Quando scopri che quella prostituta è tua madre
di
ArtAl
genere
confessioni
Scesi dalla macchina senza aggiungere altro. Non volevo spiegare, non volevo sentire altre battute, non volevo che qualcuno mi facesse cambiare idea. Avevo solo bisogno di allontanarmi da lì.
Camminai qualche metro più avanti con il mio amico. Anche lui era sceso, e per un po’ nessuno dei due disse niente. Poco più distante dalla macchina c’era un muretto basso vicino alla strada. Ci sedemmo lì sopra, con lo sguardo rivolto verso il nulla.
Da lì riuscivamo ancora a sentire le voci degli altri, ma sembravano lontane. Come se fossimo usciti dalla scena e la stessimo guardando da fuori.
Il suono del motore arrivò improvviso, rompendo quel silenzio che si era creato tra noi. Alzammo entrambi lo sguardo verso la strada.
L’auto si mosse lentamente e si spostò di qualche metro più avanti. Le luci illuminarono per un attimo l’asfalto davanti a noi, poi tornarono ferme.
Non riuscivo a capire cosa stessero facendo. Sentivo soltanto il rumore del motore al minimo e le voci confuse provenire dall’abitacolo.
Marco e Luca scesero senza dire niente e fecero il giro dell’auto, andando verso il lato posteriore. Per un attimo non capii cosa stessero facendo, poi li vidi aprire la portiera dietro.
Mia madre era già seduta lì.
Sentii lo stomaco chiudersi. Rimasi fermo, nascosto dalla distanza e dalla poca luce della strada, mentre loro si avvicinavano a lei. Non riuscivo a sentire le parole, solo il tono delle voci e qualche movimento confuso.
Il mio amico accanto a me si voltò verso di me, come per chiedermi qualcosa, ma non disse niente.
Passarono forse dieci minuti senza che nessuno dei due dicesse una parola.
La macchina era ancora ferma nello stesso punto. All’inizio notai solo un leggero movimento, quasi impercettibile, come se fosse qualcosa che poteva essere ignorato. Poi, poco alla volta, diventò più evidente.
Rimasi a guardarla senza riuscire a distogliere lo sguardo. Per alcuni momenti sembrava fermarsi completamente, poi riprendeva con movimenti più decisi, prima di tornare di nuovo immobile.
C erano momenti in cui l auto sembrava una giostra talmente il movimento era intenso e continuo.
Il mio amico accennò un sorriso e poi prese il cellulare:"Questo rimarrà tra i ricordi" disse tenendo il cellulare puntato.
Rimasero all interno dell auto circa una ventina di minuti fin quando si aprì la portiera e vidi il mio amico completamente nudo sotto,con ancora la maglietta su e con il cazzo moscio ma chiaramente si notava che veniva da un erezione.
Si sfilò il preservativo e lo gettò li vicino,prima di rimettersi le mutande e i pantaloncini.
Anche l altro amico uscì poco dopo uscendo dalla portiera sinistra nelle stesse condizioni,prima di sfilare anche lui il preservativo e di getterlo nell erba bassa li vicino.
Ad un tratto vidi la gamba bianca con ai piedi la zeppa e fingendo di scrivere al cellulare feci qualche metro piu indietro,essendo piu coperto da un albero.
Sbirciavo a tratti senza farmi vedere,sentivo parlare ma non riuscivo a capire nulla oltre le risate.
"Dai che fai lì,andiamo" sentii dirmi dal mio amico.
Sbucai lentamente per scrutare la situazione e vidi che mia madre aveva gia fatto una ventina di metri,di spalle,quindi colsi l occasione per ritornare velocemente in macchina.
Passai di fianco ai due preservativi,a pochi metri di distanza,agrovigliati e con le parti finali colme di sperma.
Entrati in macchina c era un aria di festa mista ad arroganza.
"Ma hai visto che tettone oh?"
"Ho visto si ahaha,c avevo la faccia in mezzo fino a due minuti fa"
"Hai visto come l ho sfondata?"
"Seee sfondata,che ti fermavi ogni due secondi"
"E poi io c ho il cazzone"
"Ma se ti spariva in mezzo le tette"
"Si cazzo ma la troia c ha avuto minimo una quinta"
Un continuo scambio di battute fino a quando uno dei due si gira
"Non sapete cosa vi siete persi"
"Dai ci passiamo anche un altra sera,mica ci ricapita di diplomarci ancora?"
