Il mio rapporto anale con zia Anna
di
Davide0
genere
confessioni
Mi chiamo Davide, ho 23 anni, e per anni l’estate per me era sempre uguale: arrivava zia Anna da Napoli con i suoi cugini e la casa cambiava completamente faccia.
Succedeva sempre a luglio. Non c’era neanche bisogno di dirlo, si sapeva già. Mia madre già prima iniziava a organizzare tutto come se dovesse arrivare chissà chi. In realtà era proprio così, perché quando arrivavano loro la casa diventava piena davvero.
Il giorno dell’arrivo era sempre un casino. Campanello che suona, porte che si aprono, valigie per terra, gente che entra parlando forte, abbracci, risate, “come stai”, “quanto sei cresciuto”, “mamma mia che caldo”. In pochi minuti la casa non era più normale.
Zia Anna arrivava da Napoli e si vedeva subito. Non perché faceva qualcosa di particolare, ma proprio per il modo tranquillo che aveva. Non correva, non si agitava, non si lamentava. Entrava, salutava tutti e si sistemava come se fosse una cosa normale stare lì.
Mia madre intanto divideva tutto. Era sempre la stessa organizzazione: salotto ai genitori, una stanza ai tre fratelli di zia Anna, e poi la nostra stanza.
Quella era la parte più assurda se ci pensi da fuori. Nel letto matrimoniale dormivamo io, zia Anna e due cugini. Tutti insieme. All’inizio magari ti sembra strano, poi invece diventa la normalità.
La prima sera non si dormiva mai subito. Era sempre confusione: qualcuno che parla piano, qualcuno che ride, qualcuno che dice “basta dormiamo” e poi ricomincia a parlare. E zia Anna in mezzo che ogni tanto provava a mettere un po’ di ordine.
Diceva cose tipo “ragazzi dai un attimo”, ma senza arrabbiarsi davvero. Più che altro per far calmare un po’ tutto, ma senza spegnere il clima.
Dopo i primi giorni tutto diventava routine. Non era più “sono arrivati”, era proprio “si vive così per un mese”.
La casa era sempre piena. Sempre qualcuno che cucina, qualcuno che parla, qualcuno che dorme sul divano, qualcuno che entra e esce, qualcuno che urla da una stanza all’altra. Non c’era mai silenzio vero.
E la cosa strana è che dopo un po’ non ti dà nemmeno fastidio, diventa normale.
Zia Anna in tutto questo era sempre quella più tranquilla. Non si agitava mai troppo. Se in casa c’era confusione o gente che discuteva per stupidate, lei non alzava mai la voce. Guardava la situazione e diceva due parole, tipo “oh basta un attimo”, e spesso si fermava tutto.
Con noi più giovani era molto easy. Se volevamo stare svegli la sera a parlare, raccontare cose, ridere senza motivo, spesso non ci diceva subito di andare a dormire. Magari diceva “ok però poi dormite”, ma detto senza peso.
Non era quella che ti spegne tutto. Era più una che ti lascia vivere le cose ma ogni tanto ti richiama piano.
Le notti erano sempre un po’ un caos. Nel letto matrimoniale in quattro persone non è che si dormiva subito. C’era sempre qualcuno che si girava, qualcuno che rideva piano, qualcuno che aveva caldo, qualcuno che non riusciva a stare fermo.
E lei in mezzo cercava sempre di tenere tutto tranquillo, ma senza diventare pesante. Non c’era mai tensione, mai urla vere, mai nervosismo forte.
Anche durante il giorno era così. Pranzi tutti insieme, gente che entra ed esce, telefono che squilla, programmi che cambiano all’ultimo momento. E lei sempre lì, presente ma calma, senza farsi prendere dal casino.
Quello che succedeva ogni estate
Con il passare degli anni quelle estati erano sempre uguali, ma in realtà ogni volta un po’ diverse per le persone, per le cose che succedevano, per come stavamo noi.
