La ragazza misteriosa - 1

di
genere
tradimenti

Premessa: questo racconto in realtà potrebbe appartenere a diverse categorie. Ho scelto quella principale, per semplicità. Se vuoi condividere la tua opinione su questo racconto puoi scrivere a kazuotanizawa@gmail.com - ricorda di mantenere un tono rispettoso e civile.

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Claudia rientrava da lavoro sempre più tardi ultimamente. I turni stavano diventando ogni mese più pesanti, ma la promozione era dietro l’angolo, e lei non poteva, non voleva perderla. Per fortuna il suo ragazzo poteva lavorare da remoto, perciò qualche volta, se il viaggio di lavoro di lei era un po’ più lungo, lo portava con sé, lasciandolo a girovagare per la città di turno, o a lavorare nella stanza d’albergo. Le dispiaceva trattarlo così, quasi come un oggetto da spostare a piacimento, e avrebbe voluto lasciarlo, per non costringerlo a una vita come la sua, ma non riusciva a decidersi. Le piaceva troppo, anche se negli ultimi mesi tornava così tardi e così stanca che non aveva le forze né il desiderio di fare l’amore con lui. Sapeva che non era una situazione sostenibile nel lungo periodo, e si diceva “un altro mese, uno solo”, ma di mese in mese le cose erano rimaste pressoché invariate. Erano quasi le due quando entrò nell’ascensore dell’albergo, e una volta arrivata al piano si disse che l’indomani sarebbe tornata prima e avrebbe fatto l’amore con lui, a qualunque costo. Arrivata alla porta della camera sentì dei rumori, e una voce femminile che, inequivocabilmente, stava godendo senza ritegno. Per un momento pensò di aver sbagliato stanza: ricontrollò il numero sulla chiave, poi quello sulla porta. Non si era sbagliata, quella era la sua camera, quindi chi era che stava godendo? Niente avrebbe potuto prepararla a quello che vide entrando: il suo ragazzo, Pietro, completamente nudo, inginocchiato ai piedi del letto, teneva per le cosce una donna straordinariamente bella, leccandola evidentemente con molta perizia. Lei, a sua volta completamente nuda, con il seno procace in bella vista, inarcava la schiena scossa da un godimento che sembrava senza fine. Claudia si trovò spiazzata al punto che non era neanche lontanamente arrabbiata. Notò che la ragazza misteriosa aveva dei piedi molto curati, con dei bellissimi tacchi neri, e facendo scorrere lo sguardo nella stanza notò un vestito di alta moda, buttato in un angolo insieme a delle mutandine molto minimali, un paio di calze nere eleganti, e un reggiseno di tulle quasi trasparente che doveva essere veramente uno spettacolo. Un urlo soffocato riscosse Claudia da quella contemplazione: la ragazza aveva evidentemente raggiunto l’orgasmo finale, e ora era scossa da un tremito incontrollabile, mentre con le mani si stuzzicava i capezzoli turgidi. Pietro si alzò in piedi, Dio com’era bello, e sembrava pronto a iniziare una scopata clamorosa, ma la ragazza si accorse di Claudia, e istintivamente tirò a sé il lenzuolo per coprirsi. Lui arrossì, e stava balbettando qualcosa che doveva fungere da scusa, ma Claudia alzò la mano, interrompendolo: “Non mi devi dire niente, Pietro, la colpa è mia. Sono stata così accecata dal lavoro che non ti ho più cercato, era inevitabile che accadesse qualcosa del genere. Io sono molto stanca, perciò se non vi dispiace vi guardo mentre finite, a condizione che domani tu faccia a me quello che hai fatto a lei, perché sembrava veramente una bella cosa”. Pietro rimase di sasso, ma la ragazza era evidentemente ancora più eccitata di prima. Si mise in ginocchio sul letto, e fece spostare il ragazzo da un lato, in modo che Claudia, che nel frattempo si era seduta su una poltrona davanti al letto, avesse una visuale migliore. Iniziò a succhiargli il cazzo avidamente, e ogni tanto lanciava uno sguardo penetrante a Claudia la quale, posata la borsa, si era messa comoda e si stava togliendo le scarpe. Pietro non sapeva cosa fare, ma la ragazza gli stava succhiando il cazzo così bene che decise di seguire il programma originale. La spinse indietro, e con il cazzo durissimo in mano, iniziò a massaggiarle la figa, fino a che lei, incapace di contenere il desiderio, quasi lo spinse dentro, avvolgendogli le gambe intorno alla vita. Claudia era eccitata come non succedeva da molto tempo, il sonno le era passato, e quasi per distrazione aveva iniziato a toccarsi sopra le mutande. Pietro pompava come un toro, e la ragazza sembrava apprezzare molto; perciò, per un momento Claudia non capì perché lo fece uscire e si alzò in piedi. La guardò mentre si avvicinava a lei, e sempre tenendo lo sguardo fisso nei suoi occhi, si mise in piedi di fronte al letto, completamente nuda, tranne che per i tacchi. La ragazza prese per mano Pietro, e lo spinse a sedere sul bordo del letto poi, guardando Claudia con un’espressione di eccitamento quasi folle, si mise a gambe aperte su Pietro, iniziando a cavalcarlo. In questo modo Claudia vedeva un po’ Pietro, il suo cazzo lungo e duro che penetrava la ragazza, ma soprattutto vedeva l’orgasmo di lei montare sempre più ferocemente. Capì che lei voleva farle sentire il desiderio di essere al suo posto, di provare il suo godimento, e questo la eccitò da morire. Tirando su una gamba, appoggiando il piede sulla poltrona, scostò le mutande e iniziò a masturbarsi furiosamente. La ragazza la guardava, e si strizzava il seno, e l’eccitamento di una fomentava quello dell’altra. In qualche modo Pietro fece capire che non poteva più continuare: la ragazza allora si spostò, si inginocchiò di fronte al ragazzo, di nuovo in piedi vicino al letto, e iniziò a segarlo e a succhiarlo. Claudia ebbe un’intuizione di quello che stava per fare, sapeva che alcune donne lo facevano, ma a lei non aveva mai attirato questa pratica. Ora, però, vedendo quella ragazza misteriosa che si faceva sborrare in faccia, e che leccava avidamente il cazzo del suo ragazzo, pensò che fosse la cosa più eccitante del mondo, e con questo pensiero, finalmente, anche lei ebbe il suo orgasmo. Mentre Claudia ancora tremava leggermente, la ragazza le si avvicinò, si tolse un po’ di sperma dal viso con un dito, e lo porse a Claudia, perché lo assaggiasse. Lei lo prese, un po’ dubbiosa, ma quel gesto la fece eccitare di nuovo in maniera inaspettata, e così decise di succhiare il dito di quella ragazza come aveva visto fare a lei con Pietro. La ragazza disse che si chiamava Margot, si pulì sommariamente, si rivestì, diede un bacio al ragazzo, piuttosto scosso, e uscì, con un ultimo sguardo a Claudia. Lei si alzò dalla poltrona, e lo sguardo le cadde sull’intimo di Margot, ancora buttato nell’angolo, e lo prese di scatto: “Hey, hai dimenticato questi!” Margot sorrise, poi disse “Non ne ho bisogno, ma forse ti stanno, provali…”. Poi le porte dell’ascensore si chiusero, e Claudia rimase lì, sulla porta, con le mutande ancora umide di Margot in mano, e un eccitamento mai provato prima che si irradiava nel suo corpo.
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scritto il
2026-07-07
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