La perversa e contorta relazione scambista con la ragazza dei miei sogni
di
MMM
genere
scambio di coppia
Sono un ragazzo di 31 anni e crescendo ho compreso di essere un pervertito, oltre ad avere una notevole passione per i piedi femminili impazzisco al pensiero di guardare la mia fidanzata tradirmi facendosi scopare come una troia da un altro uomo davanti ai miei occhi.
Tempo fa ebbi un'esperienza cuckold traumatica con la mia ex ninfomane che da un gioco eccitante si trasformò in una squallida umiliazione, per anni evitai di tirare fuori questo kink nelle successive relazioni che risultarono noiose e deludenti fino a quando incontrai H che mi stravolse: andava oltre ogni mio ideale di ragazza, una vera bambolina piccola e perfetta con seno e culo prosperosi, capelli neri mossi lunghi fino alle spalle e labbra grandi con lineamenti arabi, era timida all'inizio e ci misi tempo per farla aprire a letto, ma questo mi fece godere ancora di più le conquiste.
Ricordo ancora la prima volta che lo infilai in quella boccuccia calda e accogliente, stringendole il viso con la mano la scopai lentamente, lei mi guardava con i grandi occhi castani mentre spruzzavo palpitando nella sua gola, le baciai dolcemente le labbra umide mentre ingoiava il carico, ricordo anche la sera in cui in macchina dopo una lunga camminata si tolse gli stivaletti di pelle e appoggiò i piedi scalzi, sudati e smaltati di nero sul parabrezza creando un alone di condensa sul vetro, la portai in casa in braccio e buttata sul letto leccai ogni centimetro di quei gioielli taglia 35 succhiando le dita in estasi, la scopai fortissimo e le chiesi di appoggiare le punte sul mio petto, quando li incrociò uno sull'altro godendo e stringendosi il seno le esplosi dentro e da quella volta si convinse a prendere la pillola.
Quando mi masturbavo la mia fantasia finiva per essere sempre la stessa: la mia bimba in tutto il suo splendore sbattuta da un uomo con un enorme cazzo mentre li guardavo in disparte, siccome avevo paura di rovinare la relazione dato i trascorsi mi limitai ad usare immaginazione e dildo quando scopavamo.
Una sera eravamo a ballare e H aveva bevuto più del solito, indossava calze a rete autoreggenti con trama a forma di rose, gonna corta e top trasparente dal quale si intravedevano le tette strabordare dal reggiseno, era stupenda e tutti la guardavano, la cosa mi eccitava parecchio, lasciavo che si strusciassero su di lei e quando esageravano mi avvicinavo tirandola a me per limonarla, lei si stava divertendo.
Ad un certo punto la salutò baciandola sulle guance un ragazzo palestrato che conosceva e dopo qualche parola me lo presentò, lui mi guardò con sorriso finto stingendo la mano con sufficienza, mentre conversavano tranquillamente mi allontanai per andare in bagno e una volta tornato non li trovai nel punto in cui li avevo lasciati, dopo qualche minuto di ricerca notai in un angolo dietro una colonna H appoggiata al muro che guardava il ragazzo negli occhi sorridendo, lui aveva le mani sulle sue tette e lei lo lasciava fare, un misto di rabbia ed eccitazione mi fece girare la testa, quando H si accorse di me gli scostò le mani senza troppa fretta e lo salutò con espressione dispiaciuta, lui mi guardò con disprezzo e si allontanò.
Le chiesi cosa stesse succedendo e lei ammise che la aveva toccata contro la sua volontà, ma io sapevo che stava mentendo, il suo sorriso era inequivocabile e soprattutto si erano palesemente nascosti, non volevo rovinare la serata e invece di arrabbiarmi la presi per un braccio per portarla fuori dal locale dicendo che aveva bevuto abbastanza.
Tornammo a casa e per tutto il viaggio non mi parlò, alzando il volume della radio cantava le canzoni, un po' mi faceva tenerezza, arrivati in camera la spogliai in fretta lasciando solo le autoreggenti che le stavano divinamente, era più calda del solito, mentre gliela leccavo allungò i piedini e iniziò a segarmi lentamente, la presi da dietro e stringendo le tette la scopai duramente affondando la faccia nei capelli voluminosi e profumati, la sbattevo contro lo stipite del letto e la sculacciavo fortissimo come piaceva a lei, adorava essere picchiata e maltrattata e il suo culo era pieno di segni rossi.
Decisi che era il momento di legarla al letto, andava punita per aver fatto la troia, in fretta le strinsi ai polsi due corde per gli accappatoi e con le braccia aperte a croce la fissai alla spalliera, mi guardava con gli occhi da assatanata, quando mi avventavo su di lei mi respingeva con i piedi sul petto e sul volto e la cosa mi faceva impazzire, le aprii le gambe a forza e lo infilai dentro, era bagnatissima, iniziai a scoparla forte e le sussurai nell'orecchio che era stata una troia, si era nascosta e si era lasciata toccare, lei sussultò continuando a godere ad occhi chiusi, le chiesi se gli piaceva quel ragazzo sbattendola ancora più forte e dopo qualche colpo urlò di si, le chiesi se avesse voluto scoparselo martellando con tutto me stesso e lei urlò: si cazzo si!
La presi per il collo con una mano e con l'altra le tirai uno schiaffo su quel faccino da bambola, esplosi immediatamente mentre mi guardava con un misto di estasi, paura e confusione, mentre mi pulivo riprendendo fiato mi chiese se fossi arrabbiato, le risposi accarezzandola che mi piaceva se mi faceva ingelosire un po', sorrise e mi chiese se fossi masochista, le feci notare che a lei piaceva la violenza fisica mentre a me quella psicologica, mentre mi alzavo dal letto disse con voce languida che quella sera se lo sarebbe scopato davvero quel ragazzo, io per punizione la lasciai legata al letto e andai a lavarmi.
La nostra relazione proseguì normalmente fino a quando ad una festa H fu di nuovo ubriaca, mi allontanavo apposta per qualche minuto tenendola d'occhio e notai un ragazzo girarle attorno con faccia malandrina, lei lo guardava e gli sorrideva ballando, lui si avvicinò sempre di più e la prese dai fianchi, dopo pochi secondi la stava limonando e le stringeva il culo con forza, vidi tutto nero e strattonandolo lo staccai da lei, lo colsi alla sprovvista e spaventato si allontanò velocemente, lei mi urlò in faccia qualcosa di incomprensibile e mi spintonò allontanandosi anch'essa.
Camminai per qualche minuto per sbollire, la ritrovai davanti al bagno delle donne a fare aria ad una ragazza messa peggio di lei, H faceva volontariato in croce rossa, insieme a loro c'era la sua amica esile e molto bella, mi avvicinai e mi presentai, la crocerossina mi guardò a malapena e io mi concentrai sulla piccoletta di nome E, le dissi che ero amico di H e subito le feci i complimenti per gli occhi azzurri come il cielo e per il suo corpicino, ne fu entusiasta.
Dopo poco l'ubriaca si riprese e ci trovammo tutti e 4 a ballare in pista, con la scusa di condividere un sorso di cocktail con E la baciai e iniziammo limonare appassionatamente, con la coda dell'occhio notai che H faceva lo stesso con l'altra ragazza, mi eccitai e presi in braccio E che si avvinghiò con le gambe intorno ai miei fianchi, quando la tirai giù H e la sua nuova conquista si avvicinarono tenendosi per mano, mi propose di andare a casa tutti quanti.
Non avevo idea che fosse bisessuale e la cosa non mi dispiaceva per niente, mentre le due ragazze amoreggiavano sul divano decisi di appartarmi con E in camera da letto con la porta chiusa, la scopai a lungo e con foga, ci tenevo che dal soggiorno la sentissero urlare e il letto sbattere, anche a lei piaceva essere sculacciata e feci più rumore possibile, siccome non prendeva anticoncezionali lo tirai fuori all'ultimo inondandola dall'inguine al collo, la aiutai a pulirsi e mi disse che le era piaciuto molto, uscimmo dalla stanza e vidi H in lacrime sul divano con l'altra ragazza disperata in un angolo che si alzò in fretta e afferrò E dicendo che dovevano scappare per prendere il treno, non feci nemmeno in tempo a salutarla.
Mi sedetti di fianco ad H e le chiesi quale fosse il problema, rispose che ero stato un porco e uno stronzo per averla fatta sentire a disagio, che non era riuscita a fare nulla con quella ragazza e che forse non ne aveva neanche intenzione, io non avevo voglia di discutere e le dissi semplicemente che la prossima volta avrebbe potuto provare con un maschio, ma che doveva prima chiedermi il permesso.
H faceva di tutto per controllarmi il telefono, era ossessionata da E, io non avevo nemmeno provato a cercarla immaginandola scandalizzata dalla strana situazione, H non faceva molto caso alle altre chat con amiche e colleghe perché erano palesemente innocue, al contrario io non avevo accesso al suo smartphone, le poche volte che allungavo l'occhio sullo schermo leggevo nomi di maschi e di femmine che non conoscevo ma non avevo la voglia e il tempo di indagare.