Però la struttura era sempre la stessa: casa piena, gente ovunque, rumore continuo, zero silenzio vero.
Zia Anna in mezzo a tutto questo era sempre quella figura stabile. Non quella severa, non quella distante, non quella che impone tutto. Era proprio quella che rendeva possibile stare insieme senza far diventare tutto pesante.
Lei è sempre stata molto amichevole e permissiva. Non nel senso che “non ci sono regole”, ma nel senso che non ti faceva vivere tutto come una cosa rigida. Non ti metteva pressione, non ti stressava, non trasformava ogni cosa in un problema.
Ti lasciava spazio.
E mentre crescevi la vedevi sempre nello stesso modo: tranquilla, presente, mai fuori posto anche nel casino totale.
E in mezzo a tutta quella confusione estiva, con gente che dorme insieme, che parla fino a tardi, che si sposta da una stanza all’altra, lei era sempre lì senza cambiare mai troppo modo di essere.
Con i cugini stavo sempre bene perché era la parte più casinara dell’estate. Si rideva tanto, si faceva casino, si stava svegli fino a tardi e non c’era mai silenzio.
Però io non stavo solo con loro. Mi piaceva anche stare con zia Anna. Non perché mi annoiavo con i cugini, ma perché con lei era tutto più tranquillo.
Col tempo ho capito che con lei si poteva fare tutto senza problemi. Non nel senso di esagerare, ma proprio che era permissiva. Se restavo sveglio un po’ di più non si arrabbiava, se stavo lì a parlare con lei non mi mandava via, se mi sedevo accanto a lei anche senza motivo non era un problema.
Quindi mi veniva naturale un po’ dividermi. A volte stavo con i cugini a fare casino, altre volte andavo da zia Anna a stare tranquillo o a parlare. Non era una cosa organizzata, succedeva e basta.
Con lei si parlava in modo semplice. Non era pesante, non faceva domande strane, non metteva ansia. Anche quando c’era casino in casa lei restava tranquilla.
E questa cosa mi faceva stare comodo, perché non avevo mai la sensazione di dover scegliere o di stare “fuori posto” da una parte o dall’altra.
Crescendo iniziai ovviamente a vedere le donne con occhi diversi e ovviamente e soprattutto zia Anna.
Le mie coetanee ovviamente mi piacevano ma lei forse il fatto che la avessi molto vicino e potessi vederla piu spogliata o il fatto che fosse super prosperosa mi attraeva di piu.
La prima volta che vidi una donna semi nuda fu proprio con zia Anna,entrai senza bussare per chiederle una cosa ed era di spalle in jeans,la schiena nuda intenta a mettersi il reggiseno,leggermente di profilo.
Mi bastò quello per una sega furiosa una volta in bagno.
Stando un mese,d estate,insieme capitavano spesso situazioni simili e io cercavo sempre di trovare la situazione.
Una volta presi un suo reggiseno in bagno,nero e di pizzo,era gigantesco.
E via di seghe ancora.
Ormai aspettavo con desiderio l estate piu che per i cugini per zia Anna.
Uno degli episodi piu forti che mi è capitato tra quelli innocenti fu quando ero appena uscito dalla doccia,ero in camera senza accapatoio e mi stavo vestendo,per chiedermi una cosa.
Le risposi normalmente girandomi verso di lei e poi uscì,mi resi conto dopo che mi aveva visto nudo ma non so se notò il grande sviluppo che avevo avuto lì.
Non avendomi detto nulla come al solito mi dava soltanto piu coraggio per il futuro.
Crescendo ho capito che zia è la classica zia molto amorevole e sinceramente un po ingenuotta e sempliciotta.
Lo dico perche una volta mi disse che aveva buttato delle mutande allargate;lo erano ma non nell elastico ma davanti per le continue erezioni e per le dimensioni abbondanti.
Vi sto facendo una carrellata di cose che mi vengono in mente senza un ordine.
