Un racconto che a distanza di anni mi eccita ancora.

di
genere
tradimenti

Dopo quello che avevo visto, quell’immagine è stata l’ispirazione di tante seghe e della voglia incontrollabile di farmene fare una da mamma. Questa storia mi pare di averla pubblicata mi fa bene riviverla ed eccitarmi sempre di più. Siamo andati al matrimonio di mio cugino, ora si usano ristoranti e spese folli, in quel caso, come spesso succedeva allora, si facevano in capannoni agricoli o dismessi. Nel caso di mio cugino, la sua
famiglia viveva in campagna, quindi il deposito della paglia è stato svuotato ed attrezzato con sedie, tavolini, panche o tronchi segati. Giustamente vivevano in campagna in un posto isolato dimenticato anche da dio. Siamo andati con la 127 di un amico comune Anselmo, con noi è venuto anche Michele amico di mio cugino e di papà. Prima siamo andati in chiesa, poi le foto ed infine il pranzo, forse cena viti gli orari. Per arrivare al casolare nonostante fosse giorno abbiamo impiegato una vita, Anselmo guidava, papà era al suo fianco che indicava la strada, dietro eravamo io, mamma e Michele seduti vicino. Certi atteggiamenti di Michele e mamma lasciavano pensare che avevano una discreta amicizia perché una mano di mamma è stata sempre con quella di Michele nelle vicinanze del cazzo. Papà impegnato com’era ad indicare la strada ad Anselmo non si è mai preoccupato di girarsi verso di noi. Questo dava a mamma e Michele la possibilità di mettere in atto qualche effusione. Io figlio, non avevo alcuna competenza, ed assistere a quelle manifestazioni mi teneva eccitato. Finalmente arrivati al pranzo/cena, una discreta quantità di invitati, non c’erano posti riservati, chi arrivava prima sceglieva i migliori. A noi forse è toccata la situazione più scomoda perché quasi nascosti dagli altri, ci siamo messi Michele, mamma, io, papà ed Anselmo, una posizione migliore a mamma e Michele non poteva capitare. Intanto fuori si è scatenato il diluvio universale, acqua a non finire, lampi tuoni, energia elettrica a sbalzi e poi via del tutto, Avevano attrezzato delle lampade di emergenza a gas, erano attrezzati perché in quella zona le interruzioni erano frequenti. In quell’ambiente era difficile vederci, mamma si è buttata addosso a Michele, non sentivo più il suo contatto ed in un momentaneo ritorno dell’energia elettrica ho visto che mamma aveva le mutande alle ginocchia e che Michele aveva la mano tra le gambe di mamma. La serata nottata è trascorsa in condizioni quasi disastrose. E’ arrivata l’ora di ripartire, buio totale, strade allagate e fangose, i posti sulla 127 erano gli stessi, ma ora sulle stradine serviva più attenzione, tutto a favore di mamma e Michele. Io ho subito finto di dormire, erano passati pochi minuti, ho intravisto il cazzo di Michele con mamma che si è subito piegata per prenderlo in bocca. Papà parlava continuamente con Anselmo per tenerlo sveglio ed indicargli la strada, Dopo due minuti mamma sulle gambe di Michele le mutande le aveva tolte e lasciate nel locale tra i residui di paglia, quindi col cazzo nella figa parlava con papà, le buche e il fango facevano sobbalzare la 127 dando ritmo alla scopata. Nella fase di orgasmo si sono stretti fino a farsi male, mamma si è pulita con un fazzoletto, poi si è piegata
per pulire il cazzo di Michele. Infine si è addormentata fra le sue braccia,
l’ha svegliata papà con un bacio, erano le tre di notte, poi ha invitato Anselmo e Michele a prender un caffè. Anselmo ha preferito andare a dormire, Michele che abitava vicino a noi è salito mano nella mano con mamma mentre papà apriva la porta, papà è andato in bagno, mamma e Michele si sono baciati anche sotto i miei occhi, evidentemente avevano capito che li avevo visti. Papà è uscito dal bagno ed è andato a fare i caffè, mamma e Michele si sono messi in poltrona, mamma sulle gambe di Michele, per farlo ha dovuto tirare su la gonna e scoprire quasi tutte le gambe, aveva un braccio attorno al collo di Michele, le loro bocce molto vicine. E’ arrivato papà con le tazzine di caffè fumanti, le ha offerte a mamma e Michele, si è seduto sul bracciolo della poltrona dove ero io. Mamma il caffè non l’ha bevuto tutto, quello avanzato lo ha dato come si fa con i bambini avvicinando la tazza alla bocca di Michele. Con la coda dell’occhio ho visto qualcosa crescere tra le gambe di papà, ho dato la buona notte, sono andato a letto, sprofondato nel sonno. La mattina a colazione erano tutti insieme ancora.
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2026-07-15
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