Quando le cose fra noi si stabilizzarono H divenne più spinta e desiderosa di sperimentare, in un'occasione disse che voleva guardare un porno insieme, scelse un video nel quale un uomo muscoloso di mezza età con un pene enorme scopava duramente una esile ragazza, fissava il telefono mentre gliela leccavo e mi stringeva i capelli muovendo il pube su e giù, iniziai a penetrarla con il dildo e lei nel frattempo si toccava il clitoride eccitatissima, iniziai a scoparla e il fatto che non mi guardasse mi arrapava, quando il video finì posò lo smartphone e ad occhi chiusi continuo a fantasticare toccandosi e stringendosi il seno, le passai il dildo ordinandole di masturbarsi mentre afferrai i suoi piedi usandoli per segarmi, adoravo sentire le sue piccole dita sulla cappella, le dissi in preda all'eccitazione che avrei tanto desiderato guardarla succhiare il cazzo di un altro uomo, volevo che le sborrasse sul faccino e nella bocca e che dopo sarebbe stata tutta mia, dopo essere stata usata come una troia, le chiesi se le andasse di realizzare questa mia fantasia e mordendosi le labbra ad occhi chiusi rispose che lo voleva, eiaculaì di getto spruzzando sulla sua figa e sulle mani con le quali infilava lo sperma dentro con le dita per poi metterle in bocca e succhiarle guardandomi.
Voglio che tu sia la mia troia, le dissi accarezzandola.
Ne parlammo a lungo ed eccitati decidemmo di creare un profilo su un sito di incontri con una breve descrizione e foto del suo corpo censurando il viso, passai giornate intere a fotografarla in pose sensuali con la sua migliore lingerie, mi soffermavo naturalmente sulle tette e il culo e la convinsi a mettere smalti diversi e tacchi ai piedi per attrarre buongustai, in un paio di foto le chiesi di posare con le labbra a forma di bacio e ripresi dall'alto tutto il suo splendido corpicino con i piedi scalzi da davanti e dietro, erano le mie preferite.
Le richieste fioccarono, il profilo era in uso esclusivamente sul mio telefono perchè dovevo averne il controllo, lei felicissima scrollò decine di ragazzi soffermandosi su uomini palestrati e dalla pelle scura ma soprattutto di una certa età, avevo capito i suoi gusti, alla fine scelse che quello giusto era R con cui iniziammo a chattare mettendo subito in chiaro le regole: io sarei stato presente in disparte e avrebbe dovuto fare finta di non vedermi, massima pulizia, niente preservativo e niente video, lui si esaltò scoprendo quanto H fosse giovane e disse che amava le ragazzine sottomesse, sembrava perfetto per lei che infatti era elettrizzata, specificammo che volevamo andarci piano e che la prima volta gli avrebbe concesso solo la bocca, che avrebbe dovuto finire sul suo viso, darsi una pulita e lasciarci soli, organizzamo un appuntamento a casa mia per quel weekend.
Nei giorni seguenti eravamo eccitatissimi e scopavamo di continuo, le chiesi di non darmi la bocca a nessun costo perché doveva tenerla per lui, mi piaceva questa tortura psicologica e a lei piaceva ancora di più metterla in atto tentandomi per poi negarmela, mentre lo facevamo lei guardava le foto di R e mi chiamava con il suo nome.
Il giorno dell'incontro decisi io come vestirla: intimo di pizzo nero con un vestito corto trasparente con le spalline, calzine corte a rete e smalto rosso come le sue labbra, fremevo per quanto fosse bella e il mio pene era di marmo ma non la toccai, mi sedetti su una sedia in fondo al soggiorno e indossai una bandana per coprire il volto e un cappello, lei invece teneva il viso da bimba felice scoperto e attendeva dietro la porta.
Lo accolse sorridendo, lui era alto e la differenza di età si notava parecchio, R si girò per un istante verso di me e poi riprese a parlare con H presentandosi elegantemente, si sedettero sul divano per fare conoscenza con un bicchiere di vino, lei con le gambe accavallate parlava diventando sempre meno timida mentre lui la mangiava con gli occhi, H iniziò ad accarezzargli la gamba con un piedino e lui posando il bicchiere gli mise la mano sulla coscia, le prese il viso mentre ancora parlava e la baciò appassionatamente, H posò il suo bicchiere a tentoni abbandonandosi completamente a lui mentre io mi toccavo esplodendo di gelosia ed eccitazione, a lungo si eplorarono facendosi i complimenti a vicenda, H gli tolse la camicia e si slacciò il reggiseno, R si fiondò con la faccia immezzo alle tette stupende, lei le stringeva con le mani godendo ad occhi chiusi, fremente l'uomo si slacciò i pantaloni e li abbassò tirando fuori un cazzo notevole, più lungo del mio.
Le prese una manina mettendosela sul pacco, iniziò a segarlo lentamente mentre le succhiava i capezzoli, H si girò verso di me e vedendomi masturbare come un pazzo sorrise e si abbassò con la bocca sul cazzone ingoiando la cappella, R buttò la testa all'indietro e si accasciò sul divano, mi spostai con la sedia di fronte ai due per vedere meglio quello spettacolo: H stesa sulla pancia con le gambe alzate incrociate in maniera infantile con quelle calzine adorabili, lo succhiava con passione e dolcezza solleticando le palle con le unghie smaltate, lui le stringeva la testa che si alzava e abbassava ripetendole quanto fosse brava e con l'altra mano le strizzava il culo.
Infilò le mutandine immezzo alla fessura e sculacciò le natiche scoperte, lei fece un urletto con ancora il cazzo in bocca e prese a succhiarlo più veloce e più a fondo, le infilò le dita nella figa da dietro accarezzando con il pollice il buchino del culo vergine, H iniziò a godere sul serio e lui le strinse i capelli spingendo il cazzo fino in fondo, non essendo abituata ad un pesce così grande faticava a tenerlo tutto in bocca e la sentivo gorgogliare ma non smise di succhiarlo fino a quando lui le chiese di togliersi le mutandine, H esitò timidamente dicendo che se avesse fatto il bravo la prossima volta sarebbe stata tutta sua, lui si eccitò ancora di più e le propose di fargli una spagnola, lei entusiasta si inginocchiò a terra e strinse forte le tette intorno al lungo cazzo, H era compatta e la cappella arrivava giusto ad altezza bocca quindi non esitò a succhiarla mentre lui si muoveva su e giù, col mio questa cosa non riusciva a farla.
R era in estasi e dopo pochi minuti disse che stava per venire, H si spostò all'indietro aprendo la bocca con gli occhi chiusi e le mani sulle cosce, lui si alzò in piedi con i pantaloni calati, segandosi con una mano e tenendole il mento con l'altra, spruzzò ansimando sulle guance arrossate e nella bocca spalancata della mia piccola che istintivamente tirò fuori la lingua, un rivolo di sperma le colò sul petto immezzo alle tette, ingoiò lentamente come se lo stesse gustando e aprì gli occhi sorridendo.
Lui la guardò per un attimo e dopo una carezza sulla testa si tirò su i pantaloni, mi lanciò un'occhiata e si chinò per darle un bacio in fronte, lei lo ringraziò e mentre usciva di casa si salutarono da lontano con un gesto della mano, appena si chiuse la porta mi corse incontro felice saltellando, mi chiese se fosse stata brava, io mi tolsi cappello e bandana e senza rispondere la presi di peso per lanciarla sul divano, sfilai le mutandine e glielo misi dentro in fretta, a quel punto le dissi che era stata fantastica e lei ne fu sollevata, mi guardava intensamente negli occhi mentre la martellavo, mi stringeva con le braccia e con le gambe, avevo voglia di baciarla ma non potevo rovinare il dipinto, lo sperma intorno alle labbra e sulle guanciotte le donava, sentivo la puzza salire e mi eccitava infinitamente, il pensiero di passare per secondo mi provocava un misto di emozioni indescrivibile, la avrei voluta così ogni volta, strinsi il faccino appiccicoso con la mano mentre le esplodevo dentro, ansimando con il cuore in gola le dissi di amarla.
Il periodo seguente fu idilliaco, non parlammo mai dell'esperienza con R e questo rendeva la cosa ancora più intrigante, facevamo entrambi finta di nulla come se non avessi assistito a quel tradimento, R mi scriveva spesso e senza dirlo ad H gli risposi di pazientare, aspettai che fosse lei a chiedermi di lui e dopo un paio di settimane lo fece, le mostrai la chat e lei rise, gli rispose che voleva rivederlo presto e che sarebbe stata tutta sua a una condizione: avrebbe dovuto legarla e sottometterla, lui fu entusiasta dell'idea e presero appuntamento.
Quella sera decise lei come vestirsi: scelse dei pantaloncini cortissimi e aderenti di pelle indossati senza mutandine, un reggiseno rosso elegante e stivali alti col tacco a spillo senza calze, l'outfit era vagamente sadomaso e le stava benissimo, preparò sul letto le corde e il lubrificante, quando R entrò lei lo aspettava sul divano con faccino malizioso, lui la prese in braccio e la baciò con passione, lo invitò a seguirla in camera da letto e lo spogliò accarezzandogli il corpo tonico, lui era eccitatissimo e la spinse sul letto mettendosi sopra di lei, le stringeva i polsi sopra la testa strusciandosi sempre più forte fino a quando lei gli chiese di alzarsi un attimo, si mise in piedi e dopo aver tolto il reggiseno si appoggiò con le braccia e la testa sul letto tenendo in alto il culo stretto dai pantaloncini e disse: sculacciami forte, fammi male davvero.