Come quando da piu piccolo mi stringeva in modo affettuoso ma la faccia finiva tra la sua generosa scollatura sulle sue tettone.
Come dicevo prima incoraggiato dal suo atteggiamento buono e amichevole mi facevo sempre piu avanti.
Nel lettone avevo guadagnato il posto vicino zia Anna e una la abbracciai leggermente con la mano sul fianco.
Ogni notte sempre piu vicino,la sfioravo con il bacino facendolo sembrare involontario.
Zero rimproveri.
Una sera presi piu coraggio e in preda ad un eccitazione importante mi attaccai completamente,probabilmente dormiva.
Rimango attaccato a lei con il cuore a mille,tanto se avesse detto qualcosa mi sarei allontanato.
La sento muoversi leggermente,si sposta leggermente non per allontanarsi rimanendo sempre nella stessa posizione.
Mi avvicino per rimettermi attaccato,sempre con il cuore in gola.
Faccio un breve movimento come di strusciamento ma l eccitazione per la situazione mi fa partire la sborrata.
Una decina di pulsazioni frenetiche e in poco tempo mi ritrovo le mutande piene di sborra.
Vado in bagno in piena notte a lavarmi con ancora le mani che mi tremano.
Le notti successive sono tutte un lento avvicinamento e tastare il terreno.
Ero arrivato a mettere le mani dentro il pigiama sulle sue grosse chiappone,morbide ma molto sode e lisce.
Erano passati 4-5 giorni da quella sborrata per cui ci ero rimasto malissimo,speravo di andare oltre gia quel giorno.
Sono rimasto in astinenza per arrivare piu carico e pieno possibile.
È notte fonda,alzo la testa per assicurarmi sempre che i cugini dormano,mi avvicino a zia per tirarle giu il pigiama e scoprire il suo grosso culone diviso come al solito da un perizoma.
Passo le mie mani sulle chiappone fino a quando mi abbasso il pigiama per far uscire il cazzo che esce di colpo essendo gia durissimo.
Mi avvicino e la abbraccio,il cazzo finisce nel solco,mi muovo facendolo scorrere su e giu.
Zia fa un piccolo movimento.
Sembra ancora mezza addormentata.
Un mio cugino si muove un po e quindi mi fermo immobile e aspetto completamente attaccato a zia senza muoversi.
Faccio passare qualche minuto e poi le apro le chiappone avvicinandomi con il cazzo per trovare il buco.
Lo muovo su e giu e premendo,penso di averlo centrato.
Spingo deciso sempre tenendo il culone aperto.
Non è come mi aspettavo,non entra per niente facilmente.
Zia continua a muoversi ma leggermente.
Con il passare dei minuti sento che sono entrato anche se leggermente ma esco completamente perche non sembra andare oltre e mi metto a pancia in su con il cazzo duro che sembra fare da tendone del circo con le coperte.
Dopo qualche minuto mi riavvicino e riparto all attacco,piu deciso fin quando sento zia dire:"ahhhh"come di fastidio.
Quindi mi fermo.
Vedo zia alzare la testa e guardare la stanza e i cugini per poi rimettersi abbassata.
Si mette di nuovo sul fianco e mi dice sottovoce:"fai presto"
Mi riavvicino e ci riprovo,con pressione costante vari tentativi riesco ad entrare.
Mi faccio prendere dal momento e inizio a fare avanti e indietro deciso senza perdere tempo tenendomi ai suoi fianconi e le chiappone,non curandomi molto che c erano i miei cugini li ma avevo un sogno da realizzare.
Vado avanti fino a quando le palle decidono che è il momento,mi fermo completamente immobile,tenendomi alla enormi chiappone di zia.
Il cazzo è completamente dentro il suo culo facendo da tramite con le mie palle che in pochi secondi esplode fortissimo decine di fiotti di sborra densa.
