo e poi mi disse: "All'inizio ero spaventata, ma poi mi è piaciuto. Appena il gioco è finito, me ne sono andata, perché temevo di essere io a farlo ricominciare. E' un'esperienza che mi piacerebbe ripetere, magari prendendo i cazzi, invece che solo in mano e in bocca anche nella figa e nel culo."
Quella sera, quando a casa, facemmo l'amore, fu meraviglioso, lei era come un fiume in piena e io sapevo a cosa stava pensando.
Il weekend successivo volle ritornare lì, ma non trovammo nessuno di quelli della settimana precedente.
Si masturbò tutto il tempo, mi fece con tanta cura e passione un pompino come solo lei sa fare ed io mi divertii a fotografarla ed a filmarla in quella sua performance solitaria che insieme postammo in rete la sera stessa.
Ci capitarono altre situazioni piacevoli e morbose, ma quella lì rimase nei nostri discorsi sussurrati e nelle nostre fantasie, forse perché accaduta per caso, non cercata, capitata.
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