Una gelosia fondata

di
genere
etero


TRATTO DA UNA STORIA VERA. Cinque anni fa sono entrata in quell’ufficio insieme a Gianluca. Siamo stati assunti lo stesso giorno e, da allora, non ci siamo praticamente più staccati. Lui ha tre anni meno di me e, senza nemmeno rendercene conto, è diventato il mio migliore amico. Non avevo mai avuto un’amicizia così con un uomo. Il mio fidanzato ogni tanto scherzava.
“Ma non è che ve la fate?” Ridevo ogni volta. Rideva anche lui. Nessuno dei due ci aveva mai creduto davvero. Per me era semplicemente impossibile immaginare Gianluca in quel modo.
In ufficio era amato da tutti. Era quello che riusciva sempre a trovare una soluzione, quello che correva ad aiutare chiunque ne avesse bisogno. Soprattutto me. Se non sapevo fare qualcosa, bastava chiamarlo e lui arrivava con il suo sorriso e quella comicità tipica del Sud che riusciva a rendere leggera anche la giornata più pesante. Ci consigliavamo persino su come vestirci. Lui mi chiedeva se una camicia gli stava bene, io gli mandavo foto di vestiti prima di comprarli. Mi chiedeva ricette, io gli raccontavo i miei weekend. Ridevamo dei colleghi, delle riunioni infinite, delle assurdità che succedevano ogni giorno. A volte, però, mi fermavo a pensarci. Forse eravamo troppo in confidenza. Forse era un’amicizia un po’ fuori dal normale. Eppure non avevo mai visto Gianluca come qualcosa di diverso da un amico. Poi arrivò lei. Una stagista. Bellissima. Sei anni più giovane di me e capace di attirare l’attenzione dell’intero ufficio nel giro di poche ore. Naturalmente Gianluca fu tra i primi ad accoglierla. Gentile, simpatico, disponibile come sempre. Lei sembrava divertirsi con lui. Durante la pausa pranzo si sedette accanto a me.
“È bona la stagista.” Alzai appena lo sguardo dal piatto. “Carina…” Lui sorrise. “Quasi quasi ci provo. Che dici? Secondo te ci sta?” Feci spallucce. “Non lo so.” Dentro di me, però, pensai soltanto una cosa. Se la tira troppo. Lui scoppiò a ridere. “Dai, non fare la gelosa… tanto rimani sempre tu la milf più bona dell’azienda. Per un istante mi si gelò il sangue. Mi aveva sempre presa in giro chiamandomi “milf” perché ero più grande di lui e mamma, ma non aveva mai fatto un complimento così esplicito sul mio aspetto. Mai. Feci una linguaccia e risi, fingendo che quella frase non mi avesse fatto alcun effetto. Qualche settimana dopo stavo uscendo dall’ufficio. Erano quasi le otto di sera e il piano era deserto. Mentre mi dirigevo verso gli ascensori sentii dei rumori provenire dal corridoio dei bagni. Un attimo dopo vidi Gianluca uscire. Si stava sistemando i pantaloni. Dietro di lui comparve la stagista. Gli passò le braccia intorno alla vita e gli lasciò un bacio sul collo. Rimasi immobile per una frazione di secondo. Poi entrai nell’ascensore senza fare il minimo rumore. Il cuore batteva all’impazzata. Sentivo il viso in fiamme, le gambe molli, quasi le vertigini.