In quei pochi secondi avevo realizzato il mio desiderio anche se appena finito mi sentivo fortemente in imbarazzo sapendo di aver farcito l intestino di zia Anna con cosi tanta sborra.
Succedeva sempre a luglio. Non c’era neanche bisogno di dirlo, si sapeva già. Mia madre già prima iniziava a organizzare tutto come se dovesse arrivare chissà chi. In realtà era proprio così, perché quando arrivavano loro la casa diventava piena davvero.
Il giorno dell’arrivo era sempre un casino. Campanello che suona, porte che si aprono, valigie per terra, gente che entra parlando forte, abbracci, risate, “come stai”, “quanto sei cresciuto”, “mamma mia che caldo”. In pochi minuti la casa non era più normale.
Zia Anna arrivava da Napoli e si vedeva subito. Non perché faceva qualcosa di particolare, ma proprio per il modo tranquillo che aveva. Non correva, non si agitava, non si lamentava. Entrava, salutava tutti e si sistemava come se fosse una cosa normale stare lì.
Mia madre intanto divideva tutto. Era sempre la stessa organizzazione: salotto ai genitori, una stanza ai tre fratelli di zia Anna, e poi la nostra stanza.
Quella era la parte più assurda se ci pensi da fuori. Nel letto matrimoniale dormivamo io, zia Anna e due cugini. Tutti insieme. All’inizio magari ti sembra strano, poi invece diventa la normalità.
La prima sera non si dormiva mai subito. Era sempre confusione: qualcuno che parla piano, qualcuno che ride, qualcuno che dice “basta dormiamo” e poi ricomincia a parlare. E zia Anna in mezzo che ogni tanto provava a mettere un po’ di ordine.
Diceva cose tipo “ragazzi dai un attimo”, ma senza arrabbiarsi davvero. Più che altro per far calmare un po’ tutto, ma senza spegnere il clima.
Dopo i primi giorni tutto diventava routine. Non era più “sono arrivati”, era proprio “si vive così per un mese”.
La casa era sempre piena. Sempre qualcuno che cucina, qualcuno che parla, qualcuno che dorme sul divano, qualcuno che entra e esce, qualcuno che urla da una stanza all’altra. Non c’era mai silenzio vero.
E la cosa strana è che dopo un po’ non ti dà nemmeno fastidio, diventa normale.
Zia Anna in tutto questo era sempre quella più tranquilla. Non si agitava mai troppo. Se in casa c’era confusione o gente che discuteva per stupidate, lei non alzava mai la voce. Guardava la situazione e diceva due parole, tipo “oh basta un attimo”, e spesso si fermava tutto.
Con noi più giovani era molto easy. Se volevamo stare svegli la sera a parlare, raccontare cose, ridere senza motivo, spesso non ci diceva subito di andare a dormire. Magari diceva “ok però poi dormite”, ma detto senza peso.
Non era quella che ti spegne tutto. Era più una che ti lascia vivere le cose ma ogni tanto ti richiama piano.
Le notti erano sempre un po’ un caos. Nel letto matrimoniale in quattro persone non è che si dormiva subito. C’era sempre qualcuno che si girava, qualcuno che rideva piano, qualcuno che aveva caldo, qualcuno che non riusciva a stare fermo.
E lei in mezzo cercava sempre di tenere tutto tranquillo, ma senza diventare pesante. Non c’era mai tensione, mai urla vere, mai nervosismo forte.
Anche durante il giorno era così. Pranzi tutti insieme, gente che entra ed esce, telefono che squilla, programmi che cambiano all’ultimo momento. E lei sempre lì, presente ma calma, senza farsi prendere dal casino.
Quello che succedeva ogni estate
Con il passare degli anni quelle estati erano sempre uguali, ma in realtà ogni volta un po’ diverse per le persone, per le cose che succedevano, per come stavamo noi.
Però la struttura era sempre la stessa: casa piena, gente ovunque, rumore continuo, zero silenzio vero.