R iniziò a colpire le chiappe a mano aperta facendola quasi alzare da terra, il rumore era fortissimo e H urlava di vero dolore, mi alzai dalla postazione e presi una delle mie cinture, in silenzio gliela porsi, lui mi guardò con un leggero sorriso e iniziò a frustarla, H aveva le lacrime agli occhi e il culo rosso, le gambe strette le tremavano in equilibrio sui tacchi a spillo.
Legami adesso e scopami, disse quasi singhiozzando, R le fece togliere stivali e pantaloncini per incaprettarla con polsi e caviglie uniti dietro alla schiena, era bravo a fare i nodi, le prese la testa e iniziò a scoparla rudemente, H strizzava gli occhi impotente e gorgogliava sbavando, lui andò avanti per qualche minuto ansimando e tirandole i capelli, le slegò i piedi lasciando solo i polsi vincolati e la girò, cercò di aprirle le gambe ma lei fece resistenza, R le tirò due schiaffi sul viso che la stordirono, ubbidiente si lasciò penetrare a secco, era molto stretta e dalla sua espressione sapevo che stava soffrendo, ma anche che le piaceva.
R la sbatteva in preda ad una furia animalesca sudando copiosamente, le stringeva le tette leccando e mordendo i capezzoli, H urlava talmente forte che mi preoccupai per i vicini.
Girati puttana, le disse con disprezzo, lei ubbidì e si mise a pecora, dopo un paio di sculacciate sul culo martoriato le schiacciò la testa sul letto penetrandola senza pietà, io feci grandi sforzi per non venire, lo tirò fuori e le infilò la lingua in culo, H provò a divincolarsi ma lui la tenne ferma, dopo aver lubrificato il buchino prese il cazzo con la mano e provò a farlo entrare, lei diceva di no e lo implorava di smettere, volevo intervenire ma il pensiero che un altro uomo si prendesse il culo della mia ragazza prima di me era troppo eccitante.
Velocissimo mi alzai, passai il gel a R e dissi alla bastarda di stare zitta, con le mani le allargai le chiappe, lui spalmò una dose abbondante sul cazzo e lentamente la penetrò fino in fondo con faccia soddisfatta, H con voce stridula sussurrava solo più: ahia, glielo infilai in bocca per farla tacere mentre R le riempiva il culo stringendo i denti, io la afferrai dal collo e scopai la sua gola come se fosse un oggetto spruzzando direttamente nell'esofago quasi soffocandola, sembrava uno stupro e mi piaceva tantissimo, speravo che fosse quello che desiderava anche lei.
Ci mise un po' a riprendersi dalla sessione, aveva il culo distrutto dentro e fuori, faticava a camminare e a sedersi, sul viso aveva due cinquine rosse su entrambi i lati che doveva coprire con il fondotinta, si comportava da vera sottomessa e mi piaceva, sembrava avesse paura ma allo stesso tempo mi stava incollata e mi chiedeva di scoparla piano perché aveva ancora male, non risposi più a R e lei non lo nominò.
Ricominciarono le mie solite fantasie, volevo di nuovo vederla fare la troia, quando gliene parlai mi disse che non voleva saperne di R e che lo avrebbe fatto solo con qualcuno di più bello e gentile, sul sito di incontri prese di mira un cubano muscoloso di 40 anni di nome T e iniziarono a chattare, le chiese foto intime ma lei si rifiutò, presi l'iniziativa e gli scrissi che poteva mostrargli i piedi, lui ne fu entusiasta, era un buongustaio e già mi stava simpatico.
Disse che li voleva vedere sporchi, H era una ragazza pulita ma le piaceva giocare, passò una giornata intera scalza camminando per casa, balcone e scale fino a quando le piante divennero nere, io ero schizzinoso ma la cosa mi eccitava, notando come li fissavo mi porse un piedino per baciarlo ma le dissi che erano di T adesso e finché non lo avesse incontrato non potevo toccarli, lei rise e mi tirò due calci sullo stomaco e sulle labbra, mi fece male ma dopo quello che le avevamo combinato me li meritavo, li fotografai da tutte le angolazioni e il cubano apprezzò molto ricambiando con una foto del suo enorme pene, non era tanto più lungo del mio ma era spesso esattamente il doppio, quando lo vide H spalancò gli occhi arrossendo e disse che avrebbe dovuto allenarsi con il dildo, con la scusa la convinsi a farsi scopare delicatamente il culetto quando si masturbava facendole scoprire il piacere della doppia penetrazione.
T fece altre richieste e mi ritrovai a riprenderla mentre calpestava con i piedi scalzi frutta e panna, la cosa difficile fu resistere a non pulirli con la lingua, naturalmente lei ci godeva a non farmeli nemmeno assaggiare, alla fine fu lui a chiedere un incontro, dopo avergli spiegato le regole aggiunsi che la prima volta avrebbe avuto solo i piedi, il ragazzone accettò e disse che li voleva più puzzolenti possibile.
H aveva appena iniziato a lavorare come barista e passava mezza giornata con addosso scarpe e calzini, così le consigliai di utilizzare per qualche giorno lo stesso paio senza cambiarli, un po' schifata ma curiosa accettò, il giorno dell'incontro arrivò da lavoro con le air max e i calzini vecchi di una settimana, si tolse le scarpe e me le fece annusare, erano leggermente sudate ma nulla di eccezionale, i calzini bianchi invece erano davvero impregnati e ingialliti, superato un piccolo conato ci presi gusto ed iniziai ad apprezzare l'aroma, lei si cambiò senza lavarsi indossando jeans strettissimi senza mutandine, un top a fascia blu che metteva in risalto i capezzoli turgidi perfetti, si infilò le sneakers e mi disse di sedermi al mio posto e di annusare le calze se avessi sentito la sua mancanza.
T entrò e la salutò sorridendo e abbracciandola, non era alto ma muscoloso e trasmetteva gioia, mi guardò e disse hola, poi si dedicò ad H riempiendola di complimenti seduti sul divano, lei rideva e si vedeva quanto fosse a suo agio, dopo pochi minuti gli posò i piedi sulle cosce chiedendogli di toglierle le scarpe, lui felice le sfilò lentamente assaporando l'aroma con gli occhi chiusi, afferrò le caviglie e riempì di baci quei gioielli dicendo che li sognava da settimane, che erano piccolissimi e stupendi e che l'odore era inebriante, H lo fece spogliare e gli passò i piedi sul petto e sul pacco, lui tirò fuori il cazzo durissimo che sembrava ancora più grande che in foto, lei gli disse che era bellissimo e iniziò a segarlo picchiettando con le dita sulla cappela come le avevo insegnato, lui era in estasi e la guardava intensamente, le chiese di spogliarsi e lei lo fece.
Una volta nuda la afferrò baciandola con passione e disse che non resisteva, voleva scoparla, H si girò verso di me, io mi tolsi la bandana e il cappello e mi avvicinai, dissi che poteva avere anche la bocca ma doveva venirle sui piedi, lui rise e rispose che si sarebbe accontentato, H si infilò a fatica la cappella in bocca segandolo con due mani, dopo qualche minuto la afferrò stendendola e si getto con la testa immezzo alle sue gambe leccandole la figa con maestria, H godeva tantissimo, mi avvicinai per baciarla e il suo alito di cazzo mi eccitò, dissi a T che poteva scoparla perché mi stava simpatico, ma doveva comunque venire sui piedi, lui mi diede una pacca ringraziandomi, H mi guardava stringendomi la mano mentre la penetrava, quando entrò tutto i suoi occhi erano girati all'indietro.
La scopò lentamente stringendo i piedi contro la faccia annusando con gusto immezzo alle dita, mi sedetti sul divano anch'io ordinando ad H di mettersi a pecora, appoggiò la testa sulle mie cosce segandomi lentamente mentre T le dava forti colpi che la spostavano avanti e indietro, me lo succhiava stando ferma e lasciando che fossero i colpi a fare il resto, sentirla ansimare sul cazzo umido mi stava facendo impazzire, era tutta rossa, sudata e bella come non mai, le chiesi se le stesse piacendo e rispose che le piaceva tantissimo, dissi che la amavo e che era la mia piccola troia, lei rispose che mi amava e che era la mia troia, faticai a non esplodere.
T si fermò e le ordinò di girarsi, lei capendo che stava venendo gli porse i piedini sui quali spruzzò una quantità di sperma da riempirci un bicchiere, le morsi una guancia e le dissi di spalmarlo come se fosse crema, con un sorriso malizioso massaggiò tutta la superficie soprattutto immezzo alle dita per poi succhiare ad occhi chiusi quello che rimase sulle mani.
Ringraziai T e gli chiesi di lasciarci soli, mi sedetti comodo e lei iniziò a segarmi con quelle meraviglie lubrificate di sperma, l'uomo si rivestì e la salutò con un bacio in bocca prima di uscire, presi le calze e gliene passai una che infilò come preservativo, annusai e morsicai l'altra in estasi, le dissi di finire con la mano tenendo i piedi luccicanti appoggiati ai lati del cazzo, sborrai copiosamente riempiendo il calzino, lei se lo infilò ridendo e muovendo le dita dentro, le passai anche l'altro da indossare.