Che cazzo ho appena visto? Un calore improvviso mi salì dai piedi fino alla testa. Avevo voglia di piangere. E non riuscivo nemmeno a capire il perché. A casa non dissi una parola. Il mio fidanzato mi chiese se fosse successo qualcosa. Scossi la testa. Sapevo che, se avessi aperto bocca, sarei scoppiata a piangere. Quella notte rimasi sveglia a fissare il soffitto. Ma sono… gelosa? Quella domanda continuava a tornarmi in testa. Quella stronza si è presa qualcosa di mio? Sono io la milf più bona dell’ufficio. Quando realizzai cosa stavo pensando, quasi mi spaventai. Non aveva alcun senso. Eppure quelle emozioni erano lì. Presi due giorni di smart working per evitare di incontrarlo. Nel frattempo continuavamo a sentirci su Teams come sempre, scherzando e lavorando come se nulla fosse successo. Il lunedì successivo tornai finalmente in ufficio. Appena arrivata, gli addetti alla sicurezza ci fermarono. Un tubo si era rotto durante la notte e l’edificio era stato dichiarato momentaneamente inagibile. Sentii qualcuno arrivarmi alle spalle. “Fico! Facciamo sega come ai tempi della scuola.” Era Gianluca. Scoppiai a ridere, proprio come una liceale. Durò poco. Una comunicazione aziendale ci informò che avremmo dovuto lavorare tutti da casa. Gianluca si voltò verso di me. “Vieni da me. Se torni a casa perdi più di un’ora di treno.” Ci pensai appena. “Hai ragione. Ho una riunione tra mezz’ora, non farei in tempo.” Abitava a cinque minuti a piedi dall’ufficio. Arrivammo a casa sua chiacchierando del più e del meno, come avevamo fatto centinaia di volte. Io mi sistemai in salotto con il portatile. Lui si sedette di fronte a me. Per tutta la mattina lavorammo in silenzio, interrotti solo dalle call. Verso l’ora di pranzo si tolse le cuffie e si stiracchiò. ”Cavolo… nemmeno in ufficio lavoro così tanto.” Sorrisi. “Forse perché lì hai troppe distrazioni.” Lo dissi con un tono volutamente innocente. Lui mi guardò “Beh… sì. Ultimamente ancora di più.” Aveva capito perfettamente dove volevo andare a parare. E a quel punto decisi di non girarci più intorno. “Eh, lo immagino. La ragazzina ti tiene in ufficio fino a tardi.” Per un attimo rimase in silenzio. Poi abbassò lo sguardo. “Ah… l’ha già detto a tutti?” Scossi la testa. “No.” Feci una pausa. “Vi ho visti io. La settimana scorsa. Ero già nell’ascensore.” “O dio che figura!!” Rideva come un imbecile. Io continuavo a scrivere la mia mail senza distogliere lo sguardo dal pc, ma ache lo di nuovo quel fuoco dentro che mi arrossiva il viso. “Sei gelosa Milf?” “Ma assolutamente no” dico con un filo di voce sapendo di mentire. “E perchè arrossisci?” Dice appoggiandosi al tavolo con le braccia incrociate. “Ma va che arrossire!” Sistemandomi i capelli dietro le orecchie. Si avvicina sempre di più e con un dito mi chiude lo schermo del pc. Mi guarda fisso negli occhi.. aspetta una risposta.. quella vera questa volta. “Ma dai Gian che dici.. che mi frega chi ti scopi..” taglio corto questa volta fissandolo negli occhi. Siamo vicini troppo vicini. Riesco a sentire il profumo del suo dopobarba e forse lui l’odore di bugia. “Il problema sai qual è Marti, che ami in controllo, tu sei superiore a tutti, guardi tutti dall’alto in basso con il tuo fidanzato perfetto, il tuo bel bambino e non sopporti che qualcosa sia fuori il tuo controllo” si avvicina sempre di più io rimango immobile. “Da quando hai avuto Edoardo sei ancora più bella, te la tiri ancora di più e le tue tette sono enormi” senza che me ne accorgo ha una mano sotto il mio maglione e mi tiene un seno da sopra la camicia. Mi alzo in piedi stringendo la sua mano da sopra il maglione non voglio che si stacchi. Mi metto ad un millimetro da lui “voglio scoparti.. dal primo minuto che ti ho visto ogni sega che mi faccio è dedicata a te immagino mentre ti mordo i capezzoli ed esce un po’ di latte” mi levo la gonna e rimango con i collant mentre lui mi leva il maglione. Non mi controllo lo bacio con la lingua mentre continuiamo a spogliarci “è vero tu sei mio, sei sempre