Camminai qualche metro più avanti con il mio amico. Anche lui era sceso, e per un po’ nessuno dei due disse niente. Poco più distante dalla macchina c’era un muretto basso vicino alla strada. Ci sedemmo lì sopra, con lo sguardo rivolto verso il nulla.
Da lì riuscivamo ancora a sentire le voci degli altri, ma sembravano lontane. Come se fossimo usciti dalla scena e la stessimo guardando da fuori.
Il suono del motore arrivò improvviso, rompendo quel silenzio che si era creato tra noi. Alzammo entrambi lo sguardo verso la strada.
L’auto si mosse lentamente e si spostò di qualche metro più avanti. Le luci illuminarono per un attimo l’asfalto davanti a noi, poi tornarono ferme.
Non riuscivo a capire cosa stessero facendo. Sentivo soltanto il rumore del motore al minimo e le voci confuse provenire dall’abitacolo.
Marco e Luca scesero senza dire niente e fecero il giro dell’auto, andando verso il lato posteriore. Per un attimo non capii cosa stessero facendo, poi li vidi aprire la portiera dietro.
Mia madre era già seduta lì.
Sentii lo stomaco chiudersi. Rimasi fermo, nascosto dalla distanza e dalla poca luce della strada, mentre loro si avvicinavano a lei. Non riuscivo a sentire le parole, solo il tono delle voci e qualche movimento confuso.
Il mio amico accanto a me si voltò verso di me, come per chiedermi qualcosa, ma non disse niente.
Passarono forse dieci minuti senza che nessuno dei due dicesse una parola.
La macchina era ancora ferma nello stesso punto. All’inizio notai solo un leggero movimento, quasi impercettibile, come se fosse qualcosa che poteva essere ignorato. Poi, poco alla volta, diventò più evidente.
Rimasi a guardarla senza riuscire a distogliere lo sguardo. Per alcuni momenti sembrava fermarsi completamente, poi riprendeva con movimenti più decisi, prima di tornare di nuovo immobile.
C erano momenti in cui l auto sembrava una giostra talmente il movimento era intenso e continuo.
Il mio amico accennò un sorriso e poi prese il cellulare:"Questo rimarrà tra i ricordi" disse tenendo il cellulare puntato.
Rimasero all interno dell auto circa una ventina di minuti fin quando si aprì la portiera e vidi il mio amico completamente nudo sotto,con ancora la maglietta su e con il cazzo moscio ma chiaramente si notava che veniva da un erezione.
Si sfilò il preservativo e lo gettò li vicino,prima di rimettersi le mutande e i pantaloncini.
Anche l altro amico uscì poco dopo uscendo dalla portiera sinistra nelle stesse condizioni,prima di sfilare anche lui il preservativo e di getterlo nell erba bassa li vicino.
Ad un tratto vidi la gamba bianca con ai piedi la zeppa e fingendo di scrivere al cellulare feci qualche metro piu indietro,essendo piu coperto da un albero.
Sbirciavo a tratti senza farmi vedere,sentivo parlare ma non riuscivo a capire nulla oltre le risate.
"Dai che fai lì,andiamo" sentii dirmi dal mio amico.
Sbucai lentamente per scrutare la situazione e vidi che mia madre aveva gia fatto una ventina di metri,di spalle,quindi colsi l occasione per ritornare velocemente in macchina.
Passai di fianco ai due preservativi,a pochi metri di distanza,agrovigliati e con le parti finali colme di sperma.
Entrati in macchina c era un aria di festa mista ad arroganza.
"Ma hai visto che tettone oh?"
"Ho visto si ahaha,c avevo la faccia in mezzo fino a due minuti fa"
"Hai visto come l ho sfondata?"
"Seee sfondata,che ti fermavi ogni due secondi"
"E poi io c ho il cazzone"
"Ma se ti spariva in mezzo le tette"
"Si cazzo ma la troia c ha avuto minimo una quinta"
Un continuo scambio di battute fino a quando uno dei due si gira
"Non sapete cosa vi siete persi"
"Dai ci passiamo anche un altra sera,mica ci ricapita di diplomarci ancora?"
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