Zia Anna in mezzo a tutto questo era sempre quella figura stabile. Non quella severa, non quella distante, non quella che impone tutto. Era proprio quella che rendeva possibile stare insieme senza far diventare tutto pesante.
Lei è sempre stata molto amichevole e permissiva. Non nel senso che “non ci sono regole”, ma nel senso che non ti faceva vivere tutto come una cosa rigida. Non ti metteva pressione, non ti stressava, non trasformava ogni cosa in un problema.
Ti lasciava spazio.
E mentre crescevi la vedevi sempre nello stesso modo: tranquilla, presente, mai fuori posto anche nel casino totale.
E in mezzo a tutta quella confusione estiva, con gente che dorme insieme, che parla fino a tardi, che si sposta da una stanza all’altra, lei era sempre lì senza cambiare mai troppo modo di essere.
Con i cugini stavo sempre bene perché era la parte più casinara dell’estate. Si rideva tanto, si faceva casino, si stava svegli fino a tardi e non c’era mai silenzio.
Però io non stavo solo con loro. Mi piaceva anche stare con zia Anna. Non perché mi annoiavo con i cugini, ma perché con lei era tutto più tranquillo.
Col tempo ho capito che con lei si poteva fare tutto senza problemi. Non nel senso di esagerare, ma proprio che era permissiva. Se restavo sveglio un po’ di più non si arrabbiava, se stavo lì a parlare con lei non mi mandava via, se mi sedevo accanto a lei anche senza motivo non era un problema.
Quindi mi veniva naturale un po’ dividermi. A volte stavo con i cugini a fare casino, altre volte andavo da zia Anna a stare tranquillo o a parlare. Non era una cosa organizzata, succedeva e basta.
Con lei si parlava in modo semplice. Non era pesante, non faceva domande strane, non metteva ansia. Anche quando c’era casino in casa lei restava tranquilla.
E questa cosa mi faceva stare comodo, perché non avevo mai la sensazione di dover scegliere o di stare “fuori posto” da una parte o dall’altra.
Crescendo iniziai ovviamente a vedere le donne con occhi diversi e ovviamente e soprattutto zia Anna.
Le mie coetanee ovviamente mi piacevano ma lei forse il fatto che la avessi molto vicino e potessi vederla piu spogliata o il fatto che fosse super prosperosa mi attraeva di piu.
La prima volta che vidi una donna semi nuda fu proprio con zia Anna,entrai senza bussare per chiederle una cosa ed era di spalle in jeans,la schiena nuda intenta a mettersi il reggiseno,leggermente di profilo.
Mi bastò quello per una sega furiosa una volta in bagno.
Stando un mese,d estate,insieme capitavano spesso situazioni simili e io cercavo sempre di trovare la situazione.
Una volta presi un suo reggiseno in bagno,nero e di pizzo,era gigantesco.
E via di seghe ancora.
Ormai aspettavo con desiderio l estate piu che per i cugini per zia Anna.
Uno degli episodi piu forti che mi è capitato tra quelli innocenti fu quando ero appena uscito dalla doccia,ero in camera senza accapatoio e mi stavo vestendo,per chiedermi una cosa.
Le risposi normalmente girandomi verso di lei e poi uscì,mi resi conto dopo che mi aveva visto nudo ma non so se notò il grande sviluppo che avevo avuto lì.
Non avendomi detto nulla come al solito mi dava soltanto piu coraggio per il futuro.
Crescendo ho capito che zia è la classica zia molto amorevole e sinceramente un po ingenuotta e sempliciotta.
Lo dico perche una volta mi disse che aveva buttato delle mutande allargate;lo erano ma non nell elastico ma davanti per le continue erezioni e per le dimensioni abbondanti.
Vi sto facendo una carrellata di cose che mi vengono in mente senza un ordine.
Come quando da piu piccolo mi stringeva in modo affettuoso ma la faccia finiva tra la sua generosa scollatura sulle sue tettone.