La accarezzai su tutto il corpo amorevolmente e le dissi che era stata perfetta, mi chiese cosa provassi quando la guardavo scopare con un altro uomo, risposi che mi eccitava il fatto che non fosse più mia per poterla riconquistare subito dopo, la risposta le piacque e con un sorriso carino mi abbracciò e mi disse che mi amava tanto, le chiesi cosa provasse a farsi scopare da uno sconosciuto davanti ai miei occhi e rispose che si sentiva impaurita e indifesa e allo stesso tempo protetta dalla mia presenza, si sentiva sporca e il fatto che glielo lasciassi fare le dava ancora più piacere.
Ero innamorato perso di lei, la relazione più bella della mia vita, anche questa volta non parlammo dell'esperienza vivendo come una coppietta felice, dopo quasi un mese T si fece risentire e mi tornò la fantasia di condividerla, feci indossare ad H la mia lingerie preferita e lo smalto nero che le donava, la fotografai e lei capì subito che le foto erano per lui, eccitatissima mi disse che aveva voglia di fare la porca con tutti e due.
Organizzammo per il sabato e per tutta la settimana indossò a lavoro un paio di calzini neri trasparenti di nylon che si impregnarono di odore e sudore più dei precedenti, in quei giorni non scopammo e resistere fu difficilissimo perché mi stuzzicava di continuo e mentre si masturbava con il dildo in tutti i buchi mi raccontava di quanto T la avesse fatta godere.
Arrivò il grande giorno e H con la lingerie e i calzini di nylon adosso attese trepidante il suo amante, si coccolarono amorevolmente e mi fece morire di gelosia, toccava i suoi muscoli e gli chiese di stringerla forte e di strozzarla, mi guardava dritto negli occhi con la lingua di fuori e il viso viola mentre le sputava in bocca, la stese e si diede da fare annusando i piedi e usandoli per masturbarsi, mi alzai e tirai fuori dal frigo una sorpresa: un vasetto di yogurt bianco e un pennello, l'uomo rise di gusto e si passò la lingua sulle labbra, H sorpresa rise e disse che non ne sapeva nulla.
Chiesi a T di scoparle la bocca e nel frattempo le tolsi i calzini, col pennello spalmai uniformemente lo yogurt passandolo fra le dita lentamente, H si contorceva per il solletico e il freddo continuando a succhiare eccitata, finito il lavoro dissi che era pronta la merenda, T glielo infilò dentro e iniziò a succhiare e leccare con gusto quelle prelibatezze, ad H piaceva molto e vedendo che la stava scopando sempre più forte iniziai a baciarla, mi piaceva sentire il sapore di cazzo nella sua bocca e i colpi che le dava scuotevano tutto il corpicino.
Quando i piedi furono completamente puliti dissi ad H di mettersi sopra di lui e che avevo intenzione di aggiungermi, entrambi furono d'accordo e la penetrammo contemporaneamente, T la teneva ferma dalle spalle facendo dentro e fuori dalla figa con colpi lenti e decisi, il cazzo era talmente spesso da stringerle sensibilmente il culo ogni volta che entrava, godevamo tantissimo tutti e tre sbattendola sempre più forte, quando capì dagli ansimi che T stava venendo chiesi ad H sussurandole nell'orecchio cosa sentisse, con voce flebile e dolcissima mi rispose che sentiva un'esplosione di calore meravigliosa e che stava venendo anche lei per quanto le piacesse, la cosa mi fece eccitare ed esplosi a via volta.
Quando uscimmo contemporaneamente dai suoi buchi fiotti di sperma colarono sul divano, la girai a peso morto perché era esausta e senza pensarci mi fiondai con la bocca sulla figa e il culo per poi baciarla appassionatamente, l'amore che provavo per lei in quei momenti era indescrivibile, era la ragazza dei miei sogni, consegnai a T i calzini dicendogli che erano un regalo ma che avrebbe dovuto farmi un piacere: la prossima volta doveva venire con un amico, H aprì gli occhi e mi guardò stranita, le dissi che volevo guardarla scopare con due uomini e che sarei stato in disparte perchè volevo che mi facesse ingelosire sul serio la prossima volta, accettò alla condizione che il suo amico fosse bello ed educato come lui, T rise di gusto e rispose che la scelta era facile: suo fratello sarebbe stato perfetto.
L'orgia venne organizzata per il weekend successivo e H iniziò a mettere in atto il suo piano perverso, per tutta la settimana non si fece vedere e si limitò a mandarmi foto intime seducenti e brevi video in cui si masturbava con il dildo nel culo e la manina intera infilata davanti, stava diventando una vera troia e iniziai ad avere paura.
Il giorno dell'incontro si presentò a casa mia bella come non la vedevo da tempo, truccata perfettamente e piastrata con addosso il suo migliore profumo che mi fece quasi svenire, aprì la giacchetta mostrando un body rosa sexy con il seno nudo risaltato e abbellito dal pizzo, pantaloncini cortissimi bianchi a vita bassa, sandali neri con zeppe alte e smalto rosa abbinato al body, quando mi avventai su di lei mi spinse con tutte le sue forze dicendo di non toccarla, di sedermi e stare bravo e soprattutto zitto, era la prima volta che la vedevo così arrogante e non capivo se facesse sul serio o giocasse.
T entrò per primo seguito da suo fratello S, era più giovane e veramente di bell'aspetto, quando H lo vide fece un sorriso grande quanto la faccia, si presentò e parlando in spagnolo mi guardarono ridendo, capivo che mi stavano prendendo il giro ma dovevo stare zitto, le presentazioni durarono poco e H iniziò a muoversi in maniera sensuale davanti ai due ragazzi seduti sul divano, barcollò leggermente e capii che aveva bevuto, si fiondò immezzo a loro e con le manine strinse i pacchi di entrambi, si slacciarono i pantaloni e notai che si somigliavano anche i loro cazzi, H entusiasta si mise in ginocchio a terra succhiandoli a turno.
Ad un certo punto si soffermò su S toccandogli il petto e gli addominali, T la alzò di peso piazzandola sul divano a pecora, lei si slacciò il body immezzo alle gambe e la iniziò a scopare stringendole le chiappe, H godeva sul cazzo di S succhiandolo fino in fondo, quando il giovane chiese di fare cambio la girarono stesa sulla schiena, la penetrò massaggiandole il seno, H fece un verso di godimento profondo guardandolo intensamente, capii che lui le piaceva davvero, appoggiò le caviglie sulle sue spalle e rimasi ipnotizzato a fissare quei piedini e quelle scarpe dondolare ad ogni colpo, T le prese la testa che sporgeva sul bordo del divano e infilò il cazzone in bocca al contrario, era la visione che avevo sempre sognato e faticai a non venire.
Quando la sua bocca venne liberata H chiese chi dei due volesse il culo per primo, si guardarono e dopo aver fatto la morra cinese vinse S, si girò di nuovo a pecora e disse di aver dimenticato il lubrificante, tutti e tre mi guardarono e mi toccò correre a prenderlo, lo passai a S che mi chiese se mi piacesse la pinga, risposi che la pinga mi piaceva solo vederla dentro di lei, disse che mi avrebbe accontentato e finalmente le penetrò il culo, H fece un ululato che venne interrotto dal palo di T che le entrò in bocca.
La scoparono davvero forte, la stavano usando come una bambola, fissavo la figa della mia fidanzata vuota mentre il suo culo veniva sfondato, eiaculai sul pavimento schizzando quasi fino al divano e neanche se ne accorsero, S ansimando come un animale finì la sua opera sculacciandola e parlando in spagnolo, T la afferrò da sotto le ascelle e se la caricò in braccio per scoparla in piedi mentre dal culo le gocciolava sperma, mi disse: slaccia le scarpe cavron, io ubbidii e H strinse le gambe intorno alla sua vita, la baciò appassionatamente sbattendola fino a quando lei si mise a leccargli il viso come una gattina e gli disse che era da sposare, anzi che erano da sposare entrambi.
T la appoggiò sul divano e infilandosi mezzo piedino in bocca diede gli ultimi colpi, mi girava la testa e desiderai che tutto finisse, H era felicissima e ad occhi chiusi si portava alla bocca lo sperma prelevato da entrambi i buchi, i ragazzi si pulirono e rivestirono con calma, quando li cacciai risposero che ero un ingrato ridendo e sfottendomi, baciarono uno la bocca e l'altro i piedi della mia fidanzata e lasciarono la casa.
Rimasi seduto a fissarla per un minuto quando finalmente mi fece cenno col dito di avvicinarmi, dopo averla baciata tutta le dissi che aveva superato ogni mia fantasia, era stata meglio delle pornostar, si mise stesa sulla pancia dondolando i piedi e con sorriso soddisfatto mi disse che era stata la migliore scopata della sua vita, la presi e me la caricai in braccio iniziando a scopare lentamente la figa piena di sperma, mi raccontò nei dettagli tutto quello che aveva provato e notando che mi eccitavo sempre di più si dilungò in appassionati complimenti sull'aspetto fisico dei due fratelli cubani, all'apice del mio masochismo le chiesi cosa provasse a farlo con me dopo di loro e con sguardo perfido rispose che in confronto ai loro cazzi il mio non era nulla e che a malapena lo sentiva, spruzzai talmente forte che sentì il rumore provenire da dentro di lei, la conoscevo e sapevo che stava godendo e che era soddisfatta, ma percependo quanto era dilatata la sua vagina sapevo anche che non stava mentendo del tutto, la baciai e le dissi che un giorno l'avrei sposata.
