Poi viene il turno del catabiniere

di
genere
gay

Questo è il seguito del racconto "il mio amico mi sborra in faccia" 
Leggilo prima di questo per seguire tutta la storia.
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Stiamo rientrando, manca ancora un po' di strada. Nessuno di noi parla. 
Io ho ancora la sua sborra sul mio viso, come mi ha chiesto.
Ci sono lavori, e dobbiamo uscire al prossimo casello, penso che arriveremo tardissimo perché mancano ancora più di 100 km.

Usciamo dall'autostrada, e sulla destra c'è una volante e la camionetta della squadra mobile. Ovvimente ci fermano. 

Cerco di ripulirmi il viso meglio che posso, l'eccitazione ha lasciato il posto a un misto di vergogna o non so come descriverlo bene.

Accostiamo, un carabiniere si avvicina dal lato guida e chiede i documenti al mio amico, gli chiede anche sa ha bevuto. No trova la patente e deve andare nella camionetta a fare un alcol test e probabilmente un verbale per guida senza patente.

Un carabiniere che era lì con loro si avvicina dal mio lato , bussa al vetro e mi fa abbassare il finestrino. Deve avere tipo una cinquantina di anni, è pulito e ordinato, uno normale.

Nota subito una goccia di sperma che mi penzola dal mento, mi sono pulito male, poi guarda la mia maglia piena di inconfondibili tracce di sborra.

Qualcuno stasera ha bevuto

Dice mentre col suo indice mi toglie lo sperma dal mento, fissandomi negli occhi e nel frattempo si sistema l'uccello con la mano, sui pantaloni.

Poi gli suona il telefono, risponde, e mentre parla al telefono , si appoggia coi gomiti sul tettuccio della macchina, avvicinando il suo bacino al finestrino.
È praticamente dentro la macchina, vedo bene la sua forma.

So di avere poco tempo , il mio amico potrebbe tornare da un momento all'altro e non vorrei farmi trovare a fare quello che non ho voluto fare a lui.

È una situazione troppo eccitante, il mio uccello è durissimo, non resisto.
Non glielo tocco neanche , gli abbasso direttamente la patta, inserisco la mano dentro, e con un movimento da vero esperto, gli vado sotto gli slip e gli tiro fuori l'uccello dai pantaloni.

Devo fare presto, di solito mi piace succhiare il maggior tempo possibile, ma oggi tempo non ne ho. 
Metterò in pratica un arte che mi ha insegnato il padre di un mio amico tanti anni fa ( questa è una storia che vi racconterò).

Ho il suo uccello a pochi centimetri dalle mie labbra, è barzotto , gli tiro fuori anche le palle, è perfettamente depilato e non circonciso come piace a me.

Mi avvicino e leggero come una piuma, socchiudo le mie labbra attorno alla sua cappella.
Resto immobile con la bocca, e con la mano sinistra gli sfioro le palle, sono gonfie, enormi, mi immagino già quanto seme mi daranno.

Il sistema è infallibile e funziona anche con lui, il suo uccello in pochi secondi reagisce e si gonfia nella mia bocca , raddoppiando le dimensioni.

Ora metto in gioco la mia mano principale, la destra, amica di tante seghe.
Lo impugno , e delicatamente glielo scappello , sempre tenendolo in bocca , e sempre accarezzando le sue palle con l'altra mano.

Il suo uccello reagisce si contorce nella mia bocca, ho la sua cappella dura fra le mie labbra ed ora vado con il colpo di grazia: metto la mia lingua a cucchiaio sotto la sua cappella e comincio un lieve massaggio.

Lo sego, gli sfioro le palle , con la lingua gli massaggio la cappella che sto tenendo fra le labbra.
Il suo uccello si contorce , è il segnale, mi preparo , non vedo l'ora, ma non sapevo di non essere pronto a ciò che sarebbe successo.

Arriva il primo schizzo, è caldo , enorme, lo ingoio. Ne arriva un secondo ancora tantissimo, lo ingoio, ma mentre ingoio non mi dà il tempo e subito un terzo e un quarto di fila , è troppa da mandare giù, mi esce dal naso da quanto era tanta. 
Ma non lo mollo , lo tengo ben serrato fra le labbra, e continuo la sega.
Ha continuato a sborrare per altri 30 secondi penso. Non ho sprecato nemmeno una goccia.

Alla fine glielo ho ripulito per bene, mi ha lasciato un biglietto, che non ho letto e che ho nascosto provvisorio nel vano della portiera.

È durato tutto circa 3 minuti, gli insegnamenti del padre del mio amico sono stati efficaci.

Mi ripulisco il naso, lui si sistema l'uccello nei pantaloni, il mio amico è ancora nella camionetta per il verbale

Che serata , due cazzi tutti per me, sborra a volontà, ma non sarebbe ancora finita ......

Continua.....



È il mio secondo racconto, spero di averlo scritto meglio del primo e che sia di vostro gradimento.
di
scritto il
2026-07-06
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