Come dicevo prima incoraggiato dal suo atteggiamento buono e amichevole mi facevo sempre piu avanti.
Nel lettone avevo guadagnato il posto vicino zia Anna e una la abbracciai leggermente con la mano sul fianco.
Ogni notte sempre piu vicino,la sfioravo con il bacino facendolo sembrare involontario.
Zero rimproveri.
Una sera presi piu coraggio e in preda ad un eccitazione importante mi attaccai completamente,probabilmente dormiva.
Rimango attaccato a lei con il cuore a mille,tanto se avesse detto qualcosa mi sarei allontanato.
La sento muoversi leggermente,si sposta leggermente non per allontanarsi rimanendo sempre nella stessa posizione.
Mi avvicino per rimettermi attaccato,sempre con il cuore in gola.
Faccio un breve movimento come di strusciamento ma l eccitazione per la situazione mi fa partire la sborrata.
Una decina di pulsazioni frenetiche e in poco tempo mi ritrovo le mutande piene di sborra.
Vado in bagno in piena notte a lavarmi con ancora le mani che mi tremano.
Le notti successive sono tutte un lento avvicinamento e tastare il terreno.
Ero arrivato a mettere le mani dentro il pigiama sulle sue grosse chiappone,morbide ma molto sode e lisce.
Erano passati 4-5 giorni da quella sborrata per cui ci ero rimasto malissimo,speravo di andare oltre gia quel giorno.
Sono rimasto in astinenza per arrivare piu carico e pieno possibile.
È notte fonda,alzo la testa per assicurarmi sempre che i cugini dormano,mi avvicino a zia per tirarle giu il pigiama e scoprire il suo grosso culone diviso come al solito da un perizoma.
Passo le mie mani sulle chiappone fino a quando mi abbasso il pigiama per far uscire il cazzo che esce di colpo essendo gia durissimo.
Mi avvicino e la abbraccio,il cazzo finisce nel solco,mi muovo facendolo scorrere su e giu.
Zia fa un piccolo movimento.
Sembra ancora mezza addormentata.
Un mio cugino si muove un po e quindi mi fermo immobile e aspetto completamente attaccato a zia senza muoversi.
Faccio passare qualche minuto e poi le apro le chiappone avvicinandomi con il cazzo per trovare il buco.
Lo muovo su e giu e premendo,penso di averlo centrato.
Spingo deciso sempre tenendo il culone aperto.
Non è come mi aspettavo,non entra per niente facilmente.
Zia continua a muoversi ma leggermente.
Con il passare dei minuti sento che sono entrato anche se leggermente ma esco completamente perche non sembra andare oltre e mi metto a pancia in su con il cazzo duro che sembra fare da tendone del circo con le coperte.
Dopo qualche minuto mi riavvicino e riparto all attacco,piu deciso fin quando sento zia dire:"ahhhh"come di fastidio.
Quindi mi fermo.
Vedo zia alzare la testa e guardare la stanza e i cugini per poi rimettersi abbassata.
Si mette di nuovo sul fianco e mi dice sottovoce:"fai presto"
Mi riavvicino e ci riprovo,con pressione costante vari tentativi riesco ad entrare.
Mi faccio prendere dal momento e inizio a fare avanti e indietro deciso senza perdere tempo tenendomi ai suoi fianconi e le chiappone,non curandomi molto che c erano i miei cugini li ma avevo un sogno da realizzare.
Vado avanti fino a quando le palle decidono che è il momento,mi fermo completamente immobile,tenendomi alla enormi chiappone di zia.
Il cazzo è completamente dentro il suo culo facendo da tramite con le mie palle che in pochi secondi esplode fortissimo decine di fiotti di sborra densa.
In quei pochi secondi avevo realizzato il mio desiderio anche se appena finito mi sentivo fortemente in imbarazzo sapendo di aver farcito l intestino di zia Anna con cosi tanta sborra.
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