Tempo fa ebbi un'esperienza cuckold traumatica con la mia ex ninfomane che da un gioco eccitante si trasformò in una squallida umiliazione, per anni evitai di tirare fuori questo kink nelle successive relazioni che risultarono noiose e deludenti fino a quando incontrai H che mi stravolse: andava oltre ogni mio ideale di ragazza, una vera bambolina piccola e perfetta con seno e culo prosperosi, capelli neri mossi lunghi fino alle spalle e labbra grandi con lineamenti arabi, era timida all'inizio e ci misi tempo per farla aprire a letto, ma questo mi fece godere ancora di più le conquiste.
Ricordo ancora la prima volta che lo infilai in quella boccuccia calda e accogliente, stringendole il viso con la mano la scopai lentamente, lei mi guardava con i grandi occhi castani mentre spruzzavo palpitando nella sua gola, le baciai dolcemente le labbra umide mentre ingoiava il carico, ricordo anche la sera in cui in macchina dopo una lunga camminata si tolse gli stivaletti di pelle e appoggiò i piedi scalzi, sudati e smaltati di nero sul parabrezza creando un alone di condensa sul vetro, la portai in casa in braccio e buttata sul letto leccai ogni centimetro di quei gioielli taglia 35 succhiando le dita in estasi, la scopai fortissimo e le chiesi di appoggiare le punte sul mio petto, quando li incrociò uno sull'altro godendo e stringendosi il seno le esplosi dentro e da quella volta si convinse a prendere la pillola.
Quando mi masturbavo la mia fantasia finiva per essere sempre la stessa: la mia bimba in tutto il suo splendore sbattuta da un uomo con un enorme cazzo mentre li guardavo in disparte, siccome avevo paura di rovinare la relazione dato i trascorsi mi limitai ad usare immaginazione e dildo quando scopavamo.
Una sera eravamo a ballare e H aveva bevuto più del solito, indossava calze a rete autoreggenti con trama a forma di rose, gonna corta e top trasparente dal quale si intravedevano le tette strabordare dal reggiseno, era stupenda e tutti la guardavano, la cosa mi eccitava parecchio, lasciavo che si strusciassero su di lei e quando esageravano mi avvicinavo tirandola a me per limonarla, lei si stava divertendo.
Ad un certo punto la salutò baciandola sulle guance un ragazzo palestrato che conosceva e dopo qualche parola me lo presentò, lui mi guardò con sorriso finto stingendo la mano con sufficienza, mentre conversavano tranquillamente mi allontanai per andare in bagno e una volta tornato non li trovai nel punto in cui li avevo lasciati, dopo qualche minuto di ricerca notai in un angolo dietro una colonna H appoggiata al muro che guardava il ragazzo negli occhi sorridendo, lui aveva le mani sulle sue tette e lei lo lasciava fare, un misto di rabbia ed eccitazione mi fece girare la testa, quando H si accorse di me gli scostò le mani senza troppa fretta e lo salutò con espressione dispiaciuta, lui mi guardò con disprezzo e si allontanò.
Le chiesi cosa stesse succedendo e lei ammise che la aveva toccata contro la sua volontà, ma io sapevo che stava mentendo, il suo sorriso era inequivocabile e soprattutto si erano palesemente nascosti, non volevo rovinare la serata e invece di arrabbiarmi la presi per un braccio per portarla fuori dal locale dicendo che aveva bevuto abbastanza.
Tornammo a casa e per tutto il viaggio non mi parlò, alzando il volume della radio cantava le canzoni, un po' mi faceva tenerezza, arrivati in camera la spogliai in fretta lasciando solo le autoreggenti che le stavano divinamente, era più calda del solito, mentre gliela leccavo allungò i piedini e iniziò a segarmi lentamente, la presi da dietro e stringendo le tette la scopai duramente affondando la faccia nei capelli voluminosi e profumati, la sbattevo contro lo stipite del letto e la sculacciavo fortissimo come piaceva a lei, adorava essere picchiata e maltrattata e il suo culo era pieno di segni rossi.
Decisi che era il momento di legarla al letto, andava punita per aver fatto la troia, in fretta le strinsi ai polsi due corde per gli accappatoi e con le braccia aperte a croce la fissai alla spalliera, mi guardava con gli occhi da assatanata, quando mi avventavo su di lei mi respingeva con i piedi sul petto e sul volto e la cosa mi faceva impazzire, le aprii le gambe a forza e lo infilai dentro, era bagnatissima, iniziai a scoparla forte e le sussurai nell'orecchio che era stata una troia, si era nascosta e si era lasciata toccare, lei sussultò continuando a godere ad occhi chiusi, le chiesi se gli piaceva quel ragazzo sbattendola ancora più forte e dopo qualche colpo urlò di si, le chiesi se avesse voluto scoparselo martellando con tutto me stesso e lei urlò: si cazzo si!
La presi per il collo con una mano e con l'altra le tirai uno schiaffo su quel faccino da bambola, esplosi immediatamente mentre mi guardava con un misto di estasi, paura e confusione, mentre mi pulivo riprendendo fiato mi chiese se fossi arrabbiato, le risposi accarezzandola che mi piaceva se mi faceva ingelosire un po', sorrise e mi chiese se fossi masochista, le feci notare che a lei piaceva la violenza fisica mentre a me quella psicologica, mentre mi alzavo dal letto disse con voce languida che quella sera se lo sarebbe scopato davvero quel ragazzo, io per punizione la lasciai legata al letto e andai a lavarmi.
La nostra relazione proseguì normalmente fino a quando ad una festa H fu di nuovo ubriaca, mi allontanavo apposta per qualche minuto tenendola d'occhio e notai un ragazzo girarle attorno con faccia malandrina, lei lo guardava e gli sorrideva ballando, lui si avvicinò sempre di più e la prese dai fianchi, dopo pochi secondi la stava limonando e le stringeva il culo con forza, vidi tutto nero e strattonandolo lo staccai da lei, lo colsi alla sprovvista e spaventato si allontanò velocemente, lei mi urlò in faccia qualcosa di incomprensibile e mi spintonò allontanandosi anch'essa.
Camminai per qualche minuto per sbollire, la ritrovai davanti al bagno delle donne a fare aria ad una ragazza messa peggio di lei, H faceva volontariato in croce rossa, insieme a loro c'era la sua amica esile e molto bella, mi avvicinai e mi presentai, la crocerossina mi guardò a malapena e io mi concentrai sulla piccoletta di nome E, le dissi che ero amico di H e subito le feci i complimenti per gli occhi azzurri come il cielo e per il suo corpicino, ne fu entusiasta.
Dopo poco l'ubriaca si riprese e ci trovammo tutti e 4 a ballare in pista, con la scusa di condividere un sorso di cocktail con E la baciai e iniziammo limonare appassionatamente, con la coda dell'occhio notai che H faceva lo stesso con l'altra ragazza, mi eccitai e presi in braccio E che si avvinghiò con le gambe intorno ai miei fianchi, quando la tirai giù H e la sua nuova conquista si avvicinarono tenendosi per mano, mi propose di andare a casa tutti quanti.
Non avevo idea che fosse bisessuale e la cosa non mi dispiaceva per niente, mentre le due ragazze amoreggiavano sul divano decisi di appartarmi con E in camera da letto con la porta chiusa, la scopai a lungo e con foga, ci tenevo che dal soggiorno la sentissero urlare e il letto sbattere, anche a lei piaceva essere sculacciata e feci più rumore possibile, siccome non prendeva anticoncezionali lo tirai fuori all'ultimo inondandola dall'inguine al collo, la aiutai a pulirsi e mi disse che le era piaciuto molto, uscimmo dalla stanza e vidi H in lacrime sul divano con l'altra ragazza disperata in un angolo che si alzò in fretta e afferrò E dicendo che dovevano scappare per prendere il treno, non feci nemmeno in tempo a salutarla.
Mi sedetti di fianco ad H e le chiesi quale fosse il problema, rispose che ero stato un porco e uno stronzo per averla fatta sentire a disagio, che non era riuscita a fare nulla con quella ragazza e che forse non ne aveva neanche intenzione, io non avevo voglia di discutere e le dissi semplicemente che la prossima volta avrebbe potuto provare con un maschio, ma che doveva prima chiedermi il permesso.
H faceva di tutto per controllarmi il telefono, era ossessionata da E, io non avevo nemmeno provato a cercarla immaginandola scandalizzata dalla strana situazione, H non faceva molto caso alle altre chat con amiche e colleghe perché erano palesemente innocue, al contrario io non avevo accesso al suo smartphone, le poche volte che allungavo l'occhio sullo schermo leggevo nomi di maschi e di femmine che non conoscevo ma non avevo la voglia e il tempo di indagare.