stato mio e non sei di nessuna altra” la verità finalmente esce dalla mia bocca. Continuiamo a baciarci restando praticamente nudi. Mi abbasso e mi metto in ginocchio e prendo il suo cazzo in bocca è enorme venoso e ha un buon sapore. “Ecco si brava succhia così fa brava” mentre con una mano mi da il ritmo. “Mi piaci ogni tanto sottomessa” io mi tocco la fica oramai acqua. Sto impazzendo il suo cazzo è enorme e cresce sempre di più nella mia bocca. Mi alzo con la bocca piena di saliva e del suo sapore. Mi fa sedere sul tavolo e ricambia il favore addentando il mio clitoride. Fa con foga con forza lo divora mi lecca lo bacia mi tiene per le cosce e affonda le dita, io urlo venendogli in bocca. Gli metto le braccia sotto le ascelle e lo porto alla mia bocca lo bacio con trasporto incroci di lingua. “Scopami ti prego fammi tua” neanche il tempo di finire la frase che mi impala io vado indientro con il corpo mentre mi scopa sul suo tavolo. “Sì sì.. prendi il mio cazzo dimmi quanto lo desideri dimmi che mi vuoi” ansimando cerco di parlare “sì ti prego così più forte dammelo tutto sbattimi dai sono la tua milf porca” “si si sei una mamma porca, quanto sei bona.. quando ti vedo in ufficio con quelle gonne vado in bagno a farmi le seghe” mi confida mentre viene dentro di me. Ne voglio ancora mi sento drogata e non mi riconosco lo sbatto sul divano e lo cavalco facendolo rindurire in meno di due minuti è più duro di prima e me lo metto tutto dentro mentre sono sopra di lui. Lo cavalco facendo su e giù “il tuo fidanzato quanti giorni ci vogliono per riprendersi dopo che ti scopa?” Ironizza prendendo il mio seno in bocca e succhia… succhia il capezzolo ed esce un po’ di latte “che cazzo di tette stupende, voglio il tuo latte da milf sei una cazzo di bonazza con le tette perfette” io al suono di queste parole e immaginando io mio latte nella sua bocca vengo “vengo vengo vengooo” urlo come una matta sbattendo sempre di più il mio seno dentro la sua bocca. Mi sento esausta le gambe a pezzi e la fica a fuoco mi accascio sul divano offrendogli lo spettacolo del mio seno e della mia fica sgocciolante. Lui senza nemmeno batter ciglio si inginocchia ai piedi del divano e riprende a succhiarmi il clitoride. È instancabile voglioso di me e questa cosa mi fa impazzire. Mi alza dai fianchi e mi mette a pecora si avvina al mio orecchio e con tutta la delicatezza di questo mondo “posso scoparti nel culo?” E mi bacia la spalla. È stato esattamente sexy e dolce allo stesso tempo. Annuisco e lui senza perdere un secondo inizia ad allargare il mio culetto. Con un dito piano piano lo bagna con i miei umori e poi dentro sempre di più finché, anche grazie al fatto che anche io mi rilasso, non prova finalmente con il suo cazzo. Entra piano piano con dolcezza tenendomi i fianchi. Sento un misto tra piacere e dolore ma resisto e faccio fare… “è tutto dentro…” dice con un filo di voce. E comincia a fare avanti e indietro allargandomi quel buco dove nessuno mai era stato. “Sì sì che bel culo stretto che hai voglio rompertelo tutto” io urlo di piacere e lo invito a fare più forte
. Lui mi bacia la schiena e risale a pompare. “Sisi Marti si voglio venirti nel culo voglio riempirtelo” “sisi mi piace” urlo.. non ce la faccio più e ho un secondo orgasmo “si cazzo Gian ti prego aprimi il culo sfondami” alle mia parole come una frase magica sento che viene dentro il mio culo affondando le sue dita sui miei fianchi e mi tiene stretta a se. Siamo esausti rimaniamo sul divano abbracciati a baciarci a toccarci delicatamente. Ridiamo come se quello che fosse successo sia incredibile. Il pomeriggio chiudemmo ferie perchè lo passammo a fare l’amore ancora ancora e ancora.. finché alle 18 non presi il treno per tornare a casa questa volta con il sorriso. Con la consapevolezza che quello che è mio è mio. In ufficio continuammo a comportarci normalmente anche se i baci e le seghe in bagno continuavano.. questa volta con me.
scritto il
2026-07-31
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