Quando le cose fra noi si stabilizzarono H divenne più spinta e desiderosa di sperimentare, in un'occasione disse che voleva guardare un porno insieme, scelse un video nel quale un uomo muscoloso di mezza età con un pene enorme scopava duramente una esile ragazza, fissava il telefono mentre gliela leccavo e mi stringeva i capelli muovendo il pube su e giù, iniziai a penetrarla con il dildo e lei nel frattempo si toccava il clitoride eccitatissima, iniziai a scoparla e il fatto che non mi guardasse mi arrapava, quando il video finì posò lo smartphone e ad occhi chiusi continuo a fantasticare toccandosi e stringendosi il seno, le passai il dildo ordinandole di masturbarsi mentre afferrai i suoi piedi usandoli per segarmi, adoravo sentire le sue piccole dita sulla cappella, le dissi in preda all'eccitazione che avrei tanto desiderato guardarla succhiare il cazzo di un altro uomo, volevo che le sborrasse sul faccino e nella bocca e che dopo sarebbe stata tutta mia, dopo essere stata usata come una troia, le chiesi se le andasse di realizzare questa mia fantasia e mordendosi le labbra ad occhi chiusi rispose che lo voleva, eiaculaì di getto spruzzando sulla sua figa e sulle mani con le quali infilava lo sperma dentro con le dita per poi metterle in bocca e succhiarle guardandomi.
Voglio che tu sia la mia troia, le dissi accarezzandola.
Ne parlammo a lungo ed eccitati decidemmo di creare un profilo su un sito di incontri con una breve descrizione e foto del suo corpo censurando il viso, passai giornate intere a fotografarla in pose sensuali con la sua migliore lingerie, mi soffermavo naturalmente sulle tette e il culo e la convinsi a mettere smalti diversi e tacchi ai piedi per attrarre buongustai, in un paio di foto le chiesi di posare con le labbra a forma di bacio e ripresi dall'alto tutto il suo splendido corpicino con i piedi scalzi da davanti e dietro, erano le mie preferite.
Le richieste fioccarono, il profilo era in uso esclusivamente sul mio telefono perchè dovevo averne il controllo, lei felicissima scrollò decine di ragazzi soffermandosi su uomini palestrati e dalla pelle scura ma soprattutto di una certa età, avevo capito i suoi gusti, alla fine scelse che quello giusto era R con cui iniziammo a chattare mettendo subito in chiaro le regole: io sarei stato presente in disparte e avrebbe dovuto fare finta di non vedermi, massima pulizia, niente preservativo e niente video, lui si esaltò scoprendo quanto H fosse giovane e disse che amava le ragazzine sottomesse, sembrava perfetto per lei che infatti era elettrizzata, specificammo che volevamo andarci piano e che la prima volta gli avrebbe concesso solo la bocca, che avrebbe dovuto finire sul suo viso, darsi una pulita e lasciarci soli, organizzamo un appuntamento a casa mia per quel weekend.
Nei giorni seguenti eravamo eccitatissimi e scopavamo di continuo, le chiesi di non darmi la bocca a nessun costo perché doveva tenerla per lui, mi piaceva questa tortura psicologica e a lei piaceva ancora di più metterla in atto tentandomi per poi negarmela, mentre lo facevamo lei guardava le foto di R e mi chiamava con il suo nome.
Il giorno dell'incontro decisi io come vestirla: intimo di pizzo nero con un vestito corto trasparente con le spalline, calzine corte a rete e smalto rosso come le sue labbra, fremevo per quanto fosse bella e il mio pene era di marmo ma non la toccai, mi sedetti su una sedia in fondo al soggiorno e indossai una bandana per coprire il volto e un cappello, lei invece teneva il viso da bimba felice scoperto e attendeva dietro la porta.
Lo accolse sorridendo, lui era alto e la differenza di età si notava parecchio, R si girò per un istante verso di me e poi riprese a parlare con H presentandosi elegantemente, si sedettero sul divano per fare conoscenza con un bicchiere di vino, lei con le gambe accavallate parlava diventando sempre meno timida mentre lui la mangiava con gli occhi, H iniziò ad accarezzargli la gamba con un piedino e lui posando il bicchiere gli mise la mano sulla coscia, le prese il viso mentre ancora parlava e la baciò appassionatamente, H posò il suo bicchiere a tentoni abbandonandosi completamente a lui mentre io mi toccavo esplodendo di gelosia ed eccitazione, a lungo si eplorarono facendosi i complimenti a vicenda, H gli tolse la camicia e si slacciò il reggiseno, R si fiondò con la faccia immezzo alle tette stupende, lei le stringeva con le mani godendo ad occhi chiusi, fremente l'uomo si slacciò i pantaloni e li abbassò tirando fuori un cazzo notevole, più lungo del mio.
Le prese una manina mettendosela sul pacco, iniziò a segarlo lentamente mentre le succhiava i capezzoli, H si girò verso di me e vedendomi masturbare come un pazzo sorrise e si abbassò con la bocca sul cazzone ingoiando la cappella, R buttò la testa all'indietro e si accasciò sul divano, mi spostai con la sedia di fronte ai due per vedere meglio quello spettacolo: H stesa sulla pancia con le gambe alzate incrociate in maniera infantile con quelle calzine adorabili, lo succhiava con passione e dolcezza solleticando le palle con le unghie smaltate, lui le stringeva la testa che si alzava e abbassava ripetendole quanto fosse brava e con l'altra mano le strizzava il culo.
Infilò le mutandine immezzo alla fessura e sculacciò le natiche scoperte, lei fece un urletto con ancora il cazzo in bocca e prese a succhiarlo più veloce e più a fondo, le infilò le dita nella figa da dietro accarezzando con il pollice il buchino del culo vergine, H iniziò a godere sul serio e lui le strinse i capelli spingendo il cazzo fino in fondo, non essendo abituata ad un pesce così grande faticava a tenerlo tutto in bocca e la sentivo gorgogliare ma non smise di succhiarlo fino a quando lui le chiese di togliersi le mutandine, H esitò timidamente dicendo che se avesse fatto il bravo la prossima volta sarebbe stata tutta sua, lui si eccitò ancora di più e le propose di fargli una spagnola, lei entusiasta si inginocchiò a terra e strinse forte le tette intorno al lungo cazzo, H era compatta e la cappella arrivava giusto ad altezza bocca quindi non esitò a succhiarla mentre lui si muoveva su e giù, col mio questa cosa non riusciva a farla.
R era in estasi e dopo pochi minuti disse che stava per venire, H si spostò all'indietro aprendo la bocca con gli occhi chiusi e le mani sulle cosce, lui si alzò in piedi con i pantaloni calati, segandosi con una mano e tenendole il mento con l'altra, spruzzò ansimando sulle guance arrossate e nella bocca spalancata della mia piccola che istintivamente tirò fuori la lingua, un rivolo di sperma le colò sul petto immezzo alle tette, ingoiò lentamente come se lo stesse gustando e aprì gli occhi sorridendo.
Lui la guardò per un attimo e dopo una carezza sulla testa si tirò su i pantaloni, mi lanciò un'occhiata e si chinò per darle un bacio in fronte, lei lo ringraziò e mentre usciva di casa si salutarono da lontano con un gesto della mano, appena si chiuse la porta mi corse incontro felice saltellando, mi chiese se fosse stata brava, io mi tolsi cappello e bandana e senza rispondere la presi di peso per lanciarla sul divano, sfilai le mutandine e glielo misi dentro in fretta, a quel punto le dissi che era stata fantastica e lei ne fu sollevata, mi guardava intensamente negli occhi mentre la martellavo, mi stringeva con le braccia e con le gambe, avevo voglia di baciarla ma non potevo rovinare il dipinto, lo sperma intorno alle labbra e sulle guanciotte le donava, sentivo la puzza salire e mi eccitava infinitamente, il pensiero di passare per secondo mi provocava un misto di emozioni indescrivibile, la avrei voluta così ogni volta, strinsi il faccino appiccicoso con la mano mentre le esplodevo dentro, ansimando con il cuore in gola le dissi di amarla.
Il periodo seguente fu idilliaco, non parlammo mai dell'esperienza con R e questo rendeva la cosa ancora più intrigante, facevamo entrambi finta di nulla come se non avessi assistito a quel tradimento, R mi scriveva spesso e senza dirlo ad H gli risposi di pazientare, aspettai che fosse lei a chiedermi di lui e dopo un paio di settimane lo fece, le mostrai la chat e lei rise, gli rispose che voleva rivederlo presto e che sarebbe stata tutta sua a una condizione: avrebbe dovuto legarla e sottometterla, lui fu entusiasta dell'idea e presero appuntamento.
Quella sera decise lei come vestirsi: scelse dei pantaloncini cortissimi e aderenti di pelle indossati senza mutandine, un reggiseno rosso elegante e stivali alti col tacco a spillo senza calze, l'outfit era vagamente sadomaso e le stava benissimo, preparò sul letto le corde e il lubrificante, quando R entrò lei lo aspettava sul divano con faccino malizioso, lui la prese in braccio e la baciò con passione, lo invitò a seguirla in camera da letto e lo spogliò accarezzandogli il corpo tonico, lui era eccitatissimo e la spinse sul letto mettendosi sopra di lei, le stringeva i polsi sopra la testa strusciandosi sempre più forte fino a quando lei gli chiese di alzarsi un attimo, si mise in piedi e dopo aver tolto il reggiseno si appoggiò con le braccia e la testa sul letto tenendo in alto il culo stretto dai pantaloncini e disse: sculacciami forte, fammi male davvero.
R iniziò a colpire le chiappe a mano aperta facendola quasi alzare da terra, il rumore era fortissimo e H urlava di vero dolore, mi alzai dalla postazione e presi una delle mie cinture, in silenzio gliela porsi, lui mi guardò con un leggero sorriso e iniziò a frustarla, H aveva le lacrime agli occhi e il culo rosso, le gambe strette le tremavano in equilibrio sui tacchi a spillo.
Legami adesso e scopami, disse quasi singhiozzando, R le fece togliere stivali e pantaloncini per incaprettarla con polsi e caviglie uniti dietro alla schiena, era bravo a fare i nodi, le prese la testa e iniziò a scoparla rudemente, H strizzava gli occhi impotente e gorgogliava sbavando, lui andò avanti per qualche minuto ansimando e tirandole i capelli, le slegò i piedi lasciando solo i polsi vincolati e la girò, cercò di aprirle le gambe ma lei fece resistenza, R le tirò due schiaffi sul viso che la stordirono, ubbidiente si lasciò penetrare a secco, era molto stretta e dalla sua espressione sapevo che stava soffrendo, ma anche che le piaceva.
R la sbatteva in preda ad una furia animalesca sudando copiosamente, le stringeva le tette leccando e mordendo i capezzoli, H urlava talmente forte che mi preoccupai per i vicini.
Girati puttana, le disse con disprezzo, lei ubbidì e si mise a pecora, dopo un paio di sculacciate sul culo martoriato le schiacciò la testa sul letto penetrandola senza pietà, io feci grandi sforzi per non venire, lo tirò fuori e le infilò la lingua in culo, H provò a divincolarsi ma lui la tenne ferma, dopo aver lubrificato il buchino prese il cazzo con la mano e provò a farlo entrare, lei diceva di no e lo implorava di smettere, volevo intervenire ma il pensiero che un altro uomo si prendesse il culo della mia ragazza prima di me era troppo eccitante.
Velocissimo mi alzai, passai il gel a R e dissi alla bastarda di stare zitta, con le mani le allargai le chiappe, lui spalmò una dose abbondante sul cazzo e lentamente la penetrò fino in fondo con faccia soddisfatta, H con voce stridula sussurrava solo più: ahia, glielo infilai in bocca per farla tacere mentre R le riempiva il culo stringendo i denti, io la afferrai dal collo e scopai la sua gola come se fosse un oggetto spruzzando direttamente nell'esofago quasi soffocandola, sembrava uno stupro e mi piaceva tantissimo, speravo che fosse quello che desiderava anche lei.
Ci mise un po' a riprendersi dalla sessione, aveva il culo distrutto dentro e fuori, faticava a camminare e a sedersi, sul viso aveva due cinquine rosse su entrambi i lati che doveva coprire con il fondotinta, si comportava da vera sottomessa e mi piaceva, sembrava avesse paura ma allo stesso tempo mi stava incollata e mi chiedeva di scoparla piano perché aveva ancora male, non risposi più a R e lei non lo nominò.
Ricominciarono le mie solite fantasie, volevo di nuovo vederla fare la troia, quando gliene parlai mi disse che non voleva saperne di R e che lo avrebbe fatto solo con qualcuno di più bello e gentile, sul sito di incontri prese di mira un cubano muscoloso di 40 anni di nome T e iniziarono a chattare, le chiese foto intime ma lei si rifiutò, presi l'iniziativa e gli scrissi che poteva mostrargli i piedi, lui ne fu entusiasta, era un buongustaio e già mi stava simpatico.
Disse che li voleva vedere sporchi, H era una ragazza pulita ma le piaceva giocare, passò una giornata intera scalza camminando per casa, balcone e scale fino a quando le piante divennero nere, io ero schizzinoso ma la cosa mi eccitava, notando come li fissavo mi porse un piedino per baciarlo ma le dissi che erano di T adesso e finché non lo avesse incontrato non potevo toccarli, lei rise e mi tirò due calci sullo stomaco e sulle labbra, mi fece male ma dopo quello che le avevamo combinato me li meritavo, li fotografai da tutte le angolazioni e il cubano apprezzò molto ricambiando con una foto del suo enorme pene, non era tanto più lungo del mio ma era spesso esattamente il doppio, quando lo vide H spalancò gli occhi arrossendo e disse che avrebbe dovuto allenarsi con il dildo, con la scusa la convinsi a farsi scopare delicatamente il culetto quando si masturbava facendole scoprire il piacere della doppia penetrazione.
T fece altre richieste e mi ritrovai a riprenderla mentre calpestava con i piedi scalzi frutta e panna, la cosa difficile fu resistere a non pulirli con la lingua, naturalmente lei ci godeva a non farmeli nemmeno assaggiare, alla fine fu lui a chiedere un incontro, dopo avergli spiegato le regole aggiunsi che la prima volta avrebbe avuto solo i piedi, il ragazzone accettò e disse che li voleva più puzzolenti possibile.
H aveva appena iniziato a lavorare come barista e passava mezza giornata con addosso scarpe e calzini, così le consigliai di utilizzare per qualche giorno lo stesso paio senza cambiarli, un po' schifata ma curiosa accettò, il giorno dell'incontro arrivò da lavoro con le air max e i calzini vecchi di una settimana, si tolse le scarpe e me le fece annusare, erano leggermente sudate ma nulla di eccezionale, i calzini bianchi invece erano davvero impregnati e ingialliti, superato un piccolo conato ci presi gusto ed iniziai ad apprezzare l'aroma, lei si cambiò senza lavarsi indossando jeans strettissimi senza mutandine, un top a fascia blu che metteva in risalto i capezzoli turgidi perfetti, si infilò le sneakers e mi disse di sedermi al mio posto e di annusare le calze se avessi sentito la sua mancanza.
T entrò e la salutò sorridendo e abbracciandola, non era alto ma muscoloso e trasmetteva gioia, mi guardò e disse hola, poi si dedicò ad H riempiendola di complimenti seduti sul divano, lei rideva e si vedeva quanto fosse a suo agio, dopo pochi minuti gli posò i piedi sulle cosce chiedendogli di toglierle le scarpe, lui felice le sfilò lentamente assaporando l'aroma con gli occhi chiusi, afferrò le caviglie e riempì di baci quei gioielli dicendo che li sognava da settimane, che erano piccolissimi e stupendi e che l'odore era inebriante, H lo fece spogliare e gli passò i piedi sul petto e sul pacco, lui tirò fuori il cazzo durissimo che sembrava ancora più grande che in foto, lei gli disse che era bellissimo e iniziò a segarlo picchiettando con le dita sulla cappela come le avevo insegnato, lui era in estasi e la guardava intensamente, le chiese di spogliarsi e lei lo fece.
Una volta nuda la afferrò baciandola con passione e disse che non resisteva, voleva scoparla, H si girò verso di me, io mi tolsi la bandana e il cappello e mi avvicinai, dissi che poteva avere anche la bocca ma doveva venirle sui piedi, lui rise e rispose che si sarebbe accontentato, H si infilò a fatica la cappella in bocca segandolo con due mani, dopo qualche minuto la afferrò stendendola e si getto con la testa immezzo alle sue gambe leccandole la figa con maestria, H godeva tantissimo, mi avvicinai per baciarla e il suo alito di cazzo mi eccitò, dissi a T che poteva scoparla perché mi stava simpatico, ma doveva comunque venire sui piedi, lui mi diede una pacca ringraziandomi, H mi guardava stringendomi la mano mentre la penetrava, quando entrò tutto i suoi occhi erano girati all'indietro.
La scopò lentamente stringendo i piedi contro la faccia annusando con gusto immezzo alle dita, mi sedetti sul divano anch'io ordinando ad H di mettersi a pecora, appoggiò la testa sulle mie cosce segandomi lentamente mentre T le dava forti colpi che la spostavano avanti e indietro, me lo succhiava stando ferma e lasciando che fossero i colpi a fare il resto, sentirla ansimare sul cazzo umido mi stava facendo impazzire, era tutta rossa, sudata e bella come non mai, le chiesi se le stesse piacendo e rispose che le piaceva tantissimo, dissi che la amavo e che era la mia piccola troia, lei rispose che mi amava e che era la mia troia, faticai a non esplodere.
T si fermò e le ordinò di girarsi, lei capendo che stava venendo gli porse i piedini sui quali spruzzò una quantità di sperma da riempirci un bicchiere, le morsi una guancia e le dissi di spalmarlo come se fosse crema, con un sorriso malizioso massaggiò tutta la superficie soprattutto immezzo alle dita per poi succhiare ad occhi chiusi quello che rimase sulle mani.
Ringraziai T e gli chiesi di lasciarci soli, mi sedetti comodo e lei iniziò a segarmi con quelle meraviglie lubrificate di sperma, l'uomo si rivestì e la salutò con un bacio in bocca prima di uscire, presi le calze e gliene passai una che infilò come preservativo, annusai e morsicai l'altra in estasi, le dissi di finire con la mano tenendo i piedi luccicanti appoggiati ai lati del cazzo, sborrai copiosamente riempiendo il calzino, lei se lo infilò ridendo e muovendo le dita dentro, le passai anche l'altro da indossare.
La accarezzai su tutto il corpo amorevolmente e le dissi che era stata perfetta, mi chiese cosa provassi quando la guardavo scopare con un altro uomo, risposi che mi eccitava il fatto che non fosse più mia per poterla riconquistare subito dopo, la risposta le piacque e con un sorriso carino mi abbracciò e mi disse che mi amava tanto, le chiesi cosa provasse a farsi scopare da uno sconosciuto davanti ai miei occhi e rispose che si sentiva impaurita e indifesa e allo stesso tempo protetta dalla mia presenza, si sentiva sporca e il fatto che glielo lasciassi fare le dava ancora più piacere.
Ero innamorato perso di lei, la relazione più bella della mia vita, anche questa volta non parlammo dell'esperienza vivendo come una coppietta felice, dopo quasi un mese T si fece risentire e mi tornò la fantasia di condividerla, feci indossare ad H la mia lingerie preferita e lo smalto nero che le donava, la fotografai e lei capì subito che le foto erano per lui, eccitatissima mi disse che aveva voglia di fare la porca con tutti e due.
Organizzammo per il sabato e per tutta la settimana indossò a lavoro un paio di calzini neri trasparenti di nylon che si impregnarono di odore e sudore più dei precedenti, in quei giorni non scopammo e resistere fu difficilissimo perché mi stuzzicava di continuo e mentre si masturbava con il dildo in tutti i buchi mi raccontava di quanto T la avesse fatta godere.
Arrivò il grande giorno e H con la lingerie e i calzini di nylon adosso attese trepidante il suo amante, si coccolarono amorevolmente e mi fece morire di gelosia, toccava i suoi muscoli e gli chiese di stringerla forte e di strozzarla, mi guardava dritto negli occhi con la lingua di fuori e il viso viola mentre le sputava in bocca, la stese e si diede da fare annusando i piedi e usandoli per masturbarsi, mi alzai e tirai fuori dal frigo una sorpresa: un vasetto di yogurt bianco e un pennello, l'uomo rise di gusto e si passò la lingua sulle labbra, H sorpresa rise e disse che non ne sapeva nulla.
Chiesi a T di scoparle la bocca e nel frattempo le tolsi i calzini, col pennello spalmai uniformemente lo yogurt passandolo fra le dita lentamente, H si contorceva per il solletico e il freddo continuando a succhiare eccitata, finito il lavoro dissi che era pronta la merenda, T glielo infilò dentro e iniziò a succhiare e leccare con gusto quelle prelibatezze, ad H piaceva molto e vedendo che la stava scopando sempre più forte iniziai a baciarla, mi piaceva sentire il sapore di cazzo nella sua bocca e i colpi che le dava scuotevano tutto il corpicino.
Quando i piedi furono completamente puliti dissi ad H di mettersi sopra di lui e che avevo intenzione di aggiungermi, entrambi furono d'accordo e la penetrammo contemporaneamente, T la teneva ferma dalle spalle facendo dentro e fuori dalla figa con colpi lenti e decisi, il cazzo era talmente spesso da stringerle sensibilmente il culo ogni volta che entrava, godevamo tantissimo tutti e tre sbattendola sempre più forte, quando capì dagli ansimi che T stava venendo chiesi ad H sussurandole nell'orecchio cosa sentisse, con voce flebile e dolcissima mi rispose che sentiva un'esplosione di calore meravigliosa e che stava venendo anche lei per quanto le piacesse, la cosa mi fece eccitare ed esplosi a via volta.
Quando uscimmo contemporaneamente dai suoi buchi fiotti di sperma colarono sul divano, la girai a peso morto perché era esausta e senza pensarci mi fiondai con la bocca sulla figa e il culo per poi baciarla appassionatamente, l'amore che provavo per lei in quei momenti era indescrivibile, era la ragazza dei miei sogni, consegnai a T i calzini dicendogli che erano un regalo ma che avrebbe dovuto farmi un piacere: la prossima volta doveva venire con un amico, H aprì gli occhi e mi guardò stranita, le dissi che volevo guardarla scopare con due uomini e che sarei stato in disparte perchè volevo che mi facesse ingelosire sul serio la prossima volta, accettò alla condizione che il suo amico fosse bello ed educato come lui, T rise di gusto e rispose che la scelta era facile: suo fratello sarebbe stato perfetto.
L'orgia venne organizzata per il weekend successivo e H iniziò a mettere in atto il suo piano perverso, per tutta la settimana non si fece vedere e si limitò a mandarmi foto intime seducenti e brevi video in cui si masturbava con il dildo nel culo e la manina intera infilata davanti, stava diventando una vera troia e iniziai ad avere paura.
Il giorno dell'incontro si presentò a casa mia bella come non la vedevo da tempo, truccata perfettamente e piastrata con addosso il suo migliore profumo che mi fece quasi svenire, aprì la giacchetta mostrando un body rosa sexy con il seno nudo risaltato e abbellito dal pizzo, pantaloncini cortissimi bianchi a vita bassa, sandali neri con zeppe alte e smalto rosa abbinato al body, quando mi avventai su di lei mi spinse con tutte le sue forze dicendo di non toccarla, di sedermi e stare bravo e soprattutto zitto, era la prima volta che la vedevo così arrogante e non capivo se facesse sul serio o giocasse.
T entrò per primo seguito da suo fratello S, era più giovane e veramente di bell'aspetto, quando H lo vide fece un sorriso grande quanto la faccia, si presentò e parlando in spagnolo mi guardarono ridendo, capivo che mi stavano prendendo il giro ma dovevo stare zitto, le presentazioni durarono poco e H iniziò a muoversi in maniera sensuale davanti ai due ragazzi seduti sul divano, barcollò leggermente e capii che aveva bevuto, si fiondò immezzo a loro e con le manine strinse i pacchi di entrambi, si slacciarono i pantaloni e notai che si somigliavano anche i loro cazzi, H entusiasta si mise in ginocchio a terra succhiandoli a turno.
Ad un certo punto si soffermò su S toccandogli il petto e gli addominali, T la alzò di peso piazzandola sul divano a pecora, lei si slacciò il body immezzo alle gambe e la iniziò a scopare stringendole le chiappe, H godeva sul cazzo di S succhiandolo fino in fondo, quando il giovane chiese di fare cambio la girarono stesa sulla schiena, la penetrò massaggiandole il seno, H fece un verso di godimento profondo guardandolo intensamente, capii che lui le piaceva davvero, appoggiò le caviglie sulle sue spalle e rimasi ipnotizzato a fissare quei piedini e quelle scarpe dondolare ad ogni colpo, T le prese la testa che sporgeva sul bordo del divano e infilò il cazzone in bocca al contrario, era la visione che avevo sempre sognato e faticai a non venire.
Quando la sua bocca venne liberata H chiese chi dei due volesse il culo per primo, si guardarono e dopo aver fatto la morra cinese vinse S, si girò di nuovo a pecora e disse di aver dimenticato il lubrificante, tutti e tre mi guardarono e mi toccò correre a prenderlo, lo passai a S che mi chiese se mi piacesse la pinga, risposi che la pinga mi piaceva solo vederla dentro di lei, disse che mi avrebbe accontentato e finalmente le penetrò il culo, H fece un ululato che venne interrotto dal palo di T che le entrò in bocca.
La scoparono davvero forte, la stavano usando come una bambola, fissavo la figa della mia fidanzata vuota mentre il suo culo veniva sfondato, eiaculai sul pavimento schizzando quasi fino al divano e neanche se ne accorsero, S ansimando come un animale finì la sua opera sculacciandola e parlando in spagnolo, T la afferrò da sotto le ascelle e se la caricò in braccio per scoparla in piedi mentre dal culo le gocciolava sperma, mi disse: slaccia le scarpe cavron, io ubbidii e H strinse le gambe intorno alla sua vita, la baciò appassionatamente sbattendola fino a quando lei si mise a leccargli il viso come una gattina e gli disse che era da sposare, anzi che erano da sposare entrambi.
T la appoggiò sul divano e infilandosi mezzo piedino in bocca diede gli ultimi colpi, mi girava la testa e desiderai che tutto finisse, H era felicissima e ad occhi chiusi si portava alla bocca lo sperma prelevato da entrambi i buchi, i ragazzi si pulirono e rivestirono con calma, quando li cacciai risposero che ero un ingrato ridendo e sfottendomi, baciarono uno la bocca e l'altro i piedi della mia fidanzata e lasciarono la casa.
Rimasi seduto a fissarla per un minuto quando finalmente mi fece cenno col dito di avvicinarmi, dopo averla baciata tutta le dissi che aveva superato ogni mia fantasia, era stata meglio delle pornostar, si mise stesa sulla pancia dondolando i piedi e con sorriso soddisfatto mi disse che era stata la migliore scopata della sua vita, la presi e me la caricai in braccio iniziando a scopare lentamente la figa piena di sperma, mi raccontò nei dettagli tutto quello che aveva provato e notando che mi eccitavo sempre di più si dilungò in appassionati complimenti sull'aspetto fisico dei due fratelli cubani, all'apice del mio masochismo le chiesi cosa provasse a farlo con me dopo di loro e con sguardo perfido rispose che in confronto ai loro cazzi il mio non era nulla e che a malapena lo sentiva, spruzzai talmente forte che sentì il rumore provenire da dentro di lei, la conoscevo e sapevo che stava godendo e che era soddisfatta, ma percependo quanto era dilatata la sua vagina sapevo anche che non stava mentendo del tutto, la baciai e le dissi che un giorno l'avrei sposata.
0
voti
voti
valutazione
0
0
Commenti dei lettori al